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Manca una classe di cittadini (Andrea Concato)

E’ giusto gioire se se ne va un Primo Ministro in cui non credi e non vuoi che ti rappresenti, e ne arriva uno in cui credi e vuoi che ti rappresenti.
E nessuno dovrebbe disturbare questa gioia.
Ma.
Non aspettiamoci che un Primo Ministro diverso storti il braccio dei mercati.
Non aspettiamoci di diventare cittadini migliori perché è arrivato lui.
Se l’Italia non è un Paese affidabile è perché gli Italiani sono inaffidabili. Ma con che faccia possiamo far finta di essere gente affidabile? E l’ex Primo Ministro è proprio uno di noi. La politica non sono loro, siamo noi.
Come può una classe politica essere un modello di rettitudine in un Paese con la stragrande maggioranza di furbi? Siamo riusciti a chiudere il cerchio, ognuno di noi lo infila a quello davanti e lo prende da quello di dietro. Un branco di geni.
Questo Paese diventerà più affidabile solo se diventerà più serio. Se ciascuno di noi inizierà a chiedere la fattura, anche a costo di pagare l’IVA, anche a costo di chiamare i Carabinieri e di cambiare idraulico, ristorante, dentista. Se non chiederemo più la mezza, non chiederemo la commissione, non sceglieremo gli amici, non faremo la cresta, pagheremo i contributi della domestica, denunceremo tutto quello che incassiamo, anche l’affitto della casa del nonno al mare per Agosto, non parcheggeremo in seconda fila, non sfileremo di lato alle file, non approfitteremo della “crisi” per rifornirci di mano d’opera di stagisti iperqualificati a costo rasente lo zero (è giusto dire che in questo momento le famiglie italiane stanno sostenendo le imprese, permettendo loro di pagare 500 Euro al mese un 25enne con master che lavora come un mulo), non approfitteremo della “crisi” per pagare in tempi biblici.
Il “Grande Comunicatore” ha fatto una cappella grande come s.Pietro quando ha parlato di aerei e ristoranti pieni, ma è molto vicino al vero. Non si può credere a un Paese stremato e in ginocchio che spende delle fortune in telefonia cellulare. Basta sommare i fatturati delle big e dei marchi di cellulari. C’è da ridere. l’ISTAT dice 120 Euro a testa al mese fra acquisto di cellulari e traffico fisso, mobile e adsl. Una famiglia di 4: 480 al mese. Poi c’è il mutuo, ogni anno ce ne sono in giro 3 milioni. E già l’86% delle famiglie ne possiede una o più. Ma quante cazzo di case si vogliono comprare gli Italiani? Poi ci sono i risparmi, ancora oltre l’8% del reddito. Ma se risparmiano, gli Italiani, vuol dire che guadagnano un poco di più di quello che spendono! Ma non si bloccava tutto alla terze settimana del mese? E non parliamo dei consumi di elettronica e cosidetto lusso.
Farei volentieri un test che è un sogno: farei una proposta a tutti i firmatari delle varie petizioni sul dimezzamento dello stipendio dei Parlamentari e dei costi della politica, gliela farei sottovoce, in un orecchio, “Ehi, tramite mio cuggino, si può avere una Giulietta in uso pagata dalla Regione, basta un contrattino di consulenza e via”. Vorrei vedere quante solide moralità crollano. Azzardo il 70%?
E vorrei chiedere a tutti quelli che, poverini, colpiti da una catastrofe naturale si lamentano davanti alle telecamere: “Lo Stato ci ha dimenticati!”: “Ma tu quand’è l’ultima volta che ti sei ricordato dello Stato?”
Stiamo facendo finta di tifare per qualcuno in campo, ma dobbiamo scendere dagli spalti e scendere in campo noi.
Se invochiamo Monti mentre il nostro cane caga sul marciapiedi non facciamo politica. Facciamo pena.
“No, va beh, ma quello cosa c’entra?”
Andrea Concato