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Aperte le iscrizioni ai DMA Awards.

È ufficialmente aperta la Call For Entries per i DMA Awards, il premio che onora le migliori campagne di direct marketing e data-driven.

La terza edizione dei DMA Awards Italia sarà sincronizzata con con gli ECHO Awards americani. Ricalcando il modello inventato dalla casa madre americana, i DMA Awards sono l’unica competizione che guarda alla disciplina del direct & data driven marketing nella sua totalità. La formula è semplice: 30% strategia, 30% creatività, 40% uso dei dati e misurabilità.

Sono ammesse a partecipare tutte le campagne di marketing diretto prodotte, completate, eseguite e misurate tra il 1 Ottobre 2013 e il 31 marzo 2015.

Sarà possibile iscrivere le campagne fino al 3 aprile 2015 utilizzando la piattaforma awards.dmaitalia.it. Quest’anno, attraverso l’EARLY BIRD, c’è la possibilità di risparmiare il 20% del costo delle iscrizioni per le campagne iscritte entro il 20 MARZO 2015.

Sono 15 le categorie di business per le quali si può competere: automotive; business and consumer services, communications and utilities, financial products and services, information technologies, insurance, nonprofit, pharmaceutical and healthcare, product manufacturing and distribution, publishing and entertainment, retail and direct sales, travel and hospitality/transportation , consumer products, education, professional services.

Per ciascuna categoria saranno assegnati un Oro, un Argento e un Bronzo DMA Awards. Tra questi saranno poi selezionati 9 Premi Speciali: DMA Direct Mail Award Freccia d’Oro, DMA E-mailing Award, DMA Big Data Award, DMA Search Marketing Award, DMA Digital Award, DMA Mobile  Award e il Diamond Award, il premio all’eccellenza.

Poiché la Giuria dei DMA Awards Italia è accreditata anche presso gli Echo Americani, i vincitori di un metallo potranno accedere direttamente alle semifinali della competizione americana, chi non vince invece accederà alla prima fase della gara, il costo per tutti sarà di 40 dollari. Inoltre, novità di quest’anno, le campagne che vinceranno uno o più metalli entreranno nella galleria virtuale “The Best of The Best” sulla piattaforma della Global DMA, il network che raggruppa tutte le DMA nel mondo, www.globaldma.com.

Massimiliano Maria Longo presiede la Giuria, ADCI e AssoCom patrocinano la competizione

Insieme al lancio della CFE, DMA Italia è onorata di presentare i componenti della Giuria 2015, selezionati con criteri molto severi tra leader di mercato con un’esposizione costante a un gran numero di stimoli creativi e di challenge innovativi in tema di strategie e tecniche di real time marketing. La Giuria è composta da esperti di marketing e CRM in azienda, da creativi di importanti agenzie e da accademici.

Alessandro Betti - Direttore Raccolta Fondi, Telethon.

Andrea Boaretto - Head of Marketing Projects at School of Management del Politecnico di Milano.

Marzia Curone - Partner Relata (madrina premio Freccia d’Oro).

Flaminio Francisci - Marketing Director at SAP.

Arturo Frixa - Direttore Generale Marketing, Comunicazione e PR in Jaguar Land Rover Italia.

Andrea Antonio Galli - Head of Digital Excellence, Nestlé Italiana.

Marianna Ghirlanda - Head Of Creative Agencies at Google.

Carla Leveratto - Creative Director presso Gruppo Roncaglia.

Jacopo Mele - Presidente Fondazione Homo Ex Machina Onlus.

Ottavio Nava - Managing Director at We Are Social.

Alessandro Orlandi - Creative Director at Saatchi & Saatchi.

Matteo Righi - Creative Director at Hagakure.

Marco Rosso - Presidente DM Group e Past President DMA Italia.

Marita Spera - Head Of Public Affairs And External Communication, American Express Italia.

Amodiovalerio Verde - Group Product Manager, ContactLab.

Cristina Ziliani - Professore Associato di Marketing Università di Parma (Osservatorio Fedeltà).

 


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri, 02_03_015

twitter @claudianeri

Le irresistibili immagini dell’illustratore inglese Gavin Reece

Da Minneapolis Wink, graphic designer di provato talento

Koto Bolofo giovane fotografo sudafricano

Le geometrie di Luis Tomasello artista argentino recentemente scomparso


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Google & ADCI : YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S1 E9/12)

Gennaio manifesta la sua nota arroganza, arrivando per primo anche quest’anno. Ci siamo presi del tempo per salutarlo. Ma ora ciao, Gennaio.

Napolitano finalmente è riuscito ad uscire dal tunnel della presidenza e per sostituirlo si è cominciato a cercare un giovane con esperienza.

Nell’indecisione, Matteo si rallegra e sceglie la via dell’anagramma. Il nuovo presidente è Sergio Mattarella.

Ma vediamo cosa è stato questo Gennaio secondo gli utenti di YouTube.

Eccovi il nono episodio della YouTube Ads Leaderboard Italia, per gli amici #ytali.

2015 Budweiser Super Bowl Commercial “Lost Dog” | Budweiser #BestBuds

C’è aria di novità in casa Budweiser. Dopo “Puppy Love” arriva “Lost Dog”. A volte la linea più breve tra due punti è un cane.

#KimsDataStash | T-Mobile Commercial

L’attesissimo spot di T-mobile per il Super Bowl. Grande protagonista, brillante e con una personalità tutta sua. Anche il resto della Kardashian non è male.

Microsoft HoloLens – Transform your world with holograms

Finalmente la tecnologia viene incontro al bisogno di portare il fidanzato immaginario al pranzo di Natale.

“Slap her” – children’s reactions

 

Ora l’unica cosa da fare è uno studio per capire come mai, quando questi mini-uomini crescono, non diventano sempre uomini ma a volte si risolvono in subumani.

Fiat 500X car launch feat. Dynamo & #ThePowerOfX in London


Quindi è così che nascono i bambini?

***

Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.


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THE CALL FOR THE CALL FOR ENTRY: ecco i vincitori.

Con la campagna “Prova a cambiare punto di vista” Roberto Ottolino e Riccardo d’Amaro, entrambi di A-Tono, sono i vincitori della seconda edizione del contest “The call for the call for entry”.

Ai partecipanti era stato chiesto di convincere agenzie e aziende attive nei settori del direct e data-driven marketing a iscrivere le proprie campagne ai prossimi DMA Awards Italia, ribaltando il pregiudizio che i dati affossino la creatività, mentre costituiscono le basi per farla emergere.

La campagna vincitrice sarà on air da marzo, in concomitanza con l’apertura delle iscrizioni agli Awards.

Roberto e Riccardo si sono aggiudicati la partecipazione alla DMA Conference di Boston il prossimo Ottobre: voli, albergo e pass per 5 giorni di exhibition, seminari e workshop.

I due vincitori riceveranno il riconoscimento durante la premiazione dei DMA Awards Italia, il 17 giugno. In quella occasione saranno inoltre premiati con uno speciale riconoscimento anche i secondi classificati Luca Riva e Niccolò Carrassi (DUDE) con la campagna “Time to be more serious about awards”, insieme ai terzi classificati Martino Caliendo e Marta Nava (Saatchi&Saatchi) con la campagna “The Awards for who figures out the results” a pari merito con Gloria Bertazzoni e Francesca Marra (We are social) con la campagna “La nostra attenzione dura 8 secondi”.

 


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YOUTUBE MOBILE ACADEMY ARRIVA A ROMA.

Dopo il successo de “Youtube Content Strategy Workshop” (qui l’articolo), torna a Roma un seminario gratuito di YouTube riservato a creativi, planner e account. L’appuntamento è il 3 marzo alle ore 14.00 presso il Boscolo Hotel in Piazza della Repubblica 47. L’incontro tratterà dello scenario mobile, delle potenzialità sia creative che strategiche del mezzo. Verranno presentati inoltre i wearable device e verranno introdotte le potenzialità che offrono.

“Smartphones, tablet, wearable devices, lo scenario mobile è in continua evoluzione: quali sono le potenzialità creative e strategiche di questi dispositivi? quali le opportunità?”

I posti sono limitati, per iscriversi basta compilare questo form, con l’indicazione di nome cognome e indirizzo email dei partecipanti.

L’agenda:
13.30-14.00 welcome coffee
14.00-16.00 speech
16.00-16.30 coffee break
16.30-17.30 speech

Vi aspettiamo!


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A caccia di insight: il racconto dell’Instant Ads Night.

Marco Diotallevi, Copywriter e Founder di Plural | Conversation agency, ci racconta l’interessante esperienza che gli studenti dello IED di Roma hanno vissuto durante il Festival di Sanremo, grazie al primo workshop di Instant Ads.

“Estate 2012. Donnalucata, Sicilia. Secondo il racconto ufficiale, uno sconosciuto Giovanni Caccamo sta pedinando in spiaggia Franco Battiato con un cd in mano. Capirà di aver fatto bene quando, venerdì 14 giugno 2014 alle ore 01.30, sul palco dell’Ariston, ritirerà il premio Sanremo Giovani.

In quello stesso momento a Roma, 16 studenti dello Ied stanno chiudendo il loro computer contenti, sebbene invece di ubriacarsi siano stati costretti a guardare il Festival della Canzone Italiana.

Sono gli studenti con cui abbiamo creato qualcosa che non c’era in Italia, l’Instant Ads Night, il primo workshop di Instant Ads.

L’idea è nata in un bar di Roma. Eravamo Lorenzo Terragna, copywriter coordinatore del corso dello Ied, Alessandro Zingaro, art direction e founder di Tortuga | Indipendent Creative Network, e il sottoscritto.

La volontà era quella di provare a trasformare degli studenti in un’agenzia contemporanea, cercando di fare quello che negli Stati Uniti è prassi durante il Super Bowl: in gergo, Real Time Marketing.

Nessuno di noi sapeva a cosa sarebbe andato incontro, ma eravamo certi che il momento giusto sarebbe stato durante le serate di Sanremo.

Perché Sanremo? Per tanti motivi, alcuni di questi spiegati in una mia intervista al sociologo Michele Sorice.

Grazie allo Ied, con la collaborazione di Saatchi&Saatchi che ci ha offerto gentilmente i locali, abbiamo potuto dare vita a due serate che rimarranno nella memoria di tutti noi per ispirazione, magia e divertimento nel fare il proprio mestiere.

La cosa più bella infatti è guardare la tv pensando a possibili insight per campagne da consegnare immediatamente. Una sfida meravigliosa che ha come output l’immediata pubblicazione di microannunci su Twitter.

Le campagne che sono state prodotte durante le due serate infatti si muovono da insight rubati dalle interviste, dalle canzoni, dagli abiti o dalle conversazioni online.

L’entusiasmo veniva incoraggiato anche da chi ha seguito su Twitter e Facebook la nostra serata: grazie alla collaborazione di Plural | Conversation Agency, e nella fattispecie delle indomite Lorella Scarati e Francesca Lanzilotto, l’evento è stato raccontato in live twitting.
Per chi volesse leggere lo storify il link è qui.

Per chi invece volesse vedere le campagne le alleghiamo qui sotto.

L’ultima è un augurio agli studenti dello Ied, a Giovanni Caccamo e un po’ a tutti noi.
Cosa abbiamo in comune? La necessità non solo di cogliere l’occasione, ma anche di andarcela a cercare. Chi dietro un cespuglio in spiaggia, chi nell’intervista ad un’astronauta.
E tra le cose che abbiamo insegnato, questa l’abbiamo imparata insieme.”

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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 23_02_015

twitter: @claudianeri

La divertente serie “urban fiction” della giovane artista cinese Danwen Xing

Da Toronto l’eclettismo di Dinnick&Howells graphic designers di lungo corso.

La globalizzazione vista attraverso il talento di Jonas Bendiksen, fotografo e reporter norvegese

Here design, talento design di Londra.


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Egregio Giorgio Brenna

Egregio Giorgio Brenna,

lo studio legale che La rappresenta mi ha inviato una diffida per tre passaggi del mio post, pubblicato l’11 dicembre 2014. (se perde Riccardo Pagani perdiamo tutti)

Inutile aspettare i tre giorni concessi. La accontento immediatamente.

Ho eliminato il riferimento all’ammontare del fee guadagnato per il film Cult. Mi limito a osservare che, considerato l’importo,  Riccardo Pagani (“autore dell’idea fondante”, a detta della Giudice) non era un mangia a ufo.

Lo ritenevo un dato rilevante per i lettori, affinché fosse chiaro a tutti che si trattava di business vero, non di una campagna “fake”.

Ho tolto anche lo screenshot del messaggio inviatole da Vavalà.

In effetti nemmeno io capivo molto quel messaggio. Non capivo perché ridesse Vavalà. Non capivo perché ridesse Lei, Egregio Giorgio Brenna, alla notizia che i credit del film Cult (in quel momento entrato in shortlist a Cannes) non erano del tutto esatti. Forse un sorriso di de amicisiana memoria. O era un sorriso eginetico?

In ogni caso, come mi fanno notare i suoi Avvocati, non è detto che “l’occhiolino” più il sorrisone fossero suoi.

Ne prendo atto. Del resto anche a me capita spesso di lasciare l’iPhone in giro. “Invecchiare è orribile ma è l’unica alternativa che ho trovato al morire giovani”.

(non è mia, i credit sono di Oscar Wilde)

Ho deciso di eliminare completamente il passaggio relativo allo scambio epistolare tra legali avvenuto nel luglio 2014. I Suoi avvocati mi hanno fatto notare che era lesivo in quanto poteva far  pensare a una sorta di “ricatto” a Pagani. In realtà volevo solo assolvere i direttori creativi da qualunque responsabilità riguardo alla mancata assegnazione dei credit.

Ho invece qualche problema morale a eliminare il post di Guido Chiovato. Non ho mai censurato i post di  nessuno. E se Lei mi avesse chiesto di pubblicare una Sua versione dei fatti sarei stato lieto di darLe soddisfazione, senza censura alcuna.

Ho problemi morali a tagliare il post di Guido Chiovato perché, in assenza di una Sua smentita ufficiale e argomentata, io faccio fatica Egregio Giorgio Brenna, molta fatica, a pensare che gli insegnamenti di Leo Burnett non siano davvero lettera morta.

È vero o no che l’autore dell’idea fondante del film Cult 500 è Riccardo Pagani?

Per il giudice “è pacifico”.

Lei cosa può dirmi, Egregio Giorgio Brenna?

Tuttavia, nella logica di una distensione volta a favorire l’accordo finale tra Leo Burnett e Riccardo Pagani, eliminerò anche il post di Guido Chiovato.

Mi lasci prima verificare che non mi mandi anche lui una diffida. Benché, per l’uomo che ritengo sia il Signor Guido Chiovato, non me l’aspetto.

Vorrei Le fosse chiaro, che io non contesto i credit inseriti da Leo Burnett e li considero tutti legittimi. Sappiamo che difendere e produrre un’idea sono una parte molto importante del nostro lavoro.

Ma avere le idee è altrettanto importante. Non crede? Aggiungere Pagani ai credit non toglie gloria agli altri professionisti coinvolti nel progetto.

Quest’anno, a IF!, abbiamo celebrato gli autori delle migliori idee pubblicitarie sul Palco del Teatro Franco Parenti.

È stato un evento pubblico, importante e dispendioso in termini di energie e denaro. Ma utile per diffondere cultura della comunicazione in un Paese che ne ha quanto mai bisogno.

L’autore dell’idea fondante del lavoro che ha vinto l’oro, nella prestigiosa sezione TV e Cinema, non è stato nemmeno citato. E non per colpa mia.

Anche questo può essere lesivo. Danneggia la credibilità del premio più ambito tra i creativi italiani.

Un premio che va agli autori, innanzitutto. Ed è mio diritto, oltre che dovere, chiedere rispetto per gli autori.

L’Art Directors Club Italiano è un’associazione di autori di contenuti per la comunicazione commerciale e istituzionale.

Non mi interessano le prove di forza inutili.  Ma non ho nessuna intenzione di passare come un Presidente dell’ADCI che parli dell’importanza delle idee senza poi tutelare chi le produce.

Io credo che passata la prima infanzia gli uomini debbano imparare ad affrontarsi a viso aperto.

Per questo gradirei delle Sue risposte. Non altri scritti di avvocati.

La mia non è una guerra a Leo Burnett, dove lavorano persone che stimo. E nemmeno a Lei, che non conosco.

Interpreti quindi correttamente il mio gesto distensivo. Non siamo qui a dimostrare scampoli di senile “potenza”.

Accontentiamoci  di dimostrare di essere uomini. O members of the Human Kind, se preferisce.

Saluti

m.g.


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17 is the new 13.

BostonIl 17 è un numero molto sottovalutato: parecchi pensano che porti una certa sfiga, ma in realtà nasconde grandi opportunità per chi ha la pazienza di coglierle.

Per esempio, oggi è martedì 17 e c’è ancora tempo per partecipare a “The call for the call for entries”, il contest per scegliere la campagna ufficiale della nuova edizione dei DMA Awards Italia riservato ai giovani creativi under 30: in palio lodi, onore, gloria, visibilità e un viaggio a Boston. Pensate che la deadline iniziale era il 13 ma è stata posticipata (quindi rifletteteci seriamente se siete ancora convinti che il 13 porta così tanta fortuna, però con una certa rapidità, perché la deadline definitiva è comunque domani).

17 è anche il numero dei magnifici componenti della Giuria, a ulteriore dimostrazione di come il mondo del direct marketing italiano voglia orgogliosamente testimoniare il proprio perentorio rifiuto verso qualsiasi forma di superstizione. Voi che amate le statistiche accoglierete senz’altro con viva e vibrante soddisfazione il fatto che il 29,41% della squadra sia composto da soci ADCI: in scrupoloso ordine casuale Matteo Righi, Alessandro Orlandi, Ottavio Nava, Marianna Ghirlanda e Massimiliano Maria Longo (che, fatto non trascurabile, è Presidente della Giuria).


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che Presidente vogliono i Soci Adci?

 

Quanto letto in queste ultime settimane, su YouMark, mi porta necessariamente a una domanda,  una precisazione e una (lunga) riflessione.

Comincio dalla domanda.

Sono stato il primo Presidente Adci a cui sia stato chiesto di farsi un secondo triennio di mandato. Ma sono ancora il Presidente giusto per rappresentare questo Club ? Lo chiederò ai Soci, in occasione dell’Assemblea annuale che si terrà il prossimo 7 marzo, alle 10.30, in Design Library.

La precisazione.

Quanto ho scritto nell’articolo “se perde Riccardo Pagani perdiamo tutti” non è un attacco personale a qualcuno. È la difesa del diritto di Riccardo Pagani a figurare nei credit del commercial Fiat 500 “Cult”. È anche la difesa di un principio a tutela della nostra industry.

Io non ho litigato con Davide Boscacci e non ho nulla di personale contro di lui. Ed è falso affermare che abbia qualsivoglia  pregiudizio contro chi lavori nelle grandi agenzie.

In questi 4 anni da Presidente Adci ho  ricevuto grandi contributi ed enormi delusioni. Sempre e solo da esseri umani, mai da strutture. Ho di conseguenza valutato “grandi” o “piccoli” gli esseri umani. Indipendentemente dalle dimensioni del “pedigree” del professionista.

 

La (lunga) riflessione.

come vedo il mio ruolo era noto a tutti quelli che mi hanno votato all’unanimità per un secondo mandato. Mi hanno votato malgrado avessi condiviso pubblicamente “sette ragioni per non votarmi“.

Tutto questo era noto ai Soci, ai Consiglieri e al mio Vice Presidente.

Rispetto al ruolo dell’Adci nella nostra industry, questo è quello che dichiarai a Soci e giornalisti prima di essere rieletto:

Il sistema sta franando?, cambiando?, evolvendo?. Scegliete voi il termine. Ma diventa cruciale evitare l’imbarbarimento, la perdita di cultura. Non intendo il termine “cultura” come aspetto meramente intellettuale. Più pragmaticamente la vedo come serbatoio di memorie delle buone pratiche tecniche, gestionali ed etiche che ogni generazione dovrebbe trasmettere a quella successiva. Se non diffondiamo Cultura della comunicazione non rispettiamo il nostro scopo statutario.

IF! diffonde cultura 3 giorni all’anno. Negli altri 362 dovrebbe valere la legge della giungla? Io non vorrei mai essere Presidente di un Club che tuteli solo gli amici degli amici.

Io voglio essere Presidente dell’Art Directors Club Italiano solo se i Soci credono nelle stesse cose in cui credo io.

Credo che il Club debba tutelare la creatività.

Ma ciò non significa solo premiare l’eccellenza creativa con un Award. Significa anche esprimersi su temi rilevanti quali il diritto d’autore in pubblicità. E significa, soprattutto, difendere tutti i creativi, nessuno escluso. Anche quelli più deboli e anche a costo di inimicarmi l’agenzia del mio vice presidente. Rendere pubblica la vicenda Pagani è una cosa che rifarei domani, perché la cultura di difendere solo gli amici degli amici non mi appartiene. Credo invece che ogni creativo, anche il più isolato, abbia lo stesso diritto di esprimersi di tutti gli altri e abbia lo stesso diritto di essere tutelato e protetto. Ho sempre creduto nella buona creatività, a prescindere da chi sia il creativo che la esprime.

 

Credo che il Club debba tutelare la sua reputazione.

Non mi pento di aver preso decisioni a riguardo dell’esclusione, dall’Adci Award 2012, della campagna Carboveg di Leagas Delaney.

Vi riassumo la vicenda a cui si riferisce Stefania Siani in questo intervento su YouMark: il signor Stefano Rosselli firmò e iscrisse agli ADCI Awards una campagna finta – ma questo sarebbe il meno. L’aggravante è che s’inventò di sana pianta non solo il prodotto ma addirittura l’azienda. E per ingannare il Club creò in fretta e furia un finto sito e mi spedì la falsa mail di una fantomatica direttrice marketing che confermava di avere commissionato la campagna in questione.

La questione Carboveg non si limita, come afferma Stefania Siani, a una banale crociata contro i fake, ma è stato piuttosto un tentativo di frodare il Club e di inquinare ciò che per il Club è importante, cioè l’Award.

Credo in tutto quello che ho fatto e lo rifarei utilizzando gli stessi modi, che non sono stati affatto aggressivi ma piuttosto consoni alla gravità del danno d’immagine arrecato all’Award del Club. Potete farvi un’idea precisa sulla vicenda qui e qui.

 

Credo che il Club debba tutelare l’equità.

Ogni creativo che paga una quota al Club è socio del Club, e ogni socio del Club ha gli stessi diritti di tutti gli altri, a prescindere dal fatto che abbia vinto 20 Leoni oppure abbia ricevuto una sola nomination agli ADCI Awards.

Equità significa, per esempio, che coloro che vengono selezionati per partecipare alle giurie nazionali e internazionali devono avere un altissimo profilo professionale ma anche un’adeguata statura morale per garantire l’imparzialità di giudizio. Tre anni fa ho dato il via al progetto Goodfellas, che non solo ha creato un rinnovato spirito di corpo ma ha anche dato risultati concreti in termini di leoni. Fare sistema rafforza tutti.

Credo che nonostante i grandi passi avanti, noi creativi si debba maturare ulteriormente: mi capita ancora di dover gestire persone offese perché il proprio lavoro non è stato premiato oppure perché non sono stati selezionati in una qualche giuria.

Credo che i metri di misura per rappresentare il Club siano sempre gli stessi: talento, capacità di giudizio e onestà intellettuale.

 

Credo che il Club debba tutelare il talento.

Chi non semina non raccoglie, ecco perché io credo fortemente nei giovani. Ci credo così tanto che per rappresentarli al meglio ho scelto un consigliere giovane: Matteo Maggiore.

Da quando sono Presidente il Club si è focalizzato molto sui giovani: dal Grande Venerdì di Enzo fino ai contest per i Young Lions e gli Eurobest.

Credo, però, che i giovani non vadano solo gratificati, ma vadano anche protetti. Non rinuncerò mai a parlare dell’iniquità di alcuni stage e non rinuncerò mai a lottare per migliorare questa situazione. Perché se non riusciamo ad attrarre (e proteggere) i talenti migliori e a trattenerli siamo un’industry destinata all’estinzione.

 

Credo che il Club debba evitare l’inquinamento cognitivo.

Sono convinto che i creativi abbiano una responsabilità sociale.

La brutta pubblicità non è quella che non vince premi ma  quella che inquina i cervelli e i comportamenti.

Sono stato accusato di impegnarmi troppo contro il sessismo in comunicazione. O per altri temi sociali.

Ebbene, fatevene una ragione: continuerò a farlo. Da Presidente del Club ma anche quando smetterò di esserlo. Perché se è vero che le cariche hanno una data di scadenza, è altrettanto vero che i princìpi non scadono.

Non è un caso che il mio primo atto da Presidente del Club, 4 anni fa, sia stato quello di redigere insieme a Pasquale Barbella e Annamaria Testa il Manifesto Deontologico dell’ADCI.

 

Credo che il Club debba diffondere cultura.

Per questo ho accolto con entusiasmo l’idea di dare vita a IF!.

Per questo mi sono impegnato personalmente per trovare gli sponsor e per coinvolgere nel festival AssoComunicazione.

Ho dato fiducia illimitata a chi lo ha organizzato senza preoccuparmi degli investimenti per realizzarlo al meglio – giusto perché tutti lo sappiano, il Presidente del Club ha responsabilità civili e penali su tutte le attività dello stesso, e non vi nascondo che c’è voluta una buona dose di incoscienza e di coraggio per dare vita alla prima edizione di IF!.

Credo che rifarei tutto ciò e, anzi, sono già in cantiere i preparativi per IF!2.

 

Credo che il Club abbia bisogno di un Presidente indipendente.

Che non si senta ostaggio di una singola agenzia perché iscrive più campagne di un’altra agli ADCI Awards. Che per questo, possa pretendere imparzialità di giudizio e un comportamento corretto da parte di tutti i suoi associati.

Ma un Presidente indipendente è anche quello che può esprimersi in libertà, su ogni argomento, rispondendo solo alla sua coscienza e non a eventuali ordini di scuderia.

Ebbene, queste sono le cose in cui credo e per cui sono disposto a battermi e a dedicare quel poco che resta del mio tempo libero.

Il 7 marzo sono disposto a parlare, ancora più nel dettaglio e in pubblico, di ognuno di questi singoli punti, per cui invito caldamente tutti i Soci del Club a partecipare alla prossima assemblea annuale.

E, dato che si sono dimostrati sensibili al miglioramento della nostra industry, invito a partecipare anche tutti i rappresentanti delle riviste di settore.

Ma soprattutto in quell’occasione inviterò tutti a esprimersi liberamente.

Perché io rifarei tutto quello che ho fatto finora, ma voi?

Sapendo che i miei princìpi sono questi mi rieleggereste?

Se la risposta che riceverò sarà affermativa andrò avanti con lo stesso impegno e i soliti princìpi, mettendoci la faccia. Altrimenti, come ho già scritto, rassegnerò le mie dimissioni serenamente. Dopodiché cercheremo insieme un Presidente che vi sappia rappresentare meglio di me.