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IX White Square Ad Festival Announces the Jury

IX International Advertising Festival «White Square», one of the leading creative events in communications industry of Eastern Europe, will take place in Minsk on April 27-29.

The image of a boxing ring has become the key idea of Festival’s corporate identity this year. The tagline of IX White Square Festival is «Creativity Wins». In late April White Square Festival turns into a prestigious international tournament and invites professionals involved in advertising, branding, design, communications activity to participate in this tournament, to show their best works and to challenge each other in this fair fight.

The creative battle of IX White Square will be judged by 5 international jury casts. They are Creative and Art Directors of the leading agencies of all over Europe, persons with world recognition in advertising and rich experience of judging at famous international ad festivals, holders of numerous prestigious awards in this sphere, including more than 130 Cannes Lions.

*There may be some changes and editions in Jury categories.

Detailed CVs of the Jury members could be observed on the official website adfest.by.
Jury work will be held offline in Minsk on the eve of the Festival.

The winning entries will be published on manifold leading industrial online resources of Europe and the CIS countries.

In the year 2016 the representative of the global index The Gunn Report visited White Square and noted high organization level, professionalism of jurors and high level of entries, and called White Square one of the major festivals of the Eastern Europe.

Call for entries for IX White Square is now open on the official website of the Festival adfest.by. Deadline is on April, 7. It’s high time to enter the creative ring and win!

Detailed information regarding participation in IX White Square Festival is on the official website adfest.by or via e-mail info@adfest.by.


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CREATIVITY TO THE BLOOD IN THE ADVERTISING CAMPAIGN OF WHITE SQUARE FESTIVAL

ADCI ha il piacere di presentarvi il IX International Advertising Festival White Square, in Bielorussia (Belarus), uno dei più importanti eventi di creatività in ambito pubblicitario e di comunicazione dell’Europa orientale. I soci ADCI godono dello sconto di – 10% sulla fee di registrazione.

IX International Advertising Festival White Square has launched a campaign with famous advertisers shot in unexpected images. The key idea of Festival’s corporate identity this year has become the image of boxing ring. On April 27-29 White Square Festival will turn to a prestigious tournament and invites professionals involved in advertising, branding, design, communications activity to participate in this tournament, to show their best pieces of work and to challenge each other in this fair fight.

«Creativity Wins» – is the tagline of IX White Square. The idea of the campaign is to show advertisers in the images of fighters at the moment of victory. After all, advertising is a battle, an everyday fight for ideas and their realization, for tenders and festival awards. White Square goes further and calls to the victory of creativity in all spheres of life.

Recognized experts of advertising and communications industry, holders of prestigious international awards, White Square Jury members have become the faces of the campaign. They are Andrey Logvin, Creative Director of BORSCH Studio, Russia; Vitaliy Bykov, CEO, co-founder of Red Keds, Russia; Dmitry Apolenis, Creative Director at AIDA Pioneer, Belarus; Lola Tehver, Director of Estonian Association of Marketing and Communications Agencies, Estonia; Vladimir Kobets, Creative Director of digital-centric agency AdPro, Ukraine; Marko Edfelt, CEO, Partner at Satumaa Family Business, Finland.

White Square is most ambitious and dynamically developing creative festival in Eastern Europe. In the year 2016 the representative of the global index The Gunn Report visited White Square and noted high organization level, professionalism of jurors and high level of entries, and called White Square one of the major festivals of the Eastern Europe.

Call for entries for 9th White Square is now open on the official website of the Festival adfest.by. Deadline is on April, 7. There are 5 contests at the Festival: CREATIVITY, BRANDING, MARKETING, DIGITAL, SOCIAL ADVERTISING.

The corporate identity and campaign of White Square Festival were worked out by AIDA Pioneer Branding & Creative. Photosession – altogether with a couple of famous Minsk photographers KANAPLEV + LEYDIK. Video by Andrey Levkovich.

Watch the Video 


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BRANDED CONTENT LAB


Giovedì 17 Novembre, presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica, il Professor Nelli ha presentato i risultati del progetto di ricerca condotto in collaborazione con Magnolia e intitolato “Le condizioni di efficacia del Branded Content nell’esperienza internazionale”.

Si tratta di una tra le prime ricerche accademiche su questo tema.

La tesi portata avanti è che attraverso il Branded Content si realizza un vero e proprio cambio di paradigma nella comunicazione aziendale che segna il passaggio dai contenuti di marketing al marketing dei contenuti.

Il Branded Content marketing consiste nella proposta di contenuti originali e rilevanti per specifici segmenti di Target Group, allo scopo di collocare nella mente stimoli di natura commerciale che possano influire sulle decisioni di acquisto e di consumo future.

4 le dimensioni contenutistiche:

1 entertaining& fun content

2 informative content

3 educational content

4 useful& practical content

Come ben sottolineato dal professor Nelli questa tipologia di contenuto è estremamente organica al journey sui media del target e richiede un radicale cambio di visione: il target viene posto al centro di un ambiente di apprendimento dove non è preso in considerazione come cliente ma come persona.

Nel momento in cui un brand si trasforma in editorial e publishing brand non sta semplicemente comunicando.

Il passaggio cruciale da assimilare è infatti questo: i contenuti prodotti per editare il suo posizionamento diventano parte del valore complessivo del sistema di offerta che l’impresa rivolge al mercato dei beni e dei servizi nei quali opera.

I contenuti proposti SONO DI PER SE STESSI OGGETTO DI UN RAPPORTO DI SCAMBIO NEL MERCATO DELL’INTRATTENIMENTO E DELL’INFORMAZIONE.

IL CONTENUTO SI PROFILA COSI come fonte di vantaggio competitivo sostenibile.

In questo passaggio esiste oggi per le agenzie di comunicazione una grande opportunità ma anche un grande rischio: quello a tendere di subire la concorrenza dei content hub interni ai brand e interni ai broadcaster media.

Questa ricerca dell’Università Cattolica giunge infatti a conclusioni molto chiare: le aziende dovranno staffarsi di content factory e content hub interni, seguendo modelli di successo come quelli di Red Bull, o Pepsi. O in alternativa avvalersi di partnership media (Mondelez)

I CONTENT CREATOR sono i creativi del futuro, PARTE INTEGRANTE DELLA TRIANGOLAZIONE CHE LI VEDE DIALOGARE CON IL BRAND INVESTITORE E CON I BROADCASTER MEDIA.

Nel tempo andrà sempre più configurandosi una nuova modalità anche nello spending media al fine di misurare i risultati di business e di monetizzazione correlati ai contenuti prodotti.

Laura Henderson, Global head of content & media monteization di Mondeleze così definisce la Media monetization: «“Media monetization means making content that’s good enough to make money”

La ricerca è stata condotta in collaborazione con Magnolia. A questo proposito il commento di Ludovica Federighi. Head of brand solutions per Magnolia.

“Supportare la ricerca in questo campo è fondamentale per chi produce contenuti per i Nuovi Editori : di questo si sta parlando, di una nuova generazione di editori, i Brand, che ,anche in Italia, si stanno organizzando per diventare Entertaining Brands .

La filiera creativa e produttiva per questa nuova tipologia di progetti è molto complessa , e le competenze necessarie per realizzarli non si possono improvvisare; è fondamentale comprendere a fondo quali sono gli obiettivi di comunicazione del Brand mentre si pensa e si produce qualcosa di Entertaining/educativo/informativo, per una audience incredibilmente esigente ( the content is king? the audience is king-ier, decide e sceglie solo contenuti veramente rilevanti) . Insieme ai Nuovi Editori nascono quindi i Nuovi Produttori , strutture ibride come la nostra ,che sanno parlare con i Brand, con le Agenzie creative e i Centri media, e conoscono bene i Broadcaster e le Concessionarie , e le loro esigenze legate agli ascolti. Il nostro lavoro diventerà sempre più interessante, una sfida continua e stimolante. Noi ci siamo!”


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Piangere al telefono. L’aspetto “tennico” della crisi della pubblicità classica

Imprescindibile strumento di lavoro dei manager

C’è una considerazione storica sulla crisi della pubblicità classica che, secondo me, dipende anche dalla semplice evoluzione tecnica. Io ho iniziato a lavorare alla fine negli anni settanta, appena uscito dal liceo artistico e ho visto le agenzie pubblicitarie degli anni d’oro, gli anni ottanta, epoca in cui peraltro si rimpiangeva la precedente età d’oro: i primi tempi di Carosello :-) .

Negli anni 60 e 70 del secolo scorso gli spot potevano essere visti solo in proiezione o alla moviola. Le agenzie pubblicitarie di una certa dimensione avevano entrambe, mentre quasi nessuna azienda aveva sala di proiezione o moviola in casa. Vedere il nuovo Carosello era un rito hi-tech che poteva svolgersi solo presso l’agenzia o, se l’agenzia era piccola, presso la casa di produzione.

Con l’arrivo della videoregistrazione le cose sono rimaste analoghe per molto tempo: i videoregistratori professionali in formato U-Matic costavano milioni di lire, e altrettanto costavano i grandi televisori con enormi tubi catodici presenti nelle sale riunioni delle agenzie. Per capirsi, per vedere uno spot occorreva un’attrezzatura professionale del costo equivalente a diecimila, ventimila euro di oggi. Anche in questo caso poche aziendedisponevano di quell’attrezzatura, perché difficilmente ne avrebbero giustificato l’acquisto.

Quando bisognava discutere della nuova campagna, gli alti dirigenti dell’azienda cliente prendevano il taxi (o si sobbarcavano il viaggio fino a Milano, Torino o Roma) per venire in agenzia. Era anche normale che Amministratori Delegati di multinazionali scambiassero il biglietto da visita con giovani art director o giovani copywriter, se questi erano coinvolti nella campagna. Lo status dei creativi era molto elevato, anche se la situazione tutt’altro che ideale, diversa dai ricordi dei nostalgici: gli account executive che tornavano dalla riunione dicendo “il cliente ha detto…” esistevano già allora.

 

E-mail ed Mpeg invece di moviola e videoregistratore.

Da metà degli anni Novanta, tecnologicamente è cambiato tutto. Oggi per presentare un film basta inviare un’e-mail con un filmato in formato Mpeg in allegato. Il messaggio può circolare in azienda ed essere commentato da chiunque lo riceva. Le richieste di modifica e le modifiche stesse possono essere fatte e rifatte via e-mail, in certi casi con l’aspettativa che possano essere eseguite in poche ore.

La risposta a questa evoluzione tecnologica, a mio parere, non è rimpiangere il piccolo mondo antico, bensì abbracciare l’innovazione per coglierne i lati positivi. Ad esempio, oggi, l’integrazione fra tv, comunicazione e social media.

 

I dirigenti del Piccolo Mondo Antico

L’errore storico della maggioranza dei dirigenti d’agenzia (management e direzioni creative), invece è stato remare contro e cercare insistentemente di mantenere lo status quo, errore che in molti casi persiste tuttora. La diffidenza nei confronti delle novità tecniche e tecnologiche è insita nel codice genetico degli italiani (e infatti siamo in ritardo rispetto all’Europa nella diffusione di Internet tanto nelle aziende quanto fra le famiglie), e ancor di più nelle classi dirigenti, costituite, nel caso della pubblicità italiana, dai capi d’agenzia e dalle direzioni creative. Mi ricordo bene che negli anni Novanta, quando parlavo di e-mail e Internet, mi si opponeva l’argomentazione che per comunicare esistevano già il fax e il telefono. In questi anni (anche recentemente) quando parlo di Facebook e di Twitter mi oppongono l’obiezione che esiste l’e-mail.  Mi ricordo anche le polemiche di retroguardia sul computer che uccideva la creatività e il pensiero strategico rispetto a carta e matita. Sì, certo.

 

Responsabilità. Alcune sono precise e facilmente individuabili.

Ovviamente la crisi della pubblicità classica e della tv generalista dipende anche da cause globali al di fuori del controllo di chiunque. Però, almeno in parte, i problemi che affliggono la pubblicità italiana sono facilmente individuabili: la pervicace, tenace e in certi casi orgogliosa resistenza all’innovazione da parte della gran parte dei suoi dirigenti, resistenza condivisa spesso anche dalle aziende italiane. La nozione, sbagliata, per cui gli aspetti “tennici” sono roba secondaria, le tecnologie non fanno parte della cultura di base e la persona elegante non si sporca le mani.

Prove a carico? Basta guardare le presenze online di UPA Utenti Pubblicitari Associati e Assocomunicazione. Sono forse all’avanguardia della cultura di comunicazione online? È possibile contattare gli alti dirigenti di agenzie e aziende via Facebook? Se gli mandi un’e-mail ti rispondono o hanno qualcuno che risponde? Quanti hanno una presenza con Google+? Quanti sono gli Amministratori Delegati italiani presenti su Twitter o con un blog personale?

Se la risposte, nel 2011, sono “no”, “raramente” e “pochissimi”, allora c’è una larga percentuale di alti dirigenti italiani che, come un vecchio ex presidente del consiglio allergico alle intercettazioni, perde troppo tempo al telefono.

 


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I veri imprenditori mettono in gioco solo se stessi

Antonio Pagani è l’alternativa a Del Frate nell’area “delega gare” del consiglio direttivo di Assocomunicazione.
Ho letto il suo programma e non condivido un punto fondamentale.

…mi sono domandato quante siano le gare – i clienti – in Italia che possono permettersi di riconoscere un rimborso di 25k euro.
…ritengo che il rischio imprenditoriale se lo debba accollare l’agenzia che è libera di scegliere se partecipare o meno ad una gara. Se poi un cliente riconosce un rimborso, ben venga, ma non lo ritengo una condicio sine qua non.

No, non ci siamo. Come ho già spiegato molte volte e in varie sedi, in qualunque settore serio i fornitori e i consulenti vengono pagati per i loro servizi. Una gara per un progetto di comunicazione integrata richiede alle agenzie centinaia di ore lavorative. Chi le paga? Nessuna agenzia oggi è sovrastrutturata. Ne consegue che il cosiddetto rischio imprenditoriale se lo accolla sì tutta l’agenzia, come sostiene Pagani, ma solo in minima parte ricade sulle spalle del cosiddetto imprenditore. Il resto se lo accollano i dipendenti (quando lo sono) facendo straordinari e week end che non sono mai riconosciuti. E indirettamente lo pagano gli altri clienti dell’agenzia impegnata nella gara non remunerata, ritrovandosi a lavorare con esseri umani spompati, senza una vita privata, senza diritti e non esattamente nelle condizioni ideali per essere brillanti produttori di idee. Non siamo macchine che possono sfornare beni materiali giorno e notte.
Le gare non remunerate hanno devastato anche i settori professionali “a valle”. Mi riferisco a fotografi, illustratori, case di produzione, ovverosia a quei partner preziosi sui quali le agenzie di pubblicità hanno l’abitudine di scaricare il “rischio imprenditoriale”. La vera verita è che qui sono tutti imprenditori con il culo degli altri.
Inoltre, l’azienda che vuole scegliere un partner, non è costretta a pagare per conoscere delle agenzie. Può selezionarne anche una dozzina, sulla base del profilo, della reputazione, delle esperienze e poi incontrarle. Può inviare preventivamente un’agenda degli argomenti che vorrebbe affrontare in una riunione di 90-120 minuti. Due ore di colloquio sono più che sufficienti per farsi un’idea sulle qualità umane, sulle competenze tecniche nonché sul feeling. Siamo esseri umani, non siamo macchine. Le grandi campagne si costruiscono partendo da buone relazioni umane, dal rispetto e dalla fiducia reciproca. Oggi le nostre campagne non sono grandi perché piccole sono le relazioni umane a monte del processo. E instaurare una relazione professionale basandosi sul più prono dei motti “il tuo rischio me lo prendo io” è un piccolo inizio che non porterà mai a nulla di grande.

Per quanto riguarda la condivisione delle informazioni su una piattaforma web, ho già espresso più volte la disponibilità di diversi ottimi creativi che guidano agenzie indipendenti. Per segnalare sia i comportamenti virtuosi sia quelli non esattamente edificanti. Anche molti soci Adci che lavorano in grandi strutture si sono detti disponibili a condividere informazioni, in questo caso si parla di una white list pubblica dei manager di azienda distintisi per correttezza e competenza.

Nel 2012 l’Adci permetterà di condividere molte più informazioni online rispetto a oggi. Sarei lieto di coordinarmi e collaborare anche con Assocomunicazione da questo punto di vista. Ma solo se verrà riconosciuto un principio fondamentale: o fanno pagare le gare alle aziende, o gli imprenditori delle agenzie si dimostrano realmente tali e iniziano a pagare straordinari e weekend. Come noterete, a differenza di Antonio Pagani io non uso punti esclamativi. Li considero le stampelle delle idee zoppe.