TRANSATLANTIC: CROSSING CHUCK MCBRIDE’S OCEAN

Autore: Simone Nobili

Come fai a fermare Chuck.

Non lo fermi neanche se gli metti la camicia di forza. Perché prima o poi la sua creatività esce con una botta di magia alla Houdini.

L’impronta creativa di Chuck è una zampata all’ordinario e uno schiaffo alle regole. Viene dalla sua testa di criminale creativo la campagna di Adidas “Impossible Is Nothing.”

Quando ti siedi e parli con lui di editing, ti racconta di come essere un carpentiere aiuti a capire come si montano gli spezzoni di un film.

Quando gli chiedi come siano nati alcuni dei suoi più famosi spot televisivi, ti mette giù la lista dei suoi pensieri e ti racconta di meravigliosi viaggi nel mondo della sua infanzia.

Chuck, l’amico fraterno di Spike Jonze. Chuck, il creativo che ha lanciato la carriera di David Fincher in campo pubblicitario. Chuck, l’uomo che volava in giro per il mondo con Lee Clow, e che con un bicchiere di vino in mano faceva brainstorming in cielo. 

Questa puntata di Transatlantic è personale. 

Chuck mi chiamò nel 2016 e mi chiese di traslocare a San Francisco per aiutarlo a dirigere il reparto creativo dell’agenzia Cutwater.

Naturalmente accettai tra un battito di ciglia e uno di cuore. Perché ci sono opportunità che passano come treni e fartele scappare significa uccidere il sogno.

Allora partii da San Diego, mi tatuai sulle mani longitudine e latitudine di San Francisco, e con la mia famiglia iniziammo a scrivere un nuovo capitolo.

Il mio primo giorno in agenzia presi Chuck da parte e gli chiesi a bruciapelo: “ma come hai fatto a tirar fuori l’idea di “Hello Tomorrow”?

Mi sorrise, si accese una sigaretta e partì con quella che si rivelò essere la prima della tante lezioni di vita. 

E adesso alcune di queste lezioni sono vostre. Gemme dai fondali di Chuck e onde che non finiscono mai di infrangersi sugli scogli. 

Buona traversata.