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Nuovo Annual ADC*E e app gratuita per iPad

ADCE Annual 2012 – Best of European Design and Advertising from Art Directors Club of Europe on Vimeo.

L’Art Directors Club of Europe annuncia la disponibilità della versione per iPad dell’Annual ADC*E. Può essere scaricato gratuitamente dall’App Store Apple cliccando qui.

L’Art Directors Club of Europe (ADC*E) è l’associazione che unisce tutti i principali Art Directors Club dei paesi europei, raccogliendo oltre 4600 creativi pubblicitari di venti nazioni.

• “The Annual of Annuals 2012”, ovvero l’Annual dell’ADC*E seleziona 600 lavori prodotti in 18 paesi europei nel corso di un anno.

• Tutti i lavori segnalati sono vincitori delle categorie ‘Oro’, ’Argento’, ‘Bronzo’ oppure sono entrati in ‘Shortlist’ nei rispettivi Art Directors Club nazionali.

• La selezione finale è stata fatta da una giuria di 56 creativi internazionali che hanno selezionato le campagne più innovative in tv, radio, stampa, Internet, eventi, design e nuovi media.


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L’Annual ADC*E passa su iPad

Ecco il primo contributo che mi arriva da Patrizia Boglione, giurata italiana agli ADC*E Awards che quest’anno si svolgono a Barcellona.

Quest’anno c’è qualcosa di nuovo. Niente più carta, l’annual passa su iPad a ottobre. Fra due settimane avremo anche un App per Iphone, veloce, piena di informazioni, news, idee. Abbiamo deciso di caricare tutti i film su Vimeo, la qualità è ottima. Mi piace questo ADC*E, ci sono belle teste e tante energie. Entra in board Adrian Botan, fresco dei suoni nuovi leoni e del Grand Prix di Cannes, esce Helena Rosa – Trias, fantastica designer di Barcellona. I board dei club nazionali cambiano e così i delegati in Europa. Sei ore di confronti serrati, votiamo Young Creatives e Studenti, poi di corsa alle ADC*E Conferences. Il primo a parlare è AMIR Kasseai, Creative Officer DDB Worldwide (Germany) presenta: The Brand Outernet: Marketing and Advertising in the Twenty-First Century.

Forse un po’ epocale il tema, ma il punto è interessante: fra 10/15 anni il mondo e l’uomo saranno veramente diversi. La tecnologia impatta fortemente su questo cambiamento. Cambiano le mappe mentali, cambiano le priorità.
Internet non è un media ma un’infrastruttura e pensarla in questo modo cambia il modo di produrre, distribuire e comunicare idee.
Interessante notare come Apple non abbia una pagina Facebook, un account Twitter o un dipartimento che si occupi dei Social Network.
Pensare creativamente per un’infrastruttura è fondamentalmente diverso che pensare ad un media. Il cuore del nostro lavoro è rendere le cose rilevanti per le persone. E internet lavora sulla rilevanza più che sull’awareness.

Dopo Amir parla un giovane designer danese, che si presenta come The Emperor of Antartica. La cosa migliore che racconta è la storia di suo padre chef e la sua infanzia in cucina, da dove nascono le sue ossessioni per un certo tipo di design.
La cosa migliore che dice suona un po’ così: “Everything on a plate should be there for a reason, Tha same for a poster.”
Questo mi piace, sono una fervente seguace dell’approfondimento nel nostro lavoro e nel farlo credo che tutto debba avere una sua ragione. Poi ancora “Design is the very opposite of an accident”. Tutto quello che ha detto dopo suonava come un’ossessione maniacale.