1 Reply

I vincitori del Concorso Movi&Co 2013

Nel corso della cerimonia tenuta il 5 dicembre 2013 alla Triennale di Milano sono stati proclamati i nomi dei giovani videomaker vincitori della X Edizione di Movi&Co.
Il primo dei trentacinque video in gara è stato  Soft Skin-Hard Core, spot realizzato da Francesco Saverio Valentino per Samsonite che si aggiudica i seimila euro messi in palio dall’Università IULM di Milano…

Leggi qui il resto dell’articolo con il link al canale YouTube con tutti i vincitori.


1 Reply

Appuntamento con Movi&Co, Maurizio Nichetti e ADCI, 21 novembre a Milano

La Giornata Didattica Movi&Co si terrà il 21 novembre 2013 all’Università IULM in via Carlo Bo 1 a Milano, a partire dalle ore 9.00.

Durante la Giornata Didattica si vedranno tutti i video del Concorso Movi&Co 2013.

A commentare, criticare e sottolineare i lati positivi dei video in Concorso:
Maurizio Nichetti, Regista e Docente IULM
Fabio Gasparrini, Consigliere ADCI, Art Directors Club Italiano

Azienda e Creativi si incontrano, si scontrano e si raccontano sul tema della comunicazione pubblicitaria e cinematogratica.


1 Reply

Corporate Storytelling: raccontami una storia

Schermata 2013-05-18 alle 11.58.51

Giovedì 16 si è svolto il Workshop di Movi&Co, in collaborazione con Vivimilano, sul branded storytelling.

Obiettivo dell’incontro: illustrare lo storytelling come leva più potente di comunicazione, irradiata su adv e new media.

Il workshop, coordinato e moderato da Andrea Fontana, esperto di storytelling e docente di “Storytelling e narrazione d’Impresa” all’Università di Paviasi è sviluppato in 4 panel.

Nel primo, mi sono confrontato con Karim Bartoletti, Socio & Executive Producer di Filmmaster Productions, in una “battaglia a colpi di spot”: sfidandosi a raccontare tutte le sfaccettature creative e produttive dello storytelling nelle più intriganti e geek case history degli ultimi 10 anni.

Protagonista del secondo panel è stata Enel con la campagna “Milioni di attimi”

Laura Giovannini, Head of Advertising di Enel Group, Fabrizio Caprara, Presidente di Saatchi&Saatchi e Ada Bonvini, CEO & Executive Producer Filmmaster Productions ci hanno mostrato, da diversi punti di vista,  come sia nata e si sia sviluppata l’idea di raccontare 50 anni di azienda attraverso la messa in scena delle emozioni forti che fanno parte della vita di ognuno, così come Enel fa parte della vita degli italiani.

Lo storytelling coinvolge sempre più il mondo digitale dei social network: una comunicazione multipiattaforma, top-down e bottom-up, simmetrica, basata sull’interattività ed il crowd-thinking.

Questo il tema del terzo panel dedicato al progetto “Futura Francesca” di Telecom Italia, presentato da Loredana Grimaldi, Corporate Communication Telecom Italia e Tak Kuroha, regista e vincitore di molte edizioni di Movi&Co.

Uno spot “per la rete nato dalla rete” in quanto è stato frutto di un concorso che ha visto coinvolti centinaia di fruitori (potenziali e non) di Telecom Italia che hanno contribuito a scrivere il futuro di Francesca, già protagonista dello spot televisivo precedente, tra 70 anni, un futuro in cui “le emozioni non cambiano, il modo di comunicarle si”.

Hanno concluso il workshop Giangiacomo Schiavi ,Vicedirettore del Corriere della Sera, Marina Ceravolo, Direttore sviluppo ricerche e scenari media di Rai-Sipra e ancora me: il primo, ha sottolineato come anche il giornalismo abbia dovuto fare i conti con i cambiamenti nella comunicazione introdotti da internet, in quanto i giornalisti oggi assieme alla dura realtà devono cercare di coinvolgere il lettore; la seconda, ha presentato il progetto editoriale “Carosello Reloaded”, non una semplice riedizione del Carosello tradizionale ma un progetto ancora una volta multimediale, interattivo, social, il terzo ha sottolineato come l’uomo sia un animale narrativo, e come le tecnologie di geekadvertising e storytelling evoluto rispettino quindi molto più di prima la sua natura, perché finalmente gli parlano non come target, ma, finalmente, come persona.


Leave a reply

Viaggio attraverso l’evoluzione del video con Movi&Co – 19 febbraio, Triennale di Milano

Vernissage Movi&Co 19 febbraio 2013L’evoluzione dello strumento audiovisivo dal 2003 al 2013
alla Triennale di Milano per i dieci anni di Movi&Co.

Vernissage 19 febbraio, mostra dal 19 al 24 febbraio 2013.

Dal 19 al 24 febbraio 2013 la Triennale di MIlano ospita un viaggio visivo, sonoro ed emozionale per ripercorrere i passaggi storici, formali e stilistici che hanno caratterizzato i video realizzati dalla scuderia di giovani videomaker del Concorso dal 2003 al 2013. Una retrospettiva che parte dalle origini di Movi&Co. e arriva a coinvolgere i neo vincitori dell’edizione 2012 e le ultime innovazioni del settore audiovisivo.

La Mostra rappresenta uno sguardo trasversale sulla comunicazione aziendale contemporanea.  Si tratta di dieci anni non solo di video, ma anche di importanti personaggi del mondo del cinema e della televisione che hanno fatto parte della Giuria del Concorso.

In occasione del vernissage di inaugurazione della Mostra verrà assgnata la vittoria del miglior video realizzato nei 10 anni di Movi&Co, attraverso la votazione online che si chiuderà lunedì 18 febbraio.

Hanno partecipato alle precedenti edizioni del Concorso più di centocinquanta aziende ed enti, anche non profit.

Il concorso Movi&Co è organizzato dall’ Associazione Movi&Co. con il sostegno dell’Università IULM di Milano, il Politecnico di Milano, Assolombarda, Assintel Digitale, Fastweb, Filmmaster, EcoWorldHotel, la Triennale di Milano e con il patrocinio di Istituzioni, Enti, Media e Associazioni come l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, IED, Scuole Civiche di Cinema Televisione e Nuovi Media di Milano, Regione Lombardia, Provincia di Milano, ADCI Art Directors Club Italiano, Vivimilano, MYmovies , ADVExpress.


2 Replies

La filiera dell’adv è finita

Mercoledì 21 sono stato, assieme a Guido Cornara, coordinatore alla giornata didattica Movi&Co presso lo IULM.

Si tratta di un workshop di videomaking organizzato da Movie&Co, a cui diverse aziende si iscrivono, pagando una quota d’iscrizione. Questa quota dà loro accesso a un pool di giovani videomaker tra cui verranno individuati quelli che dovranno rispondere al brief dell’azienda, realizzeranno fino a due video.
A me e a Guido è stato riservato il compito di valutare i video ed elargire critiche e consigli sia ai giovani videomaker sia alle aziende. Quest’ultimo compito, devo confessare, è stato particolarmente piacevole per entrambi ;-)

Rispetto all’anno scorso, ho trovato ragazzi con una maggiore consapevolezza stilistica, e anche una maggiore “fame”: ragazzi che difendevano il loro lavoro dalle critiche mie e di Guido, con convinzione. Di lavori belli ce n’erano diversi: alcuni talenti sono sicuramente da tenere d’occhio. Certo, non tutti erano allo stesso livello. Così come i lavori che hanno realizzato.  E qui casca l’azienda.
Togliendo il velo di Maya a una questione che dovrem(m)o affrontare prestissimo, un’azienda si è lamentata pubblicamente del livello del video realizzato per lei, rispetto ad altri: argomentando che “con il biglietto che pago che vantaggio ne ho, se poi il video non è di livello?”. Va detto che l’azienda in questione è una fedelissima dell’iniziativa Movi&Co da diversi anni. E questo rende la questione ancora più cruciale. Perché un workshop del genere non è né una casa di produzione né un’agenzia creativa, ma più una roulette di talenti: ti può capitare quello migliore o quello peggiore. E’ un rischio consapevole, o così dovrebbe essere.
Lasciamo perdere lo spirito di un’iniziativa del genere, di talent scouting e di divulgazione di cultura del videomaking nel mondo dell’azienda. Facciamo i cinici. Se, in 7 anni, dovesse esserle andata bene anche solo 3/4 volte, ci sarebbe da esserne contenti: a un costo infinitamente inferiore a quello d’agenzia + casa di produzione si porta a casa un video di cui può fare l’utilizzo che vuole.

La filiera dell’advertising è finita.
Un azienda che dichiara con tanta pervicacia che *pretende* il servizio di un’agenzia, senza pagare un’agenzia, è un segno dei tempi. Puntualissime le parole che Guido mi ha sussurrato all’orecchio, mentre difendevo l’onore (e le fatture) delle agenzie: “Paolo, è finita…”

Hai ragione, Guido: il modello di business dell’agenzia è finito.
Non è un giudizio di valore, è una constatazione.
Sempre più aziende cercheranno scorciatoie per spendere meno e avere un servizio che assomigli a quello finora erogato soltanto dalle agenzie.

Questo è un brief che tutti i professionisti pubblicitari dovrebbero darsi: pensare un nuovo modello di business per la comunicazione.