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Adci Awards 2012 – Mauro Gatti racconta la sua esperienza

E’ stata una bellissima esperienza, dura, intensa e provante ma comunque stimolante.
Sono particolarmente fiero di come una giuria fatta di professionisti di estrazioni diverse si sia ben amalgamata e abbia trovato un’intesa positiva e assegnato i premi in maniera obiettiva.
Fiero anche del livello qualitativo dei lavori iscritti quest’anno, un chiaro segno di come il digital italiano sia vivo e frizzante.
Giudicare 150 entries in una giornata è stata un’impresa ardua considerando che la maggior parte dei lavori iscritti nella nostra categoria doveva essere “navigato” ma spero che, nonostante i fisiologici cali di lucidità durante la lunga giornata, i risultati diano un’idea di omogeneità di giudizio e direzione.
L’obiettivo che mi ero prefissato era quello di giudicare i lavori per originalità, italianità, valore del progetto nell’anno, capacità del lavoro premiato di diventare in Italia un esempio da eguagliare o superare nei i prossimi anni.
La giuria si è preoccupata che i lavori fossero ben realizzati, nella maggior parte dei casi originali e soprattutto non clonati o fake.
Personalmente mi sono preoccupato poco di farmi delle domande tipo “vincerà a Cannes?” perchè ritengo che il Club Italiano debba votare e premiare i lavori che hanno lasciato un segno principalmente nel nostro paese.
Il nostro focus è stato sul panorama digital italiano, se poi i lavori che abbiamo premiato avranno fortuna anche all’estero vorrà dire che giurie e giurati internazionali avranno condiviso il nostro punto di vista.
Sono molto contento che alcuni metalli vinti quest’anno siano andati anche a realtà minori (in termini di personale e non di qualità) del digital perchè spero che questo porterà nei prossimi anni ad una presa di fiducia da parte di tutte quelle agenzie minori che non iscrivevano per mancanza di fiducia nel Club o paura di non battersi alla pari con le grandi realtà del settore.
Concludo lodando ancora una volta la mia giuria che si è dimostrata aperta rispetto ai lavori, alle discussioni e ad un presidente alla prima esperienza e come scrivevo stamattina in mail ad una persona che mi aveva chiesto delucidazioni su un metallo sono disponibile (così come credo i giurati digital) ad argomentare meglio le nostre decisioni.
Infine ringrazio Massimo, Vicky e tutti i cento giurati che hanno lavorato con serietà per questi awards.


4 Risposte

Paola Manfroni: “Adci Awards, da quest’anno un premio più aperto”.

L’Art Directors Club Italiano non è nulla se non celebra i veri talenti della creatività, non solo art e copy che impostano un pensiero innovativo, ma registi, fotografi, illustratori, web designers, graphic designers, musicisti, sound designers, che rendono questo pensiero un’opera.

Nel nostro paese troppo spesso chi chiacchiera ha la meglio su chi fa. Noi vogliamo essere il Club degli artigiani della creatività, vogliamo che il nostro annual sia un’infilata di cose sorprendenti, di bellezza e humour e maestria che – “sublimando” il brief di marketing – invece di una soluzione creano un meme, vitale e fertile.
Abbiamo perciò rivisto il Call For Entries dando molto spazio e autonomia alle sezioni di crafting, e abbiamo chiamato a presiedere le relative giurie persone esterne al  club che possano allargare il bacino di attrazione: Pierpaolo Ferrari (fotografia, illustrazione, art direction), Cristina Chiappini (design), Alfredo Accatino (live advertising), Mauro Gatti (digital), Luca Miniero (regia, sound, copywriting), si sono resi disponibili e stanno dedicando il loro tempo non al fu club dei pochi pubblicitari, ma al futuro Club dei molti creativi.

Perché l’Italia è un paese pieno di singoli geniali, ma in tutti gli altri paesi i geni fanno sistema, e spesso ci umiliano.

 

Paola Manfroni è Vice-Presidente dell’ADCI