Condividi:

La creatività negletta da cialtroni e incompetenti di ogni ordine e grado.

Un anno fa Matteo Renzi  avviò un pastrocchio 1.0 per il nuovo logo di Firenze
Il risultato? “Un lavoro rubato che banalizza la città
Parola di MIlton Glaser, l’autore del logo più famoso e imitato del mondo, I Love NY (1976)

Quello che combinò Alemanno con il logo di Roma potete ricordarvelo (o scoprirlo) leggendo “dalla lezione Morandi a quella Alemanno, passando per Milton Glaser“.

Ora è il turno di Napoli. Nei giorni scorsi ho sottoscritto la lettera aperta che AIAP ha inviato al Comune di Napoli  (all’attenzione del dottor Massimo Pacifico) La trovate qui.

Ma prima di cliccare su qualunque link,  vi invito a leggere questo scambio di lettere tra il professionista Pasquale Frezza  e chi segue questo bando di gara nel Comune di Napoli

Il 30/07/2014 23:10, Pasquale Frezza scrive
Salve Signor ****, possiamo avere ulteriori informazioni riguardanti la gara? Le indico qui i punti non chiari:
- L’uso dell’immagine coordinata sarà solo per la prossima stagione?
- Qual è la remunerazione a gara vinta?
- Possono partecipare gruppi di persone che non rientrano in albi o associazioni o agenzie?
Grazie, cordiali saluti.

Risposta
Gentile Signor Pasquale, Grazie per averci scritto. Innanzitutto una premessa.
Il Comune di Napoli ha aderito ad un programma sperimentale di turismo sostenibile che rende protagonisti i cittadini attivi nella promozione della città.
Detto ciò, evito di raccontarLe quali problemi burocratici ci sono nel mettere a gara un’idea.
Adesso Le rispondo per punti:
L’Amministrazione intende utilizzarla almeno per il 2014/15 ma se la risposta all’immagine risulta positiva perchè non usarla anche dopo?
Essendo un concorso e non un bando l’Amministrazione ha inteso premiare i vincitori dandogli visibilità in un catalogo e in occasione di una mostra.
Possono partecipare tutti i cittadini in qualità di attori del turismo sostenibile. Per qualsiasi altro dubbio può continuare a scrivermi.
Cordiali saluti

Torna a scrivere Pasquale Frezza
Gentile Signor *******, Le rispondo anche io per punti:
- Lei scrive “Se la risposta all’immagine risulta positiva perché non usarla anche dopo?”. Perché il compenso di una professionalità intellettuale e\o creativa è legata parecchio all’uso che si fa delle sue prestazioni. Le spiego: se un logo di un grafico viene usato per 100 anni e su decine di media, il valore di quel logo prende ulteriore consistenza. Se invece serve per un convegno a cui partecipano solo 30 persone, allora il prezzo scende, e di tanto. Qui si sta parlando dell’immagine coordinata di una delle città più importanti del mondo: la mia Napoli.
- Lei scrive “l’Amministrazione ha inteso premiare i vincitori dandogli visibilità in un catalogo e in occasione di una mostra.”
Io abito a Milano, in Piazza Sant’Agostino, in un bel palazzo, ma bello davvero.
Però sa com’è, l’umidità, il tempo che passa e chissà quale altra cosa, hanno rovinato la facciata e questo non mi sta per niente bene.
Ero triste e inca**ato, ma poi mi siete venuti in mente voi.
Ed ecco l’idea: invito Lei, il signor De Magistris e tutta la giunta di Napoli qui a Milano per ridipingere la facciata e abbellire il mio palazzo.
La visibilità è garantita visto che ho pure la metro sotto casa e passa un sacco di gente, a ogni ora.
Tutto questo per dirLe semplicemente che la nostra è una professione e in quanto tale deve essere rispettata e remunerata, così come succede per ogni altro professionista.
Attendo Sue, cordiali saluti Pasquale Frezza

E mentre aspettiamo risposte che in genere non arrivano mai, vi ricordo (o informo se siete già al mare) che il Ministro della Cultura (!), Dario Franceschini, ha invitato gli artisti a pagare per lavorare. Qui la petizione lanciata da CGIL

La creatività negletta nel paese che fu il più creativo del mondo” scriveva Anna Maria Testa all’inizio del 2013.

Leggetevelo, soprattutto se fate parte di qualche circoletto feudale della PA.

Chiudo con un’analisi molto lucida che mi ha inviato stamattina un altro giovane e brillante collega (Danilo Ausiello)

….chi legge di corsa il link su Affari Italiani (mentre con l’altro occhio sta guardando la mail o ordinando un caffè) ha inevitabilmente l’impressione di trovarsi davanti al classico riflesso corporativo dell’ennesima (noiosa) categoria. Eccoli qui: i pubblicitari che non vogliono essere tagliati fuori da un appalto. O che protestano per difendere una qualche posizione. Beghe di lavoro, rivendicazioni, furori sindacali. Roba che non scalda nessuno e che ammoscia l’attenzione. E INVECE NO. È molto più di questo. Cioè una protesta così è innanzitutto una protesta IN DIFESA DI NAPOLI. È una battaglia mossa dall’idea che l’immagine di una grande città rappresenta oggi un patrimonio pazzesco. Un patrimonio dall’enorme valore strategico da un punto di vista storico, culturale, economico. E che questa immagine sia necessario coltivarla e difenderla, non scarabocchiarla alla cazzo, affidandola invece a chi ha gli strumenti, le capacità e la sensibilità per prendersene cura e valorizzarla. Sono nato a Napoli e ho vissuto lì gran parte della mia vita. La conosco quella città. La mia impressione è che la gestione e la promozione del brand-Napoli siano oggi assolutamente decisive per il futuro economico di una città seriamente in ginocchio. Ci giochiamo tutto. Ora o mai più. E affidare una roba cruciale come la definizione di un’immagine coordinata a un contest di scarpari (con tutto il rispetto, ma i professionisti hanno altro da fare) è come assegnare il restauro dell’Ultima Cena al blog collettivo delle Mamme Creative. Altro che protesta corporativa. Questa è una battaglia innanzitutto culturale, contro una classe dirigente inadeguata e novecentesca che  ancora pensa che la comunicazione si faccia coi comunicati stampa scritti in Municipio dalla povera stagista. Che un logo serva a fare gli striscioni per le conferenze coi fotografi. Una classe dirigente disperata e disperante, che va presa a pernacchie e superata con un salto. Oplà. E niente tutto questo per dirti che in comunicazione io punterei di più su questi temi sensibili: 1) Difendiamo Napoli 2) Ma che razza di sindaci

Sottoscrivo. Che razza di sindaci.

massimo guastini