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Google Video Pills #4 – YouTube Advertising Overview

La quarta video-pillola di How to be successful in the Google ecosystem: tips & tricks fotografa lo scenario dell’advertising su YouTube in meno di 6 minuti e mezzo. Priceless.

È ancora Una Rapslapčević, Brand Solution Specialist Google, a sintetizzare per noi, con una video-pill di overview, le molteplici opzioni che YouTube può offrire all’advertising.

Chiarissimo. Utilissimo. Shortissimo. Come lo chiamiamo, Rich-Bignami?

Feedback qui.


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Google Video Pills – META-TUBE ovvero YouTube, dietro le quinte.

È decisamente da vedere la terza video-pillola della serie How to be successful in the Google ecosystem: tips & tricks. Poco meno di 13 minuti di insight senza prezzo: A Better way to Build Brands through Video Content on YouTube.

Questa settimana, Una Rapslapčević, Brand Solution Specialist Google, racconta con una video-pill di rara sintesi ed efficacia il mix ideale per una content strategy completa sulla piattaforma YouTube.

Hero, Hygiene, Hub content exposed, insomma, e soprattutto (!) i veri ingredienti che lo Studio Watt International usa per preparare un BigMac (Quarter Pounder) ad uno di quegli scatti #foodporn che farebbero diventare carnivoro un vegano (per i più sensibili: è una battuta – ndr).

Mangiàtela con gli occhi : )
E dateci il feedback, please.


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Google Video Pills – La creatività è mobile

IF! si avvicina. Google -inarrestabile & inestimabile partner- ci tira la volata regalandoci queste video-pillole. Sono le prime due della serie How to be successful in the Google ecosystem: tips & tricks. Sono 7 minuti di fatti ed idee utili a chi fa creatività al tempo dei Six Screens - sì, sono sei, non più quattro: l’estate è finita, ragazzi, riallineiamoci va’!

#1 MOBILE FOR CREATIVITY
Lo scenario. In 7′ Luciano Cantoni, Performance Sales Activation Lead di Google, fotografa lo stato delle cose, qui ed ora. Sono le cose con cui dobbiamo fare i conti tutti i giorni: art, copy, designer, direttori creativi, strategist (in rigoroso ordine alfabetico), che magari qualcuno di noi sa o ha più semplicemente orecchiato, e tuttavia conservano il pregio di essere riassunte con rara sintesi ed efficacia.
Questa volta ci piacerebbe avere il vostro feedback relativamente al clip #1 – 15 secondi del vostro tempo per il form.

#2 MOBILIZE YOUR CREATIVITY
Le case history. Altri 7′ con Luciano Cantoni, che racconta e contestualizza nello scenario tracciato nella viedo pill #1 una selezione di casi di successo di integrazione off/online.
C’è Levi’s che aiuta le donne a trovare il jeans col fitting giusto con Curve ID, i pannolini Pull-Ups che regalano a bimbi e mamme un’esperienza “seamless” tra mondo fisico e digitale, i reggiseni Wonderbra che realizzano il sogno di migliaia di lettori de Il Monello (i mitici occhiali a Raggi-X pubblicizzati in ultima di copertina) e infine le VW Tiguan alluse, raccontate e scoperte con il tablet. Enjoy!
Qui trovate il form superveloce per dare feedback a questo clip #2.

ES


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Numb3r5 – Global YouTube Audience Study, Italy 2013

Google pubblica i numeri dell’audience di YouTube in Italia. Voi, se volete, con un’operazione di Ascii Art platonica ( ! ), potete ricavarne i volti.

Ho sempre preferito Aristotele a Platone. Che in filosofia è come dire: o Beatles o Rolling Stones. Tuttavia c’è un aspetto di Platone, che emerge per esempio nel Timeo, che mi è rimasto e faccio fatica a cancellare, per la semplice ragione che trova riscontro costante in molte esperienze comuni, per esempio quella professionale: la matematica è lo strumento necessario a passare dal piano della realtà quotidiana al piano della certezza scientifica. È la sintassi del mondo.

Ed ora, con un’operazione 2×1, consumando solo il 50% dei sei gradi di separazione disponibili per collegare qualsiasi cosa a un’altra, da Platone, passando per la matematica (il numero, l’aspetto quantitativo delle cose), arrivo a YouTube: la fotografia dell’audience delineata dalle numeriche di Google è, prima che interessante, utile. Scientificamente utile.
Utile soprattutto ai creativi, che possono così sostanziare con un grano di scienza la propria ispirazione — se mai un loro account ne sentisse la necessità ; ) Ma anche utile agli strategist, agli architetti di sistemi, ai coder che oggi (finalmente) popolano le file Adci.

Queste quantità regalano fondamento oggettivo alla nostra qualità, perché garantiscono il risultato, o almeno la sensatezza di un’idea, di una strategia, di un approccio, di una scelta. Ed è sul risultato, oggi più che mai (la Digital Age non è più il futuro, ma uno splendido quanto complesso presente), che costruiamo una relazione duratura con i brand che interpretiamo attraverso la nostra arte — la nostra Tèchne (Τέχνη), come l’avrebbe chiamata Platone.

Dieci chart, dieci fotografie di un’audience (anche le dida sono di Google). Non… vi sentite fortunati? (cit.)

ES

Watch movies in theaters : 40% | Attend live events: 21% | Dine out in restaurants: 60%

Go back and forth among different devices: 31%
Feel disconnected not having an internet enabled device available: 42%

YouTube users:
Buy electronics, gadgets, or other devices: 24%
Buy/Download digital music, movies, or books: 38%
Buy/Download apps for your smartphone or tablet: 60%

Non users:
Buy electronics, gadgets, or other devices 6%
Buy/Download digital music, movies, or books 9%
Buy/Download apps for your smartphone or tablet 33%

Rate products, services or restaurants online: 46%
First to try new products: 37%
Give advices to others: 48%
Tell others about beloved brands: 63%


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L’italiano negli anni della crisi e le intenzioni di voto del weekend

 

Siete interessati solo a come voteranno gli italiani, il 25 maggio? Scorrete pure il post sino in fondo. Può però essere interessante notare, voto a parte, anche i cambiamenti concreti, quelli che stiamo apportando al nostro stile di vita.

“Questi ultimi anni di difficile congiuntura economica hanno restituito un nuovo modello di italiano che oggi, anche a fronte di timidi segnali di risveglio, siamo in grado di descrivere e interpretare sulla base di inediti scenari evolutivi dei comportamenti e degli stili di vita” – ha dichiarato Giovanni Fantasia, amministratore delegato Nielsen Italia.

Rispetto al 2010, l’analisi di Nielsen evidenzia un più marcato orientamento verso la riscoperta e la conseguente “difesa” dei valori familiari, con uno sguardo – inevitabile – alla digitalizzazione dei gesti più comuni. In particolare, alcune delle caratteristiche in cui si identificano oggi gli italiani sono tipiche di un approccio ancora timido, ma da cui si coglie la preparazione a una prossima ripartenza. È un consumatore più risparmiatore (82% degli intervistati, rispetto al 72% del 2010), pianificatore nel definire le spese e razionale nelle scelte (70% vs 57%), devoto alla famiglia (63% vs 56), casalingo (60% vs 55%) e, ovviamente, tecnologico (82% vs 70%).

A ciò si aggiunge una riscoperta dei valori tipici della famiglia lasciati in disparte in questi anni di crisi. Nel 2013 il tempo medio speso in casa è pari a 146 minuti, 15 in più rispetto al 2010. Di riflesso cala il tempo libero passato fuori dalle mura domestiche, pari a 94 minuti, sei in meno rispetto a tre anni prima. A sostegno di questo nuovo “Family Consumer” modellato da Nielsen, anche l’incremento del tempo per le attività tipicamente familiari: sono 87 i minuti dedicati alla cura della casa (rispetto ai 71 del 2010), 85 quelli per la cura dei figli (69 nel 2010) e 69 per cucinare (55 nel 2010). Non a caso, tra i più significativi mutamenti negli interessi, l’incremento più elevato è relativo al tema “Cucina”, pari a 15 punti percentuali in più rispetto al 2010.

Il cambio degli interessi si affianca a un contestuale mutamento di priorità nella vita dei consumatori italiani. Rispetto al 2010 si registra un aumento delle azioni finalizzate al risparmio, come la riduzione dell’uso dell’auto (+12 punti 2013 vs 2010) e delle spese telefoniche, la scelta di marchi alimentari più economici o il rinvio delle decisioni legate alla sostituzione di articoli per la casa. Ne consegue una significativa riduzione delle rinunce rispetto a quanto succedeva nel 2010; si evidenziano una riduzione dei “tagli” alle vacanze annuali (-6 punti percentuali) e ai weekend brevi (-8 punti percentuali), ma sono sempre meno anche i tagli alle spese per l’abbigliamento e per gli interventi di sostituzione alle proprie “tecnologie” di utilizzo quotidiano. È questa una conferma dell’emergere del  fenomeno  “Family Consumer” con un profilo “smart”. Allo stesso tempo, si assiste a un cambio di valori in tema di possesso, per far posto alla cosiddetta sharing economy: il consumatore italiano è propenso a condividere l’auto (71%) attraverso i più diffusi servizi già presenti nelle principali città, ma anche i corsi online di formazione professionale, aggiornamento nonché condivisione tra privati di reciproci know-how (43%), dei propri device elettronici mediante prestiti (37%) e di abiti per eventi speciali (33%).              (Fonte: Nielsen)

Italiani più risparmiatori abbiamo detto.  Ma quando non possono risparmiare si osservano  trend emergenti nelle forme di indebitamento?

Negli ultimi sei mesi le richieste di cessione del quinto dello stipendio sono state più di un quarto delle domande di prestito presentate in Italia: 10 punti percentuali in più rispetto a due anni fa. Secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, questo tipo di finanziamenti rappresentano ormai il 26,8% del totale (erano il 16,4% a maggio 2012). Il dato arriva dall’analisi di oltre 40.000 richieste presentate fra novembre 2013 e aprile 2014.

L’importo medio che si cerca di finanziare è inferiore rispetto a quello richiesto due anni fa: se nella rilevazione di maggio 2012 si puntava ad ottenere 20.000 euro, oggi si vogliono poco più di 17.000 euro.

A richiedere gli importi più alti per la cessione del quinto sono stati i residenti in Sicilia, seguiti dai cittadini del Trentino Alto Adige e della Sardegna.  (Fonte: facile.it)

Intenzioni di voto alle elezioni europee

PD                                                            32%
M5S                                                         28%
Forza Italia                                                18%
Nuovo Centrodestra – Libertas                    6%
Lega Nord                                                  4,5
Fratelli d’Italia                                             3,5
L’altra Europa con Tsipras                            4
Scelta europea con Guy Verhofstadt             2,5
Altri partiti                                                      1,5

(Source: mY.dicks)


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Dicembre, è tempo di migrare. (Mercoledì diretta web con il consulente del lavoro)

L’abbiamo visto accadere spesso negli ultimi anni.
Dicembre è il mese in cui solitamente viene avviato un movimento migratorio forzato di creativi (e non solo) verso altri “dove”, non importa quali purché non siano la struttura nella quale avevano nidificato nelle ultime stagioni.
Per questo, mercoledì 4 dicembre, a partire dalle 19.30, l’Adci organizzerà una diretta web con un consulente del lavoro. QUI.

La quarta da quando sono stato eletto presidente dell’Adci, la terza nel 2013.

Nel corso della diretta web cercheremo di rendere comprensibile a tutti l’operatività dei contratti atipici e flessibili, nelle agenzie di pubblicità, dopo la riforma del mercato del lavoro (Riforma Fornero).
Riforma che, lo ricordo, ha modificato le regole di gestione delle diverse tipologie contrattuali (sia autonome, sia subordinate).

Credo sia ormai noto a tutti che, anche nel nostro settore,
spesso i rapporti di lavoro subordinati a tempo indeterminato vengono camuffati in rapporti di lavoro di tipo autonomo. Per esempio partite iva, co.co.pro, lavori autonomi saltuari e occasionali, ecc…

Vogliamo dare a chi ci seguirà la possibilità di poter valutare la propria posizione all’interno dell’agenzia ove presta lavoro, al fine di verificare la correttezza del proprio inquadramento.

Vorremmo anche fare un bilancio con il consulente del lavoro dopo circa un anno di collaborazione.
Quale percentuale di casi trattati hanno avuto successo?

La rivoluzione creativa non può limitarsi alla richiesta di attenzione e nuove norme (a proposito, avete firmato la petizione di Alfredo Accatino?) se prima non impariamo a conoscere le regole che già ci sono e non ci battiamo perché vengano rispettate.

Le leggi non sono mai un vero traguardo, ma solo una piattaforma di partenza.

Se vogliamo attuare davvero una rivoluzione creativa, non fermiamoci al “cancelletto” di partenza.
Iniziamo a esercitare il muscolo della scelta: per aggirare le regole sul posto di lavoro non basta la volontà del datore di lavoro.
Facciamo rispettare le regole attuali o non servirà chiederne altre 20, o altre 100.


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The Best Brief Ever – Questa è una grande occasione

Ci sono brief che possono arrivare sulla tua scrivania solo dopo una serie di fortunate coincidenze come quando tutti i senior del tuo reparto sono a casa, a letto con la scarlattina e allo stesso tempo i tuoi direttori creativi sono su un set in Marocco in mezzo al deserto, senza wifi e linea telefonica. Oppure quando si allineano i pianeti o quando Saturno contro decide che è arrivato il momento di prendersi una vacanza.

E se vi dicessi che questo momento si sta verificando proprio mentre state leggendo queste righe?
Leggere questo post, vi avvicinerà sempre di più al brief che ogni giovane mente creativa desidera fin dal primo giorno di lavoro.
Questo è, infatti, il primo passo che consentirà a quel brief di materializzarsi sulle vostre scrivanie, in un orario ben preciso di un giorno precisissimo.
Non c’è nessun trucco, è pura magia che potete chiamare creatività se volete, quella di voi giovani, di voi appassionati, di voi sognatori che, nonostante tutto, ogni giorno credete fermamente in quello che fate, ingoiando rospi, sentendovi incompresi, soprattutto a fine mese.Proprio in questo momento, lì, in alto, c’è grande fermento. Si stanno facendo le prove generali e scenografi ed elettricisti stanno decidendo su chi di voi puntare l’occhio di bue della rivalsa.Vi stiamo mettendo a disposizione il grande palcoscenico della creatività, ragazzi.Il miglior brief della vostra fresca e squattrinata carriera sta per fare la vostra conoscenza. A voi non resta che creare la migliore esibizione possibile. Quella più sentita, la più originale ed efficace di sempre.

L’ Art Directors Club Italiano ha deciso di selezionare la coppia creativa che rappresenterà l’Italia alla Young Competition di Eurobest 2013. La migliore coppia creativa italiana.

Come partecipare alla Country Selection?

Basterà inviare una email a info@adci.it e indicare i vostri nomi e cognomi come coppia partecipante, i dati anagrafici e l’eventuale agenzia di appartenenza.
Possono partecipare tutti i professionisti che collaborano, o hanno collaborato con un’agenzia di comunicazione, (con un contratto di qualsiasi tipo), nati dopo il 6 dicembre 1984 e con una buona conoscenza della lingua inglese.
Le iscrizioni sono gratuite e sono aperte fino al 30 ottobre 2013.

Il brief sarà pubblicato online nel blog Adci alle 9:00 del 2 novembre.

I concorrenti dovranno uploadare la loro campagna integrated entro 48 ore nelle modalità che verranno descritte dal regolamento.
La giuria dell’Art Directors Club Italiano si riunirà il 6 novembre, per scegliere il miglior lavoro e la coppia da mandare a Lisbona durante la prima settimana di dicembre.

Andate e incantate l’Europa intera.
Poi però tornate, perché l’Italia ha bisogno di voi
.

Anche in questo caso, come già ai Giovani Leoni, Getty Images, la media company impegnata a promuovere innovazione e crescita nell’utilizzo di contenuti visivi nella pubblicità,  sarà partner del concorso fornendo l’accesso alla propria vastissima banca immagini per le 48 ore della competizione.

Per il video “La grande occasione”, ringraziamo:
Musica: Stabbiolo Music
Voce: Guido Ruberto
Video: Gettyimages
Showreel Gettyimages

oltre ai compagni di merenda Soci Adci che hanno ideato la storia ;)


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Partnership.

Negli ultimi mesi il Club ha attivato una serie di convenzioni con aziende partner, allo scopo di ottenere agevolazioni economiche riservate ai Soci. In alcuni casi, gli accordi con i partner prevedono la condivisione di contenuti culturali, su cui troverete aggiornamenti nella sezione News del sito.

Altre convenzioni sono in via di definizione. Via via che saranno perfezionate, saranno evidenziate sul sito, nella sezione About / Partnership.

Qui di seguito quelle già attive:

 

Getty Images

Vendita di immagini, video, musica e prodotti multimediali.

Sconto del 10% su tutti gli acquisti fatti dai soci ADCI su gettyimages.it

Per beneficiare dello sconto, è possibile 1) inserire all’atto dell’acquisto online il codice promozionale riservato ai Soci ADCI, oppure 2) citare il codice al telefono con i referenti commerciali Getty per una vendita più assistita.

Attenzione: il Codice promozionale è stato inviato via mail direttamente ai Soci.

Lo sconto potrebbe non essere applicabile ad alcune limitate collezioni.
Durante l’anno potranno essere possibili ulteriori sconti ad hoc che verranno comunicati direttamente ai Soci.

Getty Images
Via Santa Maria Valle, 3 
20123 Milano 
T. +39 02 36021299
info.it@gettyimages.com
www.gettyimages.it

L’accordo di partnership fra ADCI e Getty Images prevede anche condivisione di cultura, esperienze e contenuti a valore aggiunto di interesse per i Soci. Sono in via di definizione i primi eventi digitali e reali, alcuni riservati ai Soci e altri aperti a tutti, che verranno via via comunicati nella Sezione News del sito adci.it


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Lo sconto non potrà essere applicato sui periodici e su materiale no-book (DVD, giftbox, eBook, cartoleria) e per gli acquisti sul sito internet (dove lo sconto al pubblico è già del del 15%).
Per usufruire della convenzione i soci dovranno farsi semplicemente riconoscere come membri ADCI.

Casa Editrice Libraria Ulrico Hoepli SpA
Via Hoepli, 5
20121 Milano
T. +39 02 86487246
www.hoepli.it


Books Import

Libreria. Buona scelta di volumi e pubblicazioni di fotografia, arte, design, grafica, architettura, illustrazione, advertising, annual stranieri.

Acquisto libri presso il negozio di Milano con il 10% di sconto.

Books Import Srl
rif. Lodovico Gavazzi
Via Maiocchi, 11
20129 Milano
T. +39 02 29400478
www.booksimport.it


Dagomedia

Software gestionali studiati per l’amministrazione contabile e organizzativa di studi creativi e agenzie di comunicazione.

Sconto del 15% sull’acquisto e sui canoni realtivi a prodotti software.

Dagomedia Srl
rif. Marco Pigliapoco
Executive Director
Via delle Querce, 11/7
61032 Fano [PU]
T. +39 0721 830375
www.dagomedia.it
www.chronosweb.net

 


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Logo di Firenze. Prove di dialogo.

Giovedì 8 agosto, alle 8.30 del mattino, ho incontrato in Palazzo Vecchio l’assessore allo sviluppo economico Sara Biagiotti e il direttore delle strategie di sviluppo e della promozione economica e turistica di Firenze, Simone Tani.

E stato un confronto costruttivo.
Riporto le ragioni che hanno condotto l’amministrazione alla attuale forma del bando:

- Assenza di risorse economiche da destinare alla comunicazione istituzionale: alla generale diminuzione di risorse a disposizione dei comuni si aggiungono gli effetti della legge Brunetta che ha ridotto del 80% la spesa della pubblica amministrazione per la comunicazione, rispetto al 2009, anno in cui la spesa era stata minima a causa delle elezioni.
- Fallimento di precedenti tentativi diversamente impostati
- Valutazione di Zoppa come di un semplice partner tecnologico per gestire il contest via web (sottovalutando per scarsa conoscenza del nostro comparto la differenza che c’è tra un bando pubblico tradizionale e uno gestito da Zooppa)
- atteso risultato di coinvolgimento e partecipazione della popolazione, già ora ottenuto con soddisfazione.


Cosa abbiamo condiviso in pratica
:
La necessità di una strategia di comunicazione – elaborata con partner individuati per meriti e competenze – che trasformi il logo individuato in uno strumento efficace di promozione economica e culturale della città.
La disponibilità al coinvolgimento di ADCI in sede tecnica su specifici seminari, tra metà settembre e fine ottobre, volti a mettere a fuoco la strategia per i prossimi passi.
La disponibilità a valersi della consulenza di ADCI e di Aiap per la composizione della giuria giudicatrice e per la stesura dei criteri di giudizio.

Ho chiesto se fosse possibile rivedere la regolamentazione della cessione dei diritti d’autore dei lavori partecipanti in favore degli autori, laddove compatibile con il regolamento della piattaforma digitale Zooppa.
E di individuare eventualmente la norma giuridica che possa riconoscere all’autore del logo vincente una royalty sullo sfruttamento commerciale del lavoro intellettuale.
Su questi due punti non ho una risposta in quanto esulano dalle competenze dei miei interlocutori, ma a settembre proverò a sottoporli nuovamente, magari direttamente a Zooppa.

Cosa abbiamo condiviso in linea di principio:
ho registrato una piena consapevolezza del gap esistente tra quello che si sta facendo e quello che si dovrebbe fare in condizioni ottimali, e che altre città europee fanno con grandi risorse e professionalità in campo.
Molta minore consapevolezza dei comportamenti virtuosi che potrebbero, anche date le circostanze sfavorevoli, portare comunque ad un progetto competitivo.
Qui però ho trovato apertura e sincero impegno ad avvalersi della nostra consulenza. Intendo farne tesoro.
Metterò in contatto il nostro socio fiorentino Aimone Bonucci – che per primo mi aveva avvertito dell’eventualità del bando – con Simone Tani, in modo che possano dialogare e costruire un sentimento comune intorno al lavoro dei graphic designer.
Ho lasciato nelle mani di Simone Tani gli appunti che avevo buttato giù come base di discussione e che trovate a questo link: appunti per firenze.

Gli ho inviato anche gli interventi di Massimo Guastini (più principi e meno coolness) e Bruno Banone.

Ho potuto apprezzare l’impegno del Comune per la promozione dei mestieri creativi e accettato l’invito a partecipare – a mie spese – alla missione a Shangai durante la settimana del design dal 3 al 7 settembre.
Chiunque sia interessato ad aprire una sede in Cina, si metta in contatto con me.
Ho trovato piena consapevolezza di cosa potrebbe essere una grande strategia di comunicazione per un brand dalle radici così potenti come è Firenze.
Ma una certa distanza tra gli obiettivi sfidanti e le necessarie strategie per raggiungerli.
È proprio questo gap che proveremo insieme a ridurre nel corso dei prossimi mesi, come primo passo di un percorso che porti ad un netto miglioramento delle strategie di comunicazione della Pubblica Amministrazione del Paese.

Paola Manfroni


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Logo di Firenze: più principi e meno coolness.

Né voglio sia reputata presunzione se uno uomo di basso et infimo stato ardisce discorrere e regolare e’ governi de’ principi; perché, cosí come coloro che disegnono e’ paesi si pongano bassi nel piano a considerare la natura de’ monti e de’ luoghi alti, e per considerare quella de’ bassi si pongano alto sopra monti, similmente, a conoscere bene la natura de’ populi, bisogna essere principe, et a conoscere bene quella de’ principi, bisogna essere populare.

Firenze ha scelto di utilizzare la “community creativa” Zooppa per trovare il nuovo logo.
Chi vince verrà pagato 15 mila euro.
Chi perde non manterrà nemmeno i diritti sul proprio lavoro presentato (leggetevi il regolamento, mi raccomando).

Alcuni la ritengono una grande opportunità per tutti, una scelta democratica.
Così chiunque potrà partecipare, anche quegli studi e quelle piccole agenzie che di solito sono escluse.
Pure i freelance avranno l’occasione per mostrare che possono farcela da soli.
Basta con la casta dei creativi famosi che si accaparrano i lavori.

Suona tutto così meravigliosamente democratico.

Nella migliore delle ipotesi è un’inconsapevole presa per il cool.
Con cool voglio indicare, in questo caso, quell’aura di sexiness con cui si patina di democrazia
l’ormai lunga nouvelle vague di non pagare il lavoro creativo.

Perché è questa la questione che ho posto. Creare un logo è un lavoro.
Chi non è d’accordo su questo fatto è ignorante (rimediabile) o in cattiva fede.
E il lavoro deve essere sempre pagato. Lo scrive la nostra Costituzione. È enunciato in modo molto chiaro, non ci sono possibilità di fraintendimento.

Ogni volta che una Pubblica Amministrazione indice una gara non remunerata per la progettazione di un logo (ma anche di altre attività di comunicazione)
tradisce almeno due articoli della nostra Costituzione (1 e 36) e crea un grosso danno a un’intera industry.
Se la Pubblica Amministrazione non paga il lavoro perché dovrebbero farlo le aziende private?
L’effetto a catena innescato da questa pessima pratica sta distruggendo la nostra industry. Non la crisi iniziata nel 2008.

Chi ciarla di casta dei creativi è rimasto agli anni ’80 del secolo scorso
e non ha letto nessuno di questi due post di denuncia (che prospettive offriamo ai giovani e figli di un io minore).

Chi parla di concorso democratico dimentica o non conosce:

1. il tempo e le competenze necessarie per fare un logo
2. i già citati articoli della costituzione 1 e 36
3. che Zooppa è proprietà di una holding, WPP, che in Italia gestisce già il 50% del mercato pubblicitario.
(Rettifica: In realtà Zooppa è una ramificazione di H-Farm, incubatore di imprese hi-tech, fondato da Roberto Donadon insieme a Maurizio Rossi.
H-Farm ha ceduto H-Art, NON Zooppa, a Wpp)

In ogni caso, se in Italia c’è una casta è tutto fuorché creativa.
La casta non è nemmeno italiana e i soldi restano solo in parte in Italia.

Vorrei sapere, e spero di avere una risposta: qual è il compenso ricevuto da Zooppa per questo contest?
I premi messi in palio da Zooppa che quota rappresentano sul compenso richiesto ai committenti?

Lavorare gratis a un contest come questo non è una grande opportunità per il professionista.
Al massimo è una minima probabilità di vincere 15 mila euro lordi.

Non sono fiorentino. Non è un mio problema se il logo scelto sarà bello o brutto. Infatti NON ho toccato l’argomento.

Ma è un grosso problema di tutta la comunità creativa italiana se una Pubblica Amministrazione descrive come scelta democratica non pagare il lavoro creativo.

Ci sono modi migliori per gestire un progetto come questo?
Certo. Il primo passo è ricordarsi di stabilire un gettone, un rimborso minimo per chi parteciperà. Il secondo passo è coinvolgere associazioni di professionisti per mettere a punto metodologia e commissioni competenti (ricordate lo “SFACELO ROMANO“?).
Adci e Aiap hanno le caratteristiche ideali per aiutare le Pubbliche Amministrazioni serie in un contest come questo.

Restringere la rosa dei candidati, per pagare ai perdenti un rimborso, è la vera scelta democratica. Anche se forse suona meno cool, meno WEB 2.0.
Significa dedicare il giusto tempo e attenzione ai lavori presentati. Significa “ti rispetto”.

Ora non intasate il post di stupidaggini sul libero mercato. Non straparlatemi di “libera concorrenza”, soprattutto non usate a sproposito il termine libertà.
Non c’è nessuna libertà se non c’è indipendenza economica. E l’indipendenza economica viene dal lavoro pagato, non dal dire:
“ma quanto sono figo, faccio il designer e partecipo al concorso Zooppa per il logo di Firenze.”

Se non siete d’accordo usate la vostra vis polemica e il vostro eloquio per fare riscrivere la Costituzione.

Perché possiamo anche decidere di cambiare le regole del gioco, ma ufficializziamolo. Almeno giocheremo tutti di conseguenza. Al libero massacro.
E i creativi, le persone capaci di produrre contenuti, idee e pensiero, saranno quelli che perderanno. Stanno già perdendo.
Passata la coolness restano i conti da pagare.

Firenze affonda le sue radici nella Creatività (la c maiuscola è d’obbligo). Creatività riconosciuta come valore e quindi remunerata.
Tradire questa heritage sarebbe un pessimo primo passo nello studio del nuovo logo della città.

Capisco che un Sindaco e un Assessore possano ignorare (o conoscere superficialmente) determinati meccanismi economici nel mercato della comunicazione. Persino molti creativi li ignorano.

Ma c’è ancora tempo per cambiare.

Far cadere dall’alto la borsa con i 15 mila euro (lordi) non è un cambiamento. Mi rammenta atteggiamenti medievali più che il Rinascimento avviato proprio dai Principi fiorentini.

Nota:
per quanto riguarda gli azionisti di H-Farm, l’incubatore che possiede tra le altre anche Zooppa, questo è quanto ho trovato nell’archivio storico del corriere della sera, in data 18 luglio 2011:

L’ ultimo a essere entrato nel salotto virtuale di H-Farm è stato Renzo Rosso. Per diventare il socio numero due, dopo il fondatore Riccardo Donadon, di quest’ azienda che promuove imprese web, il patron di Diesel ha sottoscritto un aumento di capitale e ha comperato azioni. Prima di lui nella «fattoria della conoscenza», come si definisce l’ incubatore, avevano fatto il loro ingresso altri nomi nobili dell’ imprenditoria italiana da Luca Marzotto (Zignago Vetro) a Nicola Riello (Riello Investimenti), a Giancarlo Zoppas, al co-fondatore Maurizio Rossi (figlio dell’ imprenditore delle calzature Luigi), a Lauro Buoro (Nice), Thomas Panto (T-Vision) e Andrea Bosio (Telsey).