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Raffles Festival, dal 7 settembre a Milano

Dopo la conferenza stampa di inaugurazione con il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, giovedì 7 settembre Raffles Milano apre le sue porte alla città per Raffles Festival, 11 giorni di Open Days, Lezioni aperte, Mostre, Concerti e Workshop.

Raffles Festival è l’evento che preannuncia la partenza nei prossimi mesi di tre Corsi Triennali che vedono come course leader: Franco Achilli (Visual Design) Cristina Ortiz (Fashion Design) e Carmelo Di Bartolo (Product Design).
Completano la Faculty i course leader dei Master: Denis Curti (Fotografia), Francesco Cavalli (Visual Design), Luca Molinari (Architettura), Marc Sadler (Product design), Gianpietro Vigorelli (Advertising), Massimiliano Giornetti (Fashion menwears), Gabriele Colangelo (Fashion womenswear), Giuseppe Patané (Visual merchandising).

Raffles Milano è l’ultima sede del Gruppo, un network internazionale di alta formazione nel mondo della moda e del design, con 26 campus in 14 paesi del mondo.

L’appuntamento per Raffles Festival è dal 7 al 17 settembre 2017, in via Felice Casati 16, Milano. L’ingresso agli eventi è gratuito.


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THINK UP DAYS 20-21 maggio – Raffles Milano Istituto Moda e Design

Nell’ambito del patrocinio concesso al Master di Advertising, Raffles Milano Istituto Moda e Design è lieta di invitare tutti i soci ADCI a partecipare ai THINK UP DAYS!

20 – 21 maggio 2017 presso La Triennale Milano

Passa due giorni insieme ai migliori professionisti; sarà possibile conoscere tutti i Course leader e confrontarsi con i docenti della scuola.

#ThinkUpDays #RafflesMilano #designèmeglio #ilmegliodeldesign

Per partecipare: trovate l’evento su Facebook ed è possibile registrarsi qui!

Il programma:


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri, 27_03_017

twitter: @claudianeri

Celebrities e non solo – i ritratti di Maki Galimberti

Da New York arte e internet su Rhizome,

Laure Provost artista francese di base in Olanda, in mostra a Milano ad Hangar Bicocca.

La moda nella fotografia di Stefan Giftthaler


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“UPCYCLED WORDS” BY DANIELE CIMA, ALTRO CHE SCORIE.


Inauguro questo spazio volendo parlare bene di un art director al quale devo il fatto di essere diventato un copywriter, oltre a dovergli buona parte di un fortunato percorso professionale. Un momento delle mie vite che dura da 42 anni.

Il lato più appariscente era stato fin dal principio – per uno nuovo del mestiere – l’enorme dispendio di energie mentali profuso per produrre le creazioni di un’arte applicata, tanto combinatoria quanto effimera, come la pubblicità.

Quando lavoravo in Leo Burnett correva voce che nelle cantine dell’agenzia fossero sepolti centinaia di layout – gli art director degli anni 80 li incollavano ancora sui cartoni “Schoeller” –  un triste destino  solo in piccola parte riscattato dalle campagne che invece avevano visto la luce: queste erano appese in bella mostra alle pareti dei corridoi negli uffici di via Fatebenefratelli, appagando l’orgoglio dei loro autori, tra l’altro molto bene pagati in quegli anni e anche perciò facilmente dimentichi delle sconfitte subite.

Chissà quante altre cantine di agenzie si saranno riempite di cadaveri, anche eccellenti, perché il livello di molte di quelle campagne era di tutto riaspetto; e chissà oggi quanti bei progetti non approvati continuano ad essere archiviati sotto forma di pdf, condannati all’oblìo o in qualche caso accantonati con la speranza in un futuro migliore.

Ora però Daniele Cima, art director non banale, anche lui autore di progetti finiti in un cassetto, è andato molto aldilà del principio fin troppo ovvio per il quale “del maiale non si butta via niente”.

Con il suo “Upcycled Words” è intervenuto in modo del tutto inedito e si è tolto – per dirla con un’espressione che nessuno ha usato prima – un sassolino dalla carpa (sic!).

Ha preso 55 headline di 55 celebri copywriter che da tempo erano rimaste mute come pesci, e le ha fatte riaffiorare a nuova vita; le ha rimesse al mondo operando come graphic-artist in solitario, poi ne ha fatto una mostra e anche un libro. Queste 55 headline tornano a parlarci in una ricomposizione più elevata, “ad alto impatto visivo senza impatto ambientale”, attraverso  l’eccellente Design of Words che Daniele ci fornisce col suo talento. Un tema attuale, il Design of Words, di cui oggi si interessa anche l’ADCI, partner insieme al Consorzio Imballaggi Alluminio di un’altra mostra-evento aperta nella stessa settimana di aprile, organizzata da Acqua su Marte e Calligraphy Masters nel contesto della Tortona Design Week.

La mostra “Upcycled Words” di Daniele Cima si inaugurerà alla Cascina Cuccagna lunedì 11 aprile alle ore 18 e durerà fino a domenica 17.

Io ci andrò, e consiglierei a tutti di andare a vederla. La Cascina sarà una Cuccagna anche perché l’autore riserva a noi soci un particolare sconto del 20% per invitarci a conoscere il suo bellissimo libro.

Daniele Ravenna


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Save the date : Google Mobile Academy – 10 novembre ore 15:30

Primo appuntamento della Google Mobile Academy nella nuova sede di via Confalonieri 4, Milano, il prossimo lunedì 10 novembre, dalle 15:30 alle 18:30 circa (aperitivo in coda). Incontri aperti a chi lavora in agenzie creative e soci Adci, fino a esaurimento posti.

La Mobile Academy si articolerà in tre incontri.

Il primo è dedicato a Creativi, Planner e Account e tratterà dello scenario mobile, delle potenzialità sia creative che strategiche del mezzo. Google presenterà inoltre i wearable device e introdurrà le potenzialità che offrono.

Il secondo incontro si terrà il 10 dicembre e sarà dedicato a creativi, sviluppatori e designer. Sarà una sessione interattiva dedicata alle applicazioni per i wearable devices.

Il terzo incontro previsto per il 21 gennaio sarà dedicato a sviluppatori, designer e project manager e illustrerà le potenzialità creative e le modalità di implementazione.

I posti sono limitati, per iscriversi basta inviare una mail a mghirlanda@google.com con l’indicazione di nome, cognome e indirizzo dei partecipanti.

 


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Il Grande Venerdì di Enzo 2 – aperte le iscrizioni.

La data è fissata per venerdì 10 maggio, ma le iscrizioni sono aperte da oggi fino al 9 maggio.

Il Grande Venerdì di Enzo, quest’anno, si svolgerà in 3 città italiane: Milano, in Via Carnevali 24 (presso Made), Roma, in via degli Ausoni 3 (presso Spazio Cerere), Bologna, in via Guerrazzi 1 (presso Spazio&).

Non abbiamo ancora la lista definitiva di tutti i direttori creativi che parteciperanno (lo pubblicheremo appena possibile), ma posso assicurarvi che il profilo sarà molto alto, come quello dell’anno passato.

Per iscrivervi dovete andare sulla fanpage del Grande Venerdi di Enzo su Facebook, e cliccare dentro la tab “GVE2 Iscriviti”.

Non perdete tempo perché l’anno scorso abbiamo fatto sold out e, purtroppo, abbiamo dovuto dire di no a molti ragazzi.

Per l’occasione avremo anche un hashtag dedicato: #EnzoB.

 


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L’Università cerca Soci ADCI per una ricerca sullo stato della professione

La Bicocca degli Arcimboldi, che dà il nome al quartiere e all'Università di Milano Bicocca

La Bicocca degli Arcimboldi, che dà il nome al quartiere e all’Università di Milano Bicocca

L’Università di Milano Bicocca sta realizzando un’indagine sui giovani professionisti con contratti di lavoro atipici (contratti a progetto, partita iva, collaborazione occasionale). L’oggetto dell’indagine è approfondire i problemi legati alla loro professione, come il lavoro influenza le scelte di vita, quali bisogni di rappresentanza hanno.

I ricercatori coinvolti nel progetto stanno cercando 7-8 persone con un’età fra i 35 e i 43 anni, iscritte all’ADCI, disponibili a un’intervista face to face, sui temi professionali della loro attuale condizione.

L’intervista si svolgerà a Milano, fra febbraio e marzo, nel luogo e nell’orario più comodo per l’intervistato. È garantito il totale anonimato.

Rivolgersi a Paolo Borghi, Ricercatore Università Milano-Bicocca
paolo.borghi@unimib.it


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Twitter cronaca dagli #Adciawads 2012

Oggi che anche a Cannes Twitter sta avendo un ruolo da protagonista, ecco i principali tweet circolati ieri sera e stanotte sulla premiazione degli ADCI Awards 2012. I link sono foto e istantanee della serata che è stata seguita da pochi ma buoni utenti anche dall’estero.

RT @KTTB: #adciawards. 236 bottiglie nel bagagliaio presidenziale. http://t.co/CCuUGm48

RT @KTTB: #adciawards trovato come risollevare il morale di J. Edgar Biffi http://t.co/JGAhEwG9

RT @ValentinaMaran: RT @matteorighi: A poche ore da #ADCIAwards, si dimette l’intero consiglio #ADCI http://t.co/6XPLzgzO

RT @claudianeri: @Adci mentre “gente normale” e “società civile” guarda la partita noi cani sciolti andiamo a vedere e ( ricevere) gli #adciawards

RT @giiiiigiiiii: #adciawards ciboooo http://t.co/E5Ny8ihR

RT @modbeat: “@giiiiigiiiii: #adciawards http://t.co/9dx5Reyx” i h8 u XD

RT @francescogrz: Mancano le tshirt xl per i soci “taglie comode”.. :) #adciawards

RT @paoladecorato65: Bella gioventù #artdirectorsclub #ADCIawards palazzina liberty Milano http://t.co/kO23Buvo

RT @lorenzini_luca: #adciawards http://t.co/FTnGzCkF

RT @marcodiotallevi: #adciawards teddisbanded malato! | Daniele dionisi e Alessandro izzillo a #adciawards http://t.co/IYEWph1d

RT @gabrieledepalma: RT @Iabicus: Astemio alla festa dell’Art Directors Club Italiano, come essere di colore a quella del Ku Klux Klan. #adciawards

RT @Iabicus: Astemio alla festa dell’Art Directors Club Italiano, come essere di colore a quella del Ku Klux Klan. #adciawards

RT @marcodiotallevi: #adciawards Laura sordi e angelo marino! http://t.co/KcqRYFEJ

RT @jorge_jimenez: RT @giiiiigiiiii: Bellissima campagna per #durex #adciawards http://t.co/7btDZ26c

RT @alessandromag: #ADCIAwards potete dire a quelli alti di mettersi dietro

RT @lorenzini_luca: #adciawards Due tettine d’oro, http://t.co/8uvsU0LN

RT @marcodiotallevi: #adciawards il cono di risarcimento http://t.co/m51ets7T

RT @ilagranato: #adciawards vi seguo da #Parigi

RT @francescogrz: #adciawards visto che c’è più gente fuori che dentro, la nomina del Grand Prix si fa fuori stile “habemus papam”.. :)

RT @maxgnocchi: #adciawards insider dalla premiazione: gli applausi a Durex erano registrati.

RT @kttb: #adciawards grand prix a Beauty of a second

RT @horacekidman: Premiazione #adciawards proclamazione del Grand Prix 2012: The beauty of a second Mont Blanc. http://t.co/xI5SL7J8 http://t.co/57FnbM6z

RT @maxgnocchi: #adciawards clamoroso: Massimo Guastini e’ un fake, in realta’ e’ Giovanni Pagano con il
costume di Paperoga. La premiazione e’ annullata.

RT @bcomebru: #ADCIawards Ho vinto un oro per l’abitino fluo :-)


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Black Box Project, invito per art director e pubblicitari. Grafica internazionale e cucina svedese

Il road show mondiale della cartiera svedese Iggesund, dopo Parigi, Londra, New York, Amburgo, sarà a Milano per l’ultima data:  martedì 15 maggio 2012, dalle ore 18.00 alle 23.00, al Magna Pars in via Tortona 15. Cena svedese per gli intervenuti. Confermare la partecipazione scrivendo qui.

Art director, designer, pubblicitari, responsabili marketing e comuncicatori professionisti sono attesi dalle 18.00 alle 23.00 per gustare le deliziose specialità di un famoso chef svedese.

Iggesund, importante cartiera svedese, è specializzata nella produzione di carte e cartoncini per il packaging. Il Black Box Project è una sfida ai designer per creare progetti unici utilizzando la carta Invercote.

Per il progetto “The Black Box Project” Iggesund ha selezionato in Europa e Stati Uniti sei agenzie che si sono distinte per la loro creatività nel design e nel packaging: Landor Associates di Parigi (Francia), Van Heertum Design di Tilburg (Olanda), Brunazzi & Associati di Torino (Italia), Marc Benhamou/Creative 360° di New York, Sebastian Onufszak di Augsburg (Germania), Jeff Nishinaka di Los Angeles (USA).

Iggesund presenterà in questa occasione il sesto designer, Jeffrey Nishinaka di Los Angeles, insieme ai progetti delle altre cinque agenzie selezionate.

Per maggiori informazioni sull’evento  contattare:

Brunazzi&Associati 011 8125397 art@brunazzi.com
Ada Brunazzi 348 3898303 ada.brunazzi@brunazzi.com

Black Box Project Iggesund
martedì 15 maggio 2012,
dalle ore 18.00 alle 23.00,
Magna Pars
via Tortona 15,  MIlano

Cena svedese per gli intervenuti. Confermare la partecipazione scrivendo qui.


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Meet the story guru: John Lasseter a Milano.

di Massimo Gnocchi

La serata comincia con una ressa pazzesca all’entrata, ci sono centinaia di persone che spingono per passare attraverso una piccola porta, l’essersi accreditati prima risulta inutile, tanto non puoi attraversare la folla. Nel pigia pigia noti subito chi durante i concerti è abituato a stare sotto il palco e chi sulle gradinate. Inutile dire che i primi, tra cui il sottoscritto, hanno la meglio e raggiungono l’agognata poltroncina.

Sgradita sorpresa il saluto d’apertura di Formigoni, che fortunatamente si limita a uno strampalato collegamento tra le pitture rupestri e i render CGI, per poi tornare a fossilizzarsi in prima fila.

Comincia John.
Divide l’intervento in due parti: la sua carriera, il percorso creativo Pixar.

Per raccontare la sua carriera, che non sto a ripercorrere, utilizza tre video.

Nitemare (scritto errato), il suo primo corto animato del 1979 quando era alla Walt Disney. Nel bambino che a letto, con il suo orsacchiotto, accende e spegne in continuazione la luce perché è spaventato dagli oggetti che nel buio si trasformano in mostri c’è già la poetica di Lasseter, oltre a un foreshadowing di Monster&Co di vent’anni dopo.

Luxo Jr, il primo corto Pixar, quello che ha aperto la frontiera dell’animazione digitale. Lasseter racconta che lo presentò al SIGGRAPH di Dallas nel 1986, terrorizzato che gli avrebbero chiesto di approfondire le problematiche tecniche della realizzazione, di cui lui sapeva ben poco. Invece, la domanda che gli rivolse uno dei massimi esperti di computer grafica di allora fu: “John, ma la lampada adulta, è la mamma o il papà?”. Da quel momento Lasseter focalizza definitivamente l’importanza della storia e dell’emozione rispetto alla tecnica, con la seconda al servizio della prima e mai viceversa.

Knick Knack del 1989 su cui non si sofferma.

Poi passa al processo creativo Pixar, che riassume in tre passaggi.

La storia, che naturalmente deve essere originale e sorprendente.
Come case history presenta Toy Story e mostra il video in cui uno dei disegnatori (lui chiamerà sempre artisti tutti quelli che lavorano in Pixar, indipendentemente dal ruolo tecnico) fa il pitch della sequenza dei soldatini iniziale utilizzando uno storyboard appeso alla parete. La successiva comparazione alla sequenza realizzata dimostra la straordinaria fedeltà allo storyboard iniziale. Lo storyboard lo trovate alla mostra di Milano.
John specifica che il punto di vista della storia è quello del bambino che eravamo, per cui quei soldatini che in realtà facevano schifo, in plastica dozzinale con particolari approssimativi, diventavano imbattibili corpi d’elite.

I personaggi, che devono essere attraenti.
L’attraenza è un elemento che Lasseter sottolinea spesso. Le case histories sono Woody (Toy story), Hopper (Bug’s life) e Edna (Gli Incredibili) che rivela essere il suo personaggio preferito.

Il mondo di riferimento, che deve essere credibile.
Case history: la fabbrica di Monster&Co, che nasce ispirandosi alle grandi acciaierie di Pittstburgh degli anni ’50.

Poi John ha fatto una breve analisi dell’utilizzo del colore, per sottolineare l’equazione emozione = colore + luce. Case histories: la prima sequenza di Nemo, con i colori completamente spenti e Wall-e, in cui la cartella colori è poverissima, a rappresentare un mondo elementare, senza nulla, in cui poi irromperanno gli occhioni blu di Eve a dare il via a una straordinaria storia d’amore.

Come avrete capito il buon vecchio John non ha detto molto di nuovo e la mostra sarà sicuramente più interessante. Però quando sono uscito avevo già in mente tre corti da scrivere. Sarà un caso…

 

L’evento con John Lasseter si è svolto il 21 novembre 2011 al Teatro dal Verme di Milano all’interno degli incontri con personalità dei nuovi media di Meet the Media Guru organizzati da MGM Digital Communication.

L’immagine è tratta dal sito Meet the Media Guru.