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The Best for Eurobest 2014 *** IL BRIEF ***

Lo abbiamo già scritto qui – ci sembra giusto ricordarvelo ora che siamo davvero sotto data, e con la dovuta enfasi.

Per il secondo anno consecutivo, l’Art Directors Club Italiano seleziona la coppia creativa che rappresenterà l’Italia alla Young Competition di Eurobest 2014. La migliore coppia creativa italiana.

Tutti coloro che si sono iscritti alla Country Selection trovano qui di seguito il brief e il regolamento:

Brief FIDAS novembre 2014

REGOLAMENTO EUROBEST 2014

Ricordiamo che i concorrenti dovranno uploadare la loro campagna integrated entro 48 ore nelle modalità descritte dal regolamento e sintetizzate in coda a questo post.
La giuria dell’Art Directors Club Italiano si riunirà il 24 novembre, per scegliere il miglior lavoro e la coppia da mandare a Helsinki dall’1 al 3 di dicembre.

DA NON DIMENTICARE:

  • Per consegnare il lavoro inviate un WeTransfer a info@adci.itsheeponboard@gmail.com
  • Avete fino alle ore 08:59 di lunedì 24/11 per consegnare il tutto.

Anche quest’anno, Getty Images, la media company impegnata a promuovere innovazione e crescita nell’utilizzo di contenuti visivi nella pubblicità, sarà partner del concorso fornendo l’accesso alla propria vastissima banca immagini per le 48 ore della competizione.


2 Risposte

La filiera dell’adv è finita

Mercoledì 21 sono stato, assieme a Guido Cornara, coordinatore alla giornata didattica Movi&Co presso lo IULM.

Si tratta di un workshop di videomaking organizzato da Movie&Co, a cui diverse aziende si iscrivono, pagando una quota d’iscrizione. Questa quota dà loro accesso a un pool di giovani videomaker tra cui verranno individuati quelli che dovranno rispondere al brief dell’azienda, realizzeranno fino a due video.
A me e a Guido è stato riservato il compito di valutare i video ed elargire critiche e consigli sia ai giovani videomaker sia alle aziende. Quest’ultimo compito, devo confessare, è stato particolarmente piacevole per entrambi 😉

Rispetto all’anno scorso, ho trovato ragazzi con una maggiore consapevolezza stilistica, e anche una maggiore “fame”: ragazzi che difendevano il loro lavoro dalle critiche mie e di Guido, con convinzione. Di lavori belli ce n’erano diversi: alcuni talenti sono sicuramente da tenere d’occhio. Certo, non tutti erano allo stesso livello. Così come i lavori che hanno realizzato.  E qui casca l’azienda.
Togliendo il velo di Maya a una questione che dovrem(m)o affrontare prestissimo, un’azienda si è lamentata pubblicamente del livello del video realizzato per lei, rispetto ad altri: argomentando che “con il biglietto che pago che vantaggio ne ho, se poi il video non è di livello?”. Va detto che l’azienda in questione è una fedelissima dell’iniziativa Movi&Co da diversi anni. E questo rende la questione ancora più cruciale. Perché un workshop del genere non è né una casa di produzione né un’agenzia creativa, ma più una roulette di talenti: ti può capitare quello migliore o quello peggiore. E’ un rischio consapevole, o così dovrebbe essere.
Lasciamo perdere lo spirito di un’iniziativa del genere, di talent scouting e di divulgazione di cultura del videomaking nel mondo dell’azienda. Facciamo i cinici. Se, in 7 anni, dovesse esserle andata bene anche solo 3/4 volte, ci sarebbe da esserne contenti: a un costo infinitamente inferiore a quello d’agenzia + casa di produzione si porta a casa un video di cui può fare l’utilizzo che vuole.

La filiera dell’advertising è finita.
Un azienda che dichiara con tanta pervicacia che *pretende* il servizio di un’agenzia, senza pagare un’agenzia, è un segno dei tempi. Puntualissime le parole che Guido mi ha sussurrato all’orecchio, mentre difendevo l’onore (e le fatture) delle agenzie: “Paolo, è finita…”

Hai ragione, Guido: il modello di business dell’agenzia è finito.
Non è un giudizio di valore, è una constatazione.
Sempre più aziende cercheranno scorciatoie per spendere meno e avere un servizio che assomigli a quello finora erogato soltanto dalle agenzie.

Questo è un brief che tutti i professionisti pubblicitari dovrebbero darsi: pensare un nuovo modello di business per la comunicazione.