Postato il Mer 15 Set 2021 da in Interviste

TRANSATLANTIC: CROSSING KARIN ONSAGER-BIRCH’S OCEAN

Autore Simone Nobili


Il rumore che fanno le onde quando corrono a riva è il sottofondo musicale al viaggio di Karin.

Con un inizio in una delle agenzie storiche di San Francisco – Goodby, Silverstein & Partners – il ruggito oceanico di questa anima gentile si fa sentire da subito.

Compressa in un sorriso trovi il centro della sua creatività. 

Karin è l’evoluzione del Chief Creative Officer, il ponte tra il tradizionale ed il moderno, il salto da sponda a sponda. 

Undici anni a fianco di Jeff Goodby and Rich Silverstein la catapultano nel mondo degli executives, davanti alle porte della GTB, dove assume la guida dell’ufficio londinese. 

Poi il ritorno in territorio americano, Chief Creative Officer alla FCB West, Leoni e posti in giuria nei più quotati festival internazionali. È qui che plasma il suo carattere, le strategie di pensiero e l’acume nel new business. 

A febbraio del 2021, pandemia in corso, Karin sale alla guida di Lyft come VP of Creative. Si disfà della zavorra melanconica di chi crede che la pubblicità abbia perduto la sua aurea. 

Invece, non c’è tempo migliore di questo per navigare l’oceano dell’advertising, zeppo di piattaforme e multidimensionale, con uno storytelling poligono. Karin me lo conferma con la voce di chi sa quale porte aprire.

La traversata è di quelle che ti restano attaccate alla testa e ti invitano ad inforcare gli occhiali dell’ottimismo. 

Il vento tira le vele, il sole spacca il blu, salite a bordo.