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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 16_10_017

twitter: @claudianeri

Da New York Rob Vargas nuovo art director di Bloomberg Businessweek

Da Parigi il talento di Marie-Laure Cruschi, aka Cruschiform, designer e illustratrice

Giocare con il linguaggio della moda: Primpymag

Dagli Stati Uniti gli sketchbook di Richard Alomar


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 09_10_017

twitter @claudianeri

Eclettismo e talento allo stato puro di Quentin Debriey, fotografo art director

Da Roma al mondo le immagini di Antonio Faccilongo, giovane fotografo

Lo stile e il talento di Emiliano Ponzi, illustratore

Art direction firmata Jean-Baptiste Talbourdet-Napoleone


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ADC*E Awards – I giurati italiani

L’Italia si presenta agli ADC*E Awards di quest’anno con ben tre giurati.

Claudia Neri (Direttore Creativo di Teikna Design) è stata chiamata a dire la sua sui lavori iscritti in Design e Craft, Davide Boscacci (Group Creative Director di Leo Burnett) giudicherà invece la categoria Integration and Innovation, mentre nella giuria di Promotions & New Media  c’è una sedia con su il nome di Luca Scotto Di Carlo (ECD e Partner di M&C Saatchi).


(Nella foto, da sinistra verso destra, Boscacci, Scotto Di Carlo e Neri)

 

Ti ricordi che la deadline è stata prolungata di una settimana e che hai tempo fino al 13 ottobre per iscrivere i tuoi lavori, vero?

Comunque, qui puoi rileggere l’articolo con più info a riguardo,
mentre la CFE completa la trovi qui –> ADC*E Awards CFE


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ADC*E Awards – Deadline prolungata al 13 ottobre

È tutto vero.

Hai ancora qualche giorno per iscrivere i tuoi lavori ai prossimi ADC*E Awards.

Se ti ricordi, qui ti avevamo detto tutto quello che dovevi fare per partecipare.
Ecco, adesso è ancora così, solo che il termine ultimo si è allungato di una settimana.

Quindi ricapitoliamo, che già ti sei distratto.

13 ottobre, deadline per l’iscrizione agli ADC*E Awards.

Se hai domande, dubbi, curiosità, pensieri, parole, opere, omissioni, scrivi a questo indirizzo mail e vai sereno.


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CFE ADC*E Awards 2017

Non fa in tempo a calare il sipario sugli ADCI Awards che è subito il momento di alzare la posta in palio e andare a comandare oltreconfine.

Il 6 ottobre è infatti la deadline per gli ADC*E Awards, il riconoscimento promosso dall’Art Directors Club Europe che premia l’eccellenza creativa continentale.

Non perdere l’occasione di confrontarti con colleghi provenienti da ogni parte d’Europa e provare a vincere la Champions League dell’advertising.

“Sì, ma quanto costa?” mi chiederai. Ed è qui che arriva il bello.

Ti ricordi che l’ADCI è associato all’ADC*E, vero? Ecco, allora senti qui.

Hai vinto un oro agli ultimi ADCI Awards? Ottime notizie, puoi iscrivere il tuo lavoro gratis!

Hai vinto un argento, un bronzo o una shortlist? Puoi comunque iscrivere i tuoi lavori con un robusto sconto.

(lLo vedi che iscriversi all’ADCI conviene sempre?)

Partecipare è di una semplicità disarmante: basta andare su adce.submit.to e completare l’iscrizione.

Per ulteriori info, dai un’occhiata alla CFE qui –> ADCEAwards2017_RulesInfo


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ADCI Awards 2017 – Tutti ma proprio tutti i metalli.

Li abbiamo visti tutto l’anno, li abbiamo applauditi al Franco Parenti sabato sera, ci abbiamo scommesso sopra clandestinamente (lo avete fatto anche voi, giusto?).

Adesso possiamo rivederli tutti in un’unica soluzione: un meraviglioso PDF.

Ecco tutti gli ori, argenti e bronzi assegnati agli ADCI Awards 2017. –> METALLI_20171003

Ricordiamo ancora i due Grand Prix assegnati:

Chat Yourself, il primo chatbot che aiuta a contrastare l’Alzheimer ai suoi stadi iniziali (qui la case history) realizzato da Y&R per Italia Longeva;

LinkedInmate, un progetto che ha visto la luce grazie a un gruppo di giovanissimi studenti di Accademia di Comunicazione, che ha l’ambizioso obiettivo di riabilitare ex-detenuti e aiutarli a ricollocarsi nel mondo del lavoro trasformando in punti di forza per la comunità quelle debolezze che in passato hanno spalancato loro le porte del carcere (link alla case).


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ADCI Awards 2017: Grand Prix, Grand Prix Non Profit, Premio Speciale EQUAL

SUL PODIO GLI STUDENTI DI ACCADEMIA DI COMUNICAZIONE CON LA CAMPAGNA REALIZZATA PER LINKEDIN.

A YOUNG & RUBICAM IL GRAND PRIX PER LA SEZIONE NON PROFIT CON IL PROGETTO CHAT YOURSELF.

LA PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO SPECIALE EQUAL VA A INDESIT CON LA CAMPAGNA #DOITTOGHETER REALIZZATA DA J. WALTER THOMPSON. MENZIONE SPECIALE PER IL PROGETTO “MOM’S DON’T QUIT”.

 

Milano, 2 ottobre 2017 –  Si è conclusa la quarte edizione di IF! Italians Festival, il primo festival italiano dedicato alla creatività e ADCI, l’Art Directors Club Italiano che da oltre vent’anni riunisce i migliori talenti della creatività del nostro Paese, promotore dell’iniziativa che ha decretato i vincitori degli ADCI Awards di quest’anno.

Vince la sezione NO PROFIT del GRAND PRIX, CHAT YOURSELF di Young & Rubicam Milano (già vincitrice quest’anno di 6 Lions Award e 4 Shortlist) decretata all’unanimità dalla Giuria per la valenza sociale del progetto. Nata da un’idea di Y&R Milano per l’Associazione Italia Longeva, il network dedicato all’ invecchiamento, creato dal Ministero della Salute, dalla Regione Marche e dall’IRCCS INRCA, CHAT YOURSELF è un chatbot creato per Facebook Messenger, che aiuta chi è affetto dalla sindrome di Alzheimer a convivere con la malattia, permettendo di rimanere più a lungo indipendente e controllare la propria vita.

Sono molto  felice per questo riconoscimento perchè Chat Yourself ha coinvolto davvero in prima persona ciascun membro del team, per la sua valenza socialeha commentato Vicky Gitto, Chief Creative Officer Y&R Italia.Stiamo assistendo ad un cambiamento fondamentale, in cui la creatività assume sempre più un ruolo strategico e differenziante e, se messa a fattor comune con le tecnologie a cui oggi tutti abbiamo accesso -  e Facebook ne è un esempio –, può portare beneficio non solo al singolo, ma all’intera comunità”.

Sul podio dei GRAND PRIX anche agli studenti dell’Accademia di Comunicazione con il progetto sviluppato per LinkedIn. 

Un lavoro straordinario, perfetto in ogni dettaglio. Un lavoro completo, maturo, pertinente e umano. Un lavoro che quest anno ha saputo mettere gli studenti al centro della nostra attenzione, al centro della nostra ammirazione” ha spiegato Andrea Stillacci, Fondatore e Presidente di Herezie Group, il Presidente degli ADCI Awards 2017.

La prima edizione del Premio Speciale EQUAL, nato per sensibilizzare – non solo i creativi ma anche le aziende, in un periodo in cui la violenza sulle donne è tristemente alla ribalta della cronaca nazionale – a sposare, realizzare e promuovere l’immagine di una donna di oggi, coerente con i tempi in cui viviamo, attraverso l’utilizzo di una creatività mai lesiva della sua dignità e che superi definitivamente gli stereotipi di genere, se lo aggiudica Indesit con la campagna #DoItTogether, realizzata da J. Walter Thompson.

Stefania Siani, membro del consiglio direttivo di ADCI, ha sottolineato: “#DoItTogether di Indesit è il progetto che più di ogni altro risponde alla volontà del premio EQUAL di evolvere l’immaginario oltre la stereotipizzazione di genere. Un piano media articolato, un investimento sistematico e multi piattaforma volto a promuovere il superamento della gender inequality nelle nostre case. Un progetto che sostiene attivamente la collaborazione tra i generi nell’organizzazione domestica e familiare. Menzione speciale a “Mom’s don’t quit”, che fa luce sul grave problema delle dimissioni e dell’abbandono del lavoro contestualmente alla maternità”.

“Sono davvero molto orgoglioso di questa edizione degli Awards. Abbiamo avuto giurie impegnate, coinvolte, con punti di vista differenti ma sempre unite da passione vera e coese verso la ricerca dell’eccellenza” ha dichiarato Vicky Gitto, Presidente ADCI. “In un momento di grande importanza per tutto il comparto della creatività, gli ADCI Awards, insieme a IF! Italians Festival, evento che fa dialogare i grandi rappresentanti del mondo della creatività, della cultura  e della comunicazione, sono un volano per dare un presente più rilevante e un futuro tangibile alle nuove generazioni” ha concluso Gitto.


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 02_10_017

twitter: @claudianeri

L’architettura, le macchine e il resto nelle immagini di Fabrizio Giraldi

Suzana Licko che in tempi insospettabili ha inventato il font Mrs Eaves, un evergreen fin dagli esordi

Il sapore vintage delle illustrazioni e collage di Nazario Graziano

La fotografia come ricerca: Matthew Monteith


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IF! Festival, Day 3

Si è conclusa la quarta edizione di IF!
Da lunedì riprenderemo le nostre tristi esistenze, sballottati tra criptici brief, oscuri debrief, rework carichi di rassegnazione e inevitabili rework dei rework.
Fortunatamente, da lunedì. Sì, perché oggi siamo qui, ancora emozionati e frastornati, per raccontare la terza straordinaria giornata di IF!

Per un’ora la sala Dome del Parenti diventa una gabbia, la Gabbia dei Leoni, un format fisso di questo festival.

Nicola Lampugnani (Vice Presidente ADCI, Comitato Organizzatore e Responsabile Contenuti IF!), nella veste di domatore, discute di creatività con tre giurati che hanno preso parte al Festival di Cannes: Graziana Pasqualotto (OMD Managing Director), Gianfranco Mazzone (Managing Director di Burson-Marsteller Italia) e Michele Picci (Digital Creative Director Publicis). Ogni giurato viene invitato a raccontare l’ultima edizione dei Cannes Lions attraverso un progetto ritenuto rappresentativo della loro categoria.
Si parla anche di categorie di premi. In un mondo dove la comunicazione è sempre più fluida e ricca di compenetrazioni, cosa sta accadendo nelle categorie dei festival dedicati alla creatività?

Graziana Pasqualotto, giurata nella categoria Media, racconta di aver visionato moltissimi lavori poco rilevanti con il Media. Ciò che viene chiesto dai clienti al media sono dei risultati di business, ed è con questa premessa che la Pasqualotto presenta due progetti: Terry Bradshaw’s Stain per Tide e BMW Giving Way.

Michele Picci, giurato nella categoria Promo & Activation, ricorda il discorso del presidente di giuria quando ha briffato i giurati: “Guys, everything is promo, let’s celebrate activation”. Tutto è promo, la differenza risiede nelle modalità con cui attiviamo le persone. Le campagne presentate da Picci sono Child Replacement Programme per Pedigree (un sorprendente progetto per i cani che hanno bisogno di una casa e le case che hanno bisogno di un cane), Handle With Care per Gillette e Cheetos Museum, capace di attivare i consumatori e trasformarli in media.

Gianfranco Mazzone, giurato nella categoria PR, conferma la crescente pervasività delle PR nei festival dedicati alla creativià come Cannes. La campagna portata da Mazzone è Fearless Girl per lo State Street Global Advisors, un progetto costruito con logiche e meccaniche PR.

Dopo i leoni, è il turno di tre leonesse. Giovanna Cosenza (Semiologa e Professore Ordinario Dipartimento di Filosofia e Comunicazione Università di Bologna) e Laura Carafoli (Senior Vice President – Chief Content Officer Discovery Southern Europe) affrontano con Alessandra Lanza (Consulente Comunicazione, Comitato Organizzatore e Responsabile Contenuti IF!) un argomento sempre più rilevante: la rappresentazione del corpo delle donne in pubblicità.

Si parte da dati oggettivi. Nel Gender Gap Report 2016 del World Economic Forum l’Italia è al 50° posto. Come viene costruito questo ranking? Sulla base di quattro parametri: l’educazione, la salute, la rappresentatività politica e il lavoro. Quale tra questi parametri trascina quindi l’Italia al 50° posto? Il lavoro. Secondo una recente ricerca di Almalaurea, a un anno dalla laurea e a parità di voti, una donna percepisce in media tra i 100 e i 600€ netti al mese in meno rispetto a un uomo.
Laura Carafoli, racconta la propria esperienza in Discovery, sottolineando come sia indispensabile la meritocrazia nelle dinamiche di un’azienda. La meritocrazia è ciò che rende Discovery una grande realtà da prendere ad esempio.
Si tenta poi di rispondere alla domanda più importante: il mondo della comunicazione come vede e considera il corpo delle donne?
In Italia il numero dei casi più gravi, stampe e affissioni con immagini offensive, è diminuito. Lo stereotipo, purtroppo, persiste. Persistono le abitudine visive che inquadrano la donna come una persona leggera, frizzantina e l’uomo come un soggetto pensoso, maturo, consapevole. Ciò, secondo Giovanna Cosenza, innesca un circolo vizioso, in cui le ragazze stesse vengono abituate fin da giovani a vedersi rappresentate con codici, linguaggi e immagini stereotipate, senza percepire a pieno il gap realmente esistente. Cosa possiamo fare quindi noi creativi per sovvertire questo stereotipo? Moltiplicare i modelli, aprire il ventaglio, sporcare.

Passiamo infine al motivo per cui ci siamo recati al Parenti questa giornata.
IL CONTROCOLLOQUIO.
Tre direttori creativi: Serena Di Bruno (Grey), Livio Basoli (DUDE), Gina Ridenti (TBWA). Due giovani creative: Gaia Barison (Alkemy) e Giulia Brugnoli (JWT). Apparentemente un normale colloquio di lavoro, eccetto per un piccolo particolare: per 50 interminabili minuti sono state le due giovani creative a dettare le regole del gioco.
A completare questa già sublime visione, il moderatore Roberto Ottolino (The&Partnership), che nel caso di Ottolino si scrive “moderatore” ma si legge “aizzatore”.

Mentre nella sala Dome del Parenti Morgan strimpella l’ukulele e intona alcuni versi di Faith di George Michael, al Controcolloquio Serena di Bruno accoglie la richiesta delle due giovani creative e si esibisce in un’appassionante seppur breve performance canora (Hello di Adele).

Al Controcolloquio le domande delle giovani creative sono scomode, appuntite, maledettamente taglienti. I candidati, forti della loro esperienza, hanno sempre o quasi sempre la risposta pronta.

Gaia: “Preferisci avere un rapporto amichevole o più distaccato con i creativi con cui lavori?”
Candidata Serena Di Bruno: “Amichevole…PERÒ MI INCAZZO EH!”

Gaia: “Quale mestiere avresti fatto, se non fossi divento direttore creativo?
Candidato Livio Basoli: “Il console! Anzi no…L’AMBASCIATORE!”

Giulia: “Quanto pesa un leone di Cannes?”
Candidato Livio Basoli: “Non ne conosco il peso.”
(applauso del pubblico)
Candidato Livio Basoli al pubblico: “GUARDATE CHE NON È UNA COSA POSITIVA EH!”

Gaia: “Venerdì sera. Ennesima richiesta di rework da parte del cliente per lunedì. Cosa fai? Chiedi ai creativi di lavorare il weekend o comunichi al cliente che avrà il lavoro per martedì?”
Candidata Gina Ridenti: “Prima di tutto…BESTEMMIO.”

Giulia: “Qual è il colmo per un direttore creativo?”
Candidata Gina Ridenti: “SONO UNA SEGA A RACCONTARE LE BARZELLETTE!”

A sorpresa, ai candidati viene pure sottoposto un One Minute Brief, ma il panico è altissimo, l’ansia da prestazione insostenibile e le creatività presentate inconsistenti. C’è persino chi tenta di aggiungersi ai credits delle idee presentate dagli altri.

Dopo aver esaminato i tre candidati e osservato il loro portfolio è il momento della selezione. Gaia e Giulia si prendono qualche istante per una breve consultazione, poi pronunciano il loro verdetto. È Serena Di Bruno la candidata prescelta, che può finalmente firmare un golosissimo contratto di collaborazione a progetto.

Terminato il Controcolloquio, ci si prepara alla Cerimonia di premiazione degli ADCI Awards. Per sapere come si è svolta questa grandissima serata, clicca qui.


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ADCI Awards 2017

Vedi, quando una serata inizia così è segno che sarà una grande, grandissima notte.
Sì, è successo davvero: Renato Pozzetto entra nella Hall Of Fame dell’Art Directors Club Italia. Se questo non è #sovvertire, non so davvero cosa lo sia.

Non è servito nessun invito alla platea: quando Lele Sacchi, al solito impeccabile host della serata, e Vicky Gitto, presidentissimo di un ADCI mai così in forma, hanno annunciato Renato, automaticamente siamo scattati tutti in piedi. Una standing ovation lunga, bella, sentita, che non ha solamente salutato l’interprete di una valanga di film e sketch che ci hanno fatto ridere fino alla contorsione addominale. Esserci alzati tutti ha anche dimostrato il fatto che chi era in quella sala ha capito il significato del premio di ieri: il segnale forte e chiaro lanciato da un’intera industry nei confronti della creatività e della sua celebrazione in tutte le forme, compresa quella comica, pop senza essere mai scontata (non serve che ti ricordi come le battute di Pozzetto abbiano più livelli di lettura di una biblioteca multipiano).

 

Sovvertire, dicevamo. Ecco, non entriamo nel merito dei singoli premi assegnati (tantissimi e strameritati), ma si può dire tranquillamente che ogni singolo cono assegnato è stato un atto di sovversione.

Sovversione contro la cancellazione della memoria singola e collettiva (bravi, bravissimi, ragazzi di Havas con Forgetting Auschwitz Remembering Auschwitz).

Sovversione contro un certo snobismo che suggerisce l’inconciliabilità tra una campagna mainstream e una campagna da premiare (di nuovo, bravi ragazzi di Havas per aver fatto ballare un Paese con TIM).

Sovversione contro la più crudele e bastarda delle malattie, che ti fa dimenticare chi sei e chi ti sta attorno (Y&R, avete fatto un lavoro clamoroso, ma ho idea che questo lo sappiate già).

Sovversione contro il mondo dei giganti della birra da parte di una piccolina che sfrutta una piccola ma clamorosa falla nel piano con un’intuizione geniale che nemmeno il Conte Mascetti (un cinque altissimo, McCann).

E poi sovversione nel raccontare serie tv (We Are Social e M&C Saatchi, magnifici), nel parlare di come la gender equality nella vita di tutti i giorni sia possibile (bella lì, JWT), nel recuperare dal degrado un mausoleo incredibile (Havas, ancora tu?), nel far vivere la gravidanza in un modo ancor più commovente (passatemi un fazzoletto, DLV BBDO), nel dire stop al bullismo (7 Days Brief risolto alla grande) e tantissime altre sovversioni, piccole e grandi, nel mondo del design, del crafting, della regia.

Insomma, il livello dei lavori è stato altissimo, ma veramente tanto.
Proprio per questo, i Grand Prix quest’anno sono stati due battaglie micidiali e difficili da risolvere.

Per fortuna, a presiedere le giurie è stato chiamato uno tra i creativi più sovversivi sul pianeta, Andrea Stillacci, che ha saputo indicare la via ai presidenti e farli convergere verso decisioni che hanno lasciato la sala a bocca aperta e con le mani rossissime per il troppo applaudire.

Dai, basta con il mistero: sveliamo i vincitori.

Grand Prix Non Profit: Y&R – Chat Yourself https://www.youtube.com/watch?v=eE6BO5ANyaI

 Grand Prix: Fondazione Accademia di Comunicazione – Linkedinmate https://www.youtube.com/watch?v=foiWakAW9No

Sì, hai capito benissimo. Il Grand Prix è andato agli studenti.
Un segnale per il futuro? Forse. Il lavoro migliore? Sicuro.

Adesso che ti sei fatto un’idea, capisci perché non ci poteva essere tema migliore di #sovvertire?

Cala così il sipario sugli ADCI Awards 2017, l’edizione più inaspettata e, ça va sans dire, più sovversiva di sempre.

Ci vediamo l’anno prossimo, ma anche molto prima con un più esaustivo approfondimento su tutti i risultati e i premiati.