Postato il Gio 8 Giu 2023 da in #ContinuityADCI Freelance HUBLa vita del ClubMeet

ADCI Freelance Hub: meet Luca Pedrani

Il progetto ADCI FREELANCE HUB

I Freelance sono professionisti sempre più rilevanti all’interno dell’industry creativa. Per questo in ADCI, su proposta del Freelance Ambassador Luca Pedrani, abbiamo scelto di valorizzare i nostri soci Freelance con un progetto a loro dedicato: la nostra missione consiste nell’offrirgli nuove possibilità di aggiornarsi, confrontarsi con altri professionisti, farsi conoscere (e riconoscere) ed esprimere al meglio il proprio talento. Dopo avergli dato uno spazio digitale in cui potersi ritrovare come colleghi – il Freelance Hub – abbiamo deciso di mettere in luce i nostri Soci liberi professionisti con questa rubrica, “Meet“. Oggi vi presentiamo Luca Pedrani, Creative Director e Copywriter.

ADCI Freelance Hub: meet Luca Pedrani

Luca Pedrani

D: Ciao Luca. Che cosa ti ha spinto a diventare Freelance?

R: La volontà di mettermi in gioco in prima persona, per scoprire che cosa ero in grado di realizzare con le mie forze, senza una struttura alle spalle. Per dirla come la direbbe mio padre, dopo tanti anni da dipendente volevo provare a essere imprenditore di me stesso: padrone del mio destino, con tutti i pro e i contro del caso.

D: Che cosa ti piace di più della vita da libero professionista?

R: Adoro che ci sia sempre una nuova avventura dietro l’angolo: quello del Freelance è un mestiere super dinamico perché ti porta a confrontarti continuamente con nuovi clienti, nuove agenzie e progetti molto diversi, piccoli e grandi. Se con qualcuno ci si trova bene, si può iniziare una bella collaborazione. In caso contrario dopo il primo progetto ci si saluta e amici come prima. Facendo il Freelance è difficile prendere abbagli: si è costantemente messi alla prova ma anche un Freelance ha modo di testare chi lo ingaggia e scegliere di volta in volta a chi destinare il proprio tempo e le proprie energie. Per me il fatto di dovermi sempre dimostrare all’altezza, perché spesso si riparte da zero, è un grandissimo stimolo.

D: Che cosa ti manca invece dell’agenzia?

R: Mi mancano il contatto con le persone e il confronto quotidiano, soprattutto quello leggero della pausa caffè, del pranzo insieme o dell’aperitivo post agenzia. Da Freelance vivo spesso in call, mi mancano le persone in carne e ossa. A volte mi manca anche la prospettiva di crescita che alcune agenzie danno ai propri talenti: è bello sapere che ti stai costruendo un percorso giorno dopo giorno, insieme a persone che la vedono come te e che condividono i tuoi stessi obiettivi. Da Freelance si vive più alla giornata e sul singolo progetto, senza obiettivi di lungo periodo. A meno che non sia tu stesso a darteli, pensando a qualcosa di diverso: ci sto lavorando.

D: Mostraci un lavoro che hai fatto da Freelance e raccontacelo.

R: Oggi voglio raccontarvi Art is Open, una miniserie di quattro episodi a cui ho lavorato per EPIK. Il progetto racconta l’impegno di IGT nella promozione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico italiano. Nel format quattro talent della comicità incontrano altrettante opere d’arte per raccontarle al grande pubblico facendolo divertire e intrattenendolo, grazie a un linguaggio più popolare e leggero rispetto a quello a cui l’arte ci ha abituati.

Così Raul Cremona sfida Piet Mondrian in un duello tra illusionisti mentre Ippolita Baldini riflette sulle tre età della donna davanti all’omonima opera di Gustav Klimt. Parallelamente Alessandro Betti combatte con l’imbarazzo davanti a uno dei nudi di Amedeo Modigliani e Marta Zoboli si esibisce in una performance futurista attorno a una scultura di Umberto Boccioni. Tutto questo nella suggestiva cornice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dove sono stati girati i quattro episodi.

Grazie ad Art is Open le persone hanno capito che l’arte può essere divertente. E che anche divertire è una forma d’arte.

Cliccando qui potete vedere la case history del progetto e i quattro episodi.

Art is Open

D: Con quale agenzia o cliente vorresti riuscire a fare un progetto e perché?

R: Sono molto felice perché ho già la fortuna di collaborare con alcune agenzie (e persone) che apprezzo da sempre: con alcune ho creato un bel rapporto che continua da anni. Quello che mi manca è il contatto diretto con i clienti: ammetto che non mi dispiacerebbe costruire un percorso di consulenza con un paio di realtà interessanti da gestire insieme al mio art. In passato l’ho già fatto per dei progetti one shot, costruendo un team ad hoc da zero, e l’ho trovato molto interessante. Da appassionato di racing e pilota amatoriale non mi dispiacerebbe entrare in contatto con un cliente sportivo del mondo automotive.

D: “Per il mio prossimo progetto devo contattare assolutamente Luca perché…”

R: … è Sommelier e male che vada si finisce a bere bene. Vino a parte, credo che i miei punti di forza siano solidità ed empatia. Solidità perché in 15 anni di carriera – in grandi multinazionali e piccole boutique, prima nell’ATL e poi nel Digital – ho avuto modo di confrontarmi con tantissimi progetti e brand diversi. Empatia perché di solito riesco a capire che cosa vuole il mio interlocutore: questo è il primo passo per fare un progetto bello e rilevante – che è quello a cui punta ogni buon creativo – ma al tempo stesso in grado di rispecchiare il desiderata del committente. Anche quando non lo esprime apertamente.

D: Dicono che i Freelance riescano a ritagliarsi spazi per progetti personali. Tu ne hai uno?

R: Coltivo molte passioni, sono iperattivo e ho mille interessi: questo lascia davvero poco spazio a progetti personali. Se però dovessi dedicarmi a qualcosa, mi piacerebbe riprendere in mano un progetto a cui avevo dato vita un bel po’ di anni fa: si tratta di 12SECONDI, un collettivo di creativi professionisti che offrivano il proprio tempo per fare consulenza e piccoli progetti tattici pro bono per alcune Onlus selezionate. Si dice che noi creativi pubblicitari non salviamo vite. E se invece lo facessimo? Il nostro talento può fare la differenza – e con 12SECONDI l’ho visto succedere più volte – e penso che il terzo settore sia il terreno più nobile in cui metterlo a frutto.

D: Vogliamo farti pubblicità: lasciaci il link al tuo portfolio, al profilo Linkedin e una mail alla quale poterti contattare per collaborazioni.

Portfolio

Linkedin

luca.pedrani@gmail.com

Anche tu sei soci* ADCI e Freelance? Ti aspettiamo!

Ricordati di iscriverti al Freelance Hub del Club per poterti confrontare con i colleghi e partecipare a tutte le iniziative dedicate ai Soci Freelance. Per info puoi contattare Caroline Yvonne Schaper, il nostro super Segretario, oppure Luca Pedrani Freelance Ambassador ADCI.

Il progetto ADCI Freelance Hub nasce su stimolo per dare sempre più spazio all’interno del club ai professionisti freelance. Attraverso la rubrica “Meet” daremo occasione di presentarsi ai talenti creativi freelance del Club, favorendo il networking tra i soci.