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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 04_07_016

twitter: @claudianeri

Dalla street art alla moda le irresistibili foto/illustrazioni di Michael Defeo

Celebrazione più che segnalazione: il progetto floating piers di Christo, appena concluso.

Da Londra i graphic designer di North Design, che ha firmato anche il restyling dell’identità della Tate Modern.

Fashion photography di Arnaud Pyvka, giovane talento francese


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 27_06_016

twitter: @claudianeri

I confini della modernità nella fotografia di William Mebane

Infografica e bellezza dei dati nel lavoro di Giorgia Lupi, giovane talento italiano del design

A Milano ma con respiro internazionale il talento eclettico di Max Rommel.

Da Londra, le illustrazioni di Sam Green.


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Ho lavorato con un gigante.

Cosa si può dire di un uomo che ha poco di umano?
Se ne parli a chi lo conosce rischi di omettere dettagli e di dimenticare cose importanti.
Se ne parli a chi non lo conosce rischi di fare un ritratto limitato, un profilo parziale.
Meglio parlare dell’uomo. Non del fatto che fosse stato presidente ADCI, nemmeno del fatto che fosse Hall of fame.
Solo dell’uomo Pino Pilla. Quindi racconterò solo cinque storielle, così ognuno di voi ci trova quello che vuole.
Uno.
Aveva una cartella (ovviamente disordinata) dove teneva i curriculum dei giovani talenti e degli esordienti.
Aveva scritto sopra: Saranno Famosi. Pino non poteva mai essere banale.
Due.
Una volta ha ringraziato una brava copy per il suo lavoro.
Ieri questa persona mi ha scritto che si è chiesta per tutti questi anni se lei lo aveva ringraziato abbastanza.
Tre.
Venti anni fa eravamo in un agenzia dove eravamo direttori creativi e allora avere lavori nell’annual dell’ADCI era importante.
(scusate la sincerità, ma oggi non è più la stessa cosa).
Avevamo almeno 4 o 5 cose dentro, tra premi e campagne selezionate.
Ho chiesto a Pino se era soddisfatto di quel risultato.
Senza parlare mi ha tirato fuori dal cassetto un annual di dieci anni prima, ai tempi della Pirella o Italia BBDO, non ricordo.
“Vedi? Metà di questo annual è fatto con  le mie campagne” detto così, senza ego, ovviamente, ma solo con la lucidità di aver scritto un pezzo di storia. Ho pensato che nessun altro ha fatto nel tempo quello ha fatto lui.
Quattro.
Conosci la teoria del lettore modello? Pino Pilla non poteva scrivere se non ad un target. Era chirurgico, in questo.
Una cartella rosa piena di appunti e articoli iniziati e pensieri e cose così aveva scritto fuori CALORE.
Mi sono chiesto per molti  anni cosa volesse significare. Poi un giorno gli ho chiesto il significato.
“Vuol dire Caro Lorenzo”. Scriveva per se stesso, ma indirizzava a me. Un tiratore scelto ha sempre bisogno di un bersaglio.
Cinque.
Un giorno un giovane copy viene con la lettera di dimissioni.
Nella sua lunga dissertazione finisce  dicendo che ringraziava moltissimo Pino per tutti i titoli che gli aveva permesso di scrivere.
“Dovresti ringraziarmi per tutti quelli che non ti ho permesso di scrivere.”
L’insegnamento passa attraverso la correzione di errori, ma la sintesi è sempre un titolo.

Ecco, Pino Pilla non era un uomo, era la lucidità della parola che gioca a nascondino con l’intelligenza.
Era il silenzio che faceva rumore. Era la dolcezza e l’ironia e la sintesi messe assieme.
Un privilegio, lavorare con giganti così.

 

Lorenzo Marini


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri, 20_06_016

twitter: @claudianeri

Dalla Danimarca, lo spazio reinventato da Bjarke Ingels

Il talento di Helenio Barbetta, giovane fotografo italiano.

Da Toronto le illustrazioni di Melinda Josie.

La moda nelle foto di Guy Aroch, fotografo israeliano basato a New York


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SAVE THE DATE – IF Italians Festival 2016 Preview Party

Mercoledì 15 Giugno 2016 h. 20.00

ADCI e ASSOCOM in partnership con Google ti invitano alla Preview della terza edizione di IF! Italians Festival.

DOVE:     Piano B Square, Via Sannio 26, 20137 Milano

Special Exhibition: All That Eye Can See - Mostra fotografica di Guido Morozzi

R.S.V.P. info@adci.it

(la lista chiude alle ore 12:30 di mercoledì 15 giugno 2016)


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri, 13_06_016

twitter: @claudianeri

Da Lisbona il talento di Cristiana Couceiro, in bilico tra Graphic design e illustrazione

Il grande fotogiornalismo secondo da Kevin Freyer, fotografo canadese basato in Asia recentemente premiato da World Press Photo

Dalla California le ceramiche illustrate di Amanda Michelle Smith.

Il graphic design “made in Finland” di Bond Helsinki


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Think with ADCI – Go short or go long?

Oggi sul blog inauguriamo una nuova rubrica, grazie alla partnership tra Google e ADCI. Periodicamente tratteremo un progetto, un’iniziativa, una ricerca portata avanti da Google e la presenteremo dal nostro punto di vista.

La chiameremo Think with ADCI. 

Apriamo questo nuovo format in grande stile, parlando di lunghezza e di performance.
Probabilmente è una domanda che vi siete fatti più di una volta.
In un epoca in cui l’utente viene bombardato ininterrottamente da messaggi e informazioni, tanto da parlare di disinformazione per inondazione, qual è la durata ideale di un annuncio video?

Diciamo subito che la risposta corretta non è gattini.

Su YouTube nel 2014 e nel 2015, nella classifica dei video più popolari, nessun annuncio durava meno di un minuto.

Quindi più lungo significa più efficace? Per avere una risposta esauriente, Google ha condotto un test utilizzando degli annunci reali di Honey Maid, confrontando le performance di tre versioni di diversa lunghezza dello stesso video.

Cosa hanno scelto di guardare gli utenti? Cosa hanno skippato? Quale versione ha avuto un miglior ritorno per il brand? Ecco i risultati:

1. Un annuncio più lungo può essere più efficace.
Le versioni più lunghe sono state guardate con più frequenza e sono state più efficaci nell’incrementare la preferenza del brand. Le storie complesse e ricche di dettagli permettono di creare una relazione più intensa col brand e coinvolgono le persone. Le storie più lunghe sono più adatte a far cambiare l’opinione degli spettatori.

2. La lunghezza va decisa in funzione degli obiettivi del brand.
Le versioni più brevi possono generare awareness, fanno ricordare più facilmente il brand e suscitano comportamenti decisivi come la ricerca di altre informazioni, ma non sono abbastanza forti per convertire l’utente e stimolare la preferenza di brand.

3. Non lasciate il brand per ultimo.
Parte del pubblico smette di guardare il video nel bel mezzo della narrazione. Solo il 15% degli spettatori ha guardato l’annuncio più lungo fino alla fine. Create le vostre storie in modo che il brand compaia per tutta la durata del video.

Ecco il video che spiega la ricerca in modo più approfondito.

Che esempi di annunci video ci vengono in mente leggendo queste raccomandazioni?
Non è necessario andare troppo indietro nel tempo per trovare un ottimo esempio di creatività che conferma i trend evidenziati da Google.
Un video web di quattro minuti, confezionato per un cliente che solitamente comunica sui mezzi tradizionali e con i codici più classici, premiato con il Best Use of Youtube 2015 e il Grand Prix agli ADCI Awards 2015.

Papà”, realizzato da Ogilvy & Mather per Wind, ha ottenuto un successo incredibile. Aggiungendo 240 secondi agli unskippable five, il brand ha avuto l’opportunità di narrare autentici valori umani e verità universali, come l’indissolubile rapporto tra padre e figlio.

La grammatica cinematografica, frame dopo frame, crea empatia, coinvolge, conquista, emoziona, dando origine a un video impossibile da ignorare. Durante la narrazione il brand è una presenza discreta, percepibile attraverso i diversi mezzi di comunicazione che il protagonista preferisce non utilizzare per rimettersi in contatto con il padre.

Difficilmente un montaggio da 15 o 30 secondi avrebbe ottenuto lo stesso risultato.

Cosa abbiamo imparato dunque in questo primo appuntamento?
Nonostante la costante presenza del pulsante skip e i tempi di attenzione degli utenti sempre più corti, una storia interessante e coinvolgente, che si snoda all’interno di un annuncio più lungo, si presta a catturare e mantenere vivo l’interesse del pubblico.
Usiamolo bene questo tempo.

Per avere maggiori informazioni su questa ricerca, potete trovare l’articolo completo su Think with Google.