Postato il Mer 9 Giu 2021 da in IntervisteTransatlantic

TRANSATLANTIC: CROSSING ROB REILLY’S OCEAN

Autore Simone Nobili


Se vuoi conoscere Rob Reilly devi arrampicarti sull’Olimpo dell’advertising. 

Lì in cima, dove l’aria è rarefatta e si fa fatica a non sentirsi fuori posto, siede l’uomo dalla forza quieta.

È a lui che si devono le due rivoluzioni creative più importanti della pubblicità moderna. 

Prima con la Crispin Porter + Boguski e poi con la McCann. 

Nel primo caso fu tutta una salita, un costruire trampolini verso un cielo sconfinato, blu denso ed immacolato.

Nel secondo caso, invece, fu un ricostruire dalle ceneri di una compagnia che aveva fatto la storia della pubblicità ma che si era ritrovata spenta. 

Quando Rob entrò in McCann il suo merito fu quello di mettere l’esplosivo creativo sotta la sede di New York e far saltare in aria tutti le regole per riscriverle daccapo. 

Ci riuscì come ci riescono solo in pochissimi, ed infatti negli anni i riconoscimenti sono arrivati a pioggia, grandine e poi a temporale. 

Dietro “Fearless Girl” and “A field Trip To Mars” c’è Rob Reilly. 

Allora ti chiedi cosa glielo ha fatto fare a lasciare la McCann e catapultarsi dentro la WPP, se non per provare il gusto delle sfide eterne. 

Ecco quello che ho imparato da Rob è proprio l’anima della sfida. 

Non lasciarti mai appiattire dall’abitudine, salire a bordo delle navi, farle tue, chiamare a raduno la crew migliore, disturbare l’universo.

Mentre attraverso l’oceano RR nel giorno del suo compleanno, l’uomo che comanda una squadra di 1.200 direttori creativi mi tira addosso sorrisi e battute e abbracci virtuali.

E una fredda stanza di zoom si fa mondo da esplorare.  

A bordo. Si parte.