
Una tecnica antica, con uno sguardo di oggi.
di Massimo Sbaraccani e Nicola Schito
Guardare il lavoro di Yannis Konstantinidis genera quasi sempre la stessa reazione: un disorientamento piacevole. Le immagini hanno un’estetica estremamente avanzata: potrebbero essere 3D, potrebbero essere generate da qualsiasi tecnologia recente. Eppure, c’è qualcosa che non torna, una qualità materica che nessun rendering riesce davvero a replicare.









