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Ho lavorato con un gigante.

Cosa si può dire di un uomo che ha poco di umano?
Se ne parli a chi lo conosce rischi di omettere dettagli e di dimenticare cose importanti.
Se ne parli a chi non lo conosce rischi di fare un ritratto limitato, un profilo parziale.
Meglio parlare dell’uomo. Non del fatto che fosse stato presidente ADCI, nemmeno del fatto che fosse Hall of fame.
Solo dell’uomo Pino Pilla. Quindi racconterò solo cinque storielle, così ognuno di voi ci trova quello che vuole.
Uno.
Aveva una cartella (ovviamente disordinata) dove teneva i curriculum dei giovani talenti e degli esordienti.
Aveva scritto sopra: Saranno Famosi. Pino non poteva mai essere banale.
Due.
Una volta ha ringraziato una brava copy per il suo lavoro.
Ieri questa persona mi ha scritto che si è chiesta per tutti questi anni se lei lo aveva ringraziato abbastanza.
Tre.
Venti anni fa eravamo in un agenzia dove eravamo direttori creativi e allora avere lavori nell’annual dell’ADCI era importante.
(scusate la sincerità, ma oggi non è più la stessa cosa).
Avevamo almeno 4 o 5 cose dentro, tra premi e campagne selezionate.
Ho chiesto a Pino se era soddisfatto di quel risultato.
Senza parlare mi ha tirato fuori dal cassetto un annual di dieci anni prima, ai tempi della Pirella o Italia BBDO, non ricordo.
“Vedi? Metà di questo annual è fatto con  le mie campagne” detto così, senza ego, ovviamente, ma solo con la lucidità di aver scritto un pezzo di storia. Ho pensato che nessun altro ha fatto nel tempo quello ha fatto lui.
Quattro.
Conosci la teoria del lettore modello? Pino Pilla non poteva scrivere se non ad un target. Era chirurgico, in questo.
Una cartella rosa piena di appunti e articoli iniziati e pensieri e cose così aveva scritto fuori CALORE.
Mi sono chiesto per molti  anni cosa volesse significare. Poi un giorno gli ho chiesto il significato.
“Vuol dire Caro Lorenzo”. Scriveva per se stesso, ma indirizzava a me. Un tiratore scelto ha sempre bisogno di un bersaglio.
Cinque.
Un giorno un giovane copy viene con la lettera di dimissioni.
Nella sua lunga dissertazione finisce  dicendo che ringraziava moltissimo Pino per tutti i titoli che gli aveva permesso di scrivere.
“Dovresti ringraziarmi per tutti quelli che non ti ho permesso di scrivere.”
L’insegnamento passa attraverso la correzione di errori, ma la sintesi è sempre un titolo.

Ecco, Pino Pilla non era un uomo, era la lucidità della parola che gioca a nascondino con l’intelligenza.
Era il silenzio che faceva rumore. Era la dolcezza e l’ironia e la sintesi messe assieme.
Un privilegio, lavorare con giganti così.

 

Lorenzo Marini


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AWARD ILLUSTRAZIONE 2015 – Partnership Adci e AI

Grazie alla nuova partnership, le candidature per aggiudicarsi l’AWARD ILLUSTRAZIONE 2015 si aprono in anteprima con l’adesione al bando AI.

La call è rivolta agli Art Director e alle agenzie: informate e incoraggiate tutti gli illustratori con cui lavorate abitualmente a partecipare candidando le campagne su cui avete lavorato insieme.

Tutte le info in locandina – Iscrivetevi numerosi!


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“Produci, consuma, crea”, l’articolo di Stefano Torregrossa per l’Annual ADCI

Foto di Debora Manetti, @deboramanetti

A volte capitano cose che, per piccole che sembrino, sono fonte di grande soddisfazione. Questa è una di quelle: essere contattato da Pasquale Barbella (membro e già due volte Presidente dell’Art Directors Club Italia) per scrivere l’articolo di apertura al capitolo “Creativo è l’utente” per l’Annual 2012 dell’ADCI, dal titolo “L’austerità creativa nella comunicazione di oggi” (Skira Editore, Milano). L’Annual è arrivato e non riesco a smettere di fare la coda da pavone. Vi trascrivo l’articolo: buona lettura.

Il resto dell’articolo di Davide Terragrossa per l’Annual ADCI 2012 qui.