Postato il Mer 2 Set 2020 da in ADCI

Philippe Daverio.

Autore: Giuseppe Mastromatteo

Philippe Daverio era un gigante, grande quanto gli artisti che hanno riempito la sua vita e la nostra. E’ riuscito con empatia, stravaganza e raffinato eloquio a fare entrare l’arte nelle case degli italiani.

E all’ora di pranzo, per di più.

Infatti era amato proprio per questo, per il suo modo unico di raccontare l’arte e gli artisti. Riusciva ad appassionare tutti, anche chi ne capiva poco o nulla e non aveva mai messo piede in un museo.

Come scriveva Walt Whitman, Daverio ‘conteneva moltitudini”: è stato scrittore, assessore alla Cultura di Milano, conduttore televisivo, professore universitario, gallerista, curatore.

Nel 2012 l’ADCI decise di conferire l’Hall of Fame a Philippe Daverio e proprio in quell’anno, durante una sua conferenza dal tema ‘Con la cultura si mangia’, in un’ora riuscì a raccontare dieci secoli di cultura a un pubblico di giovani studenti universitari.

Solo un grandissimo divulgatore ne è capace.

Durante questo incontro spiegò anche di non essere un Dottore “perché non mi sono laureato: ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969 e in quegli anni si andava all’università per studiare e non per laurearsi. Io ero curioso. La curiosità sarà anche un difetto e l’ozio un vizio, ma i due elementi, combinati insieme, sono un utile strumento di sopravvivenza. Per guardare le opere d’arte”. Allora, se siete curiosi di conoscere meglio Daverio, vi consiglio un suo libro, ‘Guardar lontano veder vicino. Esercizi di curiosità e storie dell’arte’.

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