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Lele Panzeri intervista Davide Boscacci su If! e la formazione dei giovani creativi

Con questa intervista si chiude il ciclo di interviste che Creative Campus ha dedicato a If! Italians Festival.

Dopo quelle a Nicola Lampugnani (qui), Vicky Gitto (qui) e Marianna Ghirlanda di Google (quiè il turno di a Davide Boscacci, Group Creative Director di Leo Burnett e co-founder della manifestazione (qui il post dal Blog di Creative Campus).

Nella videointervista (qui) di Lele Panzeri, Direttore di Creative Campus, Davide fa un bilancio della manifestazione e ne ricorda le origini con aneddoti curiosi. Come in ogni intervista della scuola viene affrontato il tema della formazione e non mancano i consigli ai giovani creativi che si avvicinano al mondo della pubblicità.

Buona visione!


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Lele Panzeri intervista Marco Balich, il producer dei più importanti eventi mondiali

“Per fare della creatività a qualsiasi livello, bisogna eliminare il cinismo, essere sempre molto onesti, freschi rispetto a quello che succede e non fare le cose per mestiere ma perché hai voglia di farle e perché ci credi”.

Così si chiude la  lunga intervista a Marco Balich, uno dei direttori creativi italiani più affermati a livello internazionale per la produzione di cerimonie legate ai grandi eventi come quelle legate ai Giochi Olimpici di Torino 2006, di Sochi 2014, di Rio 2016 della realizzazione dello show dell’Albero della Vita di Expo 2015.

In questa lunga intervista è la palpabile la testimonianza di un approccio alla vita e alla professione che rende realizzabili i sogni. Sempre con le emozioni al centro e l’attenzione al pubblico in primo piano, fanno di Marco Balich uno dei più affermati protagonisti della scena mondiale.

Clicca qui per vedere la videointervista.

Buona visione! 

 


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Lele Panzeri intervista Vicky Gitto su If! e la formazione dei creativi.

Mentre cala la sera a If! Italians Festival, Lele Panzeri, past president ADCI, intevista Vicky Gitto, attuale presidente ADCI, sull’edizione 2016.

Vicky racconta la nascita del festival e ci parla del comitato organizzativo, delle partnership e delle relazioni con i player che rendono possibile la manifestazione. Interscambio costruttivo è la parola d’ordine e la recente presenza dei clienti nelle giurie ne è l’esempio. Nella seconda parte dell’intervista, Vicky e Lele, affrontano il tema alla formazione dei professionisti di domani.

Clicca qui per vedere l’intervista.

Buona visione


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Mancano solo poche ore e ho già nostalgia.

Ciao a tutti, oggi è il mio ultimo giorno da consigliere dell’ADCI. Mi sembra doveroso salutare e ringraziare.

Ho fatto parte di 3 consigli. Quello divertente e di rottura di Lele Panzeri, quello puntuale e attento di Maurizio Sala e quello prima brancaleonico ma poi interessato ai grandi temi di Massimo Guastini.

Mancano solo poche ore e ho già nostalgia. Però sono sereno: il Club lo lascio in buone mani. Conosco bene molti di quelli che si candideranno domani, e sono perfettamente al corrente della loro passione e voglia di fare.

Tornando a me, sono stati 9 anni intensi. Per i primi mandati ho fatto centinaia di chilometri in auto, per essere presente a tutte le riunioni. Dopo, abitando a Milano, mi è stato più comodo portare avanti al meglio il mio compito: far  crescere la piattaforma online del club e l’interesse per le tematiche digitali.

Ricordo quando eravamo veramente in pochi – vi parlo di più di 12 anni fa – a occuparci di digitale. Cercavamo di dare una sveglia al club e al suo mondo.  Io sono entrato nel Consiglio per questo. C’era già Cannes con le riservate giurie online e noi ancora alle alzate di mano pubbliche. C’era molto da fare per i meccanismi di giuria e la creazione di nuove categorie “digitali” che rispondessero a un mercato sempre più denso. Pensate a quante sono ora nel CFE, pensate a quante potevano essere all’inizio degli anni duemila. Più premi, più peso alla categoria, pensavamo allora.

Molti di quel gruppo iniziale sono ora il punto di riferimento per la comunicazione digitale di importanti agenzie. Altri, arrivati poco dopo, lo stanno diventando. Mi piace ricordare con affetto il gruppo di pionieri che, poco a poco, è diventato sempre più rilevante nel mondo della comunicazione digitale.

Quello “digital” è sempre stato il mio Ministero, e con l’oculatezza di Gabriele e dei Consigli in carica penso di essere riuscito a utilizzare al meglio i fondi del club. Abbiamo realizzato quello che, anno dopo anno, diventava utile alla programmazione e alla crescita delle piattaforma online. Fino ad arrivare a quella attuale, che secondo me poco ha da invidiare a Club ben più titolati.

Dal primissimo sito informativo dell’inizio degli anni duemila, siamo passati durante il mandato Panzeri (2002/2004) a una piattaforma digitale che integrava per la prima volta i meccanismi d’iscrizione dei lavori e le votazioni delle short list online, lo ricorderete.

Durante il successivo mandato di Maurizio Sala, con centinaia di scansioni e interventi nella struttura del sito, siamo riusciti a costituire un database con tutti i lavori vincitori di un premio agli ADCI Awards. Oltre 6000 campagne, 28 anni del meglio della pubblicità italiana a disposizione di chiunque si colleghi ad adci.it

Poco più di un anno fa il club è andato online con un nuovo sito che integra alle schede personali dei soci (un prestigioso biglietto da visita per chi è meno avvezzo al web, un portfolio online con i migliori lavori e una presenza individuale nelle prime posizioni dei motori di ricerca) il nuovo Blog e il Magazine.
Un sistema integrato in grado di gestire: iscrizioni dei lavori, giurie fisiche e giurie online, redazione dell’annual e dei diplomi e aggiornamento del sito in autonomia.

Vi lascio con una piattaforma che può solo crescere e un consiglio sincero per utilizzare al meglio i prossimi fondi per migliorarla ancora:

-  Lavorare sul back end per renderlo più friendly nell’input delle informazioni. (È solo questione di creare un’interfaccia che renda più facile l’input di tutto, dalle iscrizione ai premi al Magazine).

- Lavorare sul front end, invece, per quanto riguarda la presentazione delle campagne nel sito, soprattutto per quelle integrated (digital o no) che attualmente sono presentate in modo troppo frammentario. Troppi click, poca visione d’insieme.

- Lavorare maggiormente sull’inserimento di contenuti rilevanti negli highlight e nello slider in Homepage. Le news istituzionali in primo piano hanno uno spazio adatto ma devono avere un maggior ricambio. Se questo compito viene delegato al blog, meglio rivedere completamente la sezione in primo piano nel sito, che da accessoria deve diventare rilevante.

Vi lascio anche con un grande incoraggiamento a Massimiliano e Gabriele: mi auguro prenderanno domani il mio posto! E già che ci sono gli ricordo che sono a disposizione per qualsiasi consiglio, per dare continuità al progetto, per spiegare come funziona tecnicamente la piattaforma e, ovviamente, per passare username e password!

 


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Giovani Leoni 2013, finalmente online tutti i lavori Cyber.

Abbiamo dovuto aspettare perchè tra festività e ponti è andato perso un po’ di tempo, ma finalmente tutti i lavori iscritti nella categoria Cyber dei Giovani Leoni sono online.

Li potete vedere tutti a questo link.

Ringraziamo Sipra e O&DS per aver reso tutto questo possibile. Probabilmente ora avremo tutti una visione più chiara su una categoria che ha fatto parecchio discutere.

Buona visione.


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D&AD apre le giurie a tutti con il Judging Tour.

Da Londra riceviamo un post di Marco Tironi.

 

Settimana scorsa si sono tenute le giurie D&AD awards 2013. Per chi non lo sapesse, il D&AD è un’associazione che ha come fine quello di promuovere l’eccellenza nel design e nella pubblicità nel Regno Unito.

A garanzia del proprio fine, l’associazione assegna un premio estremamente prestigioso che, a differenza di Cannes, ha uno spettro di categorie molto più focalizzate sul design e sul crafting. Qui potete vedere tutti i lavori che hanno ricevuto la nomination per i vari yellow, white, black pencil di quest’anno.

L’associazione, durante la settimana in cui si riuniscono le giurie, organizza il Judging tour: dà a tutti la possibilità di visitare gratuitamente la location con i vari lavori esposti. Tutto avviene all’Olympia London di Kensington, una spettacolare costruzione in ferro e vetro di fine ‘800, di soli 16,000 m2 . Qui potete vedere un bellissimo video in timelapse sull’allestimento della location stessa.

Il tour, guidato, inizia con un’introduzione dove vengono raccontate tutte le iniziative a supporto della creatività fatte dal D&AD, soprattutto quelle rivolte ai giovani.
Terminata la breve spiegazione, ognuno può gironzolare liberamente tra i tavoli e i pannelli osservando, sfogliando e fotografando tutti i materiali.

I lavori esposti sono solo il 50% dei lavori iscritti, perché l’altro 50% sono prodotti digitali quindi film, app, operazioni integrate, etc…

Tra i lavori esposti si possono trovare ad esempio “La fiaccola delle olimpiadi del 2012”, “La mazzetta pantone con i colori della regina”, “Il calco della testa di Neymar”. Inoltre si può vedere tutta l’area dedicata all’outdoor e alla stampa. Ai lati di questa gigantesca esposizione, organizzata con una precisione maniacale, sono disposte varie sale con pareti gonfiabili bianche, all’interno delle quali lavorano le varie giurie. Qui potete vedere lo storyfy della manifestazione.

Personalmente l’ho trovata un’iniziativa molto intelligente, che aumenta la trasparenza del premio e il prestigio del D&AD. Perché non creare uno spazio anche in Italia dove esporre tutti i materiali iscritti agli ADCI Awards? Perché non dare la possibilità a tutti di vedere e toccare con mano il meglio della comunicazione Italiana?


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Giovani Leoni 2013: backstage live!


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Giovani Leoni 2013: backstage.

Giovani Leoni, siete caldi? State partecipando numerosi? Avete già avuto delle ottime idee? Perchè non ci fate vedere cosa state combinando?

Inviateci le vostre foto al lavoro con i nomi e l’agenzia di riferimento, le pubblicheremo in diretta nel blog dell’ADCI (qui) e nella fanpage Adci di Facebook. Inviatele via email a all’indirizzo matteo.righi@adci.it.

Per commentare via Twitter usate invece l’hashtag #giovanileoni.


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Dal Giappone, una lezione di creatività.

Riceviamo da Paolo Iabichino (@iabicus) l’invito a partecipare alla nuova edizione di Meet the Media Guru con un programma che guarda al futuro dei media e ai temi emergenti del digitale. Si inizia il 5 marzo con la lecture di Morihiro Harano che potrete seguire live a Milano o in streaming nel sito di MtMG (qui tutte le info).

Segnatevi questa data: 5 marzo 2013.

La nuova edizione di Meet The Media Guru si apre con un appuntamento decisamente interessante per noi che ci occupiamo di comunicazione, design e pubblicità.

A partire dalle 19,30, infatti, la Mediateca Santa Teresa, in via Della Moscova 28 a Milano, ospiterà l’intervento di Morihiro Harano, uno dei più illustri colleghi in circolazione in questo momento.

Harano nasce professionalmente all’interno di Dentsu, nel 1994, quando Internet cominciava a muovere i primi passi nella comunicazione ed è proprio grazie al suo lavoro che l’agenzia riesce ad affermarsi in tutto il mondo come una delle realtà più capaci di coniugare i linguaggi della creatività con la grammatica del mondo digitale.

Successivamente contribuisce a lanciare Drill, una vera e propria start up creativa per la nuova comunicazione e nel 2011 fonda Party, quella che è a tutti gli effetti la sua creatura più riuscita, dove la poetica giapponese convive con l’utilizzo della tecnologia per coinvolgere i destinatari del messaggio all’interno di esperienze con un altissimo valore estetico.

Sul suo biglietto da visita c’è scritto che è un direttore creativo, ma io faccio fatica a circoscriverlo in una job description. Probabilmente la maggior parte di noi lo conosce per i suoi leoni d’oro a Cannes, lo splendido “Xylophone” (qui) del 2011 o il video delle lenti a contatto dell’anno scorso (qui).
Ma questi award non rendono realmente giustizia alla versatilità del suo pensiero. Le sue sono a tutti gli effetti campagne di tipo commerciale, ma forse sarebbe più opportuno chiamarle “opere pubblicitarie”, perché ogni volta vanno in scena elementi che sembrano voler indurre meraviglia e stupore negli occhi di chi guarda. Lui parla di storytelling, ed è davvero ossessionato dal raccontare storie che riescano a coinvolgere le persone a cui si rivolge. E per farlo sa di poter contare sulla tecnologia come mai era accaduto prima dei nostri giorni.

Non parlo della condivisione, dei social network e delle altre diavolerie che ancora ci raccontiamo da queste parti, parlo di una conoscenza profonda dei device a nostra disposizione. Alcune campagne di Harano usano smartphone, tablet o computer portatili per costruire straordinarie scenografie narrative, in cui valori di marca e funzioni di prodotto interagiscono con passanti e/o spettatori. Quelli che una volta chiamavano target e che oggi siamo costretti a interpretare come pubblico.

Forse nelle prossime settimane qualcuno sarà costretto a sentirsi un po’ come Harano, se è vero che torna Carosello e che vorrebbe ospitare soltanto “gli spot di qualità”. E c’è quasi un’ammissione di colpa nelle parole dei comunicati stampa, quindi fuori dal Carosello i nostri spot valgono un po’ meno e allora bisognerà capire come fa lui ad essere così bravo. Cos’ha capito lui e da dove arrivano le sue visioni che gli permettono di piegare la tecnologia al servizio della creatività, mentre la maggior parte di noi non riesce a smuoversi dal contrario.

Così, per continuare a credere nelle idee. Senza vivere la tecnologia come una minaccia e cercando un po’ più di poesia nelle cose che si fanno ogni giorno. Così, perché non ci serva un nuovo Carosello per farci dire cos’è di qualità secondo i nuovi listini delle concessionarie media. Ma perché siano magari migliaia di spettatori sui canali sociali a scegliere i nostri spot, le nostre campagne, proprio come riesce ad Harano che sembra aver compiuto un difficilissimo compito: quello di far amare la pubblicità alle persone.


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Miss Representation: un film e un movimento per cambiare l’immagine della donna. Anche nell’ADV.

Miss Representation è un documentario americano del 2011, presentato in anteprima al Sundance Film Festival diretto e prodotto da Jennifer Siebel Newsom. Esplora come i media tradizionali contribuiscano a dare un’immagine sbagliata della donna, rappresentandola come chi non ha posizioni di rilievo nella società e dove la sua natura è travisata e eccessivamente semplificata. Spesso ciò accade anche in comunicazione e non è strano che l’ultimo video dedicato a questo tema dal Movimento che è nato a seguito del film, e pubblicato nel canale YouTube, sia proprio dedicato all’advertising.

Nel film viene analizzato come la rappresentazione della donna in tutti i media mainstream, (e quindi non solo la Pubblicità) ma anche TV, News, Stampa e una certa parte di Internet, agiscano invece sulle persone trasformando certi atteggiamenti e rappresentazioni in qualcosa che poi entra a far parte della cultura popolare.

Non solo condizionando gli uomini, ma anche le donne stesse, che negli Stati Uniti rappresentano il 51% della popolazione ma solo il 17% delle persone elette al Congresso, ma anche ill modo di pensare e gli atteggiamenti delle giovani donne, da Barbie in poi.

Per fortuna il documentario, attraverso il parere di donne di estrazione diversa, suggerisce come sia possibile cambiare. Altrettanto cerca di fare lo spot del Movimento, pubblicato 4 giorni fa e dedicato alla pubblicità. Uno spot che ci invita ad agire, regalando probabilmente un’esempio a chi come me vorrebbe vedere il Manifesto deontologico ADCI messo in pratica (qui i primi esempi).

Buona visione e non dimenticate di dire cosa ne pensate!