Director’s Eye
Uno sguardo che continua verso nuovi punti di vista.

Director’s Eye nasce come uno spazio di osservazione: un luogo in cui fermarsi a guardare il lavoro dei registi e delle registe per capire non solo cosa fanno, ma come guardano il mondo. Nel tempo, la rubrica ha costruito una mappa fatta di linguaggi, sensibilità e traiettorie diverse, offrendo ai creativi pubblicitari uno sguardo laterale sul cinema, sulla musica, sull’immagine in movimento.
Questo percorso nasce dalla collaborazione tra AIR3 e ADCI, prima con la rubrica “Registi da non perdere”, curata da Federico Cambria, e successivamente con “Director’s Eye”, a cura di Flavio Nani. Nel tempo ha confermato l’idea che la regia non sia solo un mestiere con uno sguardo creativo, ma un vero e proprio punto di vista da cui guardare il presente: un’intuizione che Director’s Eye continua a portare avanti. Da oggi la rubrica cambia guida, ma non cambia intenzione.
A raccogliere il testimone sono Massimo Sbaraccani e Nicola Schito, registi e associati AIR3, con il desiderio di proseguire questo dialogo e, allo stesso tempo, di aprirlo a nuove domande.
Il mondo delle immagini si è trasformato profondamente. I formati si sono ibridati, la tecnica ha smesso di essere solo uno strumento, il confine tra cinema, arte, tecnologia e comunicazione si è completamente dissolto, moltiplicando i riferimenti visivi. In questo contesto, Director’s Eye evolve: non per inseguire le novità, ma per cercare di trovare chi ha intuito qualcosa prima.
La rubrica continuerà a parlare di registi e registe, non necessariamente della pubblicità, non necessariamente “emergenti”, ma accomunat* da una stessa qualità: aver saputo ridefinire, o ritrovare, ciascun* a modo proprio, il modo di guardare, usare la tecnica, pensare il racconto visivo.
Non si tratta di indicare modelli da replicare, né di suggerire soluzioni. Director’s Eye vuole piuttosto stimolare una serie di domande in chi legge.
Dove sta andando la regia oggi? Come cambia il ruolo del regista in un panorama in continua trasformazione? Cosa significa tutto questo per la creatività pubblicitaria?
Ma, soprattutto, come possiamo farci ispirare da chi ha scelto di guardare da un’altra angolazione?
Ogni episodio sarà un incontro, non un’analisi. Un’occasione per entrare nel punto di vista di un autore o autrice e, quando possibile, coinvolgerl* direttamente nel racconto per farci attraversare dal loro sguardo, senza la pretesa di trovare risposte definitive. Perché, oggi più che mai, la creatività nasce da una buona domanda. E Director’s Eye vuole continuare a essere il luogo in cui quelle domande prendono forma.
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