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ADCI Awards: nuova deadline 24 aprile

In primo piano

Avendo ricevuto numerose richieste di spostare oltre la deadline degli ADCI Awards, abbiamo fissato la nuova scadenza al 24 aprile 2014.
Auspichiamo che questo possa agevolare le agenzie a definire le Case History e iscrivere i progetti.

Ricordiamo che possono partecipare tutti i lavori che siano stati pubblicati nel periodo che va dal 1° marzo 2013 al 28 febbraio 2014, che non è necessario essere soci ADCI per partecipare, ma è necessario che i progetti siano approvati dal committente e pianificati su mezzi coerenti con il target e con gli obiettivi di comunicazione (tranne per la categoria R&D).

 

Per ulteriori informazioni, potete scaricare la Call for Entries qui.

Per l’iscrizione dei lavori invece l’indirizzo è questo.


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“Gli italiani non capiscono” di Giuseppe Mazza

L’Italia appare come una terra inospitale per l’advertising. Sintesi, semplicità di pensiero, umorismo leggero, imprevedibilità, orrore dei cliché e del ricatto sentimentale: nessuna di queste caratteristiche sembra appartenerle, e l’elenco potrebbe continuare.

 

C’è però un aspetto in particolare che separa questo paese dalla buona pubblicità, e non solo da quella. L’idea di pubblico. Per capirlo, basta osservare con attenzione nei break pubblicitari nostrani la lampante differenza tra gli spot prodotti all’estero e quelli invece realizzati in Italia. I primi sono spesso eleganti, di ottima fattura, non di rado divertenti, mentre dei secondi, quelli locali, quasi sempre si può dire solo il peggio o sbadigliare.

 

È evidente, sono stati pensati per platee diverse. Le campagne estere presuppongono cioè un pubblico del quale si teme il giudizio, il cui consenso va guadagnato. La pubblicità prodotta in Italia, invece, sembra pensata per un pubblico privo di strumenti, una massa passiva che non chiede originalità. Quello italiano risulta un pubblico che non capirebbe…

Leggi l’intero articolo di Gioseppe Mazza qui: “Gli italiani non capiscono” | Doppiozero.


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“Chi ha nostalgia di Carosello?”

Calimero, il pulcino nero

Nostalgia per un passato più semplice. Ma il passato è sempre più semplice da capire del presente.

A proposito di pubblicità, ma anche di sessismo, casalinghe, famiglie tradizionali raccolte davanti alla tv, mondi ordinati e presente disordinato, è interessante leggere questo post di Giuseppe Mazza. Cosa c’entra il sessismo conservatore della tv generalista e di una parte della pubblicità con la nostalgia di Carosello? C’entra, c’entra:

“Chi la prova dunque questa nostalgia, se la società è ben oltre? Semplice: è la nostra classe dirigente, quella di grandi manager e big spender, a struggersi al ricordo di un mondo ordinato, mentre l’oggi le appare infranto, da riparare. Soprattutto, quel vecchio salotto di casa le era comprensibile. Quello di oggi non fa che metterla in discussione. E spaventa.”

Il resto dell’articolo qui: “Nostalgia di Carosello?” | Doppiozero.


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Il Grande Venerdì di Enzo 2 – aperte le iscrizioni.

La data è fissata per venerdì 10 maggio, ma le iscrizioni sono aperte da oggi fino al 9 maggio.

Il Grande Venerdì di Enzo, quest’anno, si svolgerà in 3 città italiane: Milano, in Via Carnevali 24 (presso Made), Roma, in via degli Ausoni 3 (presso Spazio Cerere), Bologna, in via Guerrazzi 1 (presso Spazio&).

Non abbiamo ancora la lista definitiva di tutti i direttori creativi che parteciperanno (lo pubblicheremo appena possibile), ma posso assicurarvi che il profilo sarà molto alto, come quello dell’anno passato.

Per iscrivervi dovete andare sulla fanpage del Grande Venerdi di Enzo su Facebook, e cliccare dentro la tab “GVE2 Iscriviti”.

Non perdete tempo perché l’anno scorso abbiamo fatto sold out e, purtroppo, abbiamo dovuto dire di no a molti ragazzi.

Per l’occasione avremo anche un hashtag dedicato: #EnzoB.

 


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A #Rimini per giudicare l'Italia, twitter cronaca delle giurie #ADCI Awards

Giurie ADCI Awards Rientro da Rimini

Il rientro. Sulla strada per Milano, sosta tecnica in Autogrill, stanchi ma felici

Venerdì, il clima è teso.

RT @mizioblog: Opinionisti da Facebook c’avete rotto er cazzoooooo

Sabato, si parte

RT @mizioblog: Torpedone ADCI in partenza per Rimini. Se qualcuno ha sabotato i freni avremo la Superga dei pubblicitari italiani.

RT @mmlongo: Si parte con Massimo, Raffaella, Alessandro per le giurie ADCI @adcinews (@ Fontana del Castello Sforzesco) [pic]: http://t.co/JvtDn7ovWR

RT @mizioblog: il torpedone dell’adci si ferma all’autogrill #adciawards #adcinews #adcichannel http://t.co/3CdlKoFLg6

RT @matteorighi: Rimini sto arrivando per fare il mio dovere di giurato! #GiurieADCI #ADCI @adcinews http://t.co/EUPC1smXlY

RT @mizioblog: Il look albanesere del Presidente Guastini #adciawards http://t.co/1x0AorXsVI

RT @mizioblog: Interno Torpedone Adci #adcinews http://t.co/J2E3OO8YbD

RT @mizioblog: @matteorighi @adcinews Ora siamo a mezz’ora da Rimini.

RT @matteorighi: La Superga dei creativi italiani che avrebbe liberato 20 ottimi posti di lavoro non è avvenuta. Il torpedone è qui. @adcinews @mizioblog

RT @gerardosicilia: @adcinews visto lo stato della creatività italiana e’ un vero peccato :)

RT @mizioblog: I’m at Hotel Ambasciatori w/ @Iabicus http://t.co/dMTPKirZ9M

RT @manuelmusilli: RT “@mmlongo: My ADCI Digital Jurors: @marhol @Iabicus @manuelmusilli @giuseppelaspada @avittorioso @raffy_bertini @beppebizza @adcinews”

RT @mizioblog: Giuria digital #adciawards #adcinews http://t.co/7VdhxjMDvb

RT @lauragrazio: Giuria press&print president  #adci @adcinews @mizioblog @KTTB @NuovoeUtile http://t.co/GimizjGWTq

RT @mizioblog: Giurie #adciawards #adcinews http://t.co/Ez71NiBvcy http://t.co/am99ZCj4VJ

RT @matteorighi: Don’t drink and judge (cit.) @adcinews @KTTB @mizioblog http://t.co/o9KVESovBR

RT @mizioblog: ‘ste cazzo di giurie non finiscono più. Meno male che si beve #adciawards #adcinews #adcichannel #adci

Domenica, la resa dei conti

RT @mmlongo: Il mattino ha i metalli in bocca! @marhol @Iabicus @manuelmusilli @giuseppelaspada @avittorioso @raffy_bertini @beppebizza #jury @adcinews

RT @avittorioso: @mmlongo @marhol @Iabicus @manuelmusilli @giuseppelaspada @raffy_bertini @beppebizza @adcinews
Siamo pronti? Io colazione al 6o!

RT @iabicus: @avittorioso @mmlongo @marhol @manuelmusilli @giuseppelaspada @raffy_bertini @beppebizza @adcinews io sono già al tavolo della giuria!!!

RT @mmlongo: foto di francescoguerrera http://t.co/t3RUTXCxHp @adcinews #ADCIAwards Digital Jury

RT @ubidefeo: le votazioni per ADCI 2013 son terminate.
grazie @lauracattaneo @davideboscacci @Benula @AntDiBa @matteorighi Ale e Matteo.
grazie @adcinews

RT @mmlongo: @avittorioso @marhol @Iabicus @manuelmusilli @giuseppelaspada @raffy_bertini @beppebizza Giurie @adcinews terminate. È stato un onore. Tnx

RT @iabicus: @mmlongo @avittorioso @marhol @manuelmusilli @giuseppelaspada @raffy_bertini @beppebizza @adcinews proud to be part of this jury

RT @fra30774: @adcinews Ricevere un bronzo da Pagano non ha prezzo…

RT @mmlongo: @adcinews @manuelmusilli @marhol @Iabicus @manuelmusilli @giuseppelaspada @avittorioso @raffy_bertini @beppebizza http://t.co/UjUsnByDBs

RT @mmlongo: Torpedone #ADCI @adcinews Massimo, Francesco, @marhol (@ Area di Servizio San Martino Est – @StradeANAS) [pic]: http://t.co/TSfiswtfqF

RT @fpiccolini: @StefanoPest Sì, gran belle giurie e ben assortite. Brava @adcinews!

RT @mmlongo: Torpedone #ADCI @adcinews Massimo, Francesco, @marhol (@ Area di Servizio San Martino Est – @StradeANAS) [pic]: http://t.co/TSfiswtfqF

RT @ubidefeo: @AntDiBa @adcinews @lauracattaneo @davideboscacci @Benula @matteorighi
“La spagnola sa amar così, tutto il giorno…”

Infine, i progetti per il futuro

RT @mizioblog: L’ultimo mio atto come consigliere #adci sarà la campagna “Guastini presidente del PD”.


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A Rimini!

La freccia nella immagine indica la sede delle giurie Adci Award di quest’anno: l’hotel Ambasciatori di Rimini.
L’indirizzo, in realtà, è via Vespucci 22. Ma questa è la foto che ho scattato appena sceso dall’auto, in compagnia di Biffone J Edgar, il giorno dei sopralluoghi in giro per il centro Italia.
Questa immagine mi è sembrata di buon auspicio.
Il soggetto del celebre film di Fellini fu scritto da uno dei miei autori preferiti, Ennio Flaiano. “Uhe vitellò cum’a sti’” era il saluto che si lanciavano i giovani dell’epoca a Pescara (città natale di Flaiano), nel loro indolente trascinarsi da un bar all’altro. Erano anni caratterizzati da un’altissima disoccupazione giovanile e grande precarietà.

Io però sono qui a divagare mentre chi mi legge è probabilmente interessato a conoscere le giurie.

Il Presidente degli Adci Award 2013, ormai lo sapete tutti, è Carlo Cavallone che guiderà anche i lavori nella sezione TV.

Carlo ha invitato altri colleghi giurati dall’estero e l’edizione 2013 degli Adci Award sarà probabilmente la più internazionale di sempre. Spero sia anche la più serena. Vorrei avviarmi verso un “semestre bianco” soffice.

Advertising 1 (comunicazione integrata + R&D)
Luca Martinazzoli presidente di giuria
Tim Small
Francesco Bozza
Patrizio Marini (sostituito da Paola Manfroni)
Selmi Barissever
Serena Di Bruno
Giovanni Pagano

Advertising 2 (stampa & affissione)
Annamaria Testa presidentessa di giuria
Paolo Dematteis
Nicola Lampugnani
Beatrice Furlotti
Francesco Fallisi
Laura Grazioli
Federico Russo
Isabella Bernardi

Advertising 3 (TV)
Carlo Cavallone presidente di giuria
Joseph Earnst
Giuseppe Mastromatteo
Francesco Simonetti
Sofia Ambrosini
Mauro Manieri
Vincenzo Gasbarro
Alessandro Pancotti,

Advertising 4 (radio e sociale)
Assunta Squitieri presidentessa di giuria
Daniele Dionisi
Luca Lorenzini
Alessandro Sciortino
Giordano Curreri
Francesco Roccaforte
Caterina Calabrò
Miriam Bianchi

Design
Paulo Martins presidente di giuria
Vasco Vicente
Fabio Milito
Federico Landini
Bruno Stucchi
Andrea Ferolla
Cristina Baccelli
Julian Wade

Live Advertising
Guido Cornara presidente di giuria
Giacomo Carissimi
Marco Carnevale
Valerio Le Moli
Giuseppe Mazza
Fabrizio Russo
Cristiano Tonnarelli
Vicky Gitto

Digital 1
Massimiliano Maria Longo presidente di giuria
Manuel Musilli
Giuseppe La Spada
Raffaella Bertini
Arturo Vittorioso
Paolo Iabichino
Marcio Holanda
Giuseppe Bizzarro

Digital 2
Ubi De Feo presidente di giuria
Davide Boscacci
Alessandro Orlandi
Matteo Betori
Piero Frescobaldi
Laura Cattaneo
Matteo Righi
Antonio Di Battista

Crafting 1
Giuliano Garonzi presidente di giuria
Aimone Bonucci
Stefano Mocellin
Francesco Guerrera
Emanuele Basso
Aureliano Fontana
Andrea Indini
Luca Zamboni

Crafting 2
Josè Bagnarelli presidente di giuria
Bruno Vohwinkel
Enrico Chiarugi
Luca Scotto Di Carlo
Karim Bartoletti
Paolo Lentini
Francesco Muzzopappa
Luca Imperato

Un abbraccio particolare a Niko Stumpo, che ha dovuto rinunciare alla presidenza della giuria Digital 1, per questioni di forza maggiore.
A Luca Pannese chiedo invece aggiornamenti e una foto. Lui sa a cosa mi riferisco.


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Parola di Art Director – e del copy Ravenna

Quando nemmeno due anni fa, l’editore ADC Group aveva pubblicato “The Headliners” dedicato a 54 copywriter italiani (un volume coordinato da Pasquale Diaferia, coadiuvato dai padrini editoriali Pasquale Barbella, Milka Pogliani e Annamaria Testa), scrissi di slancio un pezzo piuttosto entusiastico – anche perché avevo assistito alla presentazione dove avevano detto cose avvincenti e persino inattese, Andrea Concato, Vicky Gitto, Fabio Palombo, Francesco Roccaforte, Sergio Rodriguez, Luca Scotto di Carlo e, come unico art director, Gianpietro Vigorelli.

Ora è uscito il suo inevitabile, attesissimo e quasi dovuto pendant consacrato agli art. Titolo: “Parola di art director”. Autore: Daniele Ravenna. Le introduzioni sono di Daniele Cima, Gianfranco Marabelli, Gianpietro Vigorelli, Gavino Sanna. Il formato (24 x 21 cm) è identico, il format no.

Ravenna ha scelto di porre a (quasi) tutti, delle domande semplici e individuali (molte, pochissime, qualche volta una sola). Il format di quei dialoghi consiste nel fatto palese, che non è un format. Per Daniele, le cose dette dagli art non sono battute più o meno interessanti, spiazzanti o riuscite, ma sono concetti e scelte – non solo professionali ma, in qualche caso, persino di vita. In incontri come questi, ci sono sempre in agguato alcuni casi nei quali le migliori risposte non derivano per forza da precise domande. In questo libro, in qualche caso anche l’attesa, la pazienza, il silenzio del coordinatore sono stati, come si dice in gergo saggistico, assordanti.

“Parole di art director”, più che consultarlo come censimento professionale, è da leggere – tutto d’un fiato. Il titolo è tranchant, diretto, coerente. Da guardare, in verità ce n’è pochino. Di ciascuno dei protagonisti, c’è una foto psicologicamente “ambientata”, un unico lavoro (una pagina pubblicitaria o qualche frame) e, in alcuni casi, anche un’immagine-oggetto-frase-icona, che potrebbe/dovrebbe esprimere un programma, un obiettivo, una carriera, una sorta di biologia personale della creatività. Evviva dunque, la bio-diversità dell’art direction italiana.

Aprendo e sfogliando questo volume, la voglia di “andare un po’ a vedere cosa ha fatto” l’art director X, Y oppure Z, svanisce presto. A me è successo – e sono certo che capiterà a molti altri – di cogliere piuttosto un mood, un insieme di una gaia o sofferta italianità, che non è sempre, per forza, solo visiva. Estremizzando il concetto, per carpire e capire dove sta e come va l’art direction italiana di questi anni, il volume serve poco. Le campagne che hanno fatto la storia del nostro advertising storico e recente, ci sono solo in minima parte. Vi si rintanano invece, questo sì, tantissime vite, visioni, contesti, tutti rispecchiati negli sguardi (spesso ironici o sognanti) dei protagonisti.

Per dirla tutta, l’art direction italiana, quasi quasi non c’è. Ci sono invece 59 radiografie raccolte in un ricco album di famiglia – tutto da decifrare e da riordinare. Una sorta di Facebook che racconta la psicologia, gli stili, le complicità e le solitudini, di una generazione di “ricercatori” che da tempo non è più gggiovane, ma nemmeno già matura (nel senso di compiuta e definitiva).

Se uno straniero mi chiedesse di mostrargli cosa sta cercando l’Italia creativa, non parlerei nemmeno alla lontana di moda, di arte e di design. Gli mostrerei gli slanci strenuamente adolescenziali di questi nostri art… e cercherei di tradurre nell’esperanto della fantasia tutte le parole che Daniele Ravenna ha ascoltato, raccolto, provocato e riassunto in questa sfaccettata homepage di 160 pagine editoriali.

Però, sui contenuti strettamente “personali”, non posso evitare di porre all’editore alcune domande, sostanzialmente storiche e con questo, forse, persino culturali:

a) Come mai non c’è l’unica art director che in Italia ha vinto due Grand Prix ADCI, all’estero due Cannes Lions, Epica, Clio, Eurobest, London Festival, e che nel 2012 ha rappresentato la nostra creatività nientemeno che nella giuria Print dei Cannes Lions?

b) Che fine ha fatto l’ex socio ADCI veneto/milanese/romano che nell’archivio web del Club è presente con 257 citazioni visive – che hanno racimolato la miseria di appena 18 Ori, 27 Argenti e 33 Bronzi?

c) Per quale Grazia ricevuta ma dimenticata, non trovo la art director che con le sue raffinate ricerche per Banca di Roma e Medici senza frontiere aveva realizzato il primo e inaudito connubio tra immaginazione, costruttivismo e type, tra Tina Modotti, Bauhaus e David Carson?

A questi tre protagonisti di un involontario Chi l’ha visto o Mister Magoo, potrei aggiungere anche alcuni “figuranti” che avevano cocciutamente con-traghettato la nostra vecchia réclame verso l’advertising moderno: i vari Pier Paolo Cornieti, Roberto Gariboldi, Raymond Gfeller, Felix Humm, Franco Moretti, Paolo Rossetti, Franco Tassi, non li trovate nemmeno nei titoli di coda … semplicemente perché i loro nomi erano già apparsi molto prima che arrivassero i titoli degli attuali blockbuster “Shots”, “Lürzer’s Archive” e “Photoshop”. A dire il vero, alcuni di questi protagonisti, Ravenna li cita nella sua bella prefazione, ma io avrei tanto desiderato rivederli insieme – e non sotto – ai heroes di questo avvincente plot.

Se posso, per un attimo, inserirmi in un treatment personale dello script, confesso che (esattamente come era già successo due anni fa con i copy), ben sei art li avevo avuti come apprendisti stregoni in Accademia di Comunicazione. La somma di 6 + 6 corrisponde a “La sporca dozzina” di un Lee Marvin armato solo di un innocuo Victorinox importato direttamente da quel di Tsurico.

Lasciatemi chiudere questo tweet da oltre 5000 caratteri con un grazie sincero a chi ha speso tanto tempo ed energia per contattare-incontrare-fotografare-navigare-telefonare-impaginare-scrivere per/con/su cinquantanove + quattro art director che, insieme ai loro copy, hanno strenuamente tenuto in vita quell’eroico resto di comunicazione di qualità che si continua a vedere dalle nostre parti – nonostante i nostri managerazzi siano diventati sempre più bravi a stringere la loro garrota intorno alla creatività.

Se Sagone se la sentisse di dedicare un terzo volume anche ai CEO che, sia di qua che di là della sale meeting, menano le danze del nostro advertising, non credo che potrebbe riempire molto più di un esile quartino. Dopo i tempi mitici dei vari e rari Livraghi, Rizzi, Pincherle, Caimi, Sabbatini, Suter, Ettorre, Saffirio, Lorenzini… pare che la vision dei nostri bisnesmen si sia definitivamente fermata alla 36a buca del loro minigolf.

Till


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Road to Cannes.

Le iscrizioni agli Adci Awards sono già chiuse (siamo soddisfatti di aver raccolto, sia come numeri sia come qualità, i migliori progetti italiani) ma quelle ai Cannes Lions sono state prorogate fino al 12 aprile.

Cogliamo l’occasione per ripubblicare il “Vademecum per l’iscrizione ai premi”, uno degli strumenti realizzati all’interno del progetto Goodfellas.

Scaricatelo: è ben pensato e ben scritto.

È essenziale per avere qualche possibilità in più quando si viene giudicati da creativi di spessore internazionale. Di particolare interesse la parte in cui si descrive come confezionare una video case history.

Perché oggi non contano solo le idee, ma anche come sono confezionate e la categoria in cui sono iscritte.

Ringraziamo Davide Boscacci, Alessandro Orlandi, Flavio Mainoli e Alessandro Sabini per questo strumento.

Scaricate il Vademecum qui:

Goodfellas3

 


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ADCI firma la Carta di Milano per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione

I bambini ci guardano, e capiscono molte cose. Qualche volta noi diciamo loro le cose sbagliate.

 

CARTA DI MILANO

Per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione

1. Le bambine e i bambini non sono oggetti, bensì soggetti attivi, con la loro dignità, i loro gusti, speranze, sensibilità, idee e valori di cui si arricchiscono e che con loro si rafforzano. Hanno diritti inalienabili e doveri. La rappresentazione delle bambine e dei bambini dovrebbe sempre tenere conto di questa grande ricchezza coinvolgendoli in modo attivo e coerente con gli obiettivi di comunicazione ed evitando l’uso meramente ostensivo, sensazionalistico e artificioso della loro immagine.

2. I bambini e le bambine sono tali indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla provenienza etnica, dalla loro fede religiosa e dalla loro condizione sociale. La comunicazione deve saper raccontare tutte le diversità etniche, religiose, sociali e geografiche evitando stereotipi e messaggi discriminatori.

Leggi e firma anche tu la Carta di Milano qui | Per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione. Promossa da Terres des Hommes.