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Radiofestival proroga l’iscrizione

Le iscrizioni a Radiofestival sono state prorogate a venerdì 17 febbraio 2012.

Fino a quel giorno, copy, agenzie, aziende e case di produzione potranno iscrivere le campagne radio 2011 su www.radiofestival.it.

Sul sito è possibile leggere il regolamento, le modalità di pagamento della quota e tutte le informazioni sulle scadenze. Non appena nominata, sarà pubblicata anche la composizione della giuria.

Dopo la chiusura delle iscrizioni, saranno selezionati i radiocomunicati finalisti che potranno essere ascoltati e votati da pubblico e operatori sempre su www.radiofestival.it , dove si svolgerà anche la premiazione finale in programma all’inizio di maggio.

Radiofestival è il premio istituito dalla SIPRA, concessionaria di pubblicità del servizio pubblico Rai, allo scopo di promuovere la pubblicità radiofonica creata esclusivamente per la radio e diffusa a livello nazionale,


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Radiofestival compie venti anni

Radiofestival è il premio istituito dalla Sipra nel 1992 per promuovere la pubblicità radiofonica creata esclusivamente per la radio e diffusa in Italia a livello nazionale.

Il premio è aperto alla partecipazione di chiunque operi nel campo della pubblicità: copywriter, agenzie pubblicitarie e di comunicazione, aziende, case di produzione, free lance e altri operatori professionali.

Le iscrizioni per la ventesima edizione sono aperte fino al 3 febbraio 2012 e sono riservate ai radiocomunicati andati in onda nel periodo compreso fra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2011.

Sul sito Radiofestival è possibile consultare il regolamento, iscriversi al premio e ascoltare i comunicati vincitori delle precedenti edizioni.


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L’ultimatum dell’Avvocato Goetz, legale di The Name


Mancano ancora molte ore allo scadere dell’ultimatum che ho ricevuto alle 16.42 di martedì da parte dell’Avvocato Davide Goetz, su mandato del Signor Torchetti.

Ma perché fare aspettare degli uomini importanti?

Alessandro Izzillo, Daniele Dionisi e Giuseppe Scaglione hanno messo in imbarazzo il loro generoso ex datore di lavoro, il Signor Paolo Torchetti.
Perché non paghi di avere vinto un argento agli Adci Awards, il premio più ambito del settore in Italia, hanno coltivato l’assurda pretesa di andare anche a ritirarlo.
Che importa se il regolamento degli Adci Awards specifica che i premi devono essere ritirati dagli autori?
E cosa importa se la sentenza 3508/2011 del Tribunale di Torino ha riconosciuto che anche uno slogan è “un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore“?

Non è mica da questi particolari che si giudica un professionista.

Un professionista lo vedi dal coraggio di rinunciare ai suoi diritti. Dall’altruismo di pagare l’iscrizione al posto del suo ex capo.
Dalla fantasia di salire su un palco ma poi saper lasciare i riflettori ad altri.

L’agenzia The Name non ha indebitamente impedito agli autori della campagna premiata di essere applauditi da gran parte dei migliori creativi pubblicitari d’Italia.
Si sono semplicemente dimenticati di spiegare a Izzillo, Dionisi e Scaglione quanto è assurdo anche solo immaginare che gli Adci Awards vengano ritirati da “coloro con cui il rapporto era stato interrotto da tempo”.

Quindi male ho fatto io ad ancorarmi a bazzecole quali il regolamento del premio, lo statuto del nostro Club, e il già citato diritto d’autore.
Il buon padrone che rischia di suo ogni giorno, ha un diritto ovviamente superiore: quello alla gratitudine imperitura da parte di chi ha ospitato nei suoi uffici e addirittura pagato.
Con buona pace del Manifesto e della sua linea editoriale.

Ubi maior minor cessat. O, se preferisce, quod licet Iovi non licet bovi.
L’uso del latino, da parte mia, è un’evidente captatio benevolentiae, un venirle incontro anche lessicalmente, Avvocato Davide Goetz, affinché si rassicuri.

Questa mia rettifica è densa di sorrisi :) :) :) , non può immaginare quanti. Mi dolgo solo per averle trasmesso un’immagine di persona livorosa nonché di concorrente potenzialmente sleale per il suo assistito.
Le giuro che non c’è cliente di The Name per cui vorrei lavorare. Quanto al livore (sentimento di invidia e rancore), la prego di credere che non vorrei mai sentirmi un Signor Torchetti.

Se non altro perché mi toccherebbe rifarmi il guardaroba e io odio fare shopping.

Rifiuto altresì, con pacata (e sempre sorridente) fermezza, l’accusa di conflitto di interessi.
Purtroppo l’Art Directors Club Italiano non può avere un presidente scelto tra i pescatori di cozze o selezionato nell’ambito degli addestratori di piccioni viaggiatori. Non ancora.
Ma se già che c’è vuole mettere mano al nostro statuto non ha che da chiedere.

Mi permetta però di ricordarle, Avvocato, che il conflitto di interessi non esiste in Italia. È stato spesso all’estero negli ultimi 17 anni?

Nella speranza che ritenga adeguata questa mia rettifica, mi conceda di congedarmi con una formula assai cara ai fisici quantistici: BAZINGA!

massimo guastini