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Intervista ai fondatori di Come4.org, il porno per bene.

L’intervista a Marco Annoni e Riccardo Zilli è stata realizzata da Antonella de Gironimo e Andrea Limardo, entrambi copywriter junior, usciti dal Master in Copywriting presso Accademia di Comunicazione.

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Premessa: Habemus pecuniam. Il team di Come4 ha raggiunto, con circa 20 giorni d’anticipo, l’obiettivo che si era prefissato per la fine di ottobre: raccogliere almeno 10.000 € per il lancio del loro progetto, il primo sito porno per beneficenza.

Spesso è dalle cose più semplici, da quelle che ti sembrano addirittura banali perché sotto i tuoi occhi ogni giorno, che nascono le grandi idee. È stato questo il primo pensiero che ci è passato per la testa quando ci siamo scontrati con Come4.

Anche se molti di voi sanno già di cosa si tratta, non vogliamo anticipare niente e lasciamo che siano le parole di Marco Annoni e Riccardo Zilli, i giovani fondatori del progetto, a spiegarvi che cos’è e come funziona.

D: Riccardo, hai lasciato il posto fisso per aprire una startup, mentre tu, Marco sei un ricercatore di bioetica laureato in filosofia: segno che forse è proprio questo – per quanto assurdo possa sembrare – il momento migliore per rimettersi in gioco. E lo fate con questa iniziativa rivoluzionaria. Parlateci di Come4.org: come nasce il progetto?

Il progetto è nato da una constatazione: il porno è un’industria in costante ascesa e genera milioni di dollari. Perché non prenderne un 1% e girarlo alla charity?
Come4 nasce da una riflessione sulla possibilità di scombinare le carte in un settore che fino a ora è stato largamente ignorato da spinte innovative. La sola innovazione è stata sul medium, si è passati dal VHS al DVD per finire allo streaming on line. Non c’è stata una rivoluzione sociale com’è avvenuta negli altri settori del web. Basti pensare che lo UGC (ndr. User-Generated Content) la faceva da padrone nel mondo del porno amatoriale fin dagli anni 80 grazie alle storiche Polaroid. Noi vediamo Come4 come una vera e propria provocazione culturale prima ancora che un semplice sito con contenuti per adulti.
Non crediamo che Come4 sia la svolta della nostra vita, però senza dubbio è un buon momento per rimettersi in discussione.

D: Parlate di “provocazione culturale”, in un certo senso correttamente: eppure, gran parte dei servizi all’utente di base (i call center in primis) hanno i loro natali nell’industria a luci rosse, persino quelli social. Sembra quasi un ritorno alle origini.

Storicamente, il porno è sempre stato un precursore di mode e tendenze, soprattutto per l’immaginario sexy del mondo femminile. Alcuni esempi: la chirurgia plastica, comunissima in attrici porno anni ’90, solamente da pochi anni non è più un tabù per la società. Lo stesso esempio per il perizoma o per le lingerie sexy, che negli anni 80 si vedevano solo nelle pellicole VM 18 e ora si comprano tranquillamente al supermercato sotto casa e si indossa senza nessun tipo di imbarazzo. Finalmente.

D: Avete deciso di pubblicare solo filmati amatoriali: non temete che, una volta esauritasi la spinta propulsiva data dall’originalità del vostro progetto, questo fatto possa andare a vostro svantaggio? Anche nei siti hard più famosi i contenuti amatoriali sono sempre meno da quando hanno stretto accordi con le grandi produzioni americane.

 

Come4 non vuole essere un classico sito di video streaming di contenuti per adulti ma una comunità: un luogo d’incontro dove vivere, in maniera naturale e senza costrizioni, la propria sessualità. Questa sarà la vera spinta che permetterà a Come4 di nascere, di mantenersi e di sopravvivere nelle giungle dei siti porno. Verrà agevolata la comunicazione tra chi crea contenuti e chi ne usufruisce, verrà premiato chi ascolta le richieste e i commenti degli utenti.
Ciò non toglie che in un futuro non si possa aprire il sistema anche a contenuti non amatoriali, in questo caso tutto sarà sempre comunicato in maniera trasparente come impone il nostro codice etico.

La possibilità prevista di scegliere a chi destinare i fondi si sta diffondendo anche in altri spazi social: mi viene in mente il caso di Humble Bundle per quanto riguarda i videogame Indie. Gli utenti sembrano rispondere molto bene quando c’è maggiore possibilità di scelta anche nelle cause benefiche. Eppure le critiche ci sono e ci saranno, dal momento che avete scelto il porno come spinta a fare del bene. Il fine giustifica i mezzi? E cosa rispondete a chi non sostiene il vostro progetto?

Come4 non vuole essere – come dire – un “ripulitore di coscienze”. Non ci interessa legittimare i contenuti per adulti con la charity. Quello che però vogliamo fare è creare uno spazio nuovo, ispirato e creato “dal basso”, che consenta di usufruire di queste libertà senza venire a compromessi con un tipo d’industria che spesso ha canoni etici di business poco accettabili.
E per tanti che non accetteranno i nostri soldi, ne abbiamo già trovati altrettanti invece che sono entusiasti di questa iniziativa.

D: La raccolta fondi si concluderà il 30 ottobre: siete soddisfatti di come sta procedendo? A quanto ammontano le offerte medie e quali gadget stanno apprezzando di più gli utenti?

Abbiamo raggiunto in una settimana circa il 20% dei fondi necessari. Il gadget più apprezzato è senza dubbio la nostra maglietta (ndr si tratta di una T-Shirt che raffigura una scena di sesso). In effetti, da un lato ci aspettavamo forse un sostegno economico maggiore, ma bisogna anche dire che stiamo facendo un sito porno di beneficenza, quindi crediamo che ci sia uno spazio di tempo che l’utente deve avere per pensare prima di donare.
L’obiettivo in questo momento è cercare altri canali all’estero per estendere il più possibile il nostro messaggio.

State notando, o avete notato prima di avviare il progetto, un certo atteggiamento restio da parte degli utenti e dei media verso la vostra campagna? Possibile che gli stessi utenti che cercano spazi erotici su web siano intimiditi ad avvicinarsi a iniziative sui generis come la vostra?

Sia alla prima uscita pubblica dello Storming Pizza a H-Farm, sia nelle varie situazioni informali nelle quali abbiamo parlato del progetto, si sono dimostrati tutti molto interessati e ben disposti nei confronti della nostra iniziativa. Tutta questa approvazione è confermata dal continuo interesse dei media che stanno parlando di Come4 sin dal primo giorno del lancio.

D: Il ruolo di un’agenzia pubblicitaria – nel vostro caso Le Balene, la storica agenzia di Enzo Baldoni – che parte ha avuto nel vostro progetto? Come mai la scelta è ricaduta proprio su questa agenzia? Ho notato che Lele Panzeri ha sottoscritto la vostra raccolta fondi, oltre a curare la campagna assieme a Sandro Baldoni, e ai più giovani Rosario Giordano ed Evangelios Christofellis.

Il ruolo dell’agenzia “Le Balene” è stato cruciale. Non soltanto per la campagna di comunicazione sulla quale efficacia c’è ben poco da dire. Siamo arrivati a loro tramite un nostro amico in comune.
La scelta è stata basata sull’entusiasmo che ci hanno trasmesso e sulla qualità delle relazione umana. Innanzitutto ci hanno ascoltato con grande attenzione e si sono subito dimostrati disponibili a darci una mano in questa impresa.
Non finiremo mai di ringraziarli, comunque vada a finire.

D: Quale campagna stampa vi è piaciuta di più? “Cosa faccio per il bene del mondo? Una sega.” ci ha fatto sorridere non poco.

Sono innamorato di ognuna di quelle immagini. C’è una storia meravigliosa dietro ognuna, quindi direi che mi piacciono tutte.

D: A novembre cosa succederà?

Se la campagna di funding andrà come sperato, a novembre ci rimboccheremo le maniche e inizieremo a creare la piattaforma Come4 che nel giro di un paio di mesi vedrà la luce. Sarà un piccolo passo per l’uomo ma una vera rivoluzione per il porno online.

D: Avete qualche altra cosa da raccontarci?

Si! Vorrei che tutti coloro che credono in questa idea ci dessero una mano. Devono aiutarci con la campagna di crowdfunding per fare in modo che la nostra idea diventi realtà. Abbiamo, inoltre, dei premi fantastici per tutti quelli che contribuiranno. Basta poco, andate qui e donate: http://www.ulule.com/come4/

 

Chiudiamo con un’ultima considerazione: Come 4 arriva in un momento in cui porno sembra abbia perso la capacità di anticipare e fornire soluzioni ai cambiamenti che la comunicazione sta subendo da tempo nonostante ne sia stata forza motrice, più e più volte in passato. Una conclusione a cui arriva anche Nick Bilton, giornalista del New York Times, nel suo lavoro “I Live in the Future & Here’s How It Works”, il quale ritiene che ormai il settore del porno non abbia più nulla dirci.
Riteniamo che Marco e Riccardo l’abbiano in un certo modo smentito con Come4: un’iniziativa forte, affascinante e molto intelligente.