Postato il Mer 22 Set 2021 da in Interviste

TRANSATLANTIC: CROSSING AKI SPICER’S OCEAN

Autore Simone Nobili


Aki parte da una traiettoria composta da una regola che non ha rughe, e che reca con sé l’etichetta “timeless”.

Aki sostiene che per progredire, bisogna premere pausa e prendere in considerazione ciò che si è costruito. 

Sembra un concetto semplice al punto da apparire lapalissiano, invece è machiavellico quando si parla dell’advertising. 

Siamo un’industria basata sul progetto, che tira dietro ai secondi, che non si ferma, che fa polvere del passato invece di farne tesoro. 

Transatlantic non ha attraversato oceani di strateghi, fino ad oggi. Con Aki Spicer, entriamo nelle acque dello strategic planning, dove la creatività si solidifica con una corazza di insights. 

Ho scelto Mr. Spicer non solo perché è uno dei più quotati Chief Strategy Officer del panorama internazionale, ma per il suo “upbringing” che non è ortodosso, e per la strada che lo ha portato in cima alla Leo Burnett Chicago, fatta di tornanti poco consumati.

Ogni sua parola è scandita da un ottimismo lucido. “Infinite possibilities” è la corrente che smuove le sue acque, e fa increspare le onde quando si disegnano scenari futuristici e di innovazione (Aki dà alla parola innovazione un significato diverso, e non massacrato dai luoghi comuni.) 

È una traversata che fotografa lo stato mentale della nostra industria pubblicitaria, e lo analizza come si fa con le carte nautiche. 

Portate a bordo le vostro Moleskine digitali. C’è da prendere appunti.