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Saggezza della folla: criteri di validità, esempi e applicazioni di una teoria che nasce dalla diversità.

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La teoria sociologica della Saggezza della folla non è solo una delle più affascinanti, ma è anche una di quelle più vicine ai fenomeni partecipativi e al coinvolgimento di gruppi di individui.

Studiata da oltre un secolo e a volte definita Intelligenza della folla, è una teoria ha trovato una vasta applicazione in Internet: Yahoo! Answers e Wikipedia si basano su di essa. Ma anche nella soluzioni di problemi estremamente complessi, di altri all’apparenza irrisolvibili e persino nel Gioco dei fagioli di Pronto Raffaella.

Di questa teoria – che permette di scoprire il peso di un bue, la posizione di un sottomarino affondato, ma anche motivi che danno origine alle bolle speculative – si parla nel lungo articolo di Partecipactive.

Clicca qui per proseguire la lettura.

 


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Il nuovo Chrome Experiment è collaborativo e fatto di LEGO.

E’ stato lanciato questa settimana il progetto Build with Chrome, un grande progetto partecipativo di co-creazione in 3D che vede (ancora una volta) protagonista i mattoncini LEGO.
Il futuro di questo brand sta passando davvero dalla co-creazione e dall’innovazione, soprattutto nei media digitali (come ho già scritto – qui -nel mio blog) ed un esempio è questo recente progetto, semplice ed efficace.

Il progetto ha impegnato Google Chrome e LEGO Australia per diversi mesi e fa parte di uno dei tanti Chrome Experiment e che punta a creare la più grande costruzione virtuale realizzata con i LEGO con 8 trilioni di mattoncini a disposizione!

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Lego Serious Play. Uno strumento per le agenzie per studiare l’integrazione in modo partecipativo.

 

Sono anni che nelle agenzie si parla di integrazione, soprattutto tra i reparti che si occupano della comunicazione tradizionale e quelli che rappresentano la nuova frontiera digitale. E’ qualcosa che tutti sostengono per rimanere al passo con i tempi e ogni management ha provato a farlo nel modo che riteneva migliore. C’è chi ha riunito in un solo palazzo i reparti, chi ha creato un trio al posto della classica coppia, chi ha inserito creativi “classici” in start-up digital native, chi ha fatto il contrario. Qualche metodo ha funzionato, qualc’un altro meno.

Giovedi scorso ho avuto la fortuna di partecipare a un workshop organizzato da Trivioquadrivio, CFMT e Loccioni all’interno di di Let’s Co, How collaboration changes our business in occasione della Milano Design Week 2012, dove ho potuto sperimentare Lego Serious Play scoprendo che è un metodo perfetto per trovare il modello di integrazione più adatto.

Giocando con i mattoncini Lego e con il coinvolgimento di tutte le persone che fanno parte del progetto, si crea un modello partecipativo che tiene conto delle singole individualità e che rappresenta in modo unitario il nuovo tipo di organizzazione.

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Lego Serious Play è infatti una metodologia di sviluppo organizzativo fondata sull’impiego dei kit prodotti dalla Lego, allo scopo di facilitare le pratiche manageriali. L’obiettivo principale di Lego Serious Play è quello di condurre i partecipanti a “costruire con le proprie mani” un modello tridimensionale del proprio problema, sia esso di carattere strategico, operativo o relazionale. E cercare, ovviamente, di risolverlo.

Ho raccontato la mia esperienza su Partecipactive. Vai all’articolo.


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Le crowdmap di Ushahidi per gestire le emergenze anche in caso di neve.

E’ di questi giorni la notizia che la piattaforma georeferenziata Ushahidi è stata usata ancora una volta in Italia per raccogliere informazioni e rappresentare su una mappa i disagi provocati dalle ultime intense nevicate.

Lo hanno fatto sia Emergenza Neve (qui), sia Anpas - l’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (qui).

Grazie a una crowdmap interattiva, i cittadini hanno potuto segnalare la situazione della viabilità, dei servizi pubblici, dei trasporti pubblici, delle emergenze e dell’impegno di enti locali e ufficiali (nel caso di Emergenza neve) e degli interventi apportati (nel caso dell’Anpas). In questo modo altri cittadini hanno potuto avere informazioni in tempo reale, spesso prima di quelle fornite dagli organi ufficiali. Esattamente come succede recentemente con Twitter nei confronti dell’informazione ufficiale.

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E se vi dicessi che grazie a un gioco collettivo online possiamo combattere la fame nel mondo?

E se vi dicessi che basta rispondere correttamente a dei quiz che permettono di esercitarsi su lingue straniere, matematica, geografia, arte e chimica per combattere la fame nel mondo ci credereste?

E se vi dicessi che la prossima settimana è fondamentale per questa azione, vi dareste da fare?

Sicuramente si, dopo aver fatto conoscenza con il progetto Freerice.com 2.0.

Scoprite tutto, se volete, a questo link.


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LEGO: nel futuro del brand Co-creazione, Crowdsourcing e User Generated Advertising.

i mattoncini LEGO, hanno superato la soglia dei 50 anni di vita diventando un prodotto cult capace di diventare anche un elemento forte dell’immaginario collettivo capace addirittura di influenzare arte e cultura.

Il successo del brand, seppur tra alti e bassi, si è sempre mantenuto costante grazie all’innovazione di prodotto e alle tecniche di marketing adottate. Recentemente il brand danese si è aperto al crowdsourcing, all’User Generated Advertising e alla co-creazione di prodotti insieme ai fan.

Di questo parlo oggi nel blog Partecipactive. Prosegui la lettura qui.


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Con Storify lo storytelling diventa partecipativo.

Ogni giorno milioni di persone nel mondo condividono decine di milioni di contenuti attraverso Internet e i social media. Pubblicano post, foto, video, canzoni, notizie, tweet, link. Commentano, ri-condividono e ri-twittano aggiungendo qualcosa in più.

Come si può trasformare questa disomogenea fonte di informazioni in un’unica storia da raccontare? Come si può facilmente creare una narrativa raccogliendo tra una miriade di informazioni diffuse quelle più significative?

Pensando a questo, Burt Herman ex reporter “classico” presso l’Associated Press, ha dato vita a Storify, un servizio e un tool che permette di raccontare una unica grande storia utilizzando Internet e i social media da embeddare nel proprio blog o da trasformare in un programma televisivo.

Per saperne di più, il racconto prosegue qui.


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Sta arrivando Uribu, la piattaforma partecipativa dove denunciare abusi, ingiustizie e sprechi.

Sta arrivando Uribu, la piattaforma partecipativa dove documentare e denunciare nel completo anonimato abusi, ingiustizie, sprechi e malaffare di ogni genere. C’è chi dice che è come Striscia la notizia, chi come Mi manda Raitre, chi come Le Iene. Ovviamente in versione online.
Qualcuno l’ha addirittura paragonata addiritura a Wikileaks!

Sicuro è che sarà una piattaforma che potrà esaltare il nostro senso civico, per scoprire di più su questo progetto proseguite la lettura qui.


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Anonimo non a caso: intervista al creatore di Evasori.info.

Evasori.info è una piattaforma partecipativa online che invita le persone a geotaggare e quantificare l’evasione fiscale in Italia.
L’elettrauto ti propone lo sconto se fai senza fattura? Hai chiesto lo scontrino al bar dove mangi a mezzogiorno e non te l’hanno dato? Mappali, almeno capiremo l’entità e la diffusione del fenomeno.

Bel progetto, affascinante, ma chi lo aveva fatto? La Guardia di Finanza?

No, un professore italiano di informatica che vive negli Stati Uniti, indignato dal comportamento rassegnato e poco attivo degli italiani. Per non tollerare l’evasione, per non diventare complici nel creare un’ingiustizia fiscale che costringe alcuni a pagare le tasse anche per quelli che non le pagano, l’unico modo è agire. E smettere di subire comportamenti che alla fine ci penalizzano direttamente, perchè con lo stato in bolletta, peggiorano i servizi al cittadino e poi ci lamentiamo.
Meglio essere attivi, darsi da fare, contribuire a risvegliare la coscienza sociale. Per questo il professore aveva creato e sviluppato una piattaforma partecipativa e l’aveva messa a disposizione della gente.

Ma perchè una persona un giorno decide di iniziare un progetto così impegnativo e complesso? Quali le motivazioni? Quale l’episodio scatenante? Perchè desiderava restare anonimo?
Più conoscevo la piattaforma e più mi incuriosiva il suo creatore. Gli ho chiesto un’intervista, me l’ha concessa, la trovate qui.



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Crowdsourcing rules or sucks? Scoprilo grazie all’e-book gratuito Masse Creative.

In questi giorni l’Art Directors Club Italiano si interroga sul fenomeno del Crowdsourcing in relazione al Concorso indetto dal Ministero del Lavoro sulla piattaforma Zooppa.

E’ un tema complesso, controverso, molto legato alle modalità della rete.

Ha a che fare con il lavoro o è un gioco? Le opinioni sono differenti, si mette l’accento soprattutto sulle piattaforme di User Generated Advertising. Ci si chiede se lavorare alle Competition sia un’opportunità affascinante da parte delle aziende per fare le cose assieme alle persone, o sfruttamento di creativi sottopagati.

Sicuramente all’interno del mondo della creatività italiana c’è il desiderio di saperne di più. Magari dalla voce di un insider.

A tutto questo cerca di dare una risposta  Stefano Torregrossa ha analizzato dall’interno il fenomeno del Crowdsourcing e lo ha raccontato nell’e-book gratuito Masse Creative.

Prosegui nella lettura e scarica il libro qui.