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#ItaliansFestival | day two_aftermath

Il Teatro Parenti è sopravvissuto all’esplosione di creatività della seconda giornata di Festival, tra workshop, speech, sfide tra registi e un primo (movimentato) tentativo di definire il crowdsourcing della creatività rispetto a quello dei contenuti. Una nota: IF! è ricchissimo, e per coglierlo nella sua immensa molteplicità di stimoli bisogna viverlo – questa è una selezione: nelle settimane a seguire, vi promettiamo parecchi focus interessanti. Stay Tuned!

Si parte sin dal mattino stavolta, subito con l’illuminante sessione in stile bottega rinascimentale di Raul Montanari e la sue visioni sul ruolo di una formazione specifica per la scrittura creativa. Nel frattempo in Sala Grande tips & tricks degli youtubers (Cane Secco, Cotto e Frullato, iPantellas, Sistiana e WithLoveBrunella) e il workshop  sull’internet of things in chiave OOH.

Si torna a parlare di “bottega” anche dopo pranzo: si passa dal dire al fare con lo speech di Ignasi Girò (Honest&Smile) sulla ricerca e sviluppo di prototipi (nel corso del quale sono state presentate con pari dignità e autoironia case di successo come AbracadabrApp e altre meno fortunate). Spazio anche per l’editorial design di taglio sartoriale con la case history di Iperborea e Studio XXY, e per un approccio gaming alla gestione delle HR in azienda (Mark Holden di PHD). Perché l’importante, alla fine, è amare quello che facciamo; e lo sa bene Lee Clow, in Hangout da TBWA\ Los Angeles, autore -tra le altre- di memorabili campagne per Apple (e noi non possiamo che essere d’accordo con lui).

C’è persino l’applausometro alla “Director’s Battle” tra Federico Brugia, Luigi Pane e Ali Ali, che vede vincitore al fotofinish quest’ultimo. E mentre Lapo  Interpreta il creativo senza confini come solo Lapo, in Sala Blu vive un dibattito acceso (e non concluso, ma to be continued…), moderato da Salvatore Sagone (ADVexpress), tra i rappresentanti delle nuove piattaforme di “generazione contenuti” (questo il vero tema) in crowdsourcing Zooppa e Userfarm e i rappresentanti di Adci, Assocom, AIAP e UPA (Guastini, Nenna, Iabichino, per fare tre nomi). Non era mai successo prima, tutti insieme su questo tema. Ed va letto per forza come un buon inizio.

Chiudono la giornata l’imperdibile appuntamento con il Venerdì di Enzo, aperto dalle parole di Gabriella Baldoni (merita un post ad hoc: lo pubblichiamo nella mattinata in versione integrale), infine il party di DoubleClick con Lele Sacchi e Plugger Dj, perché non ci facciamo mancare niente (i creativi non son famosi per “lavorare” di notte?).

Dai vostri Adci Marines è tutto, buonanotte da Chiara e Matteo.

A domani (perché non è finita, eh!)


2 Risposte

Crowdsourcing rules or sucks? Scoprilo grazie all’e-book gratuito Masse Creative.

In questi giorni l’Art Directors Club Italiano si interroga sul fenomeno del Crowdsourcing in relazione al Concorso indetto dal Ministero del Lavoro sulla piattaforma Zooppa.

E’ un tema complesso, controverso, molto legato alle modalità della rete.

Ha a che fare con il lavoro o è un gioco? Le opinioni sono differenti, si mette l’accento soprattutto sulle piattaforme di User Generated Advertising. Ci si chiede se lavorare alle Competition sia un’opportunità affascinante da parte delle aziende per fare le cose assieme alle persone, o sfruttamento di creativi sottopagati.

Sicuramente all’interno del mondo della creatività italiana c’è il desiderio di saperne di più. Magari dalla voce di un insider.

A tutto questo cerca di dare una risposta  Stefano Torregrossa ha analizzato dall’interno il fenomeno del Crowdsourcing e lo ha raccontato nell’e-book gratuito Masse Creative.

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