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Google & ADCI : YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S1 E4/12)

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5 palleggi, 5 finte, 5 falli, 5 punizioni, 5 gol in questo giugno che vede sul tabellone le 5 migliori YouTube Ads che sigillano il quarto e sempre atteso appuntamento mensile con il nostro partner Google.

Lo so, usciamo il 1° agosto con la leaderboard di giugno. Ma vi diamo il pallone (vi mancava, dal Mondiale, eh?). Vi diamo la puntata più cinematografica della serie Assassin’s Creed. Vi diamo Matteo Maggiore, Creative Supervisor in Leagas Delaney nonché autore gallonato di questo blog, che nottetempo, dal suo hotel napoletano, dopo essere stato tutta giornata su un misterioso set, invece che rilassarsi, apre il Mac e ci racconta questi 5 ads estivi – solo per Voi affezionati lettori – e fidatevi: vale la pena continuare. ; )

È ancora il calcio che la fa da padrone. E come non dovrebbe, con la febbre mondiale che sempre di più si avvicina alle temperature di Manaus?
Palle che volteggiano in aria tratteggiando eroi, palle che sfasciano il soggiorno di Beckham, palle sulle quali inciampa anche un famoso brand di auricolari.
Palle ovunque.
Storytelling, musica, regia, animazione e art direction sono le variabili attraverso le quali ci si deve destreggiare nella partita che si gioca oggi. Un match che si articolerà in momenti esaltanti, vibrerà di forti emozioni con un sense of proudness spiccato e reiterato.
Ma procediamo con ordine: precisamente dal fischio di inizio.

Beats by Dre
The Game Before The Game
[R/GA]

Una “Father and Son” dei tempi moderni che al Cat Stevens di ieri ha sostituito un Neymar ritratto come una Sibilla Cumana, pronta a rispondere alle preghiere e alle domande misericordiose dei 50 milioni di brasiliani che attendono un responso.

Mistificante quanto la colonna sonora scelta. Uno spot o meglio dire un cortometraggio che ha uno storytelling scarno, a tratti imbarazzante, ma ben nascosto sotto una doratura copy e un bella mano di platino per regia e l’art direction.

Una divisa vivace, uno stile invidiabile, ma non degno di passare le semifinali.

Race Car on the Road
Welcome Back

Saltiamo fuori dalla recinzione del campetto da calcio e, una volta in strada, iniziamo a chiedere passaggi a go go: chissà che su quelle strade non passeranno le frecce della 24 ore di Le Mans.

Made in Porsche, questo spot non ha niente di originale, niente che non sia già stato fatto, niente di niente, ma con una Porsche che scrive sull’asfalto “Welcome Back” anche il niente diventa affascinante.

Assassin’s Creed Unity
Anteprima Mondiale del Trailer E3 2014
[UNIT9

Saliamo a bordo di un’altra auto e come Doc iniziamo a viaggiare nel tempo. Aspetta, aspetta, fermiamoci qui, alla fermata: Rivoluzione Francese, dove ci aspetta Assassin’s Creed, dove il sangue zampillerà fino a saziarvi. Nulla di nuovo sotto il profilo “originalità” dell’idea, perché ormai Halo 3 è esempio inarrivabile. Lì dove difetta l’originalità il cash può fare miracoli. Ed ecco che la musica, il ritmo, la regia e l’art direction di questo conglomerato diventano subito protagoniste, lasciando godere l’occhio di qualsiasi essere vivente terreno dinanzi a cotanta abbondanza.

Adidas Football
House Match ft. Beckham, Zidane, Bale and Lucas Moura: All In or Nothing
[TBWA Chiat Day New York]

Le squadre rientrano in campo con delle sostituzioni. Sul terreno di gioco subentrano Beckham, Zidane, Bale e Lucas Moura. Roba da poco. Puro entertainment, con un risultato che i bookmakers danno quasi per scontato. Mettici pure il gusto infantile di sfasciare una reggia come quella dei Beckham e il virale è bello e pronto.

Nulla a che vedere con spot di fattura pregevole, ma di fatto questo è sempre un secondo posto. Capace di proporre assist al numero uno. Il vero numero uno delle palle di questo giugno.

Nike Football
The Last Game
[Wieden + Kennedy]

The Last Game ma anche il Primo Spot del mese.

Che dire? Questo cortometraggio è nettamente superiore a tutto quello che abbiamo visto in questa selection. Made in Wieden & Nike, questo è stato L’ EVENTO prima di cedere il posto ai Mondiali di Calcio. Di fattura pregevole con uno storytelling molto interessante e soprattutto aperto a mille applicazioni, “The Last Game” è sicuramente ascrivibile negli annali dell’advertising mondiale.
Cinque minuti che vorresti diventassero 10, 20, 90.
L’unico fischio che si merita è quello triplice e finale.
Game Over!

Matteo Maggiore


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La creatività negletta da cialtroni e incompetenti di ogni ordine e grado.

Un anno fa Matteo Renzi  avviò un pastrocchio 1.0 per il nuovo logo di Firenze
Il risultato? “Un lavoro rubato che banalizza la città
Parola di MIlton Glaser, l’autore del logo più famoso e imitato del mondo, I Love NY (1976)

Quello che combinò Alemanno con il logo di Roma potete ricordarvelo (o scoprirlo) leggendo “dalla lezione Morandi a quella Alemanno, passando per Milton Glaser“.

Ora è il turno di Napoli. Nei giorni scorsi ho sottoscritto la lettera aperta che AIAP ha inviato al Comune di Napoli  (all’attenzione del dottor Massimo Pacifico) La trovate qui.

Ma prima di cliccare su qualunque link,  vi invito a leggere questo scambio di lettere tra il professionista Pasquale Frezza  e chi segue questo bando di gara nel Comune di Napoli

Il 30/07/2014 23:10, Pasquale Frezza scrive
Salve Signor ****, possiamo avere ulteriori informazioni riguardanti la gara? Le indico qui i punti non chiari:
- L’uso dell’immagine coordinata sarà solo per la prossima stagione?
- Qual è la remunerazione a gara vinta?
- Possono partecipare gruppi di persone che non rientrano in albi o associazioni o agenzie?
Grazie, cordiali saluti.

Risposta
Gentile Signor Pasquale, Grazie per averci scritto. Innanzitutto una premessa.
Il Comune di Napoli ha aderito ad un programma sperimentale di turismo sostenibile che rende protagonisti i cittadini attivi nella promozione della città.
Detto ciò, evito di raccontarLe quali problemi burocratici ci sono nel mettere a gara un’idea.
Adesso Le rispondo per punti:
L’Amministrazione intende utilizzarla almeno per il 2014/15 ma se la risposta all’immagine risulta positiva perchè non usarla anche dopo?
Essendo un concorso e non un bando l’Amministrazione ha inteso premiare i vincitori dandogli visibilità in un catalogo e in occasione di una mostra.
Possono partecipare tutti i cittadini in qualità di attori del turismo sostenibile. Per qualsiasi altro dubbio può continuare a scrivermi.
Cordiali saluti

Torna a scrivere Pasquale Frezza
Gentile Signor *******, Le rispondo anche io per punti:
- Lei scrive “Se la risposta all’immagine risulta positiva perché non usarla anche dopo?”. Perché il compenso di una professionalità intellettuale e\o creativa è legata parecchio all’uso che si fa delle sue prestazioni. Le spiego: se un logo di un grafico viene usato per 100 anni e su decine di media, il valore di quel logo prende ulteriore consistenza. Se invece serve per un convegno a cui partecipano solo 30 persone, allora il prezzo scende, e di tanto. Qui si sta parlando dell’immagine coordinata di una delle città più importanti del mondo: la mia Napoli.
- Lei scrive “l’Amministrazione ha inteso premiare i vincitori dandogli visibilità in un catalogo e in occasione di una mostra.”
Io abito a Milano, in Piazza Sant’Agostino, in un bel palazzo, ma bello davvero.
Però sa com’è, l’umidità, il tempo che passa e chissà quale altra cosa, hanno rovinato la facciata e questo non mi sta per niente bene.
Ero triste e inca**ato, ma poi mi siete venuti in mente voi.
Ed ecco l’idea: invito Lei, il signor De Magistris e tutta la giunta di Napoli qui a Milano per ridipingere la facciata e abbellire il mio palazzo.
La visibilità è garantita visto che ho pure la metro sotto casa e passa un sacco di gente, a ogni ora.
Tutto questo per dirLe semplicemente che la nostra è una professione e in quanto tale deve essere rispettata e remunerata, così come succede per ogni altro professionista.
Attendo Sue, cordiali saluti Pasquale Frezza

E mentre aspettiamo risposte che in genere non arrivano mai, vi ricordo (o informo se siete già al mare) che il Ministro della Cultura (!), Dario Franceschini, ha invitato gli artisti a pagare per lavorare. Qui la petizione lanciata da CGIL

La creatività negletta nel paese che fu il più creativo del mondo” scriveva Anna Maria Testa all’inizio del 2013.

Leggetevelo, soprattutto se fate parte di qualche circoletto feudale della PA.

Chiudo con un’analisi molto lucida che mi ha inviato stamattina un altro giovane e brillante collega (Danilo Ausiello)

….chi legge di corsa il link su Affari Italiani (mentre con l’altro occhio sta guardando la mail o ordinando un caffè) ha inevitabilmente l’impressione di trovarsi davanti al classico riflesso corporativo dell’ennesima (noiosa) categoria. Eccoli qui: i pubblicitari che non vogliono essere tagliati fuori da un appalto. O che protestano per difendere una qualche posizione. Beghe di lavoro, rivendicazioni, furori sindacali. Roba che non scalda nessuno e che ammoscia l’attenzione. E INVECE NO. È molto più di questo. Cioè una protesta così è innanzitutto una protesta IN DIFESA DI NAPOLI. È una battaglia mossa dall’idea che l’immagine di una grande città rappresenta oggi un patrimonio pazzesco. Un patrimonio dall’enorme valore strategico da un punto di vista storico, culturale, economico. E che questa immagine sia necessario coltivarla e difenderla, non scarabocchiarla alla cazzo, affidandola invece a chi ha gli strumenti, le capacità e la sensibilità per prendersene cura e valorizzarla. Sono nato a Napoli e ho vissuto lì gran parte della mia vita. La conosco quella città. La mia impressione è che la gestione e la promozione del brand-Napoli siano oggi assolutamente decisive per il futuro economico di una città seriamente in ginocchio. Ci giochiamo tutto. Ora o mai più. E affidare una roba cruciale come la definizione di un’immagine coordinata a un contest di scarpari (con tutto il rispetto, ma i professionisti hanno altro da fare) è come assegnare il restauro dell’Ultima Cena al blog collettivo delle Mamme Creative. Altro che protesta corporativa. Questa è una battaglia innanzitutto culturale, contro una classe dirigente inadeguata e novecentesca che  ancora pensa che la comunicazione si faccia coi comunicati stampa scritti in Municipio dalla povera stagista. Che un logo serva a fare gli striscioni per le conferenze coi fotografi. Una classe dirigente disperata e disperante, che va presa a pernacchie e superata con un salto. Oplà. E niente tutto questo per dirti che in comunicazione io punterei di più su questi temi sensibili: 1) Difendiamo Napoli 2) Ma che razza di sindaci

Sottoscrivo. Che razza di sindaci.

massimo guastini

 

 

 

 


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Sotto a chi tocca! Comune di Napoli, un altro concorso da evitare.

ADCI sottoscrive e rilancia la lettera aperta redatta da Aiap (Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva) in merito al concorso di idee, bandito dal Comune di Napoli, “per la selezione di un’immagine coordinata della città di Napoli – campagna 2014/2015″.

Qui di seguito, il testo della lettera, sottoscritta anche da ADI (Associazione per il Disegno Industriale), TP (Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti).

* * *

Oggetto: Concorso di idee per l’immagine coordinata della città di Napoli

Spett.le
Comune di Napoli
Direzione centrale cultura, turismo e sport
Servizio turismo
c. a. dott. Massimo Pacifico

Gentile dott. Pacifico,

ci è stato segnalato il concorso promosso dalla vostra Direzione “Concorso di idee per la selezione di un’immagine coordinata della città di Napoli – campagna 2014/2015” relativo “all’ideazione dell’immagine coordinata da utilizzare nelle campagne di comunicazione turistica e alla presenza alle fiere e borse del turismo”, aperto a “studi di progettazione di professionisti; gli editori; le imprese e le società di grafica, i grafici, i web e graphic designer; gli agenti e le agenzie di comunicazione, gli studenti singoli o associati iscritti alle Accademie Belle Arti o alle Facoltà di Architettura, gli alunni dei licei artistici o di istituti professionali per le arti, i semplici cittadini”.

Aiap, associazione italiana design della comunicazione visiva, nata nel 1945, lavora da sempre affinché il design, ritenuto elemento strategico, mantenga quel livello di eccellenza e continui a essere una delle voci più importanti dell’economia nazionale.

Obiettivo dell’associazione è “promuovere, tutelare e accrescere la professione e la cultura del progetto grafico e del design della comunicazione visiva.” Per questo Aiap tutela i propri soci e ne promuove le attività dialogando con le istituzioni, le organizzazioni, le altre associazioni.

Per quanto riguarda i concorsi, Aiap offre ai committenti una consulenza adeguata, che tiene conto delle direttive europee (http://www.aiap.it/documenti/8051/193), che, se rispettate, fanno di un concorso un’occasione di crescita sia per chi lo indice che per l’intero sistema della comunicazione. Aiap ha affiancato enti pubblici e privati nella formulazione di bandi di gara corretti, rispettosi sia delle legittime richieste del committente che della professionalità dei progettisti (http://www.aiap.it/documenti/9769/193).

Ha scritto lettere di protesta, e dato voce alle proteste, nei casi frequenti di concorsi mal formulati.

Nello specifico del vostro concorso emergono forti elementi di criticità che ci spingono a scrivere questa lettera aperta, che sarà pubblicata sul sito dell’associazione www.aiap.it, ed è sottoscritta da ADCI, Art Directors Club Italiano, da ADI, Associazione per il Disegno Industriale e da TP, Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. Queste associazioni insieme rappresentano circa 4.000 soci, per un indotto di circa 40.000 professionisti.

Il bando non prevede un premio per il progetto vincitore: l’unico premio sarebbe la visibilità data al progetto attraverso una manifestazione da voi organizzata e la successiva pubblicazione in un catalogo. Altresì non nomina (v. Art. 8) tra i membri della commissione giudicatrice professionisti grafici, criterio indispensabile per garantire una corretta valutazione dei progetti pervenuti, ma si mantiene sul vago citando “esperti” che saranno nominati dagli assessorati. Inoltre, demagogicamente – ma anche questa è pratica ormai diffusa – il concorso di idee è aperto a tutti, come se la professionalità non derivasse da un patrimonio di cultura di comunicazione che si crea attraverso anni di formazione, di aggiornamento, di esperienza professionale e di specializzazione, ma fosse instillata in qualunque individuo alla nascita, una specie di talento naturale.

Il fatto che non sia stato previsto un premio né un rimborso spese per i partecipanti è talmente grave che ci impone di richiedere agli associati, attraverso i nostri canali di comunicazione, di non partecipare al concorso. Cosa che faremo al più presto perché siamo molto allarmati rispetto a quanto il lavoro progettuale e creativo sia sempre più svalutato e non valorizzato, e riteniamo nostro dovere difendere sia la qualità del lavoro di progettazione, ora anche per legge professione riconosciuta (legge 4/2013 – disposizioni in materia di professioni non organizzate), che il diritto a vedere retribuito a ognuno il proprio lavoro, come è previsto sia dal comune buon senso che dalla Costituzione (Art. 36). Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa […]).

In questo concorso, a fronte di richieste precise, non corrisponde un’adeguata considerazione del progettista coinvolto, a cui si richiede una predisposizione a sottovalutare il proprio lavoro al punto da non attribuirgli alcun valore economico.

Siamo desolati nel constatare quanto questo assunto – la legittimità del non retribuire il lavoro intellettuale e creativo – si stia diffondendo a macchia d’olio, anche presso alcune pubbliche amministrazioni.

La discrepanza tra le buone intenzioni espresse nella volontà di realizzare una comunicazione efficace per la città di Napoli e la superficialità nella redazione delle regole di questo “Concorso di idee” ci lasciano attoniti, non solo come operatori del settore, ma soprattutto come cittadini.

Distinti saluti
Collegio dei probiviri Aiap

 

Redatto da

AIAP
Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva
http://www.aiap.it

Sottoscritto da

ADI
Associazione per il Disegno Industriale
http://www.adi-design.org

TP
Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti

www.associazione-tp.it

* * *

Download
La lettera dell’AIAP al Comune di Napoli
Il testo del concorso

Link
- L’avviso pubblico sul sito del Comune di Napoli


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Ritorni intelligenti*

BILL 11 È IN LIBRERIA.
Dedicato a Enzo Baldoni.

La cover (di Bill Sanderson) del nuovo numero di Bill – Un’idea di pubblicità”,  la rivista sull’advertising fatta dai pubblicitari ed edita da Tita, è per Enzo Baldoni, il copywriter rapito e ucciso da fondamentalisti islamici in Iraq nel 2004.
Nei dieci anni dalla scomparsa, Bill intervista Enrico Deaglio, suo direttore dell’epoca a “Diario”, mentre Pasquale Barbella, Mizio Ratti e Giuseppe Mazza analizzano diverse angolature della vicenda di Baldoni.
La rivista pubblica inoltre una scelta dei suoi annunci e delle sue corrispondenze giornalistiche, offrendo un ampio ritratto del personaggio.

Bill Magazine è acquistabile anche su iTunes /Edicola.

*Libero di Vittorio Feltri dedicò alla notizia del rapimento il titolo Vacanze intelligenti. Simpatico, no?


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ADCE Awards 2014 – I giurati Italiani

 

Il Board dell’Art Directors Club of Europe ha comunicato i nomi dei giurati italiani selezionati per l’edizione numero 23 dei Best European Design and Advertising – ADCE Awards 2014, che si terrà a Barcellona dal 6 all’8 novembre, nella cornice del 1st European Creative Festival, e sarà aperto a tutti i giurati (quest’anno sono 3 per ciascun Paese) e all’intera comunità dei creativi europei.

I nostri sono:

Karim Bartoletti FILM & RADIO
Luca Lorenzini ADVERTISING PRINT
Patrizia Boglione INTEGRATION & INNOVATION

Questo il programma in preview:
Program2014-Jurors


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 28_07_014

twitter: @claudianeri

L’eleganza senza tempo dell’artista italiano Ottolino Mancioli

Il talento della giovane illustratrice spagnola Maria Corte

Non hanno bisogno di presentazioni, i fratelli artisti Jake e Dino Chapman

L’eclettismo di Hans Peter Feldman, ora in mostra alla Serpentine Gallery di Londra.

Le segnalazioni tornano a Settembre
Buone vacanze da @claudianeri


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“Hasta la Retribucion, Siempre!” (cit. Laura Venuti)

C’è un perchè io mi trovi qui, alle otto di sabato sera, a scrivere un post sul blog ADCI.
Più che un perchè, si tratta di un’urgenza.
L’urgenza di raccontare e dare spazio all’indignazione di Laura, Mirta, Manuel, Nicolò, Giulia, Alberto, Ivan e altri giovani creativi italiani che, dopo aver letto una job description, hanno puntato i piedi, hanno urlato il loro CoglioniNo! creando un piccolo caso mediatico su Facebook.
Parliamo di questa job description che GAG Agenzia di Comunicazione Creativa avrebbe pubblicato (ora sembra sparita dalla loro page) per assumere un copywriter:

” Si richiedono 1/2 lavori di prova gratuiti stabiliti da noi…” – è stata questa l’affermazione che ha scatenato il caso.

Cara GAG,
tu sei liberissima di cercare e selezionare un copywriter.
Prima però, chiedi un portfolio. Te ne piacciono alcuni? Bene, organizza degli incontri nella tua sede e conoscili. Uno per uno. Finalmente hai trovato il copy dei tuoi sogni? Fantastico! Prendi una penna, allungagliela e fagli firmare un bel contratto, di quelli che poi a fine mese prevedono un versamento monetario sul suo Iban. Sì, hai capito bene. Cosa? Ah, lavora già in un’altra agenzia ma lo vuoi a tutti i costi perchè è davvero bravo? Stupendo! Cosa aspetti allora? Fagli un’offerta più alta e sarà tuo! In altre parole: PA GA LO!

Non puoi, anzi non ti devi azzardare a fargli fare uno o due lavori scelti da te GRATUITAMENTE per valutare le sue competenze. Ci sono i portfolii per quello.
Siamo creativi, mica stupidi.
Cara GAG, quando vai a tagliarti i capelli chiedi per caso al tuo parrucchere un taglio di prova? O al tuo dentista un’otturazione di prova? Non mi sembra.
Bene. Non DEVE succedere neanche in questo caso.

Ma non capisci che così stai solo facendo del male a te stessa? Che così facendo stai solo dando un calcio in culo al tentativo di ridare dignità al nostro mestiere?
Perchè le idee si pagano.
Perchè le idee sono i prodotti più potenti al mondo.

E i professionisti che le generano DEVONO essere pagati.
Un mio consiglio: allontanati da questo atteggiamento, che più che un recruitment è una presa per culo a forma di boomerang.
Mi spiego meglio: se tu stessa non sei disposta a pagare queste “due idee di prova” che sottoponi ai tuoi candidati, perchè mai dovrebbero farlo i tuoi clienti con le tue?

Lasciando da parte la triste storia di GAG per un momento, vorrei soffermarmi sulla parte positiva di questa vicenda.

Parlo della nuova generazione di creativi italiani sempre meno disposta al lavoro gratuito, combattiva e indignata per questi atteggiamenti che avvelenano il nostro ambiente.
Una generazione unita, che lotta per il riconoscimento. E non parlo di premi e pacche sulle spalle. Sto parlando del vero riconoscimento, quello che a fine mese ti consente di pagare gli affitti e le bollette. Quello che ti permette di poter comprare un regalo a tua madre o a tua nonna il giorno del loro compleanno. Quello che più di ogni altra cosa trasforma la nostra passione in un vero e proprio mestiere e che ci dà la forza di lavorare sempre di più, con più entusiasmo e vivacità.
Quello che più di ogni altra cosa demolisce la frustrazione di essere inutili nei confronti di chi ci ama e amiamo.

Stay angry, guys!

 

 


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L’ ADCI manda Enrico Pasquino a quel paese.

Proprio così.
L’Art Directors Club manda Enrico Pasquino in Germania, a Monaco per la precisione.
Nella terra dei Campioni del Mondo (‘tacci loro).
Dopo la positivissima esperienza di Domenico Greco ad Amsterdam, continua la collaborazione tra l’Art Directors Club ItaliaADC*E grazie anche ad una instancabile e preziosissima Patrizia Boglione (Board Member ADC*E).
Una collaborazione e una cooperazione che ha come fine quello di connettere ancora di più il talento italiano con quello estero.
Facendo sistema, creando esperienze nuove e soprattutto positiva contaminazione.
Una precisazione: perchè Enrico Pasquino?
Perchè nella prima spedizione, quella di Amsterdam, si era classificato primo, a pari merito con Domenico Greco. Non mi sembrava giusto lasciare questo primo posto senza un giusto premio. Così mi sono ripromesso che, alla prima buona occasione, quel primo posto doveva trovare giustizia.
Ed eccola la buona occasione.
Dal 22 al 24 Agosto, Enrico prenderà parte al CREATIVE CAMP MUNICH.

Ecco brevemente i numeri che caratterizzeranno la tre giorni:
_ 20 creativi provenienti da tutta Europa
_ 30 partecipanti tedeschi ( i soliti sboroni :)
_ 10 speech di livello
_ 10 Tutors
_ 1 workshop su Audi

Volete un’altra notizia?
Le occasioni non si fermeranno certo a Monaco.

Viel Glück, Enrico.


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“Un libro obbligatorio per i pubblicitari di ogni organo e grado”

 

È in libreria da lunedì “Bernbach pubblicitario umanista“, la prima raccolta al mondo dei testi del grande mad men.

Edito da Franco Angeli nella prestigiosa collana “Impresa, comunicazione, mercato”, il volume nasce dall’esperienza di “Bill”, la rivista trimestrale sull’advertising contemporaneo dedicata a Bill Bernbach ed edita da Tita.

“Bernbach pubblicitario umanista” è curato da Giuseppe Mazza, founding partner e direttore creativo di Tita, che ha firmato anche un’introduzione sul personaggio e sulla sua attualità. Il libro raccoglie tutti i testi di Bill Bernbach attingendo a bollettini aziendali, ad atti di convegni, a pubblicazioni fuori catalogo, persino a registrazioni trascritte per l’occasione.

Da questo lavoro di ricerca è nato un agile volume (112 pag.) che rappresenta un unicum a livello internazionale, la prima antologia dei testi di quello Ad Age considera il più influente pubblicitario della storia.

Pasquale Barbella ha definito questo libro “obbligatorio per i pubblicitari di ogni ordine e grado“. La Repubblica ne ha salutato la pubblicazione dedicando due pagine della sua edizione domenicale.

“Bernbach pubblicitario umanista” è distribuito in tutte le librerie italiane ed è acquistabile su tutte le piattaforme online.

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