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Google Video Pills #4 – YouTube Advertising Overview

La quarta video-pillola di How to be successful in the Google ecosystem: tips & tricks fotografa lo scenario dell’advertising su YouTube in meno di 6 minuti e mezzo. Priceless.

È ancora Una Rapslapčević, Brand Solution Specialist Google, a sintetizzare per noi, con una video-pill di overview, le molteplici opzioni che YouTube può offrire all’advertising.

Chiarissimo. Utilissimo. Shortissimo. Come lo chiamiamo, Rich-Bignami?

Feedback qui.


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Google Video Pills – META-TUBE ovvero YouTube, dietro le quinte.

È decisamente da vedere la terza video-pillola della serie How to be successful in the Google ecosystem: tips & tricks. Poco meno di 13 minuti di insight senza prezzo: A Better way to Build Brands through Video Content on YouTube.

Questa settimana, Una Rapslapčević, Brand Solution Specialist Google, racconta con una video-pill di rara sintesi ed efficacia il mix ideale per una content strategy completa sulla piattaforma YouTube.

Hero, Hygiene, Hub content exposed, insomma, e soprattutto (!) i veri ingredienti che lo Studio Watt International usa per preparare un BigMac (Quarter Pounder) ad uno di quegli scatti #foodporn che farebbero diventare carnivoro un vegano (per i più sensibili: è una battuta – ndr).

Mangiàtela con gli occhi : )
E dateci il feedback, please.


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Google Video Pills – La creatività è mobile

IF! si avvicina. Google -inarrestabile & inestimabile partner- ci tira la volata regalandoci queste video-pillole. Sono le prime due della serie How to be successful in the Google ecosystem: tips & tricks. Sono 7 minuti di fatti ed idee utili a chi fa creatività al tempo dei Six Screens – sì, sono sei, non più quattro: l’estate è finita, ragazzi, riallineiamoci va’!

#1 MOBILE FOR CREATIVITY
Lo scenario. In 7′ Luciano Cantoni, Performance Sales Activation Lead di Google, fotografa lo stato delle cose, qui ed ora. Sono le cose con cui dobbiamo fare i conti tutti i giorni: art, copy, designer, direttori creativi, strategist (in rigoroso ordine alfabetico), che magari qualcuno di noi sa o ha più semplicemente orecchiato, e tuttavia conservano il pregio di essere riassunte con rara sintesi ed efficacia.
Questa volta ci piacerebbe avere il vostro feedback relativamente al clip #1 – 15 secondi del vostro tempo per il form.

#2 MOBILIZE YOUR CREATIVITY
Le case history. Altri 7′ con Luciano Cantoni, che racconta e contestualizza nello scenario tracciato nella viedo pill #1 una selezione di casi di successo di integrazione off/online.
C’è Levi’s che aiuta le donne a trovare il jeans col fitting giusto con Curve ID, i pannolini Pull-Ups che regalano a bimbi e mamme un’esperienza “seamless” tra mondo fisico e digitale, i reggiseni Wonderbra che realizzano il sogno di migliaia di lettori de Il Monello (i mitici occhiali a Raggi-X pubblicizzati in ultima di copertina) e infine le VW Tiguan alluse, raccontate e scoperte con il tablet. Enjoy!
Qui trovate il form superveloce per dare feedback a questo clip #2.

ES


4 Risposte

Industria culturale: paura della pirateria o del cambiamento? L’esperienza dell’industria dei videogame.

Sull’Economist di questa settimana c’è un inserto sull’industria dei videogame.

Qui l’editoriale.

Previsioni di spesa globale per l'industria culturale e del divertimento

Previsioni di spesa globale per l'industria culturale e del divertimento

Un’osservazione interessante: L’industria dei videgame non ha grossi problemi con la pirateria, ovvero ha parecchio da insegnare all’industria musicale-cinematografica-editoriale su come gestirla.

In parte dipende dal fatto che l’industria dei videogame è sempre stata digitale e non ha situazioni “legacy” da difendere, quindi per loro obiettivamente è stato più facile.

Ma in parte dipende dal fatto che l’industria del videogame ha imparato presto ad utilizzare la diffusione digitale dei propri prodotti per creare quota di mercato e offrire servizi freemium: molti accedono al videogioco di base gratuitamente, un sottinsieme di appassionati pagano per servizi e prodotti aggiuntivi.

L’esperienza dell’industria dei videgame è la prova conclusiva e secondo me anche esauriente del fatto che il problema vero dell’industria musicale, cinematografica ed editoriale di fronte alle sfide del digitale NON è la pirateria ma, principalmente, è la paura del cambiamento.