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Gli Intoccabili.

Questa sera alle ore 20 presso la Palazzina Liberty di Largo Marinai d’Italia 1, a Milano, si svolgerà la premiazione degli Adci Awards.

Sono stati invitati tutti i soci del Club e le persone premiate. Inoltre è stato mandato un invito a tutte le agenzie che hanno iscritto lavori agli Adci Awards.

Abbiamo voluto organizzare la premiazione alcuni giorni prima dell’inizio dei Cannes Lions, 59mo Festival Internazionale della Creatività, come buon auspicio per i lavori italiani iscritti. Nel corso della serata proietteremo alcuni dei progetti che abbiamo raccolto grazie all’ultima iniziativa del Club: Goodfellas.

La cosa più importante di tutte, però, è che eleggeremo il Grand Prix degli Adci Awards. In lizza ci sono le campagne che hanno vinto un Oro all’ultima edizione: Avis, Biblioteca Nazionale Braidense, Bic, Bill, Citroen, Die Schachtel, Durex, Heineken, Juventus, Lavazza, Leroy Merlin, Montblanc, P&G, Sky e T-Mobile.

Potranno votare per il Grand Prix solo i soci in regola con la quota di iscrizione.

Speriamo che sia una serata serena e di sano confronto, nonostante le polemiche lette sulla blogosfera nell’ultimo mese.

Come Consiglio ci siamo ritrovati a prendere decisioni difficili, sofferte, che avremmo evitato volentieri. Scelte che abbiamo ponderato e valutato cercando di seguire solo le regole della Call for Entries e la nostra coscienza.

È probabile che avremo scontentato molte persone.

È probabile che alla fine non avremo trovato la soluzione più giusta in assoluto.

Quello che è certo, però, è che abbiamo perseguito un ideale di giustizia anteponendo sempre la trasparenza agli interessi personali, nostri e di qualunque socio del Club.

Quando siamo stati eletti, il nostro programma era chiaro e andava nella direzione che abbiamo seguito in quest’anno e mezzo. Ci rendiamo conto che probabilmente non tutti i soci avevano letto il programma, mentre altri si sono resi conto solo adesso delle conseguenze di una scelta di rottura rispetto al passato.

Questo è il motivo per cui sentiamo un’urgenza: ascoltare la voce di tutti i soci del Club. Noi sappiamo come vogliamo trasformare il Club e come vogliamo ottenere questo obiettivo, ma non sappiamo se le nostre idee coincidono con la maggioranza dei soci.

Tutto il Consiglio ha deciso perciò di dimettersi.

Le attività più importanti sono già concluse e quindi siamo certi di non mettere a rischio la vita del Club. Rassegneremo le nostre dimissioni durante l’assemblea che convocheremo sabato 29 settembre 2012.

Il giorno dell’assemblea ci ripresenteremo con un programma specifico che spiegherà quello che intendiamo fare per l’anno e mezzo di mandato che ci rimarrebbe.

Auspichiamo comunque che qualcun altro si presenti, specie se con idee diverse dalle nostre, in modo che il confronto sia utile per capire cosa vuole davvero il Club. E soprattutto perché non esiste democrazia se non esistono diversi punti di vista e se questi diversi punti di vista non sono rappresentati.

Siamo certi di aver fatto un buon lavoro ma non abbiamo paura del confronto, né tantomeno abbiamo la presunzione di essere Intoccabili. L’attualità dimostra che non dovrebbero esserci più Intoccabili, né all’interno del nostro piccolo Club, sia dentro sia fuori dal Consiglio, né nella vita di tutti i giorni.

Nel frattempo, però, godiamoci la serata di premiazione.

Ci vediamo questa sera.

Il Consiglio Adci.

  • Davide Rossi

    Mi sfuggono le motivazioni alla base di questa scelta, o l’evento che le renda necessarie.

    Potete essere piu’ chiari a riguardo?

    Grazie e ciao.

    D.

  • Pasquale

    Non c’è motivo di dimettersi. Il vostro programma iniziale è stato rispettato alla lettera. Restate dove siete e continuate il vostro lavoro.
    P.B.

    • nelsegnodimauroman

      Per quel che conta la mia opinione, mi associo a P.B.
      E come direbbe il ministro Cancellieri, “restate e giocate bene”.

  • http://padreinformazione.wordpress.com Andrea Crocioni

    Dai non chiamiamole dimissioni allora. E’ un voto di fiducia di metà mandato, utile per individuare vere voci di dissenso (non il chiacchiericcio anonimo di BadAvenue) e a ripartire più forti di prima. Dovrei lasciare spazio alle voci interne al club, lo so, ma visto dall’esterno e con uno sguardo assolutamente disinteressato non posso esimermi dal dire che l’attivismo di questo consiglio è assolutamente da elogiare. Non è andato tutto nel migliore dei modi? Si poteva fare di più? Chissà….forse…ma dubito fortemente. Soprattutto sarebbe interessante vedere quanto impegno sono disposti a mettere nel Club le persone che si lamentano in continuazione e che passano la loro vita a caccia dell’errore. In bocca al lupo Massimo e a tutti i consiglieri. Con stima.
    Andrea Crocioni

  • Pingback: Il consiglio ADCI si dimette. | Donald Draper

  • http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/BBallardini/ Bruno Ballardini

    Perché minimizzare? Tecnicamente queste sono dimissioni a tutti gli effetti. E non importa se finiranno con una conferma del Consiglio dopo un “voto di fiducia”. Tanto di cappello lo stesso. Dubito che dei past president e dei consiglieri di altre stagioni sarebbero stati capaci di tanto.

  • Alessandro Boggiano

    Quanta meraviglia genera l’etica di questi tempi, si vede che proprio non c’eravamo resi conto di quanto buia fosse la notte che ci stiamo lasciando alle spalle.

  • Valerio Le Moli

    Mah, non capisco il senso delle dimissioni.
    La mossa della squalifica dei fake mi è sembrata coraggiosa.
    Almeno ha dato un po’ di novità.
    Se c’è da rivotare questo consiglio io lo rivoto ad occhi chiusi.
    v

  • Linomando

    stasera ci saranno gli ADCI awards. Alla luce dell’ennesima gaffe fake-generated sul terremoto l’adci ne approfitterà per prendere una posizione netta? Queste figure di merda contribuiscono ad affossare la credibilità delle agenzie e la loro capacità di farsi pagare adeguatamente.

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      @Linomando,
      la credibilità si affossa anche con i giudizi sommari. Tu hai avuto tutto il tempo necessario per formarti una tua opinione? Io no.
      Ma credo che parlare di fake in questo caso sia quanto meno prematuro. L’operazione non mi risulta sia stata iscritta a nessun premio. Di certo non agli Adci Awards. E a proposito di posizioni nette: puoi firmarti con un’identità precisa? Mi sembra il minimo quando si intende screditare professionisti con un’ottima reputazione.

    • Linomando

      Grazie per la risposta intanto. Essendo un’iniziativa fallita in fase embrionale, è effettivamente prematuro potersi permettere di indicarla come fake. Sono state le modalità della sua nascita che hanno dato a tutti quest’impressione (non sò se avete su twitter il pandemonio con tanto di scredito a tutta la comunità pubblicitaria). Non è stata commissionata, l’associazione Noi non tremiamo non esiste, l’utilità finale del progetto è stata giudicata useless dai terremotati stessi, inoltre, onestamente, perchè cercare per forza qualcuno che firmi l’iniziativa? A cosa serve in tutto ciò un logo? Incollo il pezzo a mio avviso più oscuro della mail mandata da Saatchi:
      “Ovviamente è ancora tutto da chiudere al meglio, ma il contenuto è questo. Ora, quello di cui avremmo bisogno, è un ente che firmi l’iniziativa. L’ente potrebbe essere il tuo comune, o l’unione dei comuni interessati dal terremoto. Oppure, meglio ancora, potrebbe essere un’associazione no-profit (creata ad hoc o già esistente). Noi suggeriremmo questa seconda ipotesi perché permetterebbe di muoverci con maggiore snellezza, data l’urgenza della messa online. N.B. noi saremmo pronti ad uscire sul sito già da questo sabato!”.
      E nel comunicato stampa hanno mentito palesemente iniziando con:
      “Dopo essere stata contattata dai ragazzi di “Noi Non Tremiamo”, pagina Facebook che ha l’obiettivo di incoraggiare le popolazioni colpite dal sisma in Emilia, Saatchi & Saatchi ha deciso di creare per loro un’iniziativa inedita.”
      L’associazione l’ha creata il dir. creativo! Ora, se fosse un processo non ci sarebbero prove oggettive, ma il buonsenso secondo me in assenza di reati penali dovrebbe bastare.
      La mia opinione è che il consiglio più rappresentativo del settore, visto che si preoccupa dell’immagine della collettività che rappresenta, dovrebbe difendere o prendere le distanze di un’azione che crea tanto clamore fatta da uno degli associati.
      In ultimo, cambiando argomento, la questione dell’anonimato.
      Purtroppo l’essere umano pesa le parole a seconda da quale bocca/tastiera escano. Giovani o outsider partono svantaggiati nel farsi ascoltare in tutto ciò, il bello della rete è che il contenuto dovrebbe essere valutato al netto del contenitore. Sono solo la tara di quello che dico, no?
      Almeno quando gli interventi si mantengono educati e comunque costruttivi, non credo possa essere l’anonimato un problema. Ricordiamoci pure che siamo in italia e le categorie meno potenti non se lo possono permettere di esporsi. Ma buttare un’opinione nel paniere che male può fare? Da una riflessione magari nasce un’idea o uno sbadiglio, ma chissene da dove proviene.
      Detto ciò, buon lavoro.

    • Linomando

      Ah, dimenticavo. Se ci fosse stato un misunderstanding che ha coperto ragioni più nobili, che ci vuole a smentire? Parlino!
      Ieri c’era anche l’occasione dell’adci, con un comunicato avrebbero potuto spiegare cosa è “davvero” successo.

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      Linomando, sul caso “ScossevsTweet” biognerebbe essere un po’ più cauti. Io ho seguito (da spettatore) la vicenda sin dall’inizio. Qualche giorno fa ho ricevuto i tweet iniziali e, siccome mi lasciavano perplesso, ho evitato di rilanciarli. Istinto ed esperienza, una volta tanto, mi hanno dato ragione. Pochi giorni dopo è uscito questo condivisibile post di @gluca [mini]marketing che ha lanciato la polemica: http://www.minimarketing.it/2012/06/scossevstweet-quando-la-creativita-e-inutile-e-fine-a-se-stessa.html

      Sono molto critico sull’iniziativa e concordo con quanto detto da Marco Massarotto nella sua bacheca su Facebook: è una delle tante dimostrazioni che chi ha una forte cultura di advertising fa fatica a capire le dinamiche dei social media. Detto questo, però non bisogna neanche esagerare col linciaggio digitale e con i provvedimenti da “Polizia Ideologica”. Hanno sbagliato, spero che imparino dall’esperienza.

      Visto il clamore che ha avuto l’iniziativa, invece di nascondersi dietro a un dito (“non siamo stati capiti”) potrebbero invece approfittarne per trasformarla in una vera operazione di fundraising. Chiedono scusa pubblicamente, fanno una colletta fra creativi, account e agenzia per raccogliere una donazione iniziale non simbolica, e poi lanciano una vera operazione di fundraising a beneficio della Regione Emilia Romagna o di un’associazione a loro scelta. In questo modo ne uscirebbero molto meglio di come vi sono entrati, e dal male nascerebbe qualcosa di buono.

      Il fatto che comunque l’ADCI debba fare da “Polizia Ideologica” dei creativi ogni volta che qualcuno sbaglia più o meno clamorosamente è invece inappropriato.

  • Iabicus

    È un fake.

  • Enrico Chiarugi

    Parlo da socio che si sente di far parte di una diffusa “maggioranza silenziosa”, poco presente nei dibattiti “sul” e “nel” Club. Il fatto di non parlare non impedisce però di vedere e di ascoltare. Di vedere che l’attuale Consiglio ha fatto alcune cose che altri Consigli non hanno fatto, per mancanza di visione o per paura di pestare i piedi a qualcuno. E, soprattutto, che ha lavorato con l’obiettivo (fondamentale) di far recuperare credibilità all’intera categoria dei creativi.
    Trovo profondamente ingiusto che questo Consiglio sia in qualche modo costretto a dimettersi a poca distanza da un evento come la serata dedicata a Enzo Baldoni, in cui è sembrato a tutti – ahinoi, per poche ore – che questo lavoro avesse ancora un senso.
    C’è stata poi la questione dei fake, che altri soci come me hanno sopportato con fastidio, come se sul Titanic che sta per centrare l’iceberg i passeggeri fossero tutti presi da un dibattito sul sesso degli angeli. Un fastidio che diventa più forte se pensiamo al piccolo “Asilo Mariuccia” presente all’interno del Club, dove chi produce i fake li giudica pure (contento lui) e chi scopre un fake prima si scaglia contro il suo creatore come fosse uno stupratore di bambini e poi se la prende pure con la Polizia che – per la prima volta – ha almeno compiuto alcuni arresti.
    Non mi interessa la questione dei fake se non per il risvolto pubblico che questo problema può avere (aumento dello spread di credibilità) e allora m’incazzo se penso che un manipolo di bischeri non solo tiene in ostaggio il Consiglio costringendolo per stress alle dimissioni, ma tiene in ostaggio tutti noi, soci più o meno silenziosi, facendoci fare la figura di bambini stizzosi e arroganti. Bischeri, loro, ma bravissimi – come si sarebbe detto in altri tempi – a “privatizzare i profitti e a socializzare le perdite”.
    No dimissioni, please!

    • http://www.m-o-d.biz Francesco Roccaforte

      Ecco uno dei Maesrti. Anche se silenzioso, come tutti i grandi maestri. Maestri included. -Mi piace lccare, ma non le loro chiappe flaccide;-) -

  • Linomando

    @Lombardi: non lo sò, in teoria le associazioni che nascono per difendere una categoria esistono in altri ambiti e non sono sempre permissive. Mi viene in mente l’ordine dei medici con Dukan o l’ordine degli avvocati in altri casi. Polizia ideologica effettivamente sarebbe troppo, però non sarebbe poco già chiedere spiegazioni. Insomma, se si vuol far parte di un’associazione bisogna essere coerenti con una deontologia professionale no? Non sò se hai letto la mia replica a Guastini (la prima), che tralaltro ho costruito basandomi sull’articolo che hai linkato anche tu di minimarketing.it. Mi riferisco al punto della ricerca disperata di un logo da appiccicare. Non la trovi sospetta? Poi sono daccordo con te sul fatto che gli errori sono normali per qualsiasi professionista, e sicuro non devono cancellare quanto di buono è stato fatto dai professionisti coinvolti in questa storia.
    Tralaltro se rileggi quanto hai scritto, hai proprio fatto un esempio di cosa potrebbe suggerire il consiglio al suo associato per riappacificare gli animi. Sempre secondo la mia inutile opinione, sarebbe proprio una maniera per far valere l’utilità dell’adci.

  • Brunella Maddalena

    Sean Connery for president! :-)

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