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7 Replies

Ecco il punto di vista di Silvian Heach


Ècco la risposta che Natascia D’Isa ha inviato a tutti quelli che hanno seguito il consiglio indicato in questo post di stamattina.

SILVIAN HEACH è un marchio esclusivamente femminile disegnato e prodotto dall’azienda ARAV Fashion, guidata e composta prevalentemente da donne.
L’ultimo dei nostri obiettivi è pertanto svilire la donna a cui, di contro, vogliamo dare attraverso le nostre campagne, certamente provocatorie, un messaggio forte di libertà e di apertura mentale. Le donne Silvian Heach devono poter essere libere di esibire se stesse, laddove lo desiderino,
senza dover temere in alcun modo che il loro atteggiamento, a volte anche sfrontato, possa essere interpretato da uomini prepotenti ed incapaci di
gestire le proprie pulsioni come un “via libera” a comportamenti scorretti.
Gabriele Clima, forse, dovrebbe domandarsi se ritiene corretto che una ragazza che esce la sera debba rinunciare ad una minigonna per paura di poter essere accusata di aver “indotto” una eventuale violenza. Io e l’azienda che rappresento, dunque, non smetteremo di batterci per permettere che una donna si possa comportare e vestire come vuole senza che per questo possa essere considerata una istigatrice della violenza maschile.

Io preferirei che un’Azienda composta da donne e che si propone di dialogare con le donne di oggi, in questo nostro Paese, si ponesse quesiti meno ipocriti del
“una ragazza che esce la sera deve rinunciare ad una minigonna per paura di
poter essere accusata di aver “indotto” una eventuale violenza?”.

Vorrei che si battesse affinché le donne potessero essere libere di esibire, dimostrare e affermare le capacità che hanno dalla cintola in su. Ma dalla risposta di Natascia D’Isa mi rendo conto che è pretendere troppo.

Dall’infanzia all’età adulta, il percorso della donna Silvia Heach è già tracciato. A voi, donne vere, rifiutarlo o accettarlo.

  • Enrica Becalli

    C’è un errore di fondo, Non è di certo il poster di Silvian H. Che libera le donne, nè tantomeno si deve auspicare un burqa, perchè sono la faccia della stessa medaglia. Il punto è che il culo nudo usato nella pubblicità serve ad attirare l’attenzione, è dunque un oggetto strumentale alla visibilità e alla vendita. Quella è una donna /oggetto non è una donna “manifesto” (inteso come manifesto politico di liberazione della donna). Non prendeteci ingiro care donne di Silvian H. Perchè il fattoche siate donne non vi assolve dai comportamenti maschilisti. Queste immagini di donne -oggetto stanno danneggiando intere generazioni di donne e uomini. E non perchè sono nude, ma perchè sono nude per vendere.

  • http://nearlylost.myblog.it/ Chiara Copercini

    Personalmente sono abbastanza stufa di questi discorsi pseudo femministi. Non ho certo bisogno che una marca di abiti mi insegni a uscire vestita come mi pare e non credo anche che vestendomi in modo volgare dimostrerei la mia sicurezza di carattere. Pare che se una donna non si denuda e non provoca, non sia in grado di farsi sentire (vdi manifestazioni in topless delle Femen). Che due palle! E aggiungo anche che mi sono stancata di questa continua corsa alla trasgressione forzata. Sembra che se una donna non dimostra aggressività sessuale in ogni momento della giornata sia una sfigata. Ho deciso un anno fa di boicottare questo brand e credo continuerò a farlo anche in futuro. Una donna è davvero affascinante soprattutto vestita, ma evidentemente certe manager d’azienda non l’hanno ancora capito.

  • antonella meoli

    Mi pare che siano in ritardo di 50 anni se vogliono usare la minigonna come simbolo della liberazione femminile. Sollevare la minigonna per mostrare il culo nudo con uno sguardo ammiccante, peraltro con fini commerciali, mi pare invece un altro codice di comunicazione che nulla ha a che fare con donne libere.

  • Paolo Rumi

    è malafede assoluta usare la libertà femminile come scusa per vendere attraverso il degrado. vergogna.

    è lo stesso marchio (marchio mi sembra la parola giusta, va bene per le bestie) che ha messo una foto di ragazza volgare in tutte le centraline Telecom di MIlano.
    l’avete vista? è quella che mostra il tatuaggio all’interno del labbro inferiore: un’evidente bagascia.

  • http://www.kmzero.com Debora Manetti

    ma credono davvero a quel che scrivono? …non è possibile! Pazzesco!
    Allora è persino più grave di quel che sembrava…

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