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la replica di Gabriele Clima a Silvian Heach

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, invito a leggere qui la prima lettera di Gabriele Clima, e qui la sconcertante replica di Natascia D’Isa, direttrice marketing.

Gentile Natascia, sono un po’ deluso. Mi aspettavo, forse ingenuamente, una risposta diversa. Ma forse le ho chiesto troppo, e mi assale il sospetto che, in verità, lei sia una persona profondamente onesta. Malaccorta, certo, questo è evidente, ma onesta. In effetti lei parla di libertà di espressione, di apertura mentale, parole così fresche e leggere. Ma, ahimè, tali sono finché restano parole. Quando diventano impegno quotidiano, assumono il peso molto, molto maggiore della responsabilità. Ma forse lei è giovane e, come tutti i giovani, intimamente refrattaria a un concetto tanto faticoso, così come a quello, nel suo senso allargato, di cultura.
Eppure lei non sembra persona di poca cultura. Lei scrive bene, è incisiva, puntuale, non importa se è poco credibile, usa sapientemente il tono e le parti del discorso per scoccare a sua volta, come un funambolo crea la sua illusione, un’invettiva contro chi davvero per lei attenta ai valori sociali e alla libertà. No, lei non è affatto persona malaccorta. Al contrario, lei sa benissimo di avere fra le mani uno fra i mezzi più potenti e coercitivi, l’immagine pubblicitaria, che non mira a colpire, percuotendola, la ragione (provvista tutto sommato di difese adeguate), ma ad instaurare, imponendola, un’abitudine. Per questo il suo operato è tanto dannoso quanto condannabile. Lo sa bene, non è una minigonna ciò di cui stiamo parlando: è la provocazione, è la violenza, è la sensualità nel suo aspetto peggiore, cioè quello che offende e abbrutisce perché priva di un’alternativa. E a confermarlo, purtroppo, è proprio la sua risposta.
Ho già segnalato la sua azienda allo IAP. Che fine ingloriosa per una ricorrenza così importante come quella di oggi. Le auguro un buon 8 marzo.
Gabriele Clima