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#ItaliansFestival | Day three_aftermath (e considerazioni conclusive)

#Invidiateci. Sì, invidiateci. Tanto. E che questa invidia sia durevole: minimo un anno, fino al prossimo IF! ; )

Eccoci. Mangiati, soddisfatti e riposati (ed anche nuovamente immersi nel day-by-day, certo), a raccontarvi l’ultimo giorno di IF! e magari chiudere con qualche bel pensiero. Anzi, aprire.

È stato un Festival denso, ricco, divertente oltre ogni aspettativa. Lo abbiamo vissuto sottopelle. Sostituire una conference call con uno spritz non ha prezzo. È stato un Festival che ha dato enorme spazio al contatto umano: gli ospiti erano prossimi al pubblico, il pubblico era partecipe, e tutto questo ha avuto un effetto di dialogo vivo, che ci ha restituito il respiro sconfinato del nostro mestiere e ha messo in ghiaccio gli automatismi operativi del quotidiano.
La cosa è addictive. Questo dovete saperlo. E per questo lo rifaremo. Fosse anche solo per questo, sì.

Flashback.
Sabato 4 ore 10: al Parenti si parte con la tavola rotonda dedicata alle strategie di comunicazione per Expo 2015 - ne esce un confronto interessante e per nulla scontato tra gli assessori Cristina Tajani e Filippo del Corno, Roberto Arditti, direttore delle relazioni istituzionali di Expo 2015 e il moderatore Massimo Russo, direttore di Wired Italia. Favoloso: si è discusso di Expo senza retorica, nonostante l’alta concentrazione di assessori, e i politici hanno parlato di digitale con cognizione di causa. What if…

Ancora, nel corso della mattinata, Jacopo Pasquini di Doctor Brand su UX e Usability come due fondamenti della strategia digitale spesso considerati accessori, poi Mark Tungate, direttore editoriale degli Epica Awards, con una selezione di campagne che ‘guardano oltre’, indicando la direzione verso la quale si stanno muovendo certi brand e agenzie creative, e verso cui dovremmo muoverci tutti, ché faremmo bene (lode per il suo humor nemmeno troppo inglese, by the way).

Il pomeriggio si apre con la case history poetica e delirante di Blue&Joy: tanta joy si respira nella sala A, grazie al loro raccontarsi totalmente dissacrante, specie quando affrontano il loro (mica breve) periodo blue. Ugualmente intensa, ma dai toni decisamente meditativi, la riflessione di Gianrico Carofiglio (il prossimo libro esce a novembre, ci ha detto!) sul potere delle metafore come atti e strutture concettuali che danno forma alla percezione della realtà e di noi stessi (i copy in sala in ascolto partecipe).
Intanto Christina Knight, in Sala Grande, si chiede perché tutti i grandi libri scritti da creativi siano stati scritti da uomini, dando poi conto del come e del perché ha deciso di rimediare con il suo Mad Women. Poi Walter Fontana sfoggia quella che per noi è la chart delle chart (è l’immagine sopra, in apertura), che vi dà giusto il polso del suo incredibile talk : )
E ancora Simon Whalley, che racconta del successo della cartoon series Toones, caso emblematico di branded (McLaren) entertainment.
Ospiti di IF! anche The Jackal, videomaker a 360, anzi 361°, felicemente schizofrenici, divisi come sono tra i lavori della loro casa di produzione e il successo su YouTube con Lost in Google, Gay ingenui e il cult Gli effetti di Gomorra sulla gente (deux fritures!).

Fa un po’ da warm up al gran finale la round table con Bruno Bertelli, Luca Scotto di Carlo e Sergio Rodriguez, che ci raccontano le atmosfere di giuria a Cannes (e qualche dritta su come (provare a) vincere qualcosa)).

È l’ora del gala di premiazione degli ADCI Awards 2014, condotto da Ylenia di Radio 105 e Cristiano Seganfreddo.
Maurizio D’Adda entra nella Hall of Fame dell’Adci (l’intervento di Luca Scotto di Carlo a raccontare MD’A, qui).
I “coni” vengono assegnati a tutte le categorie, ed è bello vedere molti under-30 sul palco.

Vicky Gitto con Luca Pannese e Luca Lorenzini, Saatchi & Saatchi Italia, Grand Prix Adci 2014

È notte. In quello stesso foyer che è stato la nostra agorà di questi giorni di Festival, i bassi del party finale (alla consolle Larry Gus, Giorgia Angiuli e gli 88 Bros, e poi live sound performance di Coco Soundscapes con Julia Kent, Josef Van Wissem e Fabrizio Palumbo) vengono sovrastati dai ping dei messaggi di Guastini, che lancia l’ultima (le ultime), fondamentali chiamate al voto per il Grand Prix – via mobile, i soci del Club assegnano il massimo riconoscimento a “Dear Future Mom” di Coordown, agenzia Saatchi & Saatchi Italia.
E vodka tonic sia. E musica. E orgogliosa soddisfazione. E un kebab alle 4 del mattino, anche.

Okay, è stato meraviglioso, e per questo non finisce qui. Allora sapete come lo chiudiamo questo primo episodio di IF #ItaliansFestival? Con un hashtag rubato al discorso di Boscacci, che ha aperto gli Award.
#rifacciamolo

Chiara Lanzafame (feat. Emanuele Soi)


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Lost in Google: la web serie dove quello che succede lo decidono i fan.

La rete è il luogo ideale per progetti cinematografici partecipati dagli utenti. Sempre più spesso si tratta di crowdsourcing dedicato al finanziamento di film indipendenti, altre volte gli spettatori vengono coinvolti nella costruzione dello storytelling, come in questo caso, dove i fan di una storia ne divengono totali protagonisti senza dover recitare!

Gli sciacalli di thejackal, un’irriverente gruppo di videomaker indipendenti napoletani, si sono inventati una web serie dove sono gli utenti a decidere il proseguimento e i contenuti della storia stessa.

Si tratta di Lost in Google. Scopri il resto su Partecipactive. Clicca qui.