About Gianni Lombardi

Scrittore Freelance e insegnante di Yoga. Ex Segretario Adci.

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È mancato Umberto Savoia

Ieri è mancato Umberto Savoia, uno dei protagonisti degli anni d’oro della pubblicità italiana. La sua figura è legata in modo particolare ai successi della FCB, della quale è stato per molti anni direttore creativo. Ci mancheranno, mi mancherà  la sua unicità, la sua ironia, la sua passione per la vita, l’amore per il nostro mestiere che esprimeva con grande curiosità e dedizione.

I funerali si terranno domani, mercoledì 26 marzo alle ore 11.00 a Milano in Via Antonini, 3 presso la Piccola Casa del Rifugio.

(Gianfranco Marabelli)


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Nuovo Consiglio Direttivo ADCI 2014-2017

Nuovo Consiglio Direttivo ADCI, Art Directors Club Italiano, eletto il 22 febbraio 2014:

Il Consiglio ha ricevuto il 99% dei voti. Secondo indiscrezioni,  Massimo Guastini si sarebbe dimenticato di votare.

Probiviri: Patrizia Boglione, Andrea Concato e Roberto Scotti.

Proboviro Supplente Gianguido Saveri


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Bill Magazine è in libreria, con l’Annual ADCI

Copertina Bill Magazine n 9

Bill Magazine + Annual ADCI, 25 euro tutto compreso. Nelle librerie delle principali città italiane

È in distribuzione il nuovo numero di “Bill – Un’idea di pubblicità, la rivista sull’advertising fatta dai pubblicitari ed edita da Tita.

La cover è per Rei Inamoto, direttore creativo-star di AKQA New York, agenzia digital n.1 al mondo: Annalisa Merelli l’ha intervistato in esclusiva, mentre Cristiano Tonnarelli ha firmato un profilo dell’agenzia.

A seguire, “Bilancio Berlusconi“: trent’anni di un personaggio che ha segnato l’adv italiano. Scrivono Pasquale Barbella sui rapporti con il paese, Giuseppe Mazza sul linguaggio, Andrea Fontanot sul mercato dei media e Cosimo Bizzarri, executive editor di Colors, sui “nativi berlusconiani”. Un approfondimento, il primo finora da parte dei pubblicitari italiani, che è stato anticipato dal Venerdì di Repubblica.

In più, Bill propone un allegato senza precedenti. È il nuovo Annual ADCI, che sarà proposto al prezzo più democratico di sempre: 25 euro (rivista compresa).

Inoltre, su Bill 09: speciale “Epic Fail & Marketing” con interventi di Alessandro Stenco, Stefano Campora e Daniele Ravenna; un portfolio d’epoca sui sessant’anni della Rai con le campagne anni ’50 di Erberto Carboni per la tv di stato; Giulia Romano sulla case history colombiana per la smobilitazione delle FARC, con interviste al dc di LOWE SSP3 Jose Miguel Sokoloff e all’esperto Tom Feiling; infine Guido Cornara su due nuovi “Materiali Bernbach” con un’intervento di Mara Mancina.

La copertina è dedicata a Rei Inamoto visto da Antti Uotila.

Le matite interne sono di Filip Peraić.

La rivista è acquistabile su Edicola Apple.

Art Director: Dario Pianesi

Per maggiori informazioni: Sonia Rocchi, bill@titamilano.com Telefono 02 45493482

Qui il blog di Bill su Doppiozero.


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7 punti per una strategia di sviluppo per l’ADCI: risorse, servizi, convegni, visibilità, marketing…

Fra breve l’elezione del nuovo Presidente e Consiglio Direttivo ADCI. Sono stato segretario per quattro o cinque mandati (non di seguito) e ho sempre visto lo stesso ciclo: il nuovo presidente parte pieno di entusiasmo, lavora con gran lena sul processo Call-for-entries-Giurie-Premiazioni-Annual e poi, alla fine del mandato il Consiglio sostanzialmente tira i remi in barca in attesa del ricambio. Questa non è una critica all’attuale Consiglio o a Massimo Guastini, che in tre anni ha fatto, secondo me, un ottimo lavoro con grande energia e determinazione.
Però, anche per motivi comprensibili (mancanza di tempo, risorse, persone) in 27 anni è sempre mancato quello che, secondo me, manca spesso in Italia: la capacità o la voglia di costruire una macchina organizzativa capace di sviluppare e far crescere il Club. Una macchina che non sia burocrazia interna ma processi di lavoro, responsabilità di coordinamento, attività finalizzate a generare risultati.
Chiunque sia il nuovo presidente, secondo me, da almeno venti anni, il dilemma da risolvere è sempre lo stesso:
- Normale amministrazione del processo Call-for-entries-Giurie-Premiazioni-Annual (con i suoi totem, tabù, vacche sacre ed elefanti bianchi)
oppure
- sviluppo e crescita del Club?
Per esempio, secondo me ecco di cosa ha bisogno il Club (non invento niente, mi limito ad attingere dalle esperienze di associazioni di successo):
  1. Occorre personale dirigente e operativo (in pratica un coordinatore generale e un assistente operativo, date le attuali piccole dimensioni dell’associazione che lavorino a tempo pieno su marketing e sviluppo), (il vicepresidente Paola Manfroni qui dice anche lei qualcosa del genere)
  2. Occorre una strategia commerciale per proporre del merchandising ADCI [Come fanno ADC of NY, D&AD, e altri ADC europei]
  3. Occorre fare una vera promozione all’Annual, con presentazioni nelle librerie delle principali città italiane, e vendita online aggressiva e determinata, (oppure decidere una buona volta di smettere la pubblicazione cartacea e concentrarsi solo sul digitale, liberando risorse)
  4. Occorre sviluppare servizi per i soci, gratuiti e a pagamento, [la parola chiave è sviluppare: l'ottimo lavoro del consigliere Fabio Gasparrini è un inizio, ma i servizi, gratuiti o a pagamento, devono essere promossi, venduti, diffusi, misurati nella loro efficacia commerciale ecc]
  5. Occorre trovare – in modo continuativo e strategico – sponsorizzazioni che non siano gli occasionali 40 milioni di lire dell’amico cliente dei tempi delle vacche grasse, o le bottiglie di vino dei tempi delle vacche magre.
  6. Occorre organizzare almeno un convegno ogni anno sui temi del Manifesto Deontologico e sullo stato delle professioni creative, altrimenti i proclami di principio restano lettera morta
  7. Occorre una strategia di marketing e di sviluppo che non sia “inventiamoci qualcosa per la premiazione”.
Conclusione: secondo me i candidati presidenti e consiglieri dovrebbero dire se intendono continuare sulla strada del volontarismo spontaneista, supportato da grandi dichiarazioni di principio, oppure se intendono perseguire una strategia di sviluppo che veda vere attività e non semplici auspici su: ampliamento della base dei soci, ampliamento delle entrate commerciali del Club, ampliamento dei servizi offerti ai soci (consulenza e supporto, non solo sconti).
Questa è la mia opinione, maturata negli anni dopo diversi mandati e la collaborazione con diverse associazioni. Io non mi ricandido, perché non sono in condizione di perseguire o supportare con la massima energia i punti esposti sopra e perché la mia vita va in una direzione diversa dalla creatività pubblicitaria. Ma mi permetto di raccomandare ai candidati presidenti e consiglieri di riflettere sui sette punti qui sopra.

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#CoglioniNo? Allora state alla larga dal bando Adeste, (di Bruno Stucchi)

Logo Coca-Cola in cirillico

Quanto vale un logo? Qui il logo Coca-Cola, riconoscibile anche in cirillico.

Scrive Bruno Stucchi:

Qualche giorno fa mi imbatto in un bando di concorso promosso dalla Fondazione Fitzcarraldo, realtà torinese attiva da anni nella promozione della cultura e dell’arte, e quindi apparentemente in possesso di tutte le credenziali di serietà e competenza che un designer vorrebbe trovare in un cliente o committente che sia. Il bando (che trovate qui) è relativo al progetto e sviluppo di Logo+Web graphics (sic), per il progetto Adeste, di cui Fitzcarraldo è capofila assieme a una nutrita schiera di consimili associazioni Europee.

Di che tratta Adeste lo spiega con alate parole un articolo apparso su Artribune: “…è un progetto Leonardo, co-finanziato dalla Commissione Europea. Il presupposto di fondo è che a livello internazionale viene sempre maggiormente sollecitato il tema dell’audience development – si pensi ad esempio ai contenuti del programma Europa Creativa – come risposta alla frammentazione dei mercati, ai bassi livelli di partecipazione dei cittadini alla cultura (in particolare quella “dal vivo”), alla necessità di rafforzare gli impatti economici, sociali e culturali del sistema della produzione culturale e creativa.”

Però, penso io, roba seria.

Poi però leggo il bando.
E scopro che il compenso che andrà al vincitore per quanto descritto sotto, è di… 1500 euro IVA inclusa.
Ecco cosa viene richiesto:

We ask you to provide a proposal of a graphic project for a new website of the project ADESTE and the logo of the project, with headed papers.
Therefore we ask you to make a proposal to us by 11 February 2014, providing:

- 4 or more layouts of webpages which draw the graphic idea (homepage + 1 page of text such as “who we are” + 1 page of form such as “contact us” + 1 page of table such as “Documents” + 1 page of article/post such as “News” )
- Explanation of the functions and animations or effects which can’t be understood in the first layout
- Presentation of how the graphic can be adapted to other devices (such as mobiles)
- Layout of the logo for the project – colours and black and white
- Layout of the headed paper of the project
- Newsletter template
- Layout of a power point
- Palette of colors for the graphic design

Ovvero, un intero programma di Logo/Branding, compreso di applicazioni su stationery, template, newsletter… creativi si, coglioni no? Pare proprio non sia servito a nulla, se persino enti che fanno della promozione della cultura e della creatività il loro “core business” si permettono di essere non solo spudorati da un punto di vista di compenso economico, ma impreparati, o forse in malafede nella stesura dei loro bandi di design/web. Il fatto che un logo e sistema di brand siano di fatto considerati come una “sottocategoria” di un progetto web dovrebbe dirla lunga sullo stato dell’ignoranza dei committenti, altro che lo stato dell’arte.

Resto senza parole. Ma per poco tempo. Giusto quello di afferrare la tastiera e scrivere al Dott. Ugo Bacchella, presidente della Fondazione, la lettera che trovate di seguito:

Gentile Sig. Bacchella,

Questa non è una mail di presentazione.

Sono il titolare di uno studio di design e comunicazione integrata, da anni attivo nel mondo dell’arte e della cultura. Lavoro per grandi istituzioni pubbliche e private ma anche per committenti piccoli e indipendenti nel mondo dell’arte contemporanea. Recentemente, solo per rimanere a Torino, la vostra città, ho firmato la grafica e la comunicazione delle mostre di Degas e Renoir, per conto di Skira Editore.

(questa introduzione che può suonare vanagloriosa mi serviva a far capire con chiarezza che ero un interlocutore preparato, e soprattutto interessato al tema in questione).

Nel corso di quasi 25 anni di attività lavorativa e di insegnamento, ho formato decine, se non centinaia, di designer e art directors, cercando di trasferire loro, oltre ai fondamenti di una professione difficile e raffinata, anche l’amore per la cultura, l’intelligenza e per idee rispettose di chi guarda, ascolta, o naviga.
Forse dovrei pentirmi di averli spinti su una strada di un lavoro che evidentemente viene considerato, persino da quelli che dovrebbero essere gli attori più attenti, come un mestiere da straccioni, da retribuire meno di un idraulico o di un operatore ecologico (con tutto il rispetto per le professioni menzionate).

Sa perché?

Perché oggi sono incorso (per caso) nel bando pubblicato nel vostro sito relativo alla proposta grafica/web per Adeste. Per millecinquecento euro IVA inclusa, avete la faccia tosta di chiedere un intero programma di immagine coordinata e un sito, dall’ideazione alla realizzazione. Io mi chiedo se sia imperdonabile ignoranza o peggio vergognosa malafede, soprattutto perché vi dite portatori di valori relativi alla cultura e alla formazione, e addirittura (cito dal vostro sito) “… con particolare attenzione a gruppi sociali svantaggiati e in quanto tali esclusi o in condizioni di difficoltà di accesso alla pratica artistica e alla fruizione dei beni e delle attività culturale (sic)”.

Ebbene, dal mio punto di vista, il vostro bando non può essere definito altro che sciacallaggio a scapito di una categoria professionale che in questo momento vede una crisi senza precedenti in termini di occupazione – e senza alcuna tutela –, nella quale si infilano senza scrupoli o dignità cosiddetti committenti d’elezione, che si presentano pure come pieni di buone intenzioni per la costruzione di una società migliore e più attenta alla cultura.

Lo so bene che là fuori ci sono centinaia di talentuosi giovani – ma anche stagionati professionisti – che sono disperatamente alla ricerca di lavoro; e quindi può anche darsi che otteniate qualcosa di professionale, anche se ne dubito fortemente. Ve lo auguro per amore della mia professione, non certo per meriti vostri. Non credo che un professionista serio, in grado di dare ad Adeste un reale valore in termini di immagine, oltre che di validità tecnica del progetto, perderebbe anche solo un minuto per questo bando. O forse ne perderebbe dieci per scrivervi le stesse parole che vi ho scritto in questa mail. Che non mancherò di postare sui social network.

cordiali saluti, etc etc

Ad oggi non ho ricevuto risposta. Il signor Alessandro Bollo, intervistato nell’articolo di Artribune citato sopra, qualche giorno fa viene a controllare sul mio profilo Linkedin che non abbia dato seguito alla mia decisione di rendere pubblica la storia. Che dire? Che forse questo post possa servire a dare una risposta pubblica a tutti noi? Sarebbe benvenuta.
In ogni caso la deadline è l’11 febbraio, ovvero oggi. Quindi forse è un po’ tardi per gridare al lupo. Se avete partecipato… mi dispiace per la nostra professione, e non potrò congratularmi con chi ha vinto. Lo faccio spesso anche quando perdo, stavolta no.

Bruno Stucchi

STRATEGIC / CREATIVE DIRECTOR
DINAMOMILANO


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Le professioni creative guidano la crescita economica. In Gran Bretagna

“Con la cultura non si mangia”, disse un importante ministro italiano…

In Gran Bretagna cinema, televisione, musica, pubblicità e sviluppo software sono cresciuti dell’8,6%, e rappresentano il settore a maggior crescita, con 71 miliardi di sterline di fatturato e il 5,6% della forza lavoro inglese.

Il settore è una potenza economica, ha dichiarato il sottosegretario alla Cultura Maria Miller.

Il settore delle professioni creative va dallo sviluppo software alle attività museali. Ad esempio:

  • Il British Museum ha registrato gli anni di maggior crescita per numero di visitatori.
  • Il settore informatico (che comprende anche la realizzazione di videogame e attività di comunicazione sul web) è il più grande datore di lavoro del settore creativo nel 2012, con 558.000 addetti.
In questi ultimi anni musica, pubblicità, software, editoria e cultura sono i settori trainanti dell’economia inglese in termini di crescita e valore aggiunto. Nel riquadro in alto tutte le dimensioni relative dei diversi settori della creatività per numero di occupati.

Qui l’intero articolo da BBC News.

 


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Buoni propositi per il 2014. Stare meno seduti

Bad posture is the number 1 culprit for damaging your health at work

Stare seduti troppo tempo in auto, casa e ufficio è dannoso per la schiena e per la circolazione sanguigna. Usare sedie alternative e alzarsi almeno ogni trenta minuti, fra i tanti altri benefici, stimola l’ossigenazione del cervello e la creatività. Quindi ogni tanto alzati e fai una passeggiata, anche per fare una pubblicità migliore.


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I vincitori del Concorso Movi&Co 2013

Nel corso della cerimonia tenuta il 5 dicembre 2013 alla Triennale di Milano sono stati proclamati i nomi dei giovani videomaker vincitori della X Edizione di Movi&Co.
Il primo dei trentacinque video in gara è stato  Soft Skin-Hard Core, spot realizzato da Francesco Saverio Valentino per Samsonite che si aggiudica i seimila euro messi in palio dall’Università IULM di Milano…

Leggi qui il resto dell’articolo con il link al canale YouTube con tutti i vincitori.


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Alfredo Accatino lancia una petizione per il riconoscimento dei professionisti creativi

Dopo il quarto, arriva il quinto stato: professioni intellettuali indipendenti senza albo.

Alfredo Accatino, autore e scrittore, è da tempo attivo nei social network e nel mondo del lavoro per il riconoscimento delle professioni creative. Qui il suo blog su Huffington Post.

Attraverso il gruppo “Creativi” su Facebook ha lanciato questa petizione:

In Italia sono 2 milioni i professionisti che operano in tutti gli ambiti delle professioni creative. Non hanno un nome definito, possiedono alti livelli di formazione, sono ignorati da governo e istituzioni, ma producono il 5,8% del nostro Pil (80,8 miliardi di euro – rapporto 2013 Unioncamere/Fondazione Symbola). Più dell’industria automobilistica, più di Umbria, Liguria e Abruzzo insieme. Stiamo parlando di creativi per comunicazione, pubblicità, eventi e web: copywriter, art director, grafici, programmatori e sviluppatori. Ma anche di chi opera per moda, arti, spettacolo, industria, cultura, editoria, media, entertainment. Designer, autori, sceneggiatori, registi, scrittori, giornalisti, blogger, video-maker, editori. Artisti, fotografi, architetti. E poi stilisti, scenografi, coreografi, costumisti, montatori, compositori, illustratori, traduttori, curatori, ricercatori, artigiani di ricerca…

 

Qui la sua petizione | Chiediamo il riconoscimento della valenza strategica della creatività. Per il rilancio del Paese. #rivoluzionecreativa | Change.org, con l’intero testo della richiesta.

 


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ADC*E Erasmus. Cerchiamo un’agenzia per un brillante creativo ucraino.

Il progetto ADC*Erasmus è la nuova iniziativa dell’Art Directors Club of Europe che promuove la mobilità dei giovani creativi europei e lo scambio professionale fra realtà creative d’Europa. L’associazione, che riunisce i club di più di venti paesi europei, nell’ambito della nuova strategia “Learning by connecting” si trova a ridefinire il proprio ruolo in un’ottica di integrazione delle culture e professionalità creative, in un mercato europeo che vede dappertutto la nostra professione spostarsi dall’advertising al digitale, con ricadute importanti sulle economie locali e soprattutto sul valore del nostro lavoro.
In questo contesto un grande ruolo ce l’hanno i paesi creativamente emergenti, che hanno un capitale sociale e creativo molto giovane, sempre in movimento, alla continua ricerca di stimoli. Le grandi agenzie sopravvivono malamente, a favore di piccole realtà imprenditoriali autonome che lavorano senza porsi limiti, né orizzonti, in termini di sperimentazione, piattaforme e connessioni. Spesso con una visione che arriva più lontano della nostra.

A Tallinn in Estonia metà dei creativi che hanno ricevuto un premio per le categorie digitali nella Estonia Design Week, non erano lì con noi perché nel frattempo sono stati chiamati nella Silicon Valley.
A Vienna ci siamo trovati a lavorare con una lucida ragazza di Kiev che a 31 anni è un brillante direttore creativo in un’agenzia di 41 persone. Che per inciso è anche la sua.
A questa mobilità intellettuale e di pensiero non corrisponde però una mobilità professionale e se nella nostra associazione ci sono Paesi che possono imparare davvero dal farne parte ce ne sono altri che devono dare più di quello che prendono. Non solo dal punto di vista economico, ma anche per quanto riguarda la condivisione del sapere.
Per questo ogni volta che andiamo a fare un board all’Art Directors Club of Europe cerchiamo di mettere il nostro tempo e la nostra professione a disposizione dei giovani del paese che ogni quattro mesi ci ospita, partecipando a workshop e a progetti per i creativi del posto. In questo contesto vanno letti il workshop 6th Sense che ho fatto a Tallin il 25 settembre e il lavoro sul Creative Express a Vienna il 3 Ottobre scorso.

Per tornare al progetto ADC*Erasmus ha inizio quest’anno anche perché incluso nel programma di formazione finanziato dai fondi della Comunità Europea. Durante gli ADC*E Awards, ADC*E ha organizzato la prima edizione della the Greatness Challenge. Il brief prevedeva che i ragazzi finanziassero il loro viaggio a Barcellona per le giurie attraverso un progetto di crowdfunding. Il vincitore è stato Denis Loveiko, che lavora alla Leo Burnett Ukraine, con il progetto “What can I get you?”.

2013 GREATNESS CHALLENGE from Art Directors Club of Europe on Vimeo.” Il lavoro vincitore, realizzato da Denis Loveiko.

Denis Loveiko è dunque il primo partecipante al progetto ADC*Erasmus 2013. Stiamo cercando un’agenzia che ospiti Denis per un periodo di due o tre mesi. Le spese di viaggio saranno a carico di ADC*E, quelle di soggiorno a carico dell’agenzia ospitante. È previsto anche un rimborso minimo da parte dell’agenzia di 300 Euro al mese. Raccoglieremo tutte le richieste delle agenzie entro il 15 novembre. Denis sceglierà la destinazione e si metterà d’accordo con l’agenzia scelta per definire insieme date e durata dello scambio.
Per scaricare il portfolio di Denis clicca qui.

Per ulteriori informazioni e offrire la vostra disponibilità potete contattarmi via mail al seguente indirizzo: boglione@angelinidesign.com
Patrizia Boglione
Delegato ADC*E

Denis Loveiko cv