Lascia una risposta

“Il male della pubblicità è che qualsiasi idiota può farla” | La ventisettesima ora

Pubblicità elettorale a Pompei

Pubblicità elettorale a Pompei

di Pasquale Barbella per il blog “La ventisettesima ora” del Corriere della Sera.

“Sebbene abbia lavorato in pubblicità per 36 anni, mi trovo spesso a disagio quando mi si chiedono giudizi e commenti sulla pubblicità e i pubblicitari in generale. Non esiste una categoria compatta di pubblicitari l’Art Directors Club Italiano ne raccoglie solo una parte, impegnata a condividere una serie di orientamenti professionali e deontologici; né credo che i pubblicitari, buoni o cattivi che siano, debbano essere considerati più responsabili dei loro committenti di quanto e come le aziende comunicano.Il male della pubblicità è che qualsiasi idiota può farla, se ha denaro sufficiente a occupare spazio sui media. Ciò genera spesso delle mostruosità…

Leggi il resto dell’articolo qui: Il male della pubblicità è che qualsiasi idiota può farla | La ventisettesima ora.


5 Risposte

A #Rimini per giudicare l'Italia, twitter cronaca delle giurie #ADCI Awards

Giurie ADCI Awards Rientro da Rimini

Il rientro. Sulla strada per Milano, sosta tecnica in Autogrill, stanchi ma felici

Venerdì, il clima è teso.

RT @mizioblog: Opinionisti da Facebook c’avete rotto er cazzoooooo

Sabato, si parte

RT @mizioblog: Torpedone ADCI in partenza per Rimini. Se qualcuno ha sabotato i freni avremo la Superga dei pubblicitari italiani.

RT @mmlongo: Si parte con Massimo, Raffaella, Alessandro per le giurie ADCI @adcinews (@ Fontana del Castello Sforzesco) [pic]: http://t.co/JvtDn7ovWR

RT @mizioblog: il torpedone dell’adci si ferma all’autogrill #adciawards #adcinews #adcichannel http://t.co/3CdlKoFLg6

RT @matteorighi: Rimini sto arrivando per fare il mio dovere di giurato! #GiurieADCI #ADCI @adcinews http://t.co/EUPC1smXlY

RT @mizioblog: Il look albanesere del Presidente Guastini #adciawards http://t.co/1x0AorXsVI

RT @mizioblog: Interno Torpedone Adci #adcinews http://t.co/J2E3OO8YbD

RT @mizioblog: @matteorighi @adcinews Ora siamo a mezz’ora da Rimini.

RT @matteorighi: La Superga dei creativi italiani che avrebbe liberato 20 ottimi posti di lavoro non è avvenuta. Il torpedone è qui. @adcinews @mizioblog

RT @gerardosicilia: @adcinews visto lo stato della creatività italiana e’ un vero peccato 🙂

RT @mizioblog: I’m at Hotel Ambasciatori w/ @Iabicus http://t.co/dMTPKirZ9M

RT @manuelmusilli: RT “@mmlongo: My ADCI Digital Jurors: @marhol @Iabicus @manuelmusilli @giuseppelaspada @avittorioso @raffy_bertini @beppebizza @adcinews”

RT @mizioblog: Giuria digital #adciawards #adcinews http://t.co/7VdhxjMDvb

RT @lauragrazio: Giuria press&print president  #adci @adcinews @mizioblog @KTTB @NuovoeUtile http://t.co/GimizjGWTq

RT @mizioblog: Giurie #adciawards #adcinews http://t.co/Ez71NiBvcy http://t.co/am99ZCj4VJ

RT @matteorighi: Don’t drink and judge (cit.) @adcinews @KTTB @mizioblog http://t.co/o9KVESovBR

RT @mizioblog: ‘ste cazzo di giurie non finiscono più. Meno male che si beve #adciawards #adcinews #adcichannel #adci

Domenica, la resa dei conti

RT @mmlongo: Il mattino ha i metalli in bocca! @marhol @Iabicus @manuelmusilli @giuseppelaspada @avittorioso @raffy_bertini @beppebizza #jury @adcinews

RT @avittorioso: @mmlongo @marhol @Iabicus @manuelmusilli @giuseppelaspada @raffy_bertini @beppebizza @adcinews
Siamo pronti? Io colazione al 6o!

RT @iabicus: @avittorioso @mmlongo @marhol @manuelmusilli @giuseppelaspada @raffy_bertini @beppebizza @adcinews io sono già al tavolo della giuria!!!

RT @mmlongo: foto di francescoguerrera http://t.co/t3RUTXCxHp @adcinews #ADCIAwards Digital Jury

RT @ubidefeo: le votazioni per ADCI 2013 son terminate.
grazie @lauracattaneo @davideboscacci @Benula @AntDiBa @matteorighi Ale e Matteo.
grazie @adcinews

RT @mmlongo: @avittorioso @marhol @Iabicus @manuelmusilli @giuseppelaspada @raffy_bertini @beppebizza Giurie @adcinews terminate. È stato un onore. Tnx

RT @iabicus: @mmlongo @avittorioso @marhol @manuelmusilli @giuseppelaspada @raffy_bertini @beppebizza @adcinews proud to be part of this jury

RT @fra30774: @adcinews Ricevere un bronzo da Pagano non ha prezzo…

RT @mmlongo: @adcinews @manuelmusilli @marhol @Iabicus @manuelmusilli @giuseppelaspada @avittorioso @raffy_bertini @beppebizza http://t.co/UjUsnByDBs

RT @mmlongo: Torpedone #ADCI @adcinews Massimo, Francesco, @marhol (@ Area di Servizio San Martino Est – @StradeANAS) [pic]: http://t.co/TSfiswtfqF

RT @fpiccolini: @StefanoPest Sì, gran belle giurie e ben assortite. Brava @adcinews!

RT @mmlongo: Torpedone #ADCI @adcinews Massimo, Francesco, @marhol (@ Area di Servizio San Martino Est – @StradeANAS) [pic]: http://t.co/TSfiswtfqF

RT @ubidefeo: @AntDiBa @adcinews @lauracattaneo @davideboscacci @Benula @matteorighi
“La spagnola sa amar così, tutto il giorno…”

Infine, i progetti per il futuro

RT @mizioblog: L’ultimo mio atto come consigliere #adci sarà la campagna “Guastini presidente del PD”.


Lascia una risposta

“Parola di Art Director”, presentazione a Roma


MARTEDI’ 23 APRILE A ROMA
LIBRERIA FELTRINELLI
PIAZZA COLONNA 31/35 (Galleria Alberto Sordi) ORE 18: 00

Presentazione del libro
“Parola di Art Director”
di Daniele Ravenna.
59 art director italiani
attraverso testi, lavori, aforismi
e i ritratti realizzati da 13 giovani fotografe
e fotografi dell’Istituto Italiano di Fotografia.
Interviene Daniele Ravenna, curatore e autore del libro.


Lascia una risposta

ADC*E Awards, Call For Entries online qui

È online il bando di partecipazione con tutte le informazioni e il regolamento per partecipare alal ventiduesima edizione degli ADC*E Awards, il premio per i migliori lavori pubblicitari e di comunicazione riservato agli operatori professionali di tutta Europa.

Call For Entries 2013 qui.

Sito istituzionale ADC*E Art Directors Club of Europe qui.


Lascia una risposta

Road to Cannes.

Le iscrizioni agli Adci Awards sono già chiuse (siamo soddisfatti di aver raccolto, sia come numeri sia come qualità, i migliori progetti italiani) ma quelle ai Cannes Lions sono state prorogate fino al 12 aprile.

Cogliamo l’occasione per ripubblicare il “Vademecum per l’iscrizione ai premi”, uno degli strumenti realizzati all’interno del progetto Goodfellas.

Scaricatelo: è ben pensato e ben scritto.

È essenziale per avere qualche possibilità in più quando si viene giudicati da creativi di spessore internazionale. Di particolare interesse la parte in cui si descrive come confezionare una video case history.

Perché oggi non contano solo le idee, ma anche come sono confezionate e la categoria in cui sono iscritte.

Ringraziamo Davide Boscacci, Alessandro Orlandi, Flavio Mainoli e Alessandro Sabini per questo strumento.

Scaricate il Vademecum qui:

Goodfellas3

 


4 Risposte

A Milano pubblicità, editoria e web non esistono, guest post di Paolo Rumi

All’Urban Center di Milano gli scenari del lavoro non contemplano pubblicità, editoria, web

Mercoledì 13 marzo sono stato alla presentazione di una Ricerca: “Scenari del lavoro a Milano”. Commissionata dal Comune di Milano, era dedicata all’evoluzione del lavoro di alta qualità, innovativo e creativo, in città.
Al suo secondo step, aveva questa volta come scopo studiare i “segnali deboli” delle categorie di “professionisti non ordinisti” (ossia non regolati da un ordine professionale).

Da copywriter senior e direttore creativo oggi inoccupato pensavo a un’opportunità interessante per avere suggerimenti o stimoli, in una visione d’insieme.

Le premesse purtroppo erano già fallaci: Serafino Negrelli dell’Università degli Studi-Milano Bicocca partiva dalla convinzione che professioni e città high-skilled reagiscano meglio alla recessione e forniscano indicazioni interessanti, specialmente se aiutati da Università e strutture di Job Placement (?). Sarà. Io ho da tempo l’impressione che Milano si sopravvaluti, che viva di ricordi e che questa sopravvalutazione (in inglese direbbero “fabulousness”) impedisca una seria consapevolezza e riprogettazione di sé.

Comunque sia, i settori professionali di cui la Ricerca si occupava erano Design, Moda, Green Economy, Finanza.
NOI DELLA PUBBLICITA’ NON ESISTIAMO (se consola, come erano assenti anche il web e il mondo di editoria/contenuti editoriali).

Quest’assenza è un dato interessante: un comparto come la Pubblicità -che come pochi ha arricchito Milano- oggi passa come inosservata e insignificante no man’s land, forse riserva di caccia e privilegi dell’enclave berluscona. Dimenticando che proprio l’assorbimento di funzioni creative e tecniche nelle televisioni commerciali e il passaggio del “controllo di sistema” dalle Agenzie di Pubblicità (qualità) ai Centri Media (quantità) ha progressivamente distrutto un settore vivace e attivo come pochi.
Se a questo si aggiunge la sovvenzione a scuole e università di comunicazione per creare un sovrannumero di giovani comunicatori sottocosto (eliminando gl’inutili senior), l’ex favoloso mondo della Pubblicità SAREBBE UN VERO ESEMPIO DA STUDIARE IN NEGATIVO. E lo suggerirei per la prossima puntata della ricerca.

Quando il relatore ha chiosato di aspetti positivi e che “emergeva come chiara opportunità la richiesta di competenze incrociate nella moda… soprattutto marketing e comunicazione” (???), ho pensato che fosse arrivato il momento di alzarmi e tornare in agenzia. La piccola agenzia che devo accreditare. Missione in salita verticale, segnali deboli, prove tecniche di trasmissione da Milano. Offeso e invisibile, me ne sono andato.

Paolo Rumi
Idealist paolo@thatsit.it


Lascia una risposta

Bill 04, un’idea di pubblicità in libreria, su iPad e su Venerdì di Repubblica

Bill MagazineÈ in distribuzione il quarto numero di “Bill-un’idea di pubblicità”, la rivista sull’advertising fatta dai pubblicitari ed edita da Tita.

Tra i temi trattati, un’intervista esclusiva a David Droga realizzata a New York da Andrea Salvadore con un reportage di Reed Young su Droga5. In più, sul numero 4:

  • speciale “Adv in Brasile
  • Taddeucci su Havaianas e un’intervista a Marcelo Serpa;
  • Cannes a mente fredda, con Barbella e i Leoni 2012 Pannese Lorenzini e Simonetti;
  • anteprima del nuovo libro di KesselsKramer con Alessandro Omini;
  • speciale su Guerra e Pubblicità con un’intervista a Charlotte Beers sull’immagine Usa nel mondo arabo;
  • nuovi Materiali Bernbach; 
  • la corsa alla Casa Bianca

La copertina è dedicata a David Droga visto da Pat Perry. Le matite interne sono di Filip Peraić.

Inoltre, in anteprima sul sito billmagazine.com, due inediti: un ritratto dei tre grandi dell’adv brasiliano firmato da William O’Barr e nuove immagini dal reportage di Reed Young in Droga5.

La rivista è acquistabile su Edicola Apple in versione per iPad. Art Director Luca Riva Art Director Supervisor: Franz Degano – Per maggiori informazioni: Sonia Rocchi bill@titamilano.com telefono 02 45493482

Bill Magazine in anteprima sul Venerdì di Repubblica, 5 ottbre 2012

Bill Magazine in anteprima sul Venerdì di Repubblica, 5 ottobre 2012


68 Risposte

Lettera aperta ai Grandi Manager della Pubblicità Italiana

Condivido questa lettera aperta, scritta con Annamaria Testa, perché sono socio fondatore di un’agenzia indipendente e considero improcrastinabile la necessità di riportare trasparenza in un settore ottenebrato dall’opacità.
Condivido questa lettera anche come copywriter e presidente dell’Art Directors Club Italiano. Perché penso che tutti i “creativi” (e non solo, ovviamente), soci e non soci, non possano fare a meno di porsi domande analoghe.
Ritengo che chiunque voglia continuare a considerarsi un professionista dovrebbe pretendere una risposta.

Cari colleghi,
una domanda semplice semplice: come fanno le grandi agenzie, gran parte delle quali peraltro iscritte ad Assocomunicazione, a sopravvivere e pagare stipendi coi prezzi che stanno chiedendo ai clienti?

Eppure il Codice Deontologico di Assocomunicazione recita (art 7): La giusta remunerazione è l’elemento fondamentale che assicura la qualità dei servizi offerti e l’indispensabile professionalità. Il compenso è riconosciuto come l’elemento portante che regola i rapporti fra Associate e utenti. L’applicazione del giusto compenso e la difesa della sua integrità costituiscono principi fondamentali da ribadire a salvaguardia delle professionalità del settore.

C’è qualcosa che ci sfugge e, da imprenditori indipendenti della pubblicità, attenti sia alla qualità, sia alle condizioni di lavoro, sia ai conti, saremmo incantati di saperne di più.

Prendiamo, fra i moltissimi, un caso recente (Poste Italiane) che ha coinvolto diversi nomi noti. Ricordando che ci sono casi anche più imbarazzanti.
Nel caso di Poste Italiane si tratta di un incarico che dura tre anni, chiede – a detta del cliente – il coinvolgimento costante di più persone, e viene aggiudicato a circa 60.000 euro complessivi. Vuol dire 20.000 euro all’anno. Il costo, spese generali escluse, di un singolo stipendio regolare da apprendista: circa 1000 euro al mese.

C’è qualcosa che non torna. Facciamo qualche ipotesi
1. su quel lavoro, per quel cliente, verrà impiegata una singola professionalità del valore di 1000 euro al mese, e senza un centesimo di guadagno per l’agenzia
2. su quel lavoro verranno impiegate persone che guadagnano molto meno. Anzi: magari niente …ma quale professionista lavora gratis?
3. su quel lavoro verranno impiegati fior di professionisti, pagati però da più consistenti tariffe versate da altri clienti
4. su quel lavoro verranno impiegati fior di professionisti, attualmente sottoutilizzati perché l’agenzia è alla frutta, ci sono più dipendenti che clienti ed è meglio lavorare sottocosto che tenere la gente a girarsi i pollici
5. su quel lavoro si guadagnerà comunque, facendo la cresta, per esempio, sulle spese di produzione. O con qualche altro artificio poco trasparente
6. non è vero che che il lavoro chiede molto impegno di molte persone: verrà fatto a costo zero nei ritagli di tempo, alla faccia del cliente e come capita capita
7. su quel lavoro verranno persi un bel po’ di soldi… ma perché?
a. c’è il gusto di fregare la concorrenza col dumping, anche a rischio di farsi del male da soli
b. le grandi agenzie sono ricchissime e di farsi pagare tutti i lavori non gli importa un fico
c. le grandi agenzie italiane sono comunque per la stragrande maggioranza sedi periferiche di gruppi multinazionali, che fanno profitti in economie più vivaci. E agli headquarter di quel che, nel bene e nel male, succede in Italia interessa poco

Dai, cari colleghi, illuminateci con qualche altro motivo comprensibile, e migliore.
Se ce ne sono, vuol dire che avete fatto l’invenzione del secolo: il lavoratore virtuale. Gli annunci autogenerati. Lo spot automatico. Il viral che si inventa da solo. Oppure avete robotizzato l’intera agenzia.

Sì, illuminateci: noi, che continuiamo come si faceva una volta a lavorare a lungo sui brief, a investire tempo per trovare idee efficaci, a formare e a pagare le persone, siamo ansiosi di sapere che futuro, scaturito da quale meravigliosa trovata, aspetta tutti noi e le imprese italiane che continuano, nonostante tutto e in questi tempi complicati, a fare affidamento sulla buona comunicazione pubblicitaria.

(Annamaria Testa – Massimo Guastini)


5 Risposte

Giancarlo Livraghi sulla “Stupidità della pubblicità”

La stupidità della pubblicità (e come si può guarire)

Intervista di Paola Panarese a Giancarlo Livraghi

Gennaio 2010, Risposte a dodici domande per il libro Quel che resta della pubblicità

1.   Lo scenario contemporaneo, socio-culturale e di mercato, in cui opera la pubblicità, è cambiato molto rispetto a un passato non troppo remoto. Quale crede che sia il fattore di cambiamento che più ha condizionato o sta condizionando lo sviluppo della comunicazione di marketing?

La stupidità. Non solo perché molta pubblicità è banale, stucchevole, superficiale. Ma per motivi più seri e profondi. Nel mondo della pubblicità si sono fatte, e si continuano a fare, molte cose sbagliate e sciocche. Ma la causa principale del declino (e istupidimento) sta nella cambiata prospettiva delle imprese.

Il resto dell’intervista qui: stupidita’ della pubblicita’.


33 Risposte

Esperimento mentale su verità, finzione e creatività

Facciamo due ipotesi. Lo scenario 1 è il peggiore; lo scenario 2 è il migliore.

Scenario 1

I creativi dell’agenzia A concepiscono un annuncio stampa che sembra perfetto per vincere un premio. Realizzano l’esecutivo e chiedono se il cliente, gentilmente, permette loro di far uscire la campagna a spese dell’agenzia con una singola uscita necessaria per iscrivere il lavoro al premio preferito. L’annuncio viene iscritto e vince un bronzo.

Scenario 2

I creativi dell’agenzia B ricevono un brief da un cliente. Realizzano il consueto ventaglio di proposte e dalla presentazione interna emergono 3 proposte da presentare al cliente. Il cliente le valuta e chiede altre proposte. L’agenzia presenta altre 3 proposte, che vengono nuovamente bocciate, anche se sembra individuata una strada promettente. Alla terza presentazione, l’agenzia presenta ulteriori 3 proposte, di cui ne viene approvata una, sia pure con numerose modifiche, oggetto di altre due presentazioni di rifinitura. Totale: 9 proposte differenti. L’annuncio finale esce su diversi media, come pianificato, e viene iscritto a un premio. Vince un bronzo.

Domande:

1. Creativamente, sono stati più bravi i creativi dell’agenzia A o quelli dell’agenzia B?

2. Nel caso dello scenario 2, è stata brava l’agenzia che ha realizzato 9 proposte senza sapere quale sarebbe stata approvata, oppure è stato bravo il cliente che, fra 9 proposte (di cui 8 sbagliate o insoddisfacenti) ha scelto quella che poi ha vinto il premio?