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NON SANNO CANTARE, NON SANNO SUONARE, SONO PERFETTI PER #SANREMO. TORNA L’INSTANT ADS NIGHT.

 

In occasione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, IED Roma presenta la seconda edizione della Instant Ads Night, l’unico workshop interamente dedicato all’Instant Advertising. On line su Twitter e Facebook.

Dopo il successo della prima edizione, venerdì 12 febbraio 30 studenti del Corso triennale in Comunicazione Pubblicitaria di IED Roma, affronteranno uno dei più importanti eventi televisivi italiani, il Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Supervisionati da Lorenzo Terragna, copywriter e coordinatore del corso triennale in Comunicazione Pubblicitaria, Marco Diotallevi, copywriter e direttore creativo dell’agenzia PLURAL | Conversation Agency e Alessandro Zingaro art director e Founder di TORTUGA INDEPENDENT | Creative Network, si trasformeranno in un’agenzia di pubblicità contemporanea, cercando di fare quello che negli Stati Uniti è prassi durante il Super Bowl: in gergo, Real Time Marketing. L’obiettivo è di andare alla ricerca di quello che in pubblicità si chiama insight: ossia un’illuminazione, una verità a cui non avevi ancora pensato. Gli studenti la cercheranno in tutto quello che succederà sul palco del Teatro Ariston e on line sui social: potrà essere un’intervista, una canzone, un abito, una situazione particolare e inaspettata. La sfida degli studenti sarà poi quella di declinare gli insight in microannunci da pubblicare sui social media. Due studenti del Corso triennale in Design della Comunicazione si occuperanno di amplificare i risultati sui canali social dello IED. La redazione di TVBLOG è partner della serata e sosterrà l’operazione sul sito www.tvblog.it del canale Blogo Entertainment. Durante la serata la redazione social di Blogo supporterà l’iniziativa utilizzando i profili ufficiali Tvblog su Facebook e Twitter. L’appuntamento è fissato per venerdì 12 febbraio, che coincide con la serata dedicata alla finale della categoria “Nuove Proposte”. L’evento si terrà presso lo studio legale E-LEX Belisario Scorza Riccio & Partners, specializzato nel diritto delle nuove tecnologie e in proprietà intellettuale e partner dell’Art Directors Club Italiano, che gentilmente ospiterà gli studenti dello IED.

L’ Instant Ads Night si potrà seguire sui profili social:

Twitter > https://twitter.com/instantadsnight

Facebook > https://www.facebook.com/instantadsnight


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IMPORTANTE: Sito Web ADCI e Contatti Club

Cari Soci, ex-Soci, amici del Club,

scrivo per vostra corretta informazione circa il sito web www.adci.it attualmente offline. Il sito tornerà online a settembre e sarà tutto nuovo. Nel frattempo, potete essere in contatto diretto online in altri modi.

Questo Blog, che comunque conserva la propria funzione di “voce del Club”.

Il gruppo Facebook “Art Directors Club Italiano” riservato ai soli Soci, pertanto dovete essere in regola con la quota associativa 2015 per farne parte, così come occorre essere in regola con la quota dell’anno corrente per essere eleggibili come giurati per l’Award o altri premi che vedano coinvolto il Club.

Le quote sono 3:
- Under 30 (non deve compiere i 30 anni nel corso del 2105) € 50,00
- Socio Nuova Nomina € 130,00 (occorre prima compilare la richiesta scaricabile qui [PDF] e inviarla a Emanuele e Caroline – eMail qui sotto)
- Socio Senior / Awarded € 260,00

Per associarvi o rinnovare:
Art Directors Club Italiano
Banca Prossima
IBAN : IT19V0335901600100000119579

Causale: Quota associativa 2015 NOME+COGNOME

Twitter per le news e la copertura “live” degli eventi

La eMail, per info:
emanuele.soi@adci.it (Emanuele Soi è il nuovo tesoriere e general manager del Club dallo scorso marzo, dopo il saluto di Gabriele Biffi)
caroline.schaper@adci.it (Caroline Schaper è il segretario del Club)

Vi segnaliamo inoltre che potete già iscrivere i vostri lavori agli ADCI Award 2015 su cfe.adci.it

Grazie a tutti.

Un caro saluto,
Massimo Guastini
Presidente ADCI


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Twitter cronaca dagli #Adciawads 2012

Oggi che anche a Cannes Twitter sta avendo un ruolo da protagonista, ecco i principali tweet circolati ieri sera e stanotte sulla premiazione degli ADCI Awards 2012. I link sono foto e istantanee della serata che è stata seguita da pochi ma buoni utenti anche dall’estero.

RT @KTTB: #adciawards. 236 bottiglie nel bagagliaio presidenziale. http://t.co/CCuUGm48

RT @KTTB: #adciawards trovato come risollevare il morale di J. Edgar Biffi http://t.co/JGAhEwG9

RT @ValentinaMaran: RT @matteorighi: A poche ore da #ADCIAwards, si dimette l’intero consiglio #ADCI http://t.co/6XPLzgzO

RT @claudianeri: @Adci mentre “gente normale” e “società civile” guarda la partita noi cani sciolti andiamo a vedere e ( ricevere) gli #adciawards

RT @giiiiigiiiii: #adciawards ciboooo http://t.co/E5Ny8ihR

RT @modbeat: “@giiiiigiiiii: #adciawards http://t.co/9dx5Reyx” i h8 u XD

RT @francescogrz: Mancano le tshirt xl per i soci “taglie comode”.. :) #adciawards

RT @paoladecorato65: Bella gioventù #artdirectorsclub #ADCIawards palazzina liberty Milano http://t.co/kO23Buvo

RT @lorenzini_luca: #adciawards http://t.co/FTnGzCkF

RT @marcodiotallevi: #adciawards teddisbanded malato! | Daniele dionisi e Alessandro izzillo a #adciawards http://t.co/IYEWph1d

RT @gabrieledepalma: RT @Iabicus: Astemio alla festa dell’Art Directors Club Italiano, come essere di colore a quella del Ku Klux Klan. #adciawards

RT @Iabicus: Astemio alla festa dell’Art Directors Club Italiano, come essere di colore a quella del Ku Klux Klan. #adciawards

RT @marcodiotallevi: #adciawards Laura sordi e angelo marino! http://t.co/KcqRYFEJ

RT @jorge_jimenez: RT @giiiiigiiiii: Bellissima campagna per #durex #adciawards http://t.co/7btDZ26c

RT @alessandromag: #ADCIAwards potete dire a quelli alti di mettersi dietro

RT @lorenzini_luca: #adciawards Due tettine d’oro, http://t.co/8uvsU0LN

RT @marcodiotallevi: #adciawards il cono di risarcimento http://t.co/m51ets7T

RT @ilagranato: #adciawards vi seguo da #Parigi

RT @francescogrz: #adciawards visto che c’è più gente fuori che dentro, la nomina del Grand Prix si fa fuori stile “habemus papam”.. :)

RT @maxgnocchi: #adciawards insider dalla premiazione: gli applausi a Durex erano registrati.

RT @kttb: #adciawards grand prix a Beauty of a second

RT @horacekidman: Premiazione #adciawards proclamazione del Grand Prix 2012: The beauty of a second Mont Blanc. http://t.co/xI5SL7J8 http://t.co/57FnbM6z

RT @maxgnocchi: #adciawards clamoroso: Massimo Guastini e’ un fake, in realta’ e’ Giovanni Pagano con il
costume di Paperoga. La premiazione e’ annullata.

RT @bcomebru: #ADCIawards Ho vinto un oro per l’abitino fluo :-)


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Fake adv e fake fan nei social network: a chi servono davvero?

Mentre il mondo dell’advertising italiano si interroga sul fenomeno delle finte campagne pubblicitarie – i famosi fake, o scum come dicono all’estero – è di questi giorni la denuncia di Marco Camisani Calzolari, esperto e docente di linguaggi digitali, sui finti fan presenti nelle pagine Facebook e nei profili Twitter di brand italiani e internazionali.
Camisani Calzolari sulla sua pagina Facebook (notizia poi ripresa dalle maggiori testate italiane) sostiene che: “L’80% dei fan delle aziende italiane è fasullo”. Secondo me esagera. Non posso pensare che il lavoro di tanti operatori del digitale sia un fake e il fenomeno così diffuso, come non posso pensare che la maggior parte delle campagne iscritte ai vari Awards siano fasulle o create ad hoc.

Ma torniamo alla notizia. Camisani Calzolari ha comprato con facilità – e allo scopo di indagine come spiega – per 20 dollari 50 mila (finti) fan su Twitter (passando da 4.000 a 58.000 in pochi giorni) e con altri 30 6 mila like sulla sua pagina Facebook.
I siti che offrono fan a basso costo sono davvero tanti, tra i più noti ci sono Seoclerks, Letusfollow e Growfollowers ma anche offerte speciali su EBay dove è possibile comprare fan da sgamati operatori di paesi del terzo mondo, dove 20 dollari significano lo stipendio di una settimana di un’operaio specializzato. Ma ci sono anche i fake fan creati dai bot (i programmi che generano profili falsi) che costano ancora meno.

Ma perchè associare due tipi di attività così apparentemente diverse come quella dei fake in advertising e dei finti fan nei social network?
Perchè gli stimoli che ne sono all’origine sono in realtà simili, perchè si basano sull’esigenza di ottenere risultati a qualsiasi costo, un po’ come i voti comprati alle elezioni, ma questa è un’altra storia. Entrambe le attività fanno leva sulle esigenze di ottenere risultati richiesti dagli azionisti – nel caso delle Agenzie Pubblicitarie e dei loro Direttori Creativi – o dal board aziendale nel caso dei marketing manager.

Come sa chi ha frequentato agenzie appartenenti a network internazionali, i premi sono necessari per migliorare il ranking dell’agenzia nel Gunn Report e mettere tranquilli azionisti e banche. Ovviamente non è solo questione di premi – anche i profitti sono importanti – ma di sicuro aiuta: soprattutto a mantenere il posto di chi ha gli obiettivi misurati in ori, argenti, bronzi e shortlist. Quindi, può capitare che si tenti la strada più breve per conquistare metalli preziosi e con i fake molti sostengono sia il modo più facile.

Può anche essere vero: se puoi fare quello che vuoi, se puoi osare più di quello che ti concede la routine, se puoi fregartene del target al quale è destinato il prodotto, la strada potrebbe diventare davvero in discesa. Se non si devono ottenere risultati con reali consumatori ma solo con chi fa lo stesso mestiere – come i membri delle giurie dei vari Awards – si può fare a meno di studiare le inclinazioni di un target specifico di consumatori/utenti e fare risultato con un target che si conosce benissimo, perchè uguale a loro. Un po’ come se chiedessero a mia mamma di realizzare per la mia cena di compleanno il mio menu preferito.

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Ma torniamo al digitale. Come succede nelle Agenzie di Adv – dove un fake premiato può rappresentare il successo anzichè la morte professionale di un intero reparto o di un DC -  il numero dei fan nei social network rappresenta il KPI settimanale o mensile che un marketing manager deve ottenere per soddisfare le richieste dei suoi superiori. E la via per ottenerli potrebbe sembrare davvero a portata di mano, ma se ci pensiamo bene si ottiene solo un dato utile a fare bella figura con il capo.

Contano i numeri rispetto al reale engagement dei consumatori?
E la quantità in confronto alla qualità?
Davvero ci interessano false persone che poi non consumano, non interagiscono, non consigliano, non partecipano?

La risposta è scontata. Non è utile ai brand che permettono campagne di adv tradizionale che non vendono nulla. Non è utile a quelli che nel digitale preferiscono persone false al posto di quelle vere.  Ma neanche ai professionisti che vedono mettere in cattiva luce il lavoro che svolgono tutti i giorni per trovare idee che riescano a coinvolgere veri fan, veri follower e veri consumatori.

Dopo il calcio drogato dalle scommesse, il doping di atleti olimpionici, gli sms acquistati in blocco nei call center per vincere Sanremo, avevamo bisogno anche del mercato nero dei fan dei social network? Secondo me no, voi che ne pensate?

 


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Diretta Twitter per la Hall of Fame.

Oggi alle 18,30, presso la Mediateca di Milano, si svolgerà la cerimonia che celebra l’ingresso di Annamaria Testa e Phlippe Daverio nella Hall of Fame dell’Art Directors Club Italiano.

Per l’occasione abbiamo organizzato una diretta su Twitter.

Potete seguire la cerimonia diventando follower di adci (@adcinews) e selezionando l’hashtag hofADCI (#hofADCI).

Potete addirittura scrivere delle domande, se le avete, le più interessanti saranno rivolte ai due prestigiosi ospiti d’onore. Per farlo dovete sempre aggiungere alla fine del tweet #hofADCI.

 


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WikiBrands in Italia.

Wiki è la parola che più rappresenta questa fase del nuovo millennio. La fase veloce, partecipativa, cognitivamente collettiva. La partecipatività sta ridefinendo la nostra intelligenza, la nostra identità, il nostro modo di comunicare: anche in pubblicità.

Per questo è importante che un libro come WikiBrands, di Moffit e Dover, sia arrivato in Italia: segna un minestrone nella riflessione sul mestiere della comunicazione.

Leggetene la quarta di copertina e capirete:

Il brand continua a rappresentare un valore fondamentale per il business solo se saprà abbracciare pratiche di comunicazione realmente innovative, in una difficile transizione dall’immagine alla relazione. Con l’affacciarsi sul mercato di una nuova generazione di nativi digitali, col passaggio della maggior parte dell’informazione dalle mani delle aziende a quelle delle singole persone e con l’emergere di nuovi comportamenti culturali dettati dalle nuove tecnologie, il marketing si espone a una sfida epocale, individuando strategie basate sull’engagement con i consumatori, sulla collaborazione e persino sulla condivisione della proprietà del brand.

Wikibrand è una chiamata alle armi, una guida strategica e una road map verso il futuro. Un appello alle aziende a spostare l’attenzione da ciò che fanno (pubblicità, comunicazione, vendite) a come lo fanno (connessione, partecipazione, brand engagement).
Il libro, frutto degli studi di due tra i maggiori esperti mondiali di media e marketing, spiega come sfruttare i nuovi modelli di business, le tecnologie e le community di appassionati online, fornendo centinaia di esempi e testimonianze dirette di casi di successo.

Che lavoriate in un’azienda ormai consolidata o che siate alle presa con il lancio di una start up, questo libro saprà offrirvi numerosi spunti e suggerimenti:

  • come creare engagement con i consumatori attraverso il passaparola e i contenuti generati dagli utenti;
  • come generare un’esperienza condivisa di valutazioni, recensioni e cultura online;
  • come costruire una comunità mediante il microblogging e il crowdsourcing.
  • come stabilire una connessione veramente autentica e capace di creare valore.

Destinato a imprenditori e manager, ma anche ai responsabili di marketing e comunicazione che dovranno dirigere questo cambiamento, Wikibrands è uno strumento prezioso anche per gli esperti del digitale, gli studiosi di comunicazione e per chiunque sia interessato a capire come le aziende leader siano costantemente alla ricerca del coinvolgimento del proprio pubblico”.

E’ da diverso tempo che si parla di questo progetto. Sicuramente è da diverso tempo che parlo di questi argomenti con Matteo Righi, nelle serate ADCI (in realtà mista, reale e/o virtuale): discutendo su quanto sia cambiato lo scenario della creatività nel mondo, di quanto occorra ragionare in maniera “partecipativa” e tecnologica se si vogliono produrre idee davvero potenti e rilevanti per le persone. Soltanto idee concepite in questo modo possono davvero alimentare la conversazione, far parlare le persone, facendo parlare anche di sé.

Per questo, per entrambi è stato una piacevolissima sorpresa essere coinvolti, come autori di case history “partecipative” italiane, da Marco Lombardi, presidente Y&R e docente IULM, puntuale e appassionato curatore dell’edizione italiana del volume.

E visto che di “era della partecipazione” si parla, non fermatevi a questo post, ma leggetevi anche quello di Matteo Righi su Partecipactive, di Luca de Biase nel suo blog; e partecipate alla conversazione su twitter e su facebook.

 


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TV e Social Network: integrarli sarà più utile che contrapporli.

Realizzata da Nextplora e commissionata da FB, la ricerca ‘Fuga dalla TV? La pubblicità ha scoperto Facebook’ invita i produttori di contenuti e gli investitori pubblicitari a riflettere su come sfruttare al meglio i due mezzi in futuro. Lo studio è stato condotto nel periodo settembre/ottobre 2011 su un campione di 2.004 intervistati – rappresentativi della popolazione Internet oltre i 16 anni – appartenenti al panel di Nextplora, con metodologia C.A.W I.

Internet supera la televisione in termini di tempo speso: nei giorni feriali la popolazione Internet dichiara di guardare la TV in media per circa 1 ora e 43 minuti, mentre riferisce di navigare su Internet da PC – nel giorno medio – circa 2 ore e 39 minuti (3 ore e 34 minuti prendendo in considerazione coloro che accedono a Internet anche dal cellulare). Solo nella fascia oraria del prime time la TV ha ancora un ruolo da protagonista indiscusso. Il 52% del campione quando guarda la televisione, usa abitualmente anche il PC e il 31% naviga sui Social Network (SN). Tra questi, il 96% ha un account Facebook.

Le fasce di età 16-24 e 25-34 si dimostrano maggiormente ‘multitasking’: il 46% mentre guarda la televisione comunica contemporaneamente anche con gli amici attraverso i Social Network e le chat.

Molte sono le attività Internet legate ai contenuti televisivi abitualmente fruiti: il 35% vede video delle trasmissioni TV (spezzoni o puntate intere), il 28% commenta sui SN cosa sta vedendo cosa sta vedendo, il 24% visita il sito ufficiale mentre il 22% legge news su siti non ufficiali.

I SOCIAL NETWORK: PER RAGGIUNGERE CHI NON GUARDA LA TV E AMPLIFICARE IL MESSAGGIO A CHI LA TV LA GUARDA TANTO

La ricerca individua quattro profili di utenti, classificati in base al consumo di TV e di Social Network:

Bassa TV – Basso Internet (34%)
Alta TV – Basso Internet (22)
Bassa TV – Alto Internet (18)
Alta TV – Alto Internet (27%)

Tra i quattro i profili evidenziati, l’utilizzo dei SN – e quindi di Facebook – caratterizza trasversalmente allo stesso modo i profili molto e poco televisivi. Se, infatti, i Bassa TV – Alto Internet sono iscritti ad almeno un Social Network nella misura del 68%, e gli utenti che vi accedono quotidianamente sono il 60%, gli iscritti ai Social Network che al contrario evidenziano un profilo ad alta intensità televisiva (oltre 3 ore al giorno) sono il 67% e ben il 55% vi accede quotidianamente.

La sovrapposizione tra Internet e TV è evidenziata maggiormente dall’analisi delle attività compiute ogni giorno sui Social Network: se infatti era lecito aspettarsi un utilizzo massivo delle funzionalità offerte dai SN da parte del segmento non televisivo, degno di nota è vedere quanto queste stesse attività caratterizzino in maniera molto simile anche i profili estremamente televisivi. Ad esempio, se il 27% dei Bassa TV – Alto Internet chatta ogni giorno, più volte al giorno, con gli amici online, tale percentuale rimane invariata anche da parte di chi guarda la televisione molte ore al giorno.

Percentuali molto simili anche in merito all’accesso dal cellulare e al numero di amici: gli Internauti non televisivi hanno circa 325 amici a testa e gli ipermediali (Alta esposizione TV e Internet) sono fermi a 270 amici a testa (gli altri due segmenti seguono a distanza rispettivamente con 236 e 182 amici).

Ultimo elemento a conferma della sovrapposizione tra i Social Network e la televisione riguarda il tipo di fruizione televisiva che ne fanno gli iscritti rispetto ai non iscritti: pur passando mediamente lo stesso tempo davanti alla TV, chi è iscritto ai Social Network guarda più generi televisivi. Gli iscritti ai Social Network, infatti, guardano le commedie per il 57% (+ 10 punti percentuali rispetto ai non iscritti), le serie TV crime per il 42% (+ 10 punti rispetto ai non iscritti), i documentari scientifici per il 41% (+ 10 punti percentuali rispetto ai non iscritti), le sit-com (+ 17).

PERCHÈ SI USANO FACEBOOK E GLI ALTRI SOCIAL NETWORK?

Il 96% di chi ha dichiarato di essere iscritto a un Social Network è iscritto a Facebook, che viene utilizzato per passare il tempo e per comunicare in maniera diretta con i propri amici; il 18% è iscritto a Twitter, che è usato soprattutto per essere sempre aggiornati sull’attualità e il 12% è iscritto a LinkedIn, che viene utilizzato soprattutto per ragioni di lavoro. Il 77% di chi è iscritto ad un Social Network è ogni giorno su Facebook, mentre solo il 7% su Twitter, il 4% su MySpace, in parte per il numero inferiore di iscritti e soprattutto per una minore frequenza di accesso.

Le motivazioni d’uso dei Social Network riflettono la profonda trasversalità degli stessi rispetto all’esposizione televisiva e ne giustificano l’elevato ricorso e l’importanza nella vita quotidiana delle persone. Sono tre le motivazioni fondamentali che spingono le persone ad utilizzare i Social Network:

· Partecipare à un modo per recuperare vecchi contatti , tenersi aggiornati e poter esprimere le proprie opinioni

· Osservare la vita degli altri à un modo per occupare i tempi morti leggendo della vita dei propri contatti (il gossip sulle persone che si conoscono e non sui personaggi famosi)

· Relazionarsi con gli altri à un modo per sentirsi parte di un gruppo, comunicare i propri contatti e fare nuove amicizie

Le persone dichiarano di frequentare i Social Network trasponendo su di essi esattamente quello che sono nella propria vita reale mostrando pregi e difetti (63%), il 29% invece sceglie di mostrare solo gli aspetti più positivi/belli di se stesso. Quest’ultimo aspetto è più forte tra i più giovani: il 38% dei 16-24enni, infatti, ha come priorità sui Social Network quella di mostrarsi brillante, mentre solo il 9% decide di dire tutto di sé utilizzando il SN come una sorta di diario personale “pubblico”.

“Con oltre 13 milioni di utenti attivi al giorno, in Italia, Facebook conta oggi su un’utenza paragonabile al pubblico di un programma televisivo di successo”, dichiara Luca Colombo, Country Manager Facebook Italia. “E’ evidente come il Mondo Social in generale e Facebook in particolare, amplifichi e rafforzi il messaggio televisivo. Sul fronte broadcaster, ad esempio, è sufficiente pensare a commenti e contenuti che animano FB pre, durante e post messa in onda di alcuni programmi. Sul fronte advertiser, oltre alla naturale amplificazione del messaggio, si riesce a raggiungere audience e fasce d’età, con profilazione e segmentazione impensabili per la TV generalista”.

Andrea Giovenali, Amministratore Delegato di Nextplora conferma: “I numeri oggi conseguiti dai Social Network ci inducono a considerare il fenomeno come molto esteso e con un pubblico totalmente affine a quello che da sempre è interessato dalle pianificazioni pubblicitarie in Tv. Piuttosto che quindi temere un’erosione operata dai Social Network a riguardo del livello di attenzione della pubblicità televisiva, è oggi possibile sviluppare interessanti sinergie di forme e linguaggi innovativi di comunicazione sfruttando un continuum tra essi, che consente di comunicare pubblicitariamente a fasce molto eterogenee di pubblico.”

CONCLUSIONI: RIPENSARE IL RUOLO DEI SOCIAL NETWORK NELLE STRATEGIE DI COMUNICAZIONE

Il ruolo dei Social Network nella pianificazione e nella definizione delle strategie di comunicazione e visibilità va riposizionato: il pubblico con il quale ci si confronta è sempre più ‘multitasking’, i Social Network convivono e si sovrappongono con la TV e non vanno intesi solo come strumento per raggiungere chi la tv non la guarda, ma per raggiungere meglio e in maniera più incisiva anche chi la TV la guarda tanto.

Si delineano pertanto due tendenze in atto che coinvolgono, da una parte, il broadcaster TV e, dall’altra, il planner pubblicitario.

Per i broadcaster Tv i Social Network appaiono oggi necessari per fidelizzare l’audience tv e offrire forme di interazione verso la televisione (voti, commenti, video), ma l’obiettivo verso cui tendere appare sempre più quello di una maggiore declinazione del proprio contenuto televisivo in una forma nuova e originale, che sappia vivere su Internet e sui SN in forma propria.

Per il planner pubblicitario si delinea una vera e propria riconsiderazione dei Social Network: attualmente pianificati per incrementare la copertura o come risposta all’erosione dell’attenzione del pubblico verso lo schermo tv, saranno sempre più al centro di una strategia di comunicazione sinergica con la TV.

Fonte:
Ufficio Stampa Facebook in Italia
Business Press S.p.A.
Federica Mariani/Beatrice Caputo/Diego Biasi
Tel: 02 72585.1


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Perché Twitter oggi è particolarmente importante per brand, marchi e istituzioni

In fatto di numeri Twitter sembra un social network secondario rispetto a Facebook e, in Italia, quasi ininfluente rispetto, ad esempio, alla televisione. In realtà Twitter ha un’importanza fondamentale per gli avvenimenti in tempo reale e per l’influenza che i suoi utenti esercitano su tutto il web.

In questo articolo se ne spiegano i motivi, fra cui:

  • L’influenza degli utenti di Twitter si estende oltre l’ambito di Twitter
  • Chi usa Twitter apprezza quello che marchi e istituzioni comunicano, quando sono notizie e informazioni rilevanti
  • Gli utenti di Twitter non si limitano a seguire marchi e istituzioni per notizie sui prodotti ma anche per influenzarli.

 

I motivi per cui gli utenti Twitter sono qualitativamente così importanti sono questi:

  1. Il 72% degli utenti di Twitter aggiorna un blog almeno una volta al mese
  2. Il 70% commenta i blog di altri autori
  3. Il 61% scrive una critica di prodotto almeno una volta al mese
  4. Il 61% commenta o parla dei nuovi siti web
  5. Il 56% scrive articoli per altri
  6. Il 53% pubblica video online
  7. Il 50% contribuisce ad altri siti
  8. Il 48% condivide occasioni e sconti attraverso forum specializzati

In sintesi, come conclude l’articolo: quel che avviene su Twitter non resta su Twitter ma si espande al resto del Web (molte discussioni nate su Twitter vengono approfondite altrove, sui blog, sui siti d’informazione, su Facebook e su Google+) e successivamente fuori dal Web. La Rete è diventata molto più pervasiva della televisione e le conversazioni in Rete si intrecciano anche fuori.

E in Italia?

Venendo alla situazione italiana, dove tutto quello che riguarda la Rete è abbastanza indietro rispetto a Stati Uniti ed Europa, la televisione mantiene la sua leadership mediatica e soprattutto politica perché attualmente è il medium principale della mezza età, degli anziani e dei poco alfabetizzati (e le prime due categorie in Italia hanno anche una larga sovrapposizione con la terza). Però, cosa che Rai, Mediaset e La 7 per ora non hanno dimostrato di comprendere, gli utenti di Twitter continuano a guardarla, ma la commentano criticamente e si aspettano anche dei feedback adeguati (che per ora mancano). Per rendersene conto basta provare a seguire le trasmissioni di punta seguendo anche i relativi hashtag su Twitter: ad esempio #annozero, #ballarò, #grandefratello, #tg1, #la7 eccetera.

I primi segnali dell’attivismo di Twitter in Italia si sono visti in ambito politico con le recenti elezioni comunali a Milano. Gli hashtag #morattiquotes e #pisapia hanno rappresentato un fenomeno sociale che ha travalicato l’ambito di Twitter e ha avuto un peso, marginale ma visibile,  nel risultato elettorale.