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Hic sunt leones

La panthera leo (Linnaeus 1758) è un carnivoro appartenente alla famiglia dei Felidi, uno dei più grandi felini del genere Panthera. Il suo areale è in costante riduzione a causa del continuo impoverimento del suo habitat, circostanza che lo rende a tutti gli effetti una specie vulnerabile e che ha spinto rilevanti organizzazioni internazionali a predisporre azioni strategiche di lungo raggio per la sua salvaguardia.

Tipicamente questo animale si presenta organizzato in branchi suddivisi a loro volta in coppie, caratterizzate queste ultime dalla spiccata eterogeneità dei due esemplari che la compongono. I cuccioli restano nel branco fino al sopraggiungere della loro maturazione; a questo punto vengono in genere invitati a inserirsi in un altro branco, invogliati da prede mediamente più succulente. Non di rado, capita che essi scelgano di fondare un branco indipendente, il quale talvolta può essere successivamente inglobato in un branco internazionale (gli etologi si sono spesso stupiti di quanto sia complesso il percorso di questo animale, che cambia branco in media ogni due o tre anni).

Gli esemplari sono considerati maturi dopo i 28 anni, ma capita talvolta che gli adulti scaccino dal branco i cuccioli più intraprendenti nei primi anni per timore di essere soppiantati. Una pratica a cui l’Art Directors Club Italiano ha voluto porre un freno con un’iniziativa lodevole che torna anche quest’anno: l’11 e il 12 Aprile tutti i cuccioli di panthera leo potranno mettersi alla prova e vincere un posto per Cannes.

Che tra l’altro a Giugno nella savana fa un caldo, no?


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri

twitter: @claudianeri

Da Parigi l’eclettismo elegante di Violiane et Jeremy

Le illustrazioni dal sapore nostalgico dell’americano Eric Comstock

A metà strada tra illustrazione e fotografia, il talento di Quentin Jones

Il giovane talento al femminile di Gold Collective


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Il dizionario della carta

Possono bastare due sale per fare il giro del mondo: dal 19 al 21 Marzo presso la Galvanotecnica Bugatti l’arte cartaria di Arjowiggins è stata protagonista di una mostra affascinante.

Dalla Finlandia a Hong Kong, dalla Francia all’Australia, l’esposizione ha esplorato formati e strumenti di comunicazione diversissimi, ma sempre di fattura estremamente pregiata: una sorta di ideale catalogo universale della magia della carta, da ammirare, accarezzare, far frusciare e, perché no, anche annusare.

Parafrasando Frank Zappa, “scrivere di arte sarebbe come ballare di architettura”, e allora lasciamo volentieri spazio alle immagini della mostra.

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Senza chiedere il permesso

Entra in vigore, senza chiedere il permesso, la delibera che regola anche il contenuto delle affissioni, a Roma.
Lo scopo è arginare la mortificazione della donna (corpo e mente).

Ovviamente fioccano i soliti “son ben altri i problemi” e “lo fanno per visibilità personale” (riferiti a Laura Boldrini e Ignazio Marino).

Il tema dovrebbe invece essere: il problema c’è? questa è una soluzione?

Parto dalla prima parte: il problema c’è?
c’è una relazione tra la violenza sulle donne e il modo in cui il sistema dei media le racconta?

“È ampiamente dimostrato che il modo in cui descriviamo le cose (e le persone) influenza il modo in cui quelle cose (e persone) possono essere percepite, ricordate, o pensate.”
(Darley, Glucksberg e Kinchla “Fondamenti di Psicologia” – il Mulino 1983)

È violenza anche ostacolare il pieno sviluppo della persona (di un genere)
permettendo il perpetuarsi di stereotipi che imprigionano le donne in ruoli limitanti.
Da questo punto di vista i colpevoli abbondano, in Italia.
Lo raccontavo due anni fa, nella relazione “trent’anni dalla parte del torto marcio

E tra i colpevoli c’è sicuramente anche la pubblicità.

L’articolo 1 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria afferma:
“la comunicazione commerciale deve essere onesta, veritiera e corretta. Essa deve evitare tutto ciò che possa screditarla”.

Ma, e l’ho già scritto nella ricerca come la pubblicità racconta le donne e gli uomini in Italia, la rappresentazione della donna nel dicembre 2013 (e anche nei mesi precedenti) è stata complessivamente scorretta. Non è stata veritiera. Non rispecchia la società.

L’81.27% delle donne mostrate dalle pubblicità monitorate sono state raccontate in chiave fisica e seduttiva. Un gran bell’oggettino. (“modelle”, “grechine”, “ sessualmente disponibili”, “manichini”, “ragazze interrotte”, e “preorgasmiche”.)

Nello stesso periodo, Il 66% degli investimenti pubblicitari destinati alla rappresentazione dell’uomo l’hanno raccontato come professionista. Un essere umano.
Eppure da oltre vent’anni le donne si laureano più, prima e meglio degli uomini (Fonte Miur)

Secondo l’articolo 3 della Costituzione, abbiamo tutti pari dignità sociale. Sia i maschietti sia le femminucce.
Ed è compito della Repubblica rimuovere anche quegli ostacoli di ordine sociale che, limitando di fatto l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

In soldoni: raccontare le donne essenzialmente come begli oggettini erotici crea questa (unica) percezione di loro. Una percezione che si traduce poi in stipendi mediamente più bassi, quando va bene. In aggressioni di vario tipo, quando va peggio.

Dopo il famigerato ventennio (1994-2014), in cui persino un premier ha dato il suo contributo ad alimentare percezioni cognitivamente inquinanti, finalmente arrivano segnali e fatti diversi dalla terza carica dello Stato. È un bene.

Delibere e leggi possono risolvere il problema?
Non da sole. Serve l’impegno quotidiano di creativi pubblicitari e delle donne e uomini di marketing. Che i migliori si distinguano e facciano scuola.
Lo scopo del nostro lavoro è caratterizzare e rendere riconoscibile la marca. Non confonderla in ammucchiate eticamente discutibili.
(Quando avete dubbi date un’occhiata al Manifesto Deontologico dell’Art Directors Club Italiano. Non lo abbiamo scritto solo per i nostri Soci. Lo abbiamo scritto per tutti gli addetti)

Soprattutto può essere utile la spinta degli utenti, dei destinatari dei messaggi pubblicitari.
Almeno di quella porzione a cui la cultura ha dato gli strumenti critici per “filtrare” la loro relazione con i media.
Da questo punto di vista vorrei ricordare l’enorme lavoro che da anni svolge Lorella Zanardo
portando strumenti di educazione all’immagine, nelle scuole italiane.

Quando qualche imbecille, o persona in malafede, mi accusa di occuparmi di certi temi per cercare visibilità personale, penso al lavoro di Lorella Zanardo e a una frase del suo libro senza chiedere il permesso:
Non aspettate, ragazzi. Non attendete istruzioni, ragazze, perché non arriveranno o forse arriveranno troppo tardi, e il tempo è prezioso. Alcuni tra noi adulti vi daranno una mano, il tempo necessario per costruire ponti sulle macerie prodotte dai crolli di questo mondo in disarmo. Voi percorreteli. Poi sarà ora. Non attendete oltre. Tocca a voi. Senza chiedere il permesso.

C’è una parte di noi adulti, ex ragazze e ragazzi degli anni ’70 del secolo scorso, che sente il dovere morale di aiutare i ragazzi di oggi a costruire ponti sulle attuali macerie (morali e valoriali).

Per visibilità personale? No, per non sentirci conniventi.


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Google & ADCI : YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S1 E10/12)

Il fatto che febbraio finisca prima, quest’anno, è in qualche modo giustificato dalla sindrome delle 50 sfumature.

Ma ricorda: l’importante non è quanti giorni hai, ma come li usi.

Questa sagra del doppio senso a basso costo è invece un retaggio del Festival di Sanremo, picco d’eccellenza di questo mese.

Ma vediamo cos’è successo nel magico mondo dell’adv.

Eccovi il decimo episodio della YouTube Ads Leaderboard Italia, per gli amici #ytali.

The new Porsche Cayman GT4 – Rebels, race on.

Il motore boxer a 6 cilindri dispone di iniezione diretta (DFI), VarioCam Plus e lubrificazione a carter secco integrato. Inoltre, l’impianto di aspirazione variabile con valvola di risonanza regolabile assicura una buona aerazione del motore che, con una cilindrata di 3,8 litri, raggiunge ben 283 kW (385 CV) a 7.400 giri/min. La coppia massima di 420 Nm è disponibile fra 4.750 e 6.000 giri/min.

O, in altre parole, CIAONE.

GoPro: Pole Vaulting with Allison Stokke

Spoiler: è un’atleta che salta molto in alto.

È altamente probabile che i più siano arrivati a vedere questo video inserendo nei motori di ricerca le key words giuste, ma con intenzioni sensibilmente diverse.

Provate con brunette-pole-cam.

Kinder Cereali – Ti Prometto – #PossoAiutartiMamma

Alcune mamme sono state convocate per un finto casting. In realtà leggeranno le lettere che figli e mariti hanno scritto loro, riempiendole di promesse di aiuto e di ringraziamenti sdolcinati.

Ok. Aspettiamo con trepidazione la seconda puntata. Eserciti di mamme che tirano ciabatte contro i famigliari perché, ovviamente, non hanno minimamente mantenuto la promessa.

Clash of Clans: Revenge (Official Super Bowl TV Commercial)

“I don’t know you, BigBuffetBoy85, but if you think you can humiliate me and take my gold, think again”. Liam Neeson vince sempre. Tutto.

Durex: Reality, it’s better than fiction… #50GamesToPlay

A quanto pare la gente ha smesso di fare l’amore. Il problema è che, secondo recenti sondaggi, la gente ha smesso anche di fare sesso. Durex, salvaci tu: ed è subito #50GamesToPlay. In realtà il risultato più preoccupante è che la gente sta cominciando a leggere di più.

***

Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.


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#SpecialProposal – What if… CoorDown & YouTube again?

CoorDown sceglie ancora YouTube per lanciare il clip realizzato in occasione della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down (WDSD), sabato 21 marzo 2015.

Etichetta vuole che vi dia lo spoiler warning su quanto seguirà. Buonsenso dice che tanto il clip l’avete già guardato. E nel caso che no, fatelo, e dopo leggete, ma solo se volete. Ma il clip guardatelo. Ma la Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down (WDSD) ricordatela e soprattutto socializzatela, sui vostri profili e sui vostri canali. E fatelo con questo video. Io per esempio l’ho fatto. Poi son tornato ai gattini, certo, ma con un cuore più leggero.

Salvatore e Caterina si amano. Salvatore vuol chiedere a Caterina di sposarlo. Salvatore organizza una sorpresa a Caterina: la raggiunge al lavoro con una bella scorta di vocioni blues e le consegna la chiave della loro futura casa. Emozione, baci, convivenza, rapida combo di scene di vita felice, titoli di coda.

Quel che rende la proposta speciale è la modalità con cui viene “allestita” e formulata. Quel che la rende specialmente sorprendente è… la sorpresa che questo video genera in chi guarda. Salvatore e Caterina sono affetti da Sindrome di Down. Eppure amano (ah, quindi vivono sentimenti profondi e complessi). Eppure convivranno da soli (ah, quindi sono autonomi). Eppure son capaci di sorprendere. Sai che novità – fanno quel che fa qualsiasi persona innamorata.

Ah, quindi perché -sulle prime- son sorpreso da loro invece che con loro?

Stacco.

CoorDown fa ancora centro, pare. E dopo “Dear Future Mom” (Grand Prix 2014), sceglie ancora YouTube in quanto canale privilegiato delle iniziative che partono “dal basso”, senza per questo rinunciare all’obiettivo di ottenere la massima visibilità possibile, come ci ha fatto notare ieri Marianna (Google Italia), raccontandoci questa storia. Che abbiamo voluto condividere con voi.

#SpecialProposal
Thank you for sharing ;)


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 16_03_015

twitter: @claudianeri

Da Sidney, Australia, Jess Cruickshank (anticamente Jess Wong), calligrapher/typographer extraordinaire

Direttamente dal quartiere Isola, a Milano, le iniziative eclettiche della designer Daniela Rossi C.R.U.D.
Ancora in corso la mostra A5 Tacquini

Oscar Gronner, designer norvegese di provato talento

da Londra le (irresistibili) illustrazioni di Jo Ratcliffe art director e illustratrice


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 09_03_015

twitter: @claudianeri

La moda nelle ormai celebri illustrazioni di Donald Robertson

L’eclettismo di qualità firmato Clym Evernden, illustratore art director e blogger americano.

Gli interventi di Land o flower art ultrapoetici di Ignacio Canales Aracil

Green architecture/design, recentemente anche utilizzato per Boffi, del talento francese Patrick Nadeau