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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri, 22_01_018

@twitter: @claudianeri

Dalla California, Tim Belonax, design lead di Airbnb, Facebook etc

Da Milano, i progetti di animazione e augmented reality di Alkanoids

Dal Missouri la fotografia di Julie Blackmoon

Tedesca ma di base a Milano, Karin Kellner, illustratrice di sicuro talento


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Rest-Art Directors Club Italiano – Una Festa Tra Amici

Quante cose veramente importanti possono accadere in una sola serata?

Per esempio, quante possibilità ci sono che, nello stesso arco di poche ora – che ne so – tu vinca alla lotteria, nasca tua figlia e la tua squadra del cuore vinca la Champions?

Non tantissime, lo so.

Eppure martedì sera (il 16 gennaio 2018, se per caso stai leggendo questo post in un futuro lontanissimo, tipo il tremila, o il mese prossimo, a seconda dei punti di vista) sono successe un sacco di cose importanti.

Partiamo dalla più agognata, desiderata e richiesta nel corso degli ultimi anni: la consegna del ventottesimo e del ventinovesimo annual dell’ADCI, eccezionalmente racchiusi in un preziosissimo biannual che un domani se lo rivendi su ebay, beh, sei un po’ pirlotto.

Ebbene sì, è successo. Dopo un’attività di ricerca incredibile – no, seriamente, una roba pazzesca, che ricostruire la biblioteca alessandrina sarebbe stato più facile – fatta di recupero credit, reperimento file in condizioni e dimensioni decenti e tanto, tantissimo olio di gomito, il nostro Club è riuscito a creare tutto il materiale necessario per mettere in condizione gli amici dello Studio tuta di dare alle stampe quello che il nostro presidente ama definire, con vibrante spirito filatelico, “il Gronchi Rosa dell’advertising italiano”.

Risultato: una cosa fighissima.

Chiariamo subito una cosa: una serata magica difficilmente può crearsi in un posto poco avvezzo alla magia. Per questo la festa è stata ospitata da Tommy Wirz nei suoi clamorosi Milano Studio, dei teatri di posa che non sono solo fighissimi, ma che per i soci del Club sono anche accessibili a prezzi scandalosamente ridotti (dai, seriamente, al prossimo shooting facci un pensierino ché fai un figurone spendendo anche poco).

Dicevamo, una serata veramente magica, dal cui cilindro Vicky e il Board hanno tirato fuori una serie di notizie che lascia stare. Sei pronto? Siediti.

Sai qual è quel Club di creativi che, in un momento in cui tutto sembra andare indietro, ha chiuso l’anno con un +22% di nuovi soci, un +10% di iscrizioni ai suoi ultimi awards, +60% di presenza femminile e +500% (no, non mi è scappato uno zero) della partecipazione dei giovani alle proprie attività (awards inclusi)? Sì, ADCI.

Ah, e sai qual è quel Club di creativi che, mentre noi gozzovigliavamo a Milano, ha organizzato la stessa cosa anche a Napoli ottenendo pure un ottimo successo (anche in termini di PR e non solo di presenze)? Sì, ADCI.

Ok, adesso parliamo della serata. Tutti questi numeri sono stati snocciolati dal presidentissimo Vicky Gitto con una scioltezza invidiabile, malgrado fosse senza microfono e nonostante tutti i convenuti avessero già copiosamente attinto all’open bar e quindi con il concreto rischio di essere già abbastanza molesti.

Serve che ti dica che l’atmosfera era presa benissimo?

Serve che ti dica che è stato un momento che ci voleva come il pane per cominciare l’anno nuovo con più consapevolezza e senso di appartenenza a un Club che somiglia in maniera sempre più incredibile a quello dal quale vorremmo essere rappresentati?

Serve che ti dica che c’era della musica clamorosa (messa dal secondo dj più importante presente in quella sala)?

Serve che ti dica che un Club che concilia perfettamente cazzonaggine e credibilità è un posto di cui chiunque faccia il nostro mestiere non può non voler far parte?

Le risposte possibili a tutte queste domande sono essenzialmente tre:

NO, perché eri lì e sai di che parlo.

FORSE, perché volevi esserci ma non potevi per un motivo X, però per sommi capi ti hanno raccontato e un po’ ti sei preso male di non essere passato.

, perché non sei iscritto all’ADCI. E qui ti placco subito e ti ricordo che, se sei un over 30 che vuole iscriversi per la prima volta, puoi farlo pagando pochissimo, 130€, mentre se sei un socio che deve rinnovare ma invidi fortissimo la tariffa dei nuovi iscritti, fino al 31 gennaio hai tempo per usufruire della formula Early Bird e pagare anche tu 130€, mentre se sei under 30, ricordati che paghi 50€ fino al giorno prima del compimento dei 30 anni, per cui accorri numeroso.
Qui sotto ci sono i riferimenti bancari per fare il bonifico e iscriverti.
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Art Directors Club Italiano
Banca Prossima, Milano
Iban: IT19V0335901600100000119579
BIC/SWIFT: BCITITMX (solo per l’estero)
Causale: quota associativa 2018 NOME+COGNOME


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YouTube Ads Leaderboard Italia – Gli Spot Più Visti Su YouTube A Dicembre (#ytali)

Solo una cosa può rendere eticamente accettabile parlare ancora del periodo natalizio in pieno gennaio: YouTube Ads Leaderboard Italia, la classifica stilata da Google degli spot più visti nel nostro Paese su YouTube nel mese di dicembre, naturalmente. Diamo un’occhiata.

 

NUMERO 5
Al quinto posto si balla tantissimo con gli auguri fatti da TIM. Prova a non tenere il tempo se ci riesci.
Spot TIM Auguri 2018

NUMERO 4
Audi ti invita a dimenticare. A quanto pare, però, la gente si è ricordata benissimo di guardare questo spot.
Forget the car. Audi is more. Nuova Audi A8.

NUMERO 3
Apple ha chiamato il suo film di Natale “Magia”. Il motivo? Basta guardarlo.
Natale — Magia — Apple

NUMERO 2
A Natale puoi. Far raccontare a McCann e Paolo Genovese la storia di amore e odio di due sorelle lunga una vita.
Bauli 2Sorelle – Natale 2017

NUMERO 1
Al primo posto c’è un intero paesino della provincia di Lecce che per Natale, grazie a Ferrero Rocher e BCube, è tornato a brillare e a riempire di dolcezza la vita dei suoi abitanti, vicini e lontani, che per le feste si sono finalmente ritrovati.
Ferrero Rocher: La luce del borgo 


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 15_01_018

twitter: @claudianeri

Da Buenos Aires a Parigi la fotografia di Sofia Sanchez e Mauro Mongiello

Da Londra graphic design excellence firmata Here design

Le illustrazioni di Russ Gray

Da Milano, il design di Eremo studio


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 08_01_018

twitter: @claudianeri

“Truisms” firmati Daniela Corbascio, artista italiana.

Da Toronto il graphic design modernista di Chris Lange

Il talento di Jonathan Lovekin, food photographer

Dal Belgio la fotografia surreale di Sanna Dewilde


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 18_12_017

twitter: @claudianeri

Le segnalazioni tornano lunedì 8 gennaio, buon inizio 2018 a tutti!

Moda e ironia nelle illustrazioni di Ignasi Monreal, balzato alle cronache per la campagna di Gucci.

Dall’Inghilterra branding e graphic design firmato Hawaii design.

Il vuoto e le cose nella fotografia di Giulio Ghirardi

Food photography interpretata da Henry Hargreaves


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YouTube Ads Leaderboard Italia – Gli Spot Più Visti Su YouTube A Ottobre (#ytali)

Gli amici di Google hanno pubblicato la classifica dei 5 spot con più visualizzazioni sulla loro piattaforma nel mese di ottobre.

Andiamo subito a vederli, così per un po’ la smetti di pensare al nuovo Star Wars.

NUMERO 5
Ehi, forse non lo sai ma è uscito un nuovo iPhone, anzi 2, ma in questo caso ci concentriamo sul modello X e su quella mina di soundtrack che è Best Friend di Sofi Tukker. Sì, è un brano oltraggiosamente pop e non abbiamo paura di dire che spacca. Non fare quella faccia, ché poi l’iPhone non la riconosce e non si sblocca.

iPhone X è arrivato — Apple

 

NUMERO 4
Con Treccani è facile innamorarsi del sapere. Con Claudio Santamaria è facile innamorarsi di Treccani. Facile, no?

Treccani – Spot Innamorati del sapere

 

NUMERO 3
Se ordini un mocio online e ti danno un cane al suo posto, potresti anche essere contento, a un certo punto. Ecco, per le auto aziendali non è proprio la stessa cosa. Per questo Ford te le fa provare per una settimana prima di scegliere. Guarda qui.

Try and Drive – Mocio | Ford Business

 

NUMERO 2
Se sei anziano e hai paura della polmonite puoi travestirti da protagonista di Breaking Bad, oppure puoi parlarne col tuo medico ed evitare che tutti ti prendano per pazzo.

Nonni: moderni supereroi a rischio

 

NUMERO 1
“Wild, free, spontaneous”. Sono i fiori e le piante presenti in questo video spettacolare, ma è anche una descrizione perfetta per il target di H&M. Guarda che meraviglia.

ERDEM x H&M – “The Secret Life of Flowers” campaign film by Baz Luhrmann

 

La classifica è mensilmente pubblicata su Think With Google.
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.

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Il Premier Gentiloni per #cambiostile

Ecco una di quelle notizie che ci fanno capire che sì, ci stiamo muovendo nella giusta direzione.

Anche il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, con un messaggio di incoraggiamento, sostiene ufficialmente #cambiostile, il manifesto della comunicazione non ostile di Parole O_Stili.

Nella nota, Gentiloni sottolinea come l’iniziativa abbia

“saputo dare vita a un importante percorso di riflessione e di partecipazione, riunendo scuole, università, protagonisti della comunicazione, aziende e cittadini attorno ai principi del ‘Manifesto della comunicazione non ostile’.”

 

Come è noto ai soci del Club, che patrocina ufficialmente Parole O_Stili, l’obiettivo di #cambiostile è porre l’attenzione di tutti su ciò che si dice e condivide online.
Più che un galateo della comunicazione, un vero e proprio prontuario del buon senso, della correttezza e del rispetto reciproco.

Sì, è vero, fa strano pensare che alle soglie del 2018 ci sia ancora bisogno di dover chiarire queste cose che dovrebbero essere l’abc. Ma finché ce ne sarà bisogno, noi come Club saremo in prima linea pronti a ribadirle e a sostenere a spada tratta chi le difende.
Di seguito il testo integrale del messaggio di Gentiloni:
Messaggio Pres. Gentiloni per Parole O_Stili

 

Qui invece il comunicato stampa di Parole O_Stili –> comunicato cambiostile ok

E last but not least, ecco anche il manifesto della comunicazione non ostile in politica:


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 11_12_017

twitter@claudianeri

Still life e nn solo: Katherine Fawssett, fotografa inglese.

L’illustratore Nazario Graziano, giovane talento italiano

Fotografia e design nelle immagini di Delfino Sisto Legnani

Illustrazione e robotica a firma Patrick Tresset


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Benessere soggettivo. Prove d’Italia!

Quest’anno elemento di novità è stata l’assenza di Giuseppe DeRita a presenziare il rapporto Censis che come ogni anno fotografa la situazione del Paese Italia. Una assenza legittimata dal fatto che il 50° rapporto, quello dello scorso anno era stato, dopo 40 anni, per sua scelta l’ultimo. Una assenza di fatto “soltanto” fisica vista la scuola di pensiero che negli anni ha visto crescere vicino a lui persone come Massimiliano Valeri – direttore generale e, raro caso in Italia di nepotismo produttivo di qualità, il figlio Giorgio DeRita – segretario generale al suo esordio.

NELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE SUPERIAMO LA GERMANIA – L’Italia nel rapporto ce la fa, si risolleva. La produzione industriale ha ripreso alla grande, con performance che superano, pensate un po’, l’industria tedesca. I consumi sono cresciuti del 4% negli ultimi tre anni, ma soprattutto è tornato il piacere di consumare. Le spese, dice nel rapporto il Censis, sono orientate verso: cultura, parrucchieri, prodotti cosmetici e trattamenti di bellezza, pacchetti vacanze, +10,2% nel biennio 2014/16. Si riscopre il primato del benessere soggettivo.
La svolta c’è ed è positiva, ma non riguarda tutti. C’è un divario sempre più visibile tra chi ha superato le difficoltà date dalle strettoie della crisi, e chi è rimasto indietro, una maggioranza della popolazione che diventa “rabbiosa”.

 

E’ una società divisa in due, dove comunque sembra difficile immaginare il futuro. Un Paese dove il futuro è appiccicato per lo più al presente, dove resistono i vecchi miti. Più che pensare ad un nuovo ciclo siamo di fronte all’esaurirsi di un ciclo stanco e vecchio.

IL BENESSERE SOGGETTIVO – Quindi, tra un’altalena di crescita, stallo e regressione, quello che emerge dai dati è anche una Italia del rancore. Il blocco dell’ascensore sociale crea paura nella stagnazione ma soprattutto nello scivolone verso il basso, una inevitabile caduta nel vortice incontrollabile del capitombolo sociale. Il rancore si genera per la difesa del benessere soggettivo conquistato, per il ruolo e la posizione sociale acquisita e faticosamente mantenuta.
Il risentimento e la nostalgia vengono rivendicati da chi è rimasto indietro negli anni della crisi, e questo ha fatto in modo che si scoperchiasse il vaso di pandora del populismo e del sovranismo. Il rancore accumulato però non ce la fa ancora a diventare conflitto. Conflitto sociale che diventerebbe terremoto, frattura auspicabile per un rinnovamento sostanziale della società.
Per poter sciogliere i grumi del rancore sociale che si diffonde in modo così virale si potrebbe pensare a costruire forme aggregative nuove, che rispondano alle esigenze di vita del quotidiano e che siano in proiezione e con una maggiore cura, dedizione e consapevolezza dei bisogni, che restano purtroppo primari.

MILLENNIALS – E’ una Italia che invecchia, non c’è ricambio generazionale, si riduce la media dei giovani. I tanto citati Millennials, sono circa 11 milioni su 50 milioni di votanti.
Hanno tra i loro miti:
1) Social Network,
2) un lavoro, (non è un errore di battitura, un lavoro purché sia)
3) Smartphone,
4) Cura del corpo – tatuaggi – fitness.

La piramide generazionale è oramai capovolta creando all’unisono il problema delle pensioni: chi le paga?
E della disoccupazione che grava sui giovani ma anche sulle spalle dei giovani vecchi 50/60 anni, spaventati dal lavoro che non c’è più e dal miraggio di una pensione che non si sa se ci sarà e quando.

PENULTIMO POSTO IN EUROPA PER LAUREATI – Siamo al penultimo posto in Europa per numero di laureati 26,2% della popolazione tra i 30/34 anni, davanti alla sola Romania. Pochi quindi i laureati e sempre più in fuga verso un paese estero, dove sperano di essere accolti meglio per remunerazione e per riconoscimento professionale.

In questa Italia sempre di più a due vie, che non si fida, immobilizzata dalla paura di perdere quel primato personale, rivendicato nel benessere soggettivo, si fa strada un’immigrazione che va ad aumentare il bacino di marginalizzazione. Nel nostro Bel Paese arrivano gli immigrati meno qualificati e più poveri. Non siamo propriamente un Paese attrattivo da questo punto di vista. Perdiamo i nostri cervelli migliori e non riusciamo ad attrarre quelli stranieri. Il dato medio in Europa degli extracomunitari con istruzione è pari al 28,5% (con punte del 50,6% nel Regno Unito e del 58,5% in Irlanda) . Da noi ci si ferma al 14,7%”.

GIG ECONOMY  AND DELIVERY ECONOMY  – L’offerta di lavoro in Italia si sta spostando verso un’inesorabile “polarizzazione”, c’è una terra di mezzo che si fa sempre più deserta, tra la crescita delle professioni intellettuali e la disponibilità di lavori non qualificati. Questo rende difficile l’interesse di una migrazione scolarizzata e professionale perché vengono a mancare le posizioni mediane nel lavoro, come quelle di impiegati, artigiani e operai. Emergono in questo quadro le professioni intellettuali e le posizioni non qualificate. E’ il successo della gig economy e della delivery economy. Lo spostamento delle merci e la consegna nell’ultimo anno sono in crescita +11,4%. I professionisti delle partite iva scendono del 10% in dieci anni.

MADE IN ITALY – C’è una filiera che da sempre regge e da speranza di esserci anche in futuro, una filiera che brilla nella catena globale del valore. Il Made in Italy.
La nostra presenza sui mercati esteri è certa e riconoscibile, le nostre produzioni sono accompagnate da una reputazione, legata alla notorietà del brand imprenditoriale Italia che si caratterizza con la creatività per il settore moda, per la tipicità e l’esclusività per quanto riguarda il settore enogastronomico e per il ricercato design nel settore mobili e arredo.

Non c’è un Sistema Italia. Tutto è riconducibile alle abilità dei singoli, alla loro capacità professionale e alla loro caparbietà personale nell’esserci e nel presentarsi ad un mondo fuori dai confini nazionali, in grado di riconoscere la qualità ed apprezzarla.

VOYERISMO POLITICO & SOCIALE – La politica arranca, governo e opposizione mostrano il fiato corto verso il cambiamento che con il digitale è sempre più futuro, mentre nel resto d’Europa è il presente già da un po’. Sono distratti i nostri politici, dovrebbero avere una visione e invece si prodigano più nell’apparire che nel fare, con epici scontri mediatici nei salotti buoni della TV, intenti nella spartizione costante di un like nazional popolare compiaciuto che non chiede mai consapevolmente conto, un pubblico passivo fatto di haters o cortigiani di professione. E’ un po’ come succede d’estate quando sono ormeggiate in porto le imbarcazioni di lusso : a bordo Bella Gente in festa e dietro ai rossi cordoni di sicurezza uomini e donne che si accalcano curiosi, bramanti di un sorriso, magari di un selfie da poter condividere con chi sfigatamente è rimasto a casa…

Ninna nanna ninna nanna – a, ninna nanna ninna nanna – a  … pè quer popolo cojone risparmiato dar cannone … (Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri dettoTrilussa).