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Lego Serious Play. Uno strumento per le agenzie per studiare l’integrazione in modo partecipativo.

 

Sono anni che nelle agenzie si parla di integrazione, soprattutto tra i reparti che si occupano della comunicazione tradizionale e quelli che rappresentano la nuova frontiera digitale. E’ qualcosa che tutti sostengono per rimanere al passo con i tempi e ogni management ha provato a farlo nel modo che riteneva migliore. C’è chi ha riunito in un solo palazzo i reparti, chi ha creato un trio al posto della classica coppia, chi ha inserito creativi “classici” in start-up digital native, chi ha fatto il contrario. Qualche metodo ha funzionato, qualc’un altro meno.

Giovedi scorso ho avuto la fortuna di partecipare a un workshop organizzato da Trivioquadrivio, CFMT e Loccioni all’interno di di Let’s Co, How collaboration changes our business in occasione della Milano Design Week 2012, dove ho potuto sperimentare Lego Serious Play scoprendo che è un metodo perfetto per trovare il modello di integrazione più adatto.

Giocando con i mattoncini Lego e con il coinvolgimento di tutte le persone che fanno parte del progetto, si crea un modello partecipativo che tiene conto delle singole individualità e che rappresenta in modo unitario il nuovo tipo di organizzazione.

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Lego Serious Play è infatti una metodologia di sviluppo organizzativo fondata sull’impiego dei kit prodotti dalla Lego, allo scopo di facilitare le pratiche manageriali. L’obiettivo principale di Lego Serious Play è quello di condurre i partecipanti a “costruire con le proprie mani” un modello tridimensionale del proprio problema, sia esso di carattere strategico, operativo o relazionale. E cercare, ovviamente, di risolverlo.

Ho raccontato la mia esperienza su Partecipactive. Vai all’articolo.


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Le crowdmap di Ushahidi per gestire le emergenze anche in caso di neve.

E’ di questi giorni la notizia che la piattaforma georeferenziata Ushahidi è stata usata ancora una volta in Italia per raccogliere informazioni e rappresentare su una mappa i disagi provocati dalle ultime intense nevicate.

Lo hanno fatto sia Emergenza Neve (qui), sia Anpas - l’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (qui).

Grazie a una crowdmap interattiva, i cittadini hanno potuto segnalare la situazione della viabilità, dei servizi pubblici, dei trasporti pubblici, delle emergenze e dell’impegno di enti locali e ufficiali (nel caso di Emergenza neve) e degli interventi apportati (nel caso dell’Anpas). In questo modo altri cittadini hanno potuto avere informazioni in tempo reale, spesso prima di quelle fornite dagli organi ufficiali. Esattamente come succede recentemente con Twitter nei confronti dell’informazione ufficiale.

Prosegui la lettura qui.


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I Radiohead e i fan, un rapporto davvero speciale.

E’ di questi giorni la notizia che i Radiohead, per il concerto in Piazza Maggiore a Bologna del prossimo 3 luglio 2012, avvieranno la prevendita in anticipo per i fan iscritti al loro sito. Una carineria, un gesto (quello della preferenza), che non deve mai mancare quando si ha a che fare con una Community. Soprattutto se l’abbiamo creata noi.

I Radiohead hanno da sempre un rapporto speciale con i loro fan.

Hanno costruito una Community attorno al sito Radiohead.com (il message board del sito è spettacolare, le anteprime che si ricevono sono davvero tali), hanno venduto online un album a un prezzo stabilito da chi effettuava il download (1.2 milioni il primo giorno, anche a 0 €) rivoluzionando un mercato stantio sfanculando le Mayor e un anno fa, addirittura un DVD Live ufficiale, girato dai membri del fan club.

Se vuoi approfondire la storia di Radiohead, live in Praha, guardare o scaricare il DVD realizzato dai fan per i fan con l’autorizzazione della band, clicca qui.


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Anonimo non a caso: intervista al creatore di Evasori.info.

Evasori.info è una piattaforma partecipativa online che invita le persone a geotaggare e quantificare l’evasione fiscale in Italia.
L’elettrauto ti propone lo sconto se fai senza fattura? Hai chiesto lo scontrino al bar dove mangi a mezzogiorno e non te l’hanno dato? Mappali, almeno capiremo l’entità e la diffusione del fenomeno.

Bel progetto, affascinante, ma chi lo aveva fatto? La Guardia di Finanza?

No, un professore italiano di informatica che vive negli Stati Uniti, indignato dal comportamento rassegnato e poco attivo degli italiani. Per non tollerare l’evasione, per non diventare complici nel creare un’ingiustizia fiscale che costringe alcuni a pagare le tasse anche per quelli che non le pagano, l’unico modo è agire. E smettere di subire comportamenti che alla fine ci penalizzano direttamente, perchè con lo stato in bolletta, peggiorano i servizi al cittadino e poi ci lamentiamo.
Meglio essere attivi, darsi da fare, contribuire a risvegliare la coscienza sociale. Per questo il professore aveva creato e sviluppato una piattaforma partecipativa e l’aveva messa a disposizione della gente.

Ma perchè una persona un giorno decide di iniziare un progetto così impegnativo e complesso? Quali le motivazioni? Quale l’episodio scatenante? Perchè desiderava restare anonimo?
Più conoscevo la piattaforma e più mi incuriosiva il suo creatore. Gli ho chiesto un’intervista, me l’ha concessa, la trovate qui.