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Google & ADCI : YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S1 E6/12)

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Puntuale come un’ispezione di un esattore del fisco di Zurigo, o come la dichiarazione “Questo sarà un anno decisivo per le riforme” da parte del capo di governo di un paese scelto a caso, arriva la top five degli ads più cliccati di Settembre.

Automobili, videocamere, smartphone, videogiochi… Quello formato da nomi composti e tecnologia è un binomio che domina incontrastato in quattro film, tanto da imporre in qualche modo la sua inconfondibile presenza anche nel quinto commercial.

GoPro HERO4: The Adventure of Life in 4K
Agenzia creativa: GoPro Original Productions
Centro media: 3Q

Tutti sappiamo quant’è comoda una GoPro. Tutti sappiamo quanto sia spettacolare una ripresa in 4K. Ora, proviamo a unire le due cose. Superfluo chiederci con quale camera sia stato girato il video, vero?

Offerte Fiat: scopri Punto GPL con la formula Eco Free
Agenzia creativa: Leo Burnett
Centro media: maxus

Decisamente meno epica, l’unica produzione italiana nella shortlist è un’articolata promozione dedicata a una delle ammiraglie di casa Fiat: sensibilità verde, prezzo invitante, ruote ben piantate per terra.

Trailer Live Action ufficiale di Destiny – Diventa leggenda [IT]
Agenzia creativa: N/A
Centro media: N/A

Un piccolo kolossal di due minuti introduce Destiny, sparatutto stellare rilasciato il 9 settembre. L’ottimo equilibrio tra azione e ironia lascia intravedere un roseo futuro per il primo videogioco del tipo “Shared World Shooter” (la misteriosa definizione è stata coniata dagli sviluppatori, già ideatori del celebre Halo).

Experience the power of a bookbook™
Agenzia creativa: BBH Asia Pacific
Centro media: N/A

Cliente svedese, agenzia di Singapore: dall’improbabile meltin’ pot scaturisce un furbo e apprezzato instant classic. L’idea secondo alcuni non sarebbe originalissima, ma la parodia di Apple nel complesso funziona alla grande.

Apple – iPhone 6 and iPhone 6 Plus – TV Ad – Duo
Agenzia creativa: Apple
Centro media: N/A

L’originale, però, continua a funzionare meglio. La semplicità, se non addirittura povertà, dei mezzi con cui Apple può permettersi di lanciare i suoi gioielli è un indice impressionante di quanto ancora sia solido il potere di mercato detenuto da Cupertino. E poco importa se l’iPhone 6 non pare sempre altrettanto rigido.

***
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.


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#ItaliansFestival | Day three_aftermath (e considerazioni conclusive)

#Invidiateci. Sì, invidiateci. Tanto. E che questa invidia sia durevole: minimo un anno, fino al prossimo IF! ; )

Eccoci. Mangiati, soddisfatti e riposati (ed anche nuovamente immersi nel day-by-day, certo), a raccontarvi l’ultimo giorno di IF! e magari chiudere con qualche bel pensiero. Anzi, aprire.

È stato un Festival denso, ricco, divertente oltre ogni aspettativa. Lo abbiamo vissuto sottopelle. Sostituire una conference call con uno spritz non ha prezzo. È stato un Festival che ha dato enorme spazio al contatto umano: gli ospiti erano prossimi al pubblico, il pubblico era partecipe, e tutto questo ha avuto un effetto di dialogo vivo, che ci ha restituito il respiro sconfinato del nostro mestiere e ha messo in ghiaccio gli automatismi operativi del quotidiano.
La cosa è addictive. Questo dovete saperlo. E per questo lo rifaremo. Fosse anche solo per questo, sì.

Flashback.
Sabato 4 ore 10: al Parenti si parte con la tavola rotonda dedicata alle strategie di comunicazione per Expo 2015 - ne esce un confronto interessante e per nulla scontato tra gli assessori Cristina Tajani e Filippo del Corno, Roberto Arditti, direttore delle relazioni istituzionali di Expo 2015 e il moderatore Massimo Russo, direttore di Wired Italia. Favoloso: si è discusso di Expo senza retorica, nonostante l’alta concentrazione di assessori, e i politici hanno parlato di digitale con cognizione di causa. What if…

Ancora, nel corso della mattinata, Jacopo Pasquini di Doctor Brand su UX e Usability come due fondamenti della strategia digitale spesso considerati accessori, poi Mark Tungate, direttore editoriale degli Epica Awards, con una selezione di campagne che ‘guardano oltre’, indicando la direzione verso la quale si stanno muovendo certi brand e agenzie creative, e verso cui dovremmo muoverci tutti, ché faremmo bene (lode per il suo humor nemmeno troppo inglese, by the way).

Il pomeriggio si apre con la case history poetica e delirante di Blue&Joy: tanta joy si respira nella sala A, grazie al loro raccontarsi totalmente dissacrante, specie quando affrontano il loro (mica breve) periodo blue. Ugualmente intensa, ma dai toni decisamente meditativi, la riflessione di Gianrico Carofiglio (il prossimo libro esce a novembre, ci ha detto!) sul potere delle metafore come atti e strutture concettuali che danno forma alla percezione della realtà e di noi stessi (i copy in sala in ascolto partecipe).
Intanto Christina Knight, in Sala Grande, si chiede perché tutti i grandi libri scritti da creativi siano stati scritti da uomini, dando poi conto del come e del perché ha deciso di rimediare con il suo Mad Women. Poi Walter Fontana sfoggia quella che per noi è la chart delle chart (è l’immagine sopra, in apertura), che vi dà giusto il polso del suo incredibile talk : )
E ancora Simon Whalley, che racconta del successo della cartoon series Toones, caso emblematico di branded (McLaren) entertainment.
Ospiti di IF! anche The Jackal, videomaker a 360, anzi 361°, felicemente schizofrenici, divisi come sono tra i lavori della loro casa di produzione e il successo su YouTube con Lost in Google, Gay ingenui e il cult Gli effetti di Gomorra sulla gente (deux fritures!).

Fa un po’ da warm up al gran finale la round table con Bruno Bertelli, Luca Scotto di Carlo e Sergio Rodriguez, che ci raccontano le atmosfere di giuria a Cannes (e qualche dritta su come (provare a) vincere qualcosa)).

È l’ora del gala di premiazione degli ADCI Awards 2014, condotto da Ylenia di Radio 105 e Cristiano Seganfreddo.
Maurizio D’Adda entra nella Hall of Fame dell’Adci (l’intervento di Luca Scotto di Carlo a raccontare MD’A, qui).
I “coni” vengono assegnati a tutte le categorie, ed è bello vedere molti under-30 sul palco.

Vicky Gitto con Luca Pannese e Luca Lorenzini, Saatchi & Saatchi Italia, Grand Prix Adci 2014

È notte. In quello stesso foyer che è stato la nostra agorà di questi giorni di Festival, i bassi del party finale (alla consolle Larry Gus, Giorgia Angiuli e gli 88 Bros, e poi live sound performance di Coco Soundscapes con Julia Kent, Josef Van Wissem e Fabrizio Palumbo) vengono sovrastati dai ping dei messaggi di Guastini, che lancia l’ultima (le ultime), fondamentali chiamate al voto per il Grand Prix – via mobile, i soci del Club assegnano il massimo riconoscimento a “Dear Future Mom” di Coordown, agenzia Saatchi & Saatchi Italia.
E vodka tonic sia. E musica. E orgogliosa soddisfazione. E un kebab alle 4 del mattino, anche.

Okay, è stato meraviglioso, e per questo non finisce qui. Allora sapete come lo chiudiamo questo primo episodio di IF #ItaliansFestival? Con un hashtag rubato al discorso di Boscacci, che ha aperto gli Award.
#rifacciamolo

Chiara Lanzafame (feat. Emanuele Soi)


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Stay foolish, stay bruchi.

Ok, è andata bene. Tanta felicità e anche qualche sospiro di sollievo. Ora basta celebrazioni e ringraziamenti che se no ci montiamo la testa. Anche perché ora la responsabilità per l’anno prossimo è doppia, quindi c’è da fare poco i farfalloni e rimettersi subito al lavoro. Da questo consiglio di matti, gli ultimi ringraziamenti a tutti voi per la partecipazione, a tutti gli sponsor e i partner e a tutte le persone che ci hanno aiutato anche al di fuori del consiglio, troppe per nominarle.

Infine, un grazie a tutte le case di produzione che ci hanno regalato la serata di chiusura, che un festival senza festa sarebbe un controsenso:

Akita, Alto Verbano, Altamarea, Movie Magic, Mercurio, Think/Cattleya, 360FX, Bedeschifilm, The BOX, KappaKom, BRW Filmland, hFILMS, The Family, Karen Films, Blow Up, Indiana Production, Filmmaster Productions, The BIg Mama.


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#ItaliansFestival / ADCI Award : Hall of Fame a Maurizio D’Adda, copywriter

L’ovazione e la commozione della comunità dei creativi riunita in Sala Grande per gli ADCI Award hanno trasmesso il senso della Hall of Fame a Maurizio D’Adda. Il significato lo ha pronunciato Luca Scotto di Carlo – a voi, integrale.

Maurizio D’Adda, copywriter

La cosa migliore che può capitare a un creativo non è vincere un premio.
E’ avere un buon maestro.

E a me è capitato due volte: con Emanuele Pirella e con Maurizio D’Adda.

Ma se Emanuele ha rappresentato la primavera del mio copywriting, Maurizio è stato la mia estate.

Perché d’estate si sorride in continuazione, avvertiamo l’energia dentro di noi e ci sentiamo carichi di positività: sembra tutto più facile.

E così, Maurizio: parlavo con lui in agenzia ed era effettivamente tutto più facile. Come d’incanto sparivano le scadenze a ridosso e le seghe mentali.

La sua capacità di arrivare in un batter d’occhio alla soluzione mi ha sempre affascinato, così come la sua abilità di trovare ogni volta la chiave per rendere ogni riunione una discesa e mai una salita insormontabile – come spesso capita ai negativi cronici. Quelle riunioni alla fine delle quali tutti si guardano e dicono: “Ma certo, come ho fatto a non pensarci io?”

“La rima arriva prima” mi diceva quando snocciolava uno dei suoi slogan che faticavano ad accettare la definizione ‘claim’, giocando con leggerezza con le parole in quel modo tutto suo, un po’ come fanno gli anglosassoni da generazioni e non solo nella pubblicità ma anche nella musica o nelle serie tv. (cfr. Dumb ways to die)

Perché l’obiettivo di Maurizio è sempre stato non solo quello di parlare alle persone ma di raggiungerle, di interessarle e di intrattenerle, di mettersi sul loro stesso piano e poi sorprenderle.

Sembra facile a parole, ma solo se le parole sono le sue.

Grazie di tutto, Maurizio.

Luca Scotto di Carlo

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NOTA: non è di buona qualità, e me ne scuso, ma restituisce il momento – la foto è mia, un po’ storta, fatta col telefono tenuto in alto, sopra le teste in standing ovation, come ai concerti, come per le rockstar. Come per le rockstar ; ) [ES]

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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 06_10_014

twitter: @claudianeri

Tra Italia e Inghilterra il talento artistico di Franko B.

La fotografia d’arte di Collier Schorr, artista newyorkese

Da Lucca Bomboland studio di illustratori e typographer con clientela internazionale.

Da Firenze il talento accertato di Simone Massoni


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#ItaliansFestival – day three_aftermath [delayed]

BREAKING NEWS: GRAND PRIX A COORDOWN “Dear Future Mom” (stra-like). E noi. Abbiamo ascoltato, riso, capito, arricchito, dissentito, commentato, condiviso, e bevuto. Tre giorni meravigliosi, che ci mancano già. Ma. Se permettete, stanotte ce ne andiamo a mangiare.

Capiteci, dai. La sintesi del day-three, e numerosi approfondimenti dei mille insight che questo IF! ci ha regalato, arriveranno. Lo giuriamo. Ma non oggi.
Ci stiamo lavorando.
Fate finta di essere il cliente: credeteci : )


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#ItaliansFestival – Gabriella Baldoni apre il Grande Venerdì di Enzo @IF!

Ieri sera, Gabriella Baldoni.

Quando ero piccola la pubblicità entrava prepotentemente nella mia vita. Del resto era impossibile sfuggirle. Mio padre era un antesignano dello “smart working” e spesso lavorava da casa. Girava avvolto in lunghe vesti portate dai suoi viaggi in Indonesia ed era impossibile non sentirlo. Fragorosi scoppi di risate, urla, strepiti, musica a tutto volume, telefonate interminabili.

Sono cresciuta continuando ad assorbire pubblicità da tutti i pori: per questo ho scelto di fare tutt’altro lavoro.
Però, grazie a lui, al liceo facevo dei gran temi: il mio babbo era un professionista del ritmo, della limatura zen, della pulizia nelle frasi e ancora oggi lo ringrazio per quanto mi ha rotto i coglioni sullo “scrivere”.
Sapeva far scattare qualsiasi testo da banale ad interessante. Mi insegnava i trucchi per creare l’incanto e per sfuggire alla noia.

Chiacchierando con noi a cena, spesso si incazzava con i ragazzi che gli mandavano curricula scialbi, noiosi, impersonali.
Come minimo si aspettava che da un aspirante creativo uscisse un qualche guizzo di vitalità, un fiotto di pazzia… almeno un rutto di novità.

E invece trovava gente che si “candidava spontaneamente”.
Strane persone “automunite” che sarebbero state “liete” di collaborare, che attendevano un “gentile riscontro”. E sul finale si lanciavano addosso l’ultima palata di terra porgendo “distinti saluti”.

Per contro, c’erano volte in cui portava a casa le cose più divertenti. Ci leggeva lettere di presentazione fulminanti e scritte benissimo. Oppure disegni e schizzi che gli erano piaciuti.
Ricordo un’art director che mandò alle Balene la scatola di una Barbie. Le aveva cucito un vestitino su misura e scritto sulla confezione il suo curriculum. Qualche anno fa, purtroppo lui non l’ha potuto vedere, è arrivata alle Balene una scatola con scritto: “vi serve una mano?”. Dentro un arto di plastica sanguinolento. Gli sarebbe piaciuto moltissimo.

Da quei curricula è iniziata la tradizione del Venerdì di Enzo. Amava incontrare aspiranti creativi, forse per portarli sulla retta via, come un buon pastore.
Lui era sempre sincero: alcuni li mandava via in lacrime, consigliando loro di cambiare lavoro. Meglio un trauma a vent’anni che un disoccupato a trenta, diceva.
Ma se gli piacevi e vedeva la scintilla, chiamava immediatamente gli amici di altre agenzie per trovarti un posto dove iniziare.

Come sapete la vecchia balena ci ha lasciati dieci anni fa in questo strano mondo pieno di contraddizioni.
In questi anni a noi della famiglia è toccato tagliare nastri, impugnare, sorridenti, statuette e targhe, calcare palchi per ringraziare con parole di circostanza.

Ma devo dire che mai come al “grande venerdì di Enzo” ho avuto la percezione di essere in un luogo largo, creativo, chiassoso, vitale ed energetico. Proprio come era lui.

Sarà che chi l’ha inventato gli voleva molto bene e lo conosceva a fondo. Questo ci commuove, non sapete quanto. E i ringraziamenti non sono mai abbastanza.

Insomma: vedere allo stesso tavolo a chiacchierare animatamente grandi creativi insieme a ragazzi che brillano di voglia di fare, mi sembra il modo migliore per celebrare quella vecchia balena.

Voglio anche invitarvi, mercoledì prossimo, l’8 ottobre, che sarebbe stato il suo compleanno, ad una festa che faremo al Teatro dal Verme. Ci saranno tra gli altri Lella Costa, il coro canto sospeso dal Brasile, Alessio Lega e Guido Baldoni, mio fratello. Vi aspettiamo alle 21.00.

Quindi qui siamo tutti Enzo Baldoni. Io, geneticamente, un po’ più di voi, ma fa niente. Benvenuti nella grande famiglia di cetacei e buon lavoro a tutti.

Gabriella Baldoni

Trascrizione integrale dell’intervento di apertura al Grande Venerdì di Enzo / Italians Portfolio Night (3 ottobre 2014, IF!) – Grazie Gabriella : )


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#ItaliansFestival | day two_aftermath

Il Teatro Parenti è sopravvissuto all’esplosione di creatività della seconda giornata di Festival, tra workshop, speech, sfide tra registi e un primo (movimentato) tentativo di definire il crowdsourcing della creatività rispetto a quello dei contenuti. Una nota: IF! è ricchissimo, e per coglierlo nella sua immensa molteplicità di stimoli bisogna viverlo – questa è una selezione: nelle settimane a seguire, vi promettiamo parecchi focus interessanti. Stay Tuned!

Si parte sin dal mattino stavolta, subito con l’illuminante sessione in stile bottega rinascimentale di Raul Montanari e la sue visioni sul ruolo di una formazione specifica per la scrittura creativa. Nel frattempo in Sala Grande tips & tricks degli youtubers (Cane Secco, Cotto e Frullato, iPantellas, Sistiana e WithLoveBrunella) e il workshop  sull’internet of things in chiave OOH.

Si torna a parlare di “bottega” anche dopo pranzo: si passa dal dire al fare con lo speech di Ignasi Girò (Honest&Smile) sulla ricerca e sviluppo di prototipi (nel corso del quale sono state presentate con pari dignità e autoironia case di successo come AbracadabrApp e altre meno fortunate). Spazio anche per l’editorial design di taglio sartoriale con la case history di Iperborea e Studio XXY, e per un approccio gaming alla gestione delle HR in azienda (Mark Holden di PHD). Perché l’importante, alla fine, è amare quello che facciamo; e lo sa bene Lee Clow, in Hangout da TBWA\ Los Angeles, autore -tra le altre- di memorabili campagne per Apple (e noi non possiamo che essere d’accordo con lui).

C’è persino l’applausometro alla “Director’s Battle” tra Federico Brugia, Luigi Pane e Ali Ali, che vede vincitore al fotofinish quest’ultimo. E mentre Lapo  Interpreta il creativo senza confini come solo Lapo, in Sala Blu vive un dibattito acceso (e non concluso, ma to be continued…), moderato da Salvatore Sagone (ADVexpress), tra i rappresentanti delle nuove piattaforme di “generazione contenuti” (questo il vero tema) in crowdsourcing Zooppa e Userfarm e i rappresentanti di Adci, Assocom, AIAP e UPA (Guastini, Nenna, Iabichino, per fare tre nomi). Non era mai successo prima, tutti insieme su questo tema. Ed va letto per forza come un buon inizio.

Chiudono la giornata l’imperdibile appuntamento con il Venerdì di Enzo, aperto dalle parole di Gabriella Baldoni (merita un post ad hoc: lo pubblichiamo nella mattinata in versione integrale), infine il party di DoubleClick con Lele Sacchi e Plugger Dj, perché non ci facciamo mancare niente (i creativi non son famosi per “lavorare” di notte?).

Dai vostri Adci Marines è tutto, buonanotte da Chiara e Matteo.

A domani (perché non è finita, eh!)


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#ItaliansFestival | day one_aftermath

Saviano in video, Testa & Guastini mano nella mano, un frenetico foyer e tante idee che finalmente attraversano libere il nostro italico cielo. What IF?

No, niente Chiambretti. Sono Lelio Semeraro e Matteo Tognocchi a condurre questo primo DopoIFestival, condensando in poche righe una intensissima serata a base di Spritz, birrette, caffè (amari) e – ma certo! – tanti, tanti spunti, che per raccontarli tutti gli ci vorrebbe un altro giro. O magari due. (ES)

Questi signori sono saliti sul palco mano nella mano #BestOfTheDay

IF può essere inteso in due modi: Interventi Freschi&Frizzanti che si sono succeduti nel primo giorno di Festival al Teatro Parenti e Immensa Fatica che ci vorrebbe per fare emergere la creatività in un paese come l’Italia. La giornata si è aperta con un contributo di Roberto Saviano (“La creatività è qualcosa che non ha una dimensione temporale, è uno spazio, è il nostro petrolio”), che ha preceduto i brevi speech di benvenuto di ADCIAssocom e Google.

Mentre sul wall del foyer prendeva forma il live painting di Luca Zamoc, nella Sala Grande si è iniziato a fare sul serio. Francesco Morace (Future Concept Lab) ha proposto alcune vie per valorizzare il talento italiano nel mondo facendo leva su un pe

nsiero artigianale. A seguire Michael Yapp (Google, The Zoo) ci ha fatto “vedere” le potenzialità della comunicazione digitale attraverso le sue lenti speciali, mentre Pete Blackshaw ha presentato la trasformazione digitale di Nestlé. Infine Rob Newlan (Facebook) ha ribaltato l’idea classica del marketing, mettendo al centro le persone e i loro bisogni reali: addvertising vs. advertising.

Dulcis in fundo, per far lavorare i muscoli non solo i neuroni, concerto inaugurale PLAID + MOGEES con sonorità minimal ed effetti video spettacolari.

Allora, ci vediamo domani?

Lelio Semeraro + Matteo Tognocchi

CREDITS: Le foto sono tratte dalla Facebook gallery di IF Italians Festival e da Google