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Come sostenere i talenti italiani della regia? Pietro Maestri lancia la “operazione Colombia”

Pietro Maestri in versione Donald Draper

Mercoledì sera, al Teatro dell’Arte della Triennale di Milano, è stata presentata la New Directors’ Showcase.
La NDS è una raccolta di video di registi emergenti, provenienti da tutto il mondo e selezionati dal Worldwide Creative Board di Saatchi & Saatchi.

Insieme ad altri professionisti sono stato invitato a un giro di opinioni e, al termine della proiezione, Agostino Toscana ci ha rivolto due domande.
La prima, per scaldare i motori, sulle eventuali nuove tendenze riscontrate.
La seconda era la vera domanda. Cosa possiamo fare per sostenere e incoraggiare la formazione di registi italiani, quasi sempre assenti dalla New Directors’ Show Case (ma quest’anno ce n’erano due), malgrado tutti si sia d’accordo sul fatto che i talenti non manchino.

Oltre a riportare il punto di vista di registi con cui ho lavorato recentemente, ho indicato due vie immediatamente percorribili.
1. Far girare i nostri spot a giovani registi italiani e non per risparmiare.
2. Non utilizzare più i rubamatic. Troppo spesso i clienti chiedono “lo spot deve essere uguale al rubamatic che abbiamo testato”. È la morte della regia.

Abbiamo talenti giovani sia  tra i creativi pubblicitari sia tra i registi. Ma se non li  facciamo lavorare (e/o non li paghiamo) cesseremo di averli.

Pietro Maestri mi ha inviato le sue considerazioni sull’argomento e una proposta. Leggete e riflettete sull’operazione Colombia.

Con pragmatismo brianzolo metto sul tavolo questa proposta:

Ogni agenzia, dalle grandi sigle internazionali fino alle piccole sigle locali, a settembre di quest’anno selezioneranno da un minimo di uno a un massimo di cinque progetti sui quali puntare per far emergere le idee e le capacità dei creativi nostrani. Chiaramente niente falsi  annunci per salumerie, edicole porno, barbieri ecc. Andranno selezionati brand e clienti, nel senso di interlocutori, capaci di apprezzare il valore aggiunto.
Queste idee poi verranno messe nelle mani di case di produzione italiane (grazie al cielo in Italia di producer e strutture di alto livello ne abbiamo)
che coinvolgeranno SOLO giovani registi Italiani. Questo coinvolgimento a discrezione dei creativi e Direttori Creativi potrà anche avvenire in fase embrionale.
Chiaramente non tutti i progetti potranno essere realizzati , fermati da problemi di budget, miopie varie ecc.
Ma penso che il volume di idee 100% italiane generato per Cannes 2015 e tutte le altre manifestazioni/selezioni  di rilievo, sarebbe notevole e soprattutto costituirebbe l’inizio di una “vague italienne”  capace di innescare un volano che nel giro di pochi anni ci porterebbe più in alto nel Gunn Report, ad avere più creativi e registi italiani capaci di battersela alla pari coi migliori in modo duraturo e costante.
Ho parlato solo di lavori video, ma  questo vale per ogni categoria e quindi allarga lo spettro a fotografi, artisti, musicisti, digitali di ogni genere ecc.

Se chiudo gli occhi mi immagino tra 4 anni i successi della creatività italiana almeno raddoppiati, un sacco di nomi italiani nei credits. E la nazionale che gioca almeno come la Colombia ai mondiali 2018.

e SE oltre a parlarne lo facessimo?

Pietro Maestri in versione Donald Draper