Postato il Mer 30 Giu 2021 da in Interviste

TRANSATLANTIC: CROSSING ANSELMO RAMOS’S OCEAN

Autore Simone Nobili


Arriva con il passo del felino, la voce impostata all’ottava superiore, la cadenza di chi ha camminato tanto e non si è ancora stancato, ed il fare dei pionieri che non accettano regole se non scritte da loro stessi.

Lo accolgo tra le onde di un oceano che continuano a spezzarsi sugli scogli del mondo pubblicitario. La risacca la senti da lontano che prende a schiaffi il banale. 

Queste onde sono le campagne indimenticabili create negli anni da questo creativo con il nome che ha la salsa dentro.

Anselmo Ramos. Ti verrebbe voglia di ballarlo questo nome.

Presentarlo sarebbe ingiusto, perché se non conosci Anselmo allora sei all’oscuro di quello che è accaduto alla pubblicità negli ultimi dieci anni.

Pero, posso fare un tratto veloce di tragitto del suo Curriculum Vitae e dirvi che dalla Spagna al Portogallo, Anselmo volò in Brasile per fare della Ogilvy la prima agenzia dell’America Latina a vincere un Grand Prix con Dove “Real Beauty Sketches”. 

Poi se ne andò a Miami a fondare David e a sfasciare di idee il mondo piatto dei fast food, che con lui e Fernando Machado, decollò sui cieli internazionali. 

Poi con un post su Linkedin qualche anno fa, scritto di cuore e fatto di pixel, annunciò la nascita della sua agenzia, GUT, con l’obiettivo di catturare il sentimento più nobile che ci sia. 

Intendo la libertà di essere, fare and strafare senza dover rendere conto a nessuno. 

La scorsa settimana, a Cannes, GUT Sao Paulo è stata incoronata agenzia dell’anno nella categoria Entertainment Independent, portandosi a casa un Grand Prix che sa di battaglie vinte con la forza delle idee.

Ci sono acque che non le fermi neanche se dietro la diga c’è Mazinga Zeta (*scusate, sono nato nel 1973.)

Ci sono sogni di bambini che filtrano nel cuore di uomini che non smettono mai di crescere.  

Quando guardo l’orologio digitale del mio computer, non vedo i minuti. Ma conto le lezioni che sto imparando da lui. 

Anselmo Ramos. 

Vamos!