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La creatività nel cuore di Milano. Teatro Franco Parenti rinnova la cultural partnership con IF! Italians Festival

 

Dopo il successo della prima edizione, il festival della creatività organizzato e promosso da Adci e AssoCom si svolgerà anche quest’anno nella suggestiva e prestigiosa location del Teatro Franco Parenti di Milano. Dal 5 al 7 novembre, il ricco palinsesto di eventi tra speech e talk show, seminari e workshop, tavole rotonde, performance musicali e dj set firmati IF! Italians Festival sarà ospitato in parallelo all’interno degli spazi di via Pier Lombardo, già scelti in questi anni da Expo 2015, Salone del Mobile e molti altri.

Si rinnova la collaborazione tra IF! Italians Festival, primo festival della creatività in Italia organizzato e promosso da Adci e AssoCom, e il Teatro Franco Parenti, da oltre 40 anni punto di riferimento di vitalità artistica e culturale di Milano.

IF! Italians Festival 2014

Dal 5 al 7 novembre, per il secondo anno consecutivo, il teatro di via Pier Lombardo 14 sarà, in qualità di cultural partner, la location esclusiva che ospiterà l’intera manifestazione.

Il Teatro Franco Parenti (teatrofrancoparenti.it) è uno dei riferimenti più solidi e innovativi in Italia, vivo, in costante evoluzione fra tradizione, ricerca e innovazione. Spazio polifunzionale, è un laboratorio creativo di produzione con maestri, talenti, progetti internazionali che mescola culture e linguaggi, dalla parola al corpo, all’immagine, alla musica, agli incontri e dibattiti, coinvolgendo oltre 130 mila persone all’anno con 3/4 appuntamenti in contemporanea al giorno.

15.000 mq tra ambienti interni ed esterni fanno del Teatro Franco Parenti una location il cui punto di forza è certamente la versatilità: 8 sale interne su 5.400 mq ai quali si aggiungeranno, a partire dal 2016, quelli del Centro Balneare Caimi (fondazionepierlombardo.com), attualmente in fase di riqualificazione, 9.600 mq con una palazzina e 2 piscine storiche, un giardino, cabine/gallerie, un campo da tennis e una nuova sala.

Centro Balneare Caimi

Gli spazi del Teatro Franco Parenti, modulabili a seconda delle esigenze di comunicazione, rappresentano una location ideale per gli eventi, già scelta da prestigiosi marchi come Expo 2015, Cavalli, Calvin Klein, Levi’s, Missoni, Oracle, hp, Sony, Fineco, Salone del Mobile e molti altri.

Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa IF! Italians Festival
Alessandro Turchi – alessandro.turchi@thebignow.it
Annalaura Giorgio – annalaura.giorgio@elita.it
Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo, 14 – 20135 Milano


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#ItaliansFestival “Fil Rouge” – What if qualcosa di più ci tenesse uniti? (photo gallery)

Sara e Barbara hanno attraversato IF! seguendo un filo rosso. Persone, personaggi, e quell’atmosfera lì, che è venuta in questi scatti, e chi c’era non vede l’ora ci sia IF! /2, e chi non c’era può seguire qui il suo pezzo di filo. Questo è lo shooting, questo è Fil Rouge.

Fil Rouge significa letteralmente “filo rosso” e viene solitamente inteso col significato di “filo conduttore”. Questa è la metafora che abbiamo scelto per raccontare IF! nel dopo-IF!, attraverso i nostri scatti.

Il termine Fil Rouge è utilizzato in diversi ambiti. Lo usa Goethe ne “Le affinità elettive”; riprende il concetto che Freud utilizzò per definire l’inconscio. Ma la sua origine è marinaresca: per districare le gomene di una nave si seguiva un filo rosso che rendeva possibile separare l’una dall’altra le corde aggrovigliate.

Una leggenda di origine cinese racconta che tutti noi nasciamo con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo viene chiamato il filo rosso del destino. Esso ci lega alla persona a cui si è destinati, alla nostra metà, alla nostra anima gemella. Le anime prima o poi sono, quindi, destinate ad incontrarsi e ad unirsi.

Non importa il tempo che dovrà passare, gli eventi della vita o lo spazio che separa le due anime, perché il filo che le unisce non si romperà mai e nessuna circostanza potrà impedire alle due metà di incontrarsi e alla fine unirsi.

Sara Meliti, fotografa
Barbara Passaretti, assistente alla fotografia

PHOTO GALLERY (clicca le immagini per ingrandire)

 


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#ItaliansFestival – Raul Montanari: Istruzioni per raccontare l’elenco del telefono.

Confesso che ho fatto il pubblicitario. Il What If all’Italians Festival di Raul Montanari. La scrittura creativa come teatro. Un fiume di suggestioni.

Fosse un regista, Raul Montanari non avrebbe mai tempi morti. Qui al Festival ha offerto in poche ore un piccolo densissimo saggio della sua capacità di insegnare qualcosa che per molti, ma non per lui, è impossibile da insegnare. La scrittura creativa. Come mai è più facile, per qualcuno che non è un attore, recitare una parte davanti a una ragazza alla fermata del tram, invece che il monologo dell’Amleto? Perché per l’ultimo abbiamo già tutte le interpretazioni dei maestri del passato. Ci vuole tanto lavoro per avere una naturale spontaneità.

La narrazione è un movimento da un luogo ad un altro. Da A a non-A.

Nei gialli abbiamo di solito un ordine sconvolto da un fatto criminale. Interviene un detective che si contrappone alla polizia ufficiale. L’ordine verrà restaurato, ma non sarà mai uguale a prima.

Le differenze col noir sono nette. In quest’ultimo genere si segue la storia dal punto di vista del colpevole, e il suo piano e la sua morale. Ma il male e bene, ormai lo sappiamo, sono così intrecciati.

Non in tutte le storie si susseguono degli avvenimenti. Nei romanzi si può avere anche quello che è chiamato “falso movimento”.

Si inizia da un contesto e la trama si dipana attraverso continui rimandi e flashback.

Il lettore è trascinato verso due inevitabili processi (validi anche e soprattutto nello storytelling pubblicitario): identificazione e proiezione.

I personaggi più crudeli, commettono il male al posto nostro e noi ce ne liberiamo. In ogni storia c’è un What If. Stephen King lo sa bene. E se uno scrittore venisse rapito da una sua fan, che gli costringe a cambiare il suo ultimo libro? Così è uscito fuori Misery. Bastasse così poco.

Diverse sono le motivazioni ad agire per i nostri personaggi: acquisitiva, conservativa, compensativa o vendicativa. Il perdono, così sublime, è in qualche modo il cugino sfortunato, poiché annulla la storia. La scrittura artistica è un’attività molto dolorosa, che ti fa a pezzi, che ti distrugge. È un modo profondo di percepire le cose e offrirgli valore universale.

Si consiglia a solo chi non ha paura di farsi attraversare. Per tutti gli altri c’è il fitness.


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#ItaliansFestival – Gabriella Baldoni apre il Grande Venerdì di Enzo @IF!

Ieri sera, Gabriella Baldoni.

Quando ero piccola la pubblicità entrava prepotentemente nella mia vita. Del resto era impossibile sfuggirle. Mio padre era un antesignano dello “smart working” e spesso lavorava da casa. Girava avvolto in lunghe vesti portate dai suoi viaggi in Indonesia ed era impossibile non sentirlo. Fragorosi scoppi di risate, urla, strepiti, musica a tutto volume, telefonate interminabili.

Sono cresciuta continuando ad assorbire pubblicità da tutti i pori: per questo ho scelto di fare tutt’altro lavoro.
Però, grazie a lui, al liceo facevo dei gran temi: il mio babbo era un professionista del ritmo, della limatura zen, della pulizia nelle frasi e ancora oggi lo ringrazio per quanto mi ha rotto i coglioni sullo “scrivere”.
Sapeva far scattare qualsiasi testo da banale ad interessante. Mi insegnava i trucchi per creare l’incanto e per sfuggire alla noia.

Chiacchierando con noi a cena, spesso si incazzava con i ragazzi che gli mandavano curricula scialbi, noiosi, impersonali.
Come minimo si aspettava che da un aspirante creativo uscisse un qualche guizzo di vitalità, un fiotto di pazzia… almeno un rutto di novità.

E invece trovava gente che si “candidava spontaneamente”.
Strane persone “automunite” che sarebbero state “liete” di collaborare, che attendevano un “gentile riscontro”. E sul finale si lanciavano addosso l’ultima palata di terra porgendo “distinti saluti”.

Per contro, c’erano volte in cui portava a casa le cose più divertenti. Ci leggeva lettere di presentazione fulminanti e scritte benissimo. Oppure disegni e schizzi che gli erano piaciuti.
Ricordo un’art director che mandò alle Balene la scatola di una Barbie. Le aveva cucito un vestitino su misura e scritto sulla confezione il suo curriculum. Qualche anno fa, purtroppo lui non l’ha potuto vedere, è arrivata alle Balene una scatola con scritto: “vi serve una mano?”. Dentro un arto di plastica sanguinolento. Gli sarebbe piaciuto moltissimo.

Da quei curricula è iniziata la tradizione del Venerdì di Enzo. Amava incontrare aspiranti creativi, forse per portarli sulla retta via, come un buon pastore.
Lui era sempre sincero: alcuni li mandava via in lacrime, consigliando loro di cambiare lavoro. Meglio un trauma a vent’anni che un disoccupato a trenta, diceva.
Ma se gli piacevi e vedeva la scintilla, chiamava immediatamente gli amici di altre agenzie per trovarti un posto dove iniziare.

Come sapete la vecchia balena ci ha lasciati dieci anni fa in questo strano mondo pieno di contraddizioni.
In questi anni a noi della famiglia è toccato tagliare nastri, impugnare, sorridenti, statuette e targhe, calcare palchi per ringraziare con parole di circostanza.

Ma devo dire che mai come al “grande venerdì di Enzo” ho avuto la percezione di essere in un luogo largo, creativo, chiassoso, vitale ed energetico. Proprio come era lui.

Sarà che chi l’ha inventato gli voleva molto bene e lo conosceva a fondo. Questo ci commuove, non sapete quanto. E i ringraziamenti non sono mai abbastanza.

Insomma: vedere allo stesso tavolo a chiacchierare animatamente grandi creativi insieme a ragazzi che brillano di voglia di fare, mi sembra il modo migliore per celebrare quella vecchia balena.

Voglio anche invitarvi, mercoledì prossimo, l’8 ottobre, che sarebbe stato il suo compleanno, ad una festa che faremo al Teatro dal Verme. Ci saranno tra gli altri Lella Costa, il coro canto sospeso dal Brasile, Alessio Lega e Guido Baldoni, mio fratello. Vi aspettiamo alle 21.00.

Quindi qui siamo tutti Enzo Baldoni. Io, geneticamente, un po’ più di voi, ma fa niente. Benvenuti nella grande famiglia di cetacei e buon lavoro a tutti.

Gabriella Baldoni

Trascrizione integrale dell’intervento di apertura al Grande Venerdì di Enzo / Italians Portfolio Night (3 ottobre 2014, IF!) – Grazie Gabriella : )


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#ItaliansFestival | day two_aftermath

Il Teatro Parenti è sopravvissuto all’esplosione di creatività della seconda giornata di Festival, tra workshop, speech, sfide tra registi e un primo (movimentato) tentativo di definire il crowdsourcing della creatività rispetto a quello dei contenuti. Una nota: IF! è ricchissimo, e per coglierlo nella sua immensa molteplicità di stimoli bisogna viverlo – questa è una selezione: nelle settimane a seguire, vi promettiamo parecchi focus interessanti. Stay Tuned!

Si parte sin dal mattino stavolta, subito con l’illuminante sessione in stile bottega rinascimentale di Raul Montanari e la sue visioni sul ruolo di una formazione specifica per la scrittura creativa. Nel frattempo in Sala Grande tips & tricks degli youtubers (Cane Secco, Cotto e Frullato, iPantellas, Sistiana e WithLoveBrunella) e il workshop  sull’internet of things in chiave OOH.

Si torna a parlare di “bottega” anche dopo pranzo: si passa dal dire al fare con lo speech di Ignasi Girò (Honest&Smile) sulla ricerca e sviluppo di prototipi (nel corso del quale sono state presentate con pari dignità e autoironia case di successo come AbracadabrApp e altre meno fortunate). Spazio anche per l’editorial design di taglio sartoriale con la case history di Iperborea e Studio XXY, e per un approccio gaming alla gestione delle HR in azienda (Mark Holden di PHD). Perché l’importante, alla fine, è amare quello che facciamo; e lo sa bene Lee Clow, in Hangout da TBWA\ Los Angeles, autore -tra le altre- di memorabili campagne per Apple (e noi non possiamo che essere d’accordo con lui).

C’è persino l’applausometro alla “Director’s Battle” tra Federico Brugia, Luigi Pane e Ali Ali, che vede vincitore al fotofinish quest’ultimo. E mentre Lapo  Interpreta il creativo senza confini come solo Lapo, in Sala Blu vive un dibattito acceso (e non concluso, ma to be continued…), moderato da Salvatore Sagone (ADVexpress), tra i rappresentanti delle nuove piattaforme di “generazione contenuti” (questo il vero tema) in crowdsourcing Zooppa e Userfarm e i rappresentanti di Adci, Assocom, AIAP e UPA (Guastini, Nenna, Iabichino, per fare tre nomi). Non era mai successo prima, tutti insieme su questo tema. Ed va letto per forza come un buon inizio.

Chiudono la giornata l’imperdibile appuntamento con il Venerdì di Enzo, aperto dalle parole di Gabriella Baldoni (merita un post ad hoc: lo pubblichiamo nella mattinata in versione integrale), infine il party di DoubleClick con Lele Sacchi e Plugger Dj, perché non ci facciamo mancare niente (i creativi non son famosi per “lavorare” di notte?).

Dai vostri Adci Marines è tutto, buonanotte da Chiara e Matteo.

A domani (perché non è finita, eh!)


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#ItaliansFestival | day one_aftermath

Saviano in video, Testa & Guastini mano nella mano, un frenetico foyer e tante idee che finalmente attraversano libere il nostro italico cielo. What IF?

No, niente Chiambretti. Sono Lelio Semeraro e Matteo Tognocchi a condurre questo primo DopoIFestival, condensando in poche righe una intensissima serata a base di Spritz, birrette, caffè (amari) e – ma certo! – tanti, tanti spunti, che per raccontarli tutti gli ci vorrebbe un altro giro. O magari due. (ES)

Questi signori sono saliti sul palco mano nella mano #BestOfTheDay

IF può essere inteso in due modi: Interventi Freschi&Frizzanti che si sono succeduti nel primo giorno di Festival al Teatro Parenti e Immensa Fatica che ci vorrebbe per fare emergere la creatività in un paese come l’Italia. La giornata si è aperta con un contributo di Roberto Saviano (“La creatività è qualcosa che non ha una dimensione temporale, è uno spazio, è il nostro petrolio”), che ha preceduto i brevi speech di benvenuto di ADCIAssocom e Google.

Mentre sul wall del foyer prendeva forma il live painting di Luca Zamoc, nella Sala Grande si è iniziato a fare sul serio. Francesco Morace (Future Concept Lab) ha proposto alcune vie per valorizzare il talento italiano nel mondo facendo leva su un pe

nsiero artigianale. A seguire Michael Yapp (Google, The Zoo) ci ha fatto “vedere” le potenzialità della comunicazione digitale attraverso le sue lenti speciali, mentre Pete Blackshaw ha presentato la trasformazione digitale di Nestlé. Infine Rob Newlan (Facebook) ha ribaltato l’idea classica del marketing, mettendo al centro le persone e i loro bisogni reali: addvertising vs. advertising.

Dulcis in fundo, per far lavorare i muscoli non solo i neuroni, concerto inaugurale PLAID + MOGEES con sonorità minimal ed effetti video spettacolari.

Allora, ci vediamo domani?

Lelio Semeraro + Matteo Tognocchi

CREDITS: Le foto sono tratte dalla Facebook gallery di IF Italians Festival e da Google


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#ItaliansFestival – Si comincia stasera alle 18

Sì, lo so, sapete già tutto. Avete aderito numerosissimi, condiviso, taggato, domandato, postato, linkato, navigato e magari mappato. Ma. Sembrava cosa utile raccogliere in un unico post gli accessi all’ecosistema digitale IF! (Segnatevi l’hashtag)

Questo è il sito.
Questo è  Facebook.
Questo è Twitter.
Qui c’è il programma con i form per registrarsi agli eventi per i quali è necessario.
L’hashtag è #ItaliansFestival.
Noi saremo qui fino a sabato notte.
E vi aspettiamo tutti.

A più tardi!