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The Best for Eurobest 2014 *** IL BRIEF ***

Lo abbiamo già scritto qui - ci sembra giusto ricordarvelo ora che siamo davvero sotto data, e con la dovuta enfasi.

Per il secondo anno consecutivo, l’Art Directors Club Italiano seleziona la coppia creativa che rappresenterà l’Italia alla Young Competition di Eurobest 2014. La migliore coppia creativa italiana.

Tutti coloro che si sono iscritti alla Country Selection trovano qui di seguito il brief e il regolamento:

Brief FIDAS novembre 2014

REGOLAMENTO EUROBEST 2014

Ricordiamo che i concorrenti dovranno uploadare la loro campagna integrated entro 48 ore nelle modalità descritte dal regolamento e sintetizzate in coda a questo post.
La giuria dell’Art Directors Club Italiano si riunirà il 24 novembre, per scegliere il miglior lavoro e la coppia da mandare a Helsinki dall’1 al 3 di dicembre.

DA NON DIMENTICARE:

  • Per consegnare il lavoro inviate un WeTransfer a info@adci.itsheeponboard@gmail.com
  • Avete fino alle ore 08:59 di lunedì 24/11 per consegnare il tutto.

Anche quest’anno, Getty Images, la media company impegnata a promuovere innovazione e crescita nell’utilizzo di contenuti visivi nella pubblicità, sarà partner del concorso fornendo l’accesso alla propria vastissima banca immagini per le 48 ore della competizione.


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Google & ADCI : YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S1 E7/12)

Fabio Volo non ha parlato del suo passato di panettiere. Abbiamo finalmente dismesso la favola de “le dimensioni non contano”. È stato dimostrato che surfare una tavola Chanel sfina e che se metti i jeans giusti puoi fare anche twerking. E meteoriti. Meteoriti pieni di scarpe. Anche quest’anno Ottobre si è meritato la fascia di capitano.

Quello del 2014 è stato l’Ottobre più caldo dal 1880. E c’è stata la prima edizione di IF!. Coincidenze?

Questo mese ha anche visto un preoccupante ritorno del modo di dire “X è il nuovo Y”. Ed è cominciata la stagione dei marroni. Coincidenze?

Insomma, Ottobre è stato un mese che ha fatto cose e visto gente.

Eccovi il settimo episodio della YouTube Ads Leaderboard Italia, per gli amici #ytali.

HYPERFLEX JEANS: Stretch Your Limits!

Agenzia creativa: 180 Amsterdam

Una bellissima scienziata con un Phd in jeans decide di testare la “stretchiness” dei Replay. L’esperimento è condotto su atleti/acrobati/commessi di Abercrombie che infilano i loro corpi torniti in questi pantaloni dal tessuto magico. È tutto molto bello, ma a posteriori verrebbe da chiedersi se il campione non sia un po’ limitato. Per amor di scienza e progresso sarebbe forse stato meglio andare alla Sagra della Sugna a distribuire jeans ai convenuti, e allora sì che “Stretch Your Limits”. Ed è subito slice of life.

Mercurial Superfly CR7: CR7 in “Out of this World”

Agenzia creativa: Wieden + Kennedy
Centro media: Mindshare

Precipita sulla terra un meteorite. Contiene qualcosa. Vita intelligente? No. Una consegna speciale per Cristiano Ronaldo: le nuove Mercurial Superfly CR7. A quanto pare sono fatte della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, ti portano a fare cose pazzesche. Tipo rispondere a Carlo Ancelotti. Ronaldo, che già di suo ha delle belle gambe, ora è inarrestabile. Corre a destra e a manca, attraversa boschi, doppia gli aerei facendo la faccia dell’arroganza al pilota e prende multe in uno stereotipo americano. Ma soprattutto riceve chiamate da Carlo Ancelotti.

CHANEL N°5: The One That I Want – The Film

Centro media: Carat Luxury

A 10 anni dal film con Nicole Kidman, Baz Luhrmann torna a raccontarci Chanel. Stessa estetica, invariata anche l’allure del brand, ma questa volta Luhrmann sceglie Gisele Bündchen per rappresentare quella che, secondo lui, è la donna del 21° secolo. Una donna bellissima e in carriera che, nonostante tutto, sceglie l’amore. In buona sostanza, se sei una madre con un matrimonio in crisi e vivi in slow motion, l’unica cosa che devi fare è Chanel numero 5.

Official Fiat 500X teaser – blue pill

Agenzia creativa: Leo Burnett
Centro media: Maxus

Siamo in un paesino italiano in una situazione che a quanto pare è tipicamente italiana: un uomo deve venire incontro ai bisogni ferini della moglie ma da solo non ce la fa. Va nell’altra stanza a prendere il Viagra. Le mani gli si irrigidiscono e perde il controllo della pillola che vola fuori dalla finestra e comincia un viaggio tra i vicoli del paesino fino a finire a valle, dove una 500 sta facendo benzina. Il Viagra si insinua nel serbatoio della macchina e ne raddoppia il volume. Divertente come pubblicità di un’auto, overpromising rispetto agli effetti della pillola.

Fabio Volo. Let’s do it.

Agenzia creativa: VML di WPP
Centro media: MEC

Bianco e nero. Esterno. Bella macchina-bella ragazza-bel cavallo. Notte. Fabio Volo sta recitando, da qui capiamo che si tratta di una parodia. Il cavallo era solo un indizio alla Old Spice. «Oggi è ancora più importante mettercela tutta, non fermarsi mai, provarci fino in fondo e andare oltre. Alziamo l’asticella, puntiamo in alto. Let’s do it». L’atmosfera soffusa e motivazionale è interrotta da una causa più che giusta: sono pronti i casonsèi. Allora Volo raggiunge la zia e porta con sé anche la modella, che tanto è magra.

***
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.


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Quant’è sexy Massimo Guastini.

Chissà quante volte Massimo Guastini si sarà umettato le labbra, passandoci in mezzo la lingua, piano, durante la presentazione dell’indagine “Come la pubblicità racconta le donne e gli uomini, in Italia”. Chissà come si è alzato e abbassato il suo petto, con che mossa sensuale avrà spostato i lunghi capelli dalle spalle, mostrando l’incavo del collo. Per non parlare dei fianchi: come sarà rimasto lì? In piedi statuario, oppure avrà spostato il peso prima da una parte poi dall’altra? Avrà dato almeno per un attimo le spalle al pubblico mostrando, generoso, le forme tondeggianti e perfette delle natiche?
Ecco, se raccontassi Massimo Guastini così per prima cosa potrei avere dei seri problemi con sua moglie, secondo li potrei avere con lui, terzo potrei passare per pazza.
Che cosa sono queste righe se non un punto di vista falsato, eccessivo, fuori contesto. Dichiaratamente erotico?
Se fosse l’incipit di un libro nessuno avrebbe problemi a catalogarlo subito come filone hard.
Che cosa ci troverò mai di tanto erotico in una presentazione di una ricerca?
Nulla.
Appunto.
Il fatto è che ora mi dovete spiegare perché fa tanto strano raccontare un uomo così, con questi occhi, e invece non c’è niente di strano- o alla maggior parte della gente non sembra strano- che le donne vengano guardate e raccontate così in qualunque contesto e occasione dalla pubblicità. Secondo i normali canoni di comunicazione io sono più sexy di Guastini. Ma tanto di più. In maniera spropositata. E come me chiunque altra, basta che sia femmina.
Le parole sono molto più erotiche delle immagini? Strano, avrei detto il contrario.
Se racconto Massimo Guastini come un uomo che scatena istinti sessuali la maggior parte di voi lo troverà ridicolo da parte mia (Massimo non me ne voglia: confido nella sua travolgente ironia).
Allora perché in pubblicità il mondo femminile viene raccontato tanto male, con contesti tanto assurdi, e quello maschile no?
Perché siamo sempre viste sotto la lente prevalente dell’erotismo e dell’inutilità?
I dati di questa ricerca lo confermano: non è una sensazione. Sono i numeri.
In Italia si raccontano le donne in modo sbagliato. Si investe in narrazione errata.
Ogni tanto mi vien voglia di dire “facciamolo davvero”: prendiamo per buone le narrazioni pubblicitarie e facciamo un’ipotesi di come dovrei essere io, durante una giornata, se mi comportassi come la maggior parte della pubblicità si aspetta da me.
Secondo questa ricerca una buona parte delle donne viene descritta come modelle, grechine (nel senso di puramente decorative), professioniste (e qui ci siamo), disponibili, (mh, per Lenny Kravitz si), madri, interrotte (ovvero inquadrate solo a pezzi), emotive, manichini, preorgasmiche; mogli, sportive, innamorate.

Quindi, posto che come madre, innamorata, professionista, sportiva (fingiamo che il mio abbonamento in palestra sia ancora valido), dovremmo esserci.
Per il resto dovrei passare il tempo a fare altro: dovrei essere una gnocca di ragguardevole piacevolezza, possibilmente senza espressione e sentimenti. Oppure dovrei mostrare gioia, stupore e ilarità in modo assolutamente esagerato.

Dovrei fingere orgasmi – dio… non che non succeda – ma la cosa incredibile è che dovrei farlo in moltissimi contesti: mentre provo costumi o vestiti, quando mi metto un profumo, quando assaggio un piatto di pasta.
Mi ci vedete da Intimissimi mentre mi metto un push up per raccattarmi le tette da terra con una faccia al limite della piccola morte?
Ridicola? Eppure quanti pubblicitari e clienti committenti hanno trovato credibile e anzi, vendibile, una faccia simile?
Quante volte si è vista?
Sulle donne a pezzi si apre il capitolo di “tette che camminano” o “passera a passeggio”. Forse sembrerò esagerata, ma capita spessissimo di non essere considerate persone ma semplici pezzi di carne che si muovono. E non importa il perché tu stia andando da qualche parte o chi tu sia: solo per il fatto di essere una portatrice sana di vulva meriti di essere importunata. Punto.

La pubblicità in tutto questo ha le sue colpe.
Non mi aspetto che non si possano più usare stereotipi, non è questa la battaglia.
Vorrei semplicemente che fossero usati meno, in modo più sensato. Motivato.
Vorrei vedere strategie meno codarde rispetto alla strada già tracciata. Ovviamente la finta famiglia felice con la mamma che cucina l’arrosto e il padre assente che legge il giornale dà commercialmente più sicurezza delle reazioni che può dare una coppia di mamme lesbiche, ma la realtà ormai viaggia a una velocità diversa. Il pubblico è altro. E l’ideale non è solo la bellona con le misure mozzafiato. L’ideale sono il talento, la motivazione, sono le storie piene di novità e di caratteristiche inaspettate.
Non c’è equità nel raccontare uomini e donne. Ma mi aspetto che arrivi.
Mi aspetto che ci sia più attenzione perché l’immagine che passa fuori condiziona, eccome, le aspettative della gente rispetto alle donne – anche dalle donne stesse.
Credo che ci si debba accollare un maggior senso di responsabilità verso la comunicazione e le scelte che si fanno.
Scommette che avete visto il video “Like a girl- come una ragazza” di Always.
Il sunto è proprio questo. Quand’è che essere una ragazza, o una donna, comincia a esser qualcosa di negativo? Perché dire “fai una cosa come una ragazza” ha una valenza negativa? Da quando comincia a valere meno l’immagine femminile? Secondo quali criteri?
Mi aspetto che la pubblicità e la comunicazione tornino a raccontarci secondo criteri più veri. Più rispettosi. Perché “Correre come una ragazza” vuol dire andare più veloce che puoi. “Farlo come una ragazza” vuol dire fare qualcosa al meglio delle tue possibilità.
Non vuol dire mettersi un grembiule, cucinare l’arrosto o starsene con una faccia da orgasmo in attesa di non si sa bene cosa.
Noi andiamo veloci. Se la pubblicità non ce la fa a starci dietro, il problema è solo vostro.

***
Questa la presentazione di Massimo Guastini, oggi, a Roma, Camera dei Deputati, Sala della Regina, nell’ambito di ROSA SHOCKING, Violenza, stereotipi… e altre questioni del genere.

>>> SEGUI IL NOSTRO LIVE TWEETING SU @adcinews #RosaShocking

 

 

 

 

 

 


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 17_11_014

twitter: @claudianeri


Nadav Kander, che non ha bisogno di presentazioni – e che non ci stanca mai.

Il talento Nick Barclays, graphic designer inglese trapiantata a Sidney.

Maira Kalman, artista/illustratrice newyorkes che da decenni non sbaglia un colpo

Natsuki Camino illustratore giapponese di indiscusso talento


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Google Video Pills #5 – YouTube: the place for great stories

Mezzo o contenuto, questo è il problema… Nella quinta video-pill di How to be successful in the Google ecosystem: tips & tricks non si vuole scomodare nuovamente McLuhan, ma si cerca di porre l’accento sulle opportunità transmediali di Youtube.

Due brand, un pubblico ben preciso, retargeting e soprattutto tanta creatività. Sono questi gli ingredienti condensati nei 5 minuti della video-pill di Google, che ci racconta attraverso tanti consigli utilissimi come Nespresso e Roger Dubuis hanno saputo sfruttare al meglio le infinite possibilità offerte da Youtube. Stavolta offriamo noi…

Feedback? Non aspettavamo altro, potete lasciarli qui.


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Una brutta notizia: l’IF! è la metafora del paese. #ItaliansFestival

A noi italiani, è noto, piace tantissimo parlare male di noi stessi. È una cosa che ci esalta e ci fa andare avanti come forse nessun’altra: viviamo nella costante, rassicurante consapevolezza che gli altri “stanno avanti” e ci considerano con disprezzo, se non addirittura pena. Un’attitudine tafazziana così appassionatamente radicata che ci spinge talvolta persino a scambiare un ironico omaggio per un’offesa gratuita, chiedendone il ritiro e facendo sì, in quel caso, una sontuosa escursione nel guano (essenzialmente per la cocciuta incapacità di intendere alcuni principi rudimentali di retorica, che dell’advertising è più o meno l’essenza). Insomma, la tentazione di dileggiare la pochezza italica è sempre troppo forte: del resto, neppure io in apparenza sono riuscito a resistervi, no?

Ecco allora la brutta notizia: più spesso di quanto crediamo abbiamo delle idee interessanti che gli altri non solo non disprezzano, ma addirittura fanno loro. Per esempio, vale la pena ricordare che nell’ultimissima edizione degli ADC*E Awards, appena conclusa, le tre campagne italiane protagoniste della battaglia per il Grand Prix dell’IF! (Maestros Academy, Dear Future Mom e Dacia Sponsor Day) hanno raccolto vari metalli, tra cui spiccano, rispettivamente, l’oro e i due argenti nella categoria Integration & Innovation.

Mentre è di pochi giorni fa la notizia che ai prossimi Cannes Lions il Presidente nella categoria Creative Effectiveness sarà, per la prima volta nella storia, un cliente: nello specifico, si tratterà di (prendete fiato…):
Wendy Clark, President of Sparkling Brands & Strategic Marketing, Coca-Cola North America.
Dov’è che l’avevamo già sentita, questa cosa di mettere i clienti in giuria?

Insomma, sembra proprio che l’IF! sia la metafora del paese: ma non di quel paese che il nostro rassicurante autolesionismo vuole farci credere.


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#ItaliansFestival “Fil Rouge” – What if qualcosa di più ci tenesse uniti? (photo gallery)

Sara e Barbara hanno attraversato IF! seguendo un filo rosso. Persone, personaggi, e quell’atmosfera lì, che è venuta in questi scatti, e chi c’era non vede l’ora ci sia IF! /2, e chi non c’era può seguire qui il suo pezzo di filo. Questo è lo shooting, questo è Fil Rouge.

Fil Rouge significa letteralmente “filo rosso” e viene solitamente inteso col significato di “filo conduttore”. Questa è la metafora che abbiamo scelto per raccontare IF! nel dopo-IF!, attraverso i nostri scatti.

Il termine Fil Rouge è utilizzato in diversi ambiti. Lo usa Goethe ne “Le affinità elettive”; riprende il concetto che Freud utilizzò per definire l’inconscio. Ma la sua origine è marinaresca: per districare le gomene di una nave si seguiva un filo rosso che rendeva possibile separare l’una dall’altra le corde aggrovigliate.

Una leggenda di origine cinese racconta che tutti noi nasciamo con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo viene chiamato il filo rosso del destino. Esso ci lega alla persona a cui si è destinati, alla nostra metà, alla nostra anima gemella. Le anime prima o poi sono, quindi, destinate ad incontrarsi e ad unirsi.

Non importa il tempo che dovrà passare, gli eventi della vita o lo spazio che separa le due anime, perché il filo che le unisce non si romperà mai e nessuna circostanza potrà impedire alle due metà di incontrarsi e alla fine unirsi.

Sara Meliti, fotografa
Barbara Passaretti, assistente alla fotografia

PHOTO GALLERY (clicca le immagini per ingrandire)

 


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Google & ADCI : YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S1 E6/12)

Puntuale come un’ispezione di un esattore del fisco di Zurigo, o come la dichiarazione “Questo sarà un anno decisivo per le riforme” da parte del capo di governo di un paese scelto a caso, arriva la top five degli ads più cliccati di Settembre.

Automobili, videocamere, smartphone, videogiochi… Quello formato da nomi composti e tecnologia è un binomio che domina incontrastato in quattro film, tanto da imporre in qualche modo la sua inconfondibile presenza anche nel quinto commercial.

GoPro HERO4: The Adventure of Life in 4K
Agenzia creativa: GoPro Original Productions
Centro media: 3Q

Tutti sappiamo quant’è comoda una GoPro. Tutti sappiamo quanto sia spettacolare una ripresa in 4K. Ora, proviamo a unire le due cose. Superfluo chiederci con quale camera sia stato girato il video, vero?

Offerte Fiat: scopri Punto GPL con la formula Eco Free
Agenzia creativa: Leo Burnett
Centro media: maxus

Decisamente meno epica, l’unica produzione italiana nella shortlist è un’articolata promozione dedicata a una delle ammiraglie di casa Fiat: sensibilità verde, prezzo invitante, ruote ben piantate per terra.

Trailer Live Action ufficiale di Destiny – Diventa leggenda [IT]
Agenzia creativa: N/A
Centro media: N/A

Un piccolo kolossal di due minuti introduce Destiny, sparatutto stellare rilasciato il 9 settembre. L’ottimo equilibrio tra azione e ironia lascia intravedere un roseo futuro per il primo videogioco del tipo “Shared World Shooter” (la misteriosa definizione è stata coniata dagli sviluppatori, già ideatori del celebre Halo).

Experience the power of a bookbook™
Agenzia creativa: BBH Asia Pacific
Centro media: N/A

Cliente svedese, agenzia di Singapore: dall’improbabile meltin’ pot scaturisce un furbo e apprezzato instant classic. L’idea secondo alcuni non sarebbe originalissima, ma la parodia di Apple nel complesso funziona alla grande.

Apple – iPhone 6 and iPhone 6 Plus – TV Ad – Duo
Agenzia creativa: Apple
Centro media: N/A

L’originale, però, continua a funzionare meglio. La semplicità, se non addirittura povertà, dei mezzi con cui Apple può permettersi di lanciare i suoi gioielli è un indice impressionante di quanto ancora sia solido il potere di mercato detenuto da Cupertino. E poco importa se l’iPhone 6 non pare sempre altrettanto rigido.

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Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.


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#ItaliansFestival | Day three_aftermath (e considerazioni conclusive)

#Invidiateci. Sì, invidiateci. Tanto. E che questa invidia sia durevole: minimo un anno, fino al prossimo IF! ; )

Eccoci. Mangiati, soddisfatti e riposati (ed anche nuovamente immersi nel day-by-day, certo), a raccontarvi l’ultimo giorno di IF! e magari chiudere con qualche bel pensiero. Anzi, aprire.

È stato un Festival denso, ricco, divertente oltre ogni aspettativa. Lo abbiamo vissuto sottopelle. Sostituire una conference call con uno spritz non ha prezzo. È stato un Festival che ha dato enorme spazio al contatto umano: gli ospiti erano prossimi al pubblico, il pubblico era partecipe, e tutto questo ha avuto un effetto di dialogo vivo, che ci ha restituito il respiro sconfinato del nostro mestiere e ha messo in ghiaccio gli automatismi operativi del quotidiano.
La cosa è addictive. Questo dovete saperlo. E per questo lo rifaremo. Fosse anche solo per questo, sì.

Flashback.
Sabato 4 ore 10: al Parenti si parte con la tavola rotonda dedicata alle strategie di comunicazione per Expo 2015 - ne esce un confronto interessante e per nulla scontato tra gli assessori Cristina Tajani e Filippo del Corno, Roberto Arditti, direttore delle relazioni istituzionali di Expo 2015 e il moderatore Massimo Russo, direttore di Wired Italia. Favoloso: si è discusso di Expo senza retorica, nonostante l’alta concentrazione di assessori, e i politici hanno parlato di digitale con cognizione di causa. What if…

Ancora, nel corso della mattinata, Jacopo Pasquini di Doctor Brand su UX e Usability come due fondamenti della strategia digitale spesso considerati accessori, poi Mark Tungate, direttore editoriale degli Epica Awards, con una selezione di campagne che ‘guardano oltre’, indicando la direzione verso la quale si stanno muovendo certi brand e agenzie creative, e verso cui dovremmo muoverci tutti, ché faremmo bene (lode per il suo humor nemmeno troppo inglese, by the way).

Il pomeriggio si apre con la case history poetica e delirante di Blue&Joy: tanta joy si respira nella sala A, grazie al loro raccontarsi totalmente dissacrante, specie quando affrontano il loro (mica breve) periodo blue. Ugualmente intensa, ma dai toni decisamente meditativi, la riflessione di Gianrico Carofiglio (il prossimo libro esce a novembre, ci ha detto!) sul potere delle metafore come atti e strutture concettuali che danno forma alla percezione della realtà e di noi stessi (i copy in sala in ascolto partecipe).
Intanto Christina Knight, in Sala Grande, si chiede perché tutti i grandi libri scritti da creativi siano stati scritti da uomini, dando poi conto del come e del perché ha deciso di rimediare con il suo Mad Women. Poi Walter Fontana sfoggia quella che per noi è la chart delle chart (è l’immagine sopra, in apertura), che vi dà giusto il polso del suo incredibile talk : )
E ancora Simon Whalley, che racconta del successo della cartoon series Toones, caso emblematico di branded (McLaren) entertainment.
Ospiti di IF! anche The Jackal, videomaker a 360, anzi 361°, felicemente schizofrenici, divisi come sono tra i lavori della loro casa di produzione e il successo su YouTube con Lost in Google, Gay ingenui e il cult Gli effetti di Gomorra sulla gente (deux fritures!).

Fa un po’ da warm up al gran finale la round table con Bruno Bertelli, Luca Scotto di Carlo e Sergio Rodriguez, che ci raccontano le atmosfere di giuria a Cannes (e qualche dritta su come (provare a) vincere qualcosa)).

È l’ora del gala di premiazione degli ADCI Awards 2014, condotto da Ylenia di Radio 105 e Cristiano Seganfreddo.
Maurizio D’Adda entra nella Hall of Fame dell’Adci (l’intervento di Luca Scotto di Carlo a raccontare MD’A, qui).
I “coni” vengono assegnati a tutte le categorie, ed è bello vedere molti under-30 sul palco.

Vicky Gitto con Luca Pannese e Luca Lorenzini, Saatchi & Saatchi Italia, Grand Prix Adci 2014

È notte. In quello stesso foyer che è stato la nostra agorà di questi giorni di Festival, i bassi del party finale (alla consolle Larry Gus, Giorgia Angiuli e gli 88 Bros, e poi live sound performance di Coco Soundscapes con Julia Kent, Josef Van Wissem e Fabrizio Palumbo) vengono sovrastati dai ping dei messaggi di Guastini, che lancia l’ultima (le ultime), fondamentali chiamate al voto per il Grand Prix – via mobile, i soci del Club assegnano il massimo riconoscimento a “Dear Future Mom” di Coordown, agenzia Saatchi & Saatchi Italia.
E vodka tonic sia. E musica. E orgogliosa soddisfazione. E un kebab alle 4 del mattino, anche.

Okay, è stato meraviglioso, e per questo non finisce qui. Allora sapete come lo chiudiamo questo primo episodio di IF #ItaliansFestival? Con un hashtag rubato al discorso di Boscacci, che ha aperto gli Award.
#rifacciamolo

Chiara Lanzafame (feat. Emanuele Soi)