Postato il Ven 17 Mag 2013 da in Riflessioni

Mi scuso per il precedente post su Alberto Contri

Ho peccato d’impulsivita nella mia risposta a Contri e me ne pento.
Chiedo scusa a tutti.
Rileggendomi a mente fredda mi rendo conto del mio errore.

Sono stato troppo morbido.

Egregio Conti,
quando scrive

Trovo pure un pò curioso questa assai “tardiva” petizione da parte di una èlite che in nome della libertá creativa ne ha fatte di tutti i colori…violando ogni tanto i limiti del buon gusto e dell’etica

lei afferma una falsità con l’obiettivo di denigrare la petizione contro la pubblicità sessista.
Anche se nel commento successivo prova a smorzare la frase che ho evidenziato in bold, questa resta una menzogna. O voleva forse riferirsi alla ricca varietà di pantoni utilizzati dai miei associati, in questi 30 anni?

Sempre con l’obiettivo di boicottare la petizione, denigrando chi se ne è fatto promotore, lei fa riferimento a nostre difficoltà nel pagare quelli che definisce “miseri 6000 euro”.

Sarò quindi più esplicito.

Quando scoprii, alla prima riunione di consiglio direttivo, che pagavamo 6000 mila euro all’anno a Pubblicità Progresso, chiesi agli altri membri del Consiglio DIrettivo Adci

ma perché c**o” buttiamo nel c***o” questi soldi quando da anni le più importanti campagne sociali le facciamo noi soci Adci? dovrebbero essere loro a pagare noi.

Nessuno fu di parere diverso.

Evidentemente gli ambasciatori usarono toni più diplomatici. La verità è che avrei considerato soldi sprecati anche solo 500 euro. Se non insisterà oltre si eviterà le argomentazioni.

Inoltre, quand’anche avessimo avuto difficoltà a pagare i “miseri 6000” euro annui, perché farcelo pesare? Li abbiamo sempre pagati. Molto meglio ritirarsi per tempo, che non dovere soldi a tutti dopo, come è capitato ad altre associazioni, sicuramente a lei note, per gestioni meno accorte.

Io non le ho mai rimproverato di non trovare nemmeno i 260 euro annui per la quota Adci. E so che anche i miei predecessori hanno avuto la stessa delicatezza.
La toglierò presto dalla scomoda condizione di socio moroso, ho già dato disposizioni.

Nel suo tutt’altro che arguto commento, fa riferimento a mie bugie.
Chiarita la questione dei “miseri 6000” euro, a quali bugie si riferiva?

Vedo che ha glissato sulla sua omofobia.

In che altro modo dovrei definire le argomentazioni con cui stroncò lo spot ikea?
“questo spot utilizza in modo pretestuoso i bambini per sdoganare l’omosessualità”
Glielo feci ripetere per essere certo di avere ben compreso. Intende negarlo?
Sarei lieto di prendermi del bugiardo ma sentirla affermare con me che quello spot meritava di vincere perché veicola un messaggio educativo.

Ora andrei oltre però. Mi sono già lasciato distrarre abbastanza dai suoi giochetti retorici. Torniamo alla questione pubblicità sessista.

La sua opinione in materia mi è nota, l’ho letta in queste sue dichiarazione pubblicate dalla 27esima ora.
Non le considero posizioni illuminate.
Tuttavia le concedo una cosa: l’80° posto (su 135) nel Global Gender Gap Report non è solo colpa della pubblicità.

Dovrebbe essere evidente a tutti che anche il resto del palinsesto TV ha delle chiare responsabilità.
Anzi, ne ha sicuramente di maggiori dal momento che la pubblicità rappresenta comunque una fetta ridotta di quello che passa la televisione.
E, a questo proposito, Lei non si sente responsabile malgrado gli anni passati nel CdA Rai?
O pensa che nemmeno la Tv di Stato abbia il compito di educare? (oltre all’intrattenere e informare)

Mi sorprende la fermezza con cui si oppone alla mia petizione. È persino sospetta

Non ricordo sue ferme prese di posizione contro quella anacronistica sagra della carne che era Miss Italia.
Non ricordo delle sue ferme proteste contro il fatto che la tv di stato stava tradendo la sua missione.
Non ricordo nemmeno una sua ferma protesta per l’esclusione di un giornalista come Enzo Biagi dalla programmazione.
Ricordo invece le sue pronte dimissioni dal CdA, a seguito del duetto indimenticabile Travaglio e Luttazzi.
Mi pare però che nemmeno quelle dimissioni furono molto ferme.

Quello che ricordo di lei, in Rai, è che le sue secche chiappe hanno occupato una poltrona da cui si può incidere nella società e non l’ha fatto.

Lei che in anni di Rai ha difeso le posizioni della casa della libertà ora definisce “tardiva” la nostra reazione?
Vede, io non sono pagato per fare il presidente Adci e lo faccio da due anni e mezzo.
Lei quanto era pagato in Rai per assistere passivamente alla sua mediasettizzazione?

Mi ignori Contri. Sarò lieto di continuare a ricambiarla.
m.

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