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YOUTUBE MOBILE ACADEMY ARRIVA A ROMA.

Dopo il successo de “Youtube Content Strategy Workshop” (qui l’articolo), torna a Roma un seminario gratuito di YouTube riservato a creativi, planner e account. L’appuntamento è il 3 marzo alle ore 14.00 presso il Boscolo Hotel in Piazza della Repubblica 47. L’incontro tratterà dello scenario mobile, delle potenzialità sia creative che strategiche del mezzo. Verranno presentati inoltre i wearable device e verranno introdotte le potenzialità che offrono.

“Smartphones, tablet, wearable devices, lo scenario mobile è in continua evoluzione: quali sono le potenzialità creative e strategiche di questi dispositivi? quali le opportunità?”

I posti sono limitati, per iscriversi basta compilare questo form, con l’indicazione di nome cognome e indirizzo email dei partecipanti.

L’agenda:
13.30-14.00 welcome coffee
14.00-16.00 speech
16.00-16.30 coffee break
16.30-17.30 speech

Vi aspettiamo!


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3 cose (+ 1) sul YouTube content strategy workshop di Roma.

Mercoledì 12 novembre c’è stato un bellissimo workshop a Roma dedicato alla strategia dei contenuti per YouTube. Più di 50 invitati provenienti da agenzie creative romane hanno potuto assistere ad alcune delle più importanti case history illustrate dai ragazzi di YouTube.

Ecco di seguito tre cose che ho capito.

1) Da viewers a fan.

È meraviglioso avere un contenuto video che fa milioni di visualizzazioni, ma potrebbe essere un’occasione persa se oltre quel video non c’è una strategia dietro. È il caso di FIRST KISS, virale per un brand di moda di cui nessuno (almeno in sala) si è ricordato il brand (Wrenstudio).

La vera conquista per un brand non sono le views, ma gli iscritti al canale e il tempo di permanenza sui video. Se, incuriositi dal video virale, gli utenti troveranno un canale ben gestito, da viewers diventeranno fan.

2) Il palinsesto perfetto.

Cosa significa un canale ben gestito? Significa differenziazione di contenuti. YouTube ha delineato tre macro tipologie di video.

I contenuti HERO sono i grandi virali, quelli da milioni di visualizzazioni: molto emozionali, portano interesse in breve tempo ma sono fenomeni episodici. Poi ci sono i contenuti HYGIENE, tutorial, backstage o video risposte a discussioni sollevate in rete: un po’ più frequenti, meno emozionali, approfondiscono i temi trattati dal brand. Infine ci sono i video HUB, i contenuti seriali: nati per intrattenere, mantengono viva l’attenzione sul canale in maniera costante ma portano meno views. Insieme questi tre elementi servono per trasformare viewers in fan del canale.

3) Red Bull e GoPro hanno capito tutto della vita.

Ci sono solo due aziende al mondo che accettano pubblicità sui loro contenuti video. Red Bull e GoPro. I loro canali sono dei benchmark a livello mondiale e i loro video mietono milioni di views provenienti da tutto il mondo.

4) Roma è viva.

Questa capitale sonnacchiosa è un coacervo di nuove identità oltre le grandi agenzie. Ed è pronta per accettare nuovi seminari, workshop e altri eventi ADCI.

Di seguito le foto dell’evento. Un saluto a tutti, ci vediamo su YouTube.


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Red Bull, No Limits

Come fa notare il sempre preciso MauromanRed Bull Stratos non è poi tanto diverso da quello che faceva Sector No Limits una 15ina di anni fa con testimonial come Patrick de Gayardon, a parte che c’è Internet di mezzo.

E, in effetti, la presenza di Internet è tutta la differenza. Non solo come potenza di buzz, cosa di per sé non da poco, ma perché ha spostato l’accento della comunicazione di marca sui contenuti: sul content marketing, per fare felici di planner ;-P

15 anni fa, in pieno paradigma televisivo, Patrick de Gayardon e tutta la scuderia di testimonial Sector erano appunto soltanto dei testimonial, degli sportivi estremi che diventavano personaggi televisivi portando con sé il logo Sector e i valori della marca: che era pienamente co-protagonista della comunicazione.

Quello che oggi è cambiato, grazie al paradigm shift internet e geek, è che il volo supersonico di Felix Baumgartner è protagonista assoluto di un’operazione di cui Red Bull è “soltanto” finanziatore e, soprattutto, media company. Perché ha prodotto un contenuto video scientifico/sportivo che stato guardato da oltre 8 milioni di persone live su YouTube e che genererà anche un documentario BBC in onda a Novembre negli States sul National Geographic Channel.
La marca diventa invisibile, cedendo il passo al contenuto e all’atleta. Come nota AdFreak, infatti, la marca è “omnipresent yet invisible”.

Facendo un passo indietro a favore dei contenuti, Red Bull aumenta la sua visibilità e iconicità, al punto che qualcuno già addita l’evento come prossimo oro a Cannes nella categoria special events e live advertising. E a giudicare dal numero di spoof istantanei (qui di seguito vedete quello di Conan o’Brien e, sotto, quello di Ogilvy Vienna, con i Lego), tendo ad essere d’accordo.