Postato il Gio 30 Giu 2022 da in Giovani LeoniIntervisteLa vita del ClubRiflessioni

La prima giuria ai Giovani Leoni non si scorda mai.

di Giorgio Bologna – Creative Director The Story Lab dentsu

A fare questo lavoro per un po’ di anni impari a non affezionarti alle idee. Non a non volergli bene, per carità, ma a non starci attaccato quando ti tornano nei denti come un buongiornissimo-boomerang lanciato male da tua zia boomer.

Però poi succede qualcosa di magico. A bunch of boomer si ritrovano per guardare delle board fatte da gocce di purissimo argento vivo.

Sei in giuria ai Giovani Leoni. Ed eccole lì, una quintalata di tavole prodotte in una notte, fatte di dubbi, di incertezze, di trend domati, di pensieri in potenza, di insight appena accarezzati, di esecuzioni pettinatissime, di creatività affilate, di genialità punk. Una freschezza che fa venire a galla tutta la bellezza dei tuoi primi anni, fatti di stage, della gavetta, dell’amore che ci vuole per spremersi fino all’ultimo palpito le meningi. Della voglia di vedere se Cannes ha davvero l’odore della savana e dello champagne.

Quindi ragazzi, anzi no, Giovani Leoni, vi ringraziamo, sì sì a nome di tutti, di tutte le giurie ADCI, perché ogni volta che lanciate il vostro ruggito nel vento di questo maledetto e strepitoso lavoro state tenendo viva la creatività un’idea alla volta, pompando sangue nelle arterie del nostro mestiere.


Non abbiate paura di sbagliare, di perdere tempo, di essere improduttivi mentre fissate un punto che sembra vuoto solo per chi non vede lo stesso vostro orizzonte. Continuate a guardarlo, che tanto la notte è giovane per l’on-going, le DEM, i piani editoriali, le declinazioni. Continuate a fissare un filo d’erba che cresce, se è lì che un’idea sta germogliando.

Quella di quest’anno è stata la mia prima volta in giuria per i Giovani Leoni. Come la ricorderò?
Come la spinta di Archimede. Dove un sacco di debrief, di porte in faccia, di rework, di “non funziona”, di “va affinato”, di “è buona ma…”, di “non mi fa volarissimo” pesano abbastanza per darti una spinta uguale e contraria all’andare a fondo con tutti i no ricevuti.
La ricorderò come un posto dove non conta tanto il business, il ROI, dove si tolgono galloni e stellette e si ritrovano i panni dei primi anni, l’importanza dei primi passi. Perché è vero, non bisogna affezionarsi alle idee, ma sposare e spingere i pensieri e il coraggio di chi le idee te le sta portando insieme a una badilata di coraggio.  


La mia giuria era quella Digital. Abbiamo finito tardissimo, abbiamo fatto le ore piccole, ma per favore ragazzi e ragazze, giovani talenti: continuate a farci fare tardi, a metterci in testa dubbi, a farci discutere.
E mi piace pensare che, anche grazie alle nostre discussioni di oggi, ci sarete voi un giorno seduti in queste aule a scannarvi per sostenere dei pupilli di cui nemmeno conoscerete il nome, durante una delle prossime edizioni dei Giovani Leoni.
Continuate a scavare in quello che avete dentro, per farci vedere il vostro meglio e per tirare fuori il nostro meglio.


E ricordate che Cannes è un motore immobile: non viene verso di noi, ma ci fa mettere gambe, cuore e polmoni per arrivarci. Ah, sì, e anche grandi idee.