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Ho scelto le scarpe giuste. Ovvero, una giornata al Grande Venerdì di Enzo.

Riceviamo e pubblichiamo un articolo di Brunella Maddalena (su Twitter @bcomebru). Grazie!

 

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È un venerdì diverso da qualunque altro venerdì. Al venerdì di solito ci si sveglia già un po’ contenti perché finalmente si pregusta il weekend. Ma questo venerdì era il più atteso di tutti. Perché era il Grande Venerdì di Enzo. Un giorno reso speciale non solo dalla ghiotta opportunità di incontrare così tanti direttori creativi tutti insieme, ma anche perché nato nel segno di un grande come Enzo Baldoni. Che io, ahimé, non ho mai conosciuto.

È certo però che se l’avessi incontrato, gli avrei stretto la mano per aver avuto una così bella intuizione. E ci sarei venuta anch’io di corsa al suo Grande Venerdì, fossi stata ancora una studentessa di Copywriting, altroché!

 

Ma veniamo alle mie scarpe.

Si sa che scegliere le scarpe giuste ha un’importanza imprescindibile per noi ragazze, soprattutto nelle grandi occasioni. E per una volta, ho ascoltato il buon senso e ho optato per dei sandali comodi e dal tacco basso. Sapevo che sarebbe stata una super giornata per i miei piedini.

Il mio compito lì in Made è stato “semplicemente” dare una mano a Massimo Guastini e Mizio Ratti, occupandomi di ricevere tutti gli Enzi Baldoni, credo 41, che hanno dato la loro squisita disponibilità.

È andata così: Mizio ha briffato me e io ho briffato i ragazzi alla reception (grazie Francesco Grandazzi, per l’ottima reception. Non era facile, ma te la sei cavata alla grande.) e non contenta, ho briffato, già che c’era, pure il ragazzo del catering che non c’entrava niente, ma tant’è. Vedi quanto torna utile dopo, nella pausa vinello e grana! (grazie Kevin!)

 

Sono riuscita persino a schivare gli ormai famigerati mugugni liguri dell’infaticabile consigliere organizzatore che, comprensibilmente, era nervoso come un futuro papà in sala d’aspetto. Ma poi, tutto è andato stra-bene. E meno male, sennò chi lo sentiva? :-)

 

Da subito, si è capito che c’era un’atmosfera speciale. E non era la superluna.

Il primissimo ad arrivare è stato Pasquale Barbella. Che quando lo vedi, è sempre un tunf! silenzioso. Subito badge ‘Ciao, io sono Enzo Baldoni’ e via. Era già a curiosare qual era il suo tavolo. Ovviamente, il numero 1. Immaginate solo un momento, quando sono iniziati ad arrivare gli altri Enzi: felici come bambini che si ritrovano per giocare insieme! Subito a chiacchierare tra loro di cose creative e a spandersi per tutta Made. Al settimo Enzo, ho capito che sarebbe stato quasi impossibile mettergli quella spilla appena arrivati. Ma è stato uno spasso per me.

È stato un successo. Tutte le persone che ho avuto il piacere di accogliere e spillare, erano sinceramente entusiaste di essere lì e questo era percepibile nell’aria. Anche lo staff di Made è stato eccellente e li ringrazio tutti.

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Quando poi ho visto arrivare tutti quei ragazzi, con tutte le loro borse di computer, trolley, zaini, libroni sottili neri e le loro speranze, ho capito quanto fosse stato giusto chiamare questo giorno Grande Venerdì.

A dire la verità, ho dovuto fare un po’ la poliziotta cattiva per contenere la loro giustificabile curiosità. Ma in generale, li ho invidiati un po’ perché avrei voluto anch’io avere questa chance, ai tempi.

Per un momento o due, mi sono messa nelle loro scarpe e mi sono un po’ emozionata anch’io, come loro.