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I vincitori del Concorso Movi&Co 2013

Nel corso della cerimonia tenuta il 5 dicembre 2013 alla Triennale di Milano sono stati proclamati i nomi dei giovani videomaker vincitori della X Edizione di Movi&Co.
Il primo dei trentacinque video in gara è stato  Soft Skin-Hard Core, spot realizzato da Francesco Saverio Valentino per Samsonite che si aggiudica i seimila euro messi in palio dall’Università IULM di Milano…

Leggi qui il resto dell’articolo con il link al canale YouTube con tutti i vincitori.


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La filiera dell’adv è finita

Mercoledì 21 sono stato, assieme a Guido Cornara, coordinatore alla giornata didattica Movi&Co presso lo IULM.

Si tratta di un workshop di videomaking organizzato da Movie&Co, a cui diverse aziende si iscrivono, pagando una quota d’iscrizione. Questa quota dà loro accesso a un pool di giovani videomaker tra cui verranno individuati quelli che dovranno rispondere al brief dell’azienda, realizzeranno fino a due video.
A me e a Guido è stato riservato il compito di valutare i video ed elargire critiche e consigli sia ai giovani videomaker sia alle aziende. Quest’ultimo compito, devo confessare, è stato particolarmente piacevole per entrambi 😉

Rispetto all’anno scorso, ho trovato ragazzi con una maggiore consapevolezza stilistica, e anche una maggiore “fame”: ragazzi che difendevano il loro lavoro dalle critiche mie e di Guido, con convinzione. Di lavori belli ce n’erano diversi: alcuni talenti sono sicuramente da tenere d’occhio. Certo, non tutti erano allo stesso livello. Così come i lavori che hanno realizzato.  E qui casca l’azienda.
Togliendo il velo di Maya a una questione che dovrem(m)o affrontare prestissimo, un’azienda si è lamentata pubblicamente del livello del video realizzato per lei, rispetto ad altri: argomentando che “con il biglietto che pago che vantaggio ne ho, se poi il video non è di livello?”. Va detto che l’azienda in questione è una fedelissima dell’iniziativa Movi&Co da diversi anni. E questo rende la questione ancora più cruciale. Perché un workshop del genere non è né una casa di produzione né un’agenzia creativa, ma più una roulette di talenti: ti può capitare quello migliore o quello peggiore. E’ un rischio consapevole, o così dovrebbe essere.
Lasciamo perdere lo spirito di un’iniziativa del genere, di talent scouting e di divulgazione di cultura del videomaking nel mondo dell’azienda. Facciamo i cinici. Se, in 7 anni, dovesse esserle andata bene anche solo 3/4 volte, ci sarebbe da esserne contenti: a un costo infinitamente inferiore a quello d’agenzia + casa di produzione si porta a casa un video di cui può fare l’utilizzo che vuole.

La filiera dell’advertising è finita.
Un azienda che dichiara con tanta pervicacia che *pretende* il servizio di un’agenzia, senza pagare un’agenzia, è un segno dei tempi. Puntualissime le parole che Guido mi ha sussurrato all’orecchio, mentre difendevo l’onore (e le fatture) delle agenzie: “Paolo, è finita…”

Hai ragione, Guido: il modello di business dell’agenzia è finito.
Non è un giudizio di valore, è una constatazione.
Sempre più aziende cercheranno scorciatoie per spendere meno e avere un servizio che assomigli a quello finora erogato soltanto dalle agenzie.

Questo è un brief che tutti i professionisti pubblicitari dovrebbero darsi: pensare un nuovo modello di business per la comunicazione.


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Videomaker (poveri) di idee

Giovedì scorso si è svolta la giornata didattica organizzata da Movi&Co allo IULM. Ho avuto modo, assieme a Marco Lombardi, di conoscere e giudicare il lavoro, assieme ai loro autori, di 45 giovani videomaker che si sono cimentati in progetti di comunicazione.

La giornata è stata una bellissima esperienza, di cui ringrazio sia Movi&Co sia Marco Lombardi per avermi coinvolto: sarà il fatto di essere un giovane padre (o forse il fatto di volermi credere ancora giovane, nonostante i pochi capelli), ma credo moltissimo nei giovani: sono il motore dell’evoluzione.

Per questo mi ha deliziato vedere come sono imbevuti di nuovi linguaggi, e di quello che gira quotidianamente, ad esempio, su vimeo, i cui awards personalmente ritengo importanti quanto quelli di Cannes.

Sempre per questo, mi ha colpito la talvolta sospetta mancanza di cultura di comunicazione di non pochi fra questi aspiranti videomaker. Lasciamo da parte i luoghi comuni (sono rimbambiti da google e wikipedia, non sanno l’inglese, sono pigri, sono finite le mezze stagioni) probabilmente veri, e poniamoci una domanda: siamo dei bravi insegnanti per questi giovani? Noi, i comunicatori di professione, i coltivatori d’idee, siamo anche coltivatori di giovani talenti?

In fondo, si è chiamata “giornata didattica”, non “giornata del giudizio”: ho avuto la tentazione di giudicare, lo confesso, soprattutto quando una ragazza ha presentato il video di un collega, dicendo che era ispirato all’*idea* di Dove “Evolution” solo perché realizzato con la tecnica del timelapse. Poi mi son detto, appunto, quello che vi ho appena scritto. E mi sono impegnato a insegnare di più ai miei studenti, ai miei creativi, anche a imparare da soli quando non c’è nessuno che insegna.

Sì, decisamente sono invecchiato.


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Invasione di Leoni allo IULM

Lunedì 24 ottobre, dalle 16 alle 19, l’Università IULM ospiterà i leoni di Cannes.

Si tratta della prima edizione di Advertere, una rassegna, curata da Marco Lombardi, delle migliori campagne del 2011, a cui l’ADCI partecipa, presentando e commentando una selezione degli award dell’ultima edizione del festival di Cannes.

Allo IULM i leoni avranno a disposizione l’aula magna: uno spazio davvero ampio per far sentire la loro voce, raccontata, fra gli altri, dai soci ADCI Mauro Manieri, Angelo Ghidotti, Serena di Bruno, Karim Bartoletti, Vicky Gitto e Paolo Guglielmoni.

Clicca qui per vedere il programma, mentre qui è disponibile la locandina dell’evento.