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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 02_03_020

twitter: @claudianeri @adcinews

L’Asia e il mondo nelle foto di Tatsuto Shibata

Accattone, pubblicazione in bilico tra arte cultura design

Francesca Todde, giovane fotografa italiana

L’opera di Ren-Hang talento prematuramente scomparso


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri, 24_02_020

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Appena conclusa la MDW uno sguardo alla moda nella fotografia di Julian Broad

L’originalità di Szilveszter Mako, ungherese attualmente di base a Milano

Da Berlino Jana Gerberding

Fuoriclasse dell’illustrazione moda, il talento di Clym Evernden


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#ItaliansFestival “Fil Rouge” – What if qualcosa di più ci tenesse uniti? (photo gallery)

Sara e Barbara hanno attraversato IF! seguendo un filo rosso. Persone, personaggi, e quell’atmosfera lì, che è venuta in questi scatti, e chi c’era non vede l’ora ci sia IF! /2, e chi non c’era può seguire qui il suo pezzo di filo. Questo è lo shooting, questo è Fil Rouge.

Fil Rouge significa letteralmente “filo rosso” e viene solitamente inteso col significato di “filo conduttore”. Questa è la metafora che abbiamo scelto per raccontare IF! nel dopo-IF!, attraverso i nostri scatti.

Il termine Fil Rouge è utilizzato in diversi ambiti. Lo usa Goethe ne “Le affinità elettive”; riprende il concetto che Freud utilizzò per definire l’inconscio. Ma la sua origine è marinaresca: per districare le gomene di una nave si seguiva un filo rosso che rendeva possibile separare l’una dall’altra le corde aggrovigliate.

Una leggenda di origine cinese racconta che tutti noi nasciamo con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo viene chiamato il filo rosso del destino. Esso ci lega alla persona a cui si è destinati, alla nostra metà, alla nostra anima gemella. Le anime prima o poi sono, quindi, destinate ad incontrarsi e ad unirsi.

Non importa il tempo che dovrà passare, gli eventi della vita o lo spazio che separa le due anime, perché il filo che le unisce non si romperà mai e nessuna circostanza potrà impedire alle due metà di incontrarsi e alla fine unirsi.

Sara Meliti, fotografa
Barbara Passaretti, assistente alla fotografia

PHOTO GALLERY (clicca le immagini per ingrandire)