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L’italiano negli anni della crisi e le intenzioni di voto del weekend

 

Siete interessati solo a come voteranno gli italiani, il 25 maggio? Scorrete pure il post sino in fondo. Può però essere interessante notare, voto a parte, anche i cambiamenti concreti, quelli che stiamo apportando al nostro stile di vita.

“Questi ultimi anni di difficile congiuntura economica hanno restituito un nuovo modello di italiano che oggi, anche a fronte di timidi segnali di risveglio, siamo in grado di descrivere e interpretare sulla base di inediti scenari evolutivi dei comportamenti e degli stili di vita” – ha dichiarato Giovanni Fantasia, amministratore delegato Nielsen Italia.

Rispetto al 2010, l’analisi di Nielsen evidenzia un più marcato orientamento verso la riscoperta e la conseguente “difesa” dei valori familiari, con uno sguardo – inevitabile – alla digitalizzazione dei gesti più comuni. In particolare, alcune delle caratteristiche in cui si identificano oggi gli italiani sono tipiche di un approccio ancora timido, ma da cui si coglie la preparazione a una prossima ripartenza. È un consumatore più risparmiatore (82% degli intervistati, rispetto al 72% del 2010), pianificatore nel definire le spese e razionale nelle scelte (70% vs 57%), devoto alla famiglia (63% vs 56), casalingo (60% vs 55%) e, ovviamente, tecnologico (82% vs 70%).

A ciò si aggiunge una riscoperta dei valori tipici della famiglia lasciati in disparte in questi anni di crisi. Nel 2013 il tempo medio speso in casa è pari a 146 minuti, 15 in più rispetto al 2010. Di riflesso cala il tempo libero passato fuori dalle mura domestiche, pari a 94 minuti, sei in meno rispetto a tre anni prima. A sostegno di questo nuovo “Family Consumer” modellato da Nielsen, anche l’incremento del tempo per le attività tipicamente familiari: sono 87 i minuti dedicati alla cura della casa (rispetto ai 71 del 2010), 85 quelli per la cura dei figli (69 nel 2010) e 69 per cucinare (55 nel 2010). Non a caso, tra i più significativi mutamenti negli interessi, l’incremento più elevato è relativo al tema “Cucina”, pari a 15 punti percentuali in più rispetto al 2010.

Il cambio degli interessi si affianca a un contestuale mutamento di priorità nella vita dei consumatori italiani. Rispetto al 2010 si registra un aumento delle azioni finalizzate al risparmio, come la riduzione dell’uso dell’auto (+12 punti 2013 vs 2010) e delle spese telefoniche, la scelta di marchi alimentari più economici o il rinvio delle decisioni legate alla sostituzione di articoli per la casa. Ne consegue una significativa riduzione delle rinunce rispetto a quanto succedeva nel 2010; si evidenziano una riduzione dei “tagli” alle vacanze annuali (-6 punti percentuali) e ai weekend brevi (-8 punti percentuali), ma sono sempre meno anche i tagli alle spese per l’abbigliamento e per gli interventi di sostituzione alle proprie “tecnologie” di utilizzo quotidiano. È questa una conferma dell’emergere del  fenomeno  “Family Consumer” con un profilo “smart”. Allo stesso tempo, si assiste a un cambio di valori in tema di possesso, per far posto alla cosiddetta sharing economy: il consumatore italiano è propenso a condividere l’auto (71%) attraverso i più diffusi servizi già presenti nelle principali città, ma anche i corsi online di formazione professionale, aggiornamento nonché condivisione tra privati di reciproci know-how (43%), dei propri device elettronici mediante prestiti (37%) e di abiti per eventi speciali (33%).              (Fonte: Nielsen)

Italiani più risparmiatori abbiamo detto.  Ma quando non possono risparmiare si osservano  trend emergenti nelle forme di indebitamento?

Negli ultimi sei mesi le richieste di cessione del quinto dello stipendio sono state più di un quarto delle domande di prestito presentate in Italia: 10 punti percentuali in più rispetto a due anni fa. Secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, questo tipo di finanziamenti rappresentano ormai il 26,8% del totale (erano il 16,4% a maggio 2012). Il dato arriva dall’analisi di oltre 40.000 richieste presentate fra novembre 2013 e aprile 2014.

L’importo medio che si cerca di finanziare è inferiore rispetto a quello richiesto due anni fa: se nella rilevazione di maggio 2012 si puntava ad ottenere 20.000 euro, oggi si vogliono poco più di 17.000 euro.

A richiedere gli importi più alti per la cessione del quinto sono stati i residenti in Sicilia, seguiti dai cittadini del Trentino Alto Adige e della Sardegna.  (Fonte: facile.it)

Intenzioni di voto alle elezioni europee

PD                                                            32%
M5S                                                         28%
Forza Italia                                                18%
Nuovo Centrodestra – Libertas                    6%
Lega Nord                                                  4,5
Fratelli d’Italia                                             3,5
L’altra Europa con Tsipras                            4
Scelta europea con Guy Verhofstadt             2,5
Altri partiti                                                      1,5

(Source: mY.dicks)