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Anonimo non a caso: intervista al creatore di Evasori.info.

Evasori.info è una piattaforma partecipativa online che invita le persone a geotaggare e quantificare l’evasione fiscale in Italia.
L’elettrauto ti propone lo sconto se fai senza fattura? Hai chiesto lo scontrino al bar dove mangi a mezzogiorno e non te l’hanno dato? Mappali, almeno capiremo l’entità e la diffusione del fenomeno.

Bel progetto, affascinante, ma chi lo aveva fatto? La Guardia di Finanza?

No, un professore italiano di informatica che vive negli Stati Uniti, indignato dal comportamento rassegnato e poco attivo degli italiani. Per non tollerare l’evasione, per non diventare complici nel creare un’ingiustizia fiscale che costringe alcuni a pagare le tasse anche per quelli che non le pagano, l’unico modo è agire. E smettere di subire comportamenti che alla fine ci penalizzano direttamente, perchè con lo stato in bolletta, peggiorano i servizi al cittadino e poi ci lamentiamo.
Meglio essere attivi, darsi da fare, contribuire a risvegliare la coscienza sociale. Per questo il professore aveva creato e sviluppato una piattaforma partecipativa e l’aveva messa a disposizione della gente.

Ma perchè una persona un giorno decide di iniziare un progetto così impegnativo e complesso? Quali le motivazioni? Quale l’episodio scatenante? Perchè desiderava restare anonimo?
Più conoscevo la piattaforma e più mi incuriosiva il suo creatore. Gli ho chiesto un’intervista, me l’ha concessa, la trovate qui.


  • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

    L’iniziativa è sicuramente interessante, però lascia scoperto un problema che io sempre evidenziato: il problema dell’evasione fiscale NON è un problema binario del tipo giusto/sbagliato, buoni contro cattivi, “noi” contro “loro”. È estremamente più complesso del tema, per certi versi minore, degli “scontrini fiscali” o della fattura dell’idraulico (casistica in cui spesso si dimentica che gli evasori sono due: l’idraulico che paga meno tasse, il cliente che paga meno iva o non la paga del tutto).

    Bastano tre osservazioni:

    1. L’evasione fiscale in Italia viene stimata intorno al 30% del prodotto interno lordo, laddove la quota fisiologica di paesi “corretti” si situerebbe intorno al 10%. Però anche il fatturato dell’industria del crimine (droga, prostituzione, tabacco, contraffazione di prodotti per il consumatore) viene stimato intorno al 30%. È probabile che ci sia una notevole sovrapposizione fra le due percentuali, il che fa dell’evasione fiscale un problema anche criminale MOLTO più ampio del semplice mancato rilascio scontrino fiscale.

    2. I partiti politici hanno obblighi fiscali e contabili minimi, così come le fondazioni culturali e politiche (ogni uomo politico di qualche importanza ha qualche fondazione di riferimento). Insomma, il problema in Italia parte molto in alto, e coinvolga anche istituzioni religiose.

    3. Nel caso di corruzione politica, e di collusione fra industria e politica, si usano innumerevoli artifici contabili per creare fondi neri che servono per finanziare, in modo generalmente esentasse, eventi pubblici, iniziative politiche, iniziative editoriali.

    Inquadrerei quindi l’iniziativa di Evasori.info più nell’area della difesa del consumatore (come in questo esempio http://www.walksofitaly.com/blog/travel-tips/how-not-to-get-ripped-off-eating-in-italy) che nell’area della reale efficacia contro l’evasione fiscale in Italia, che non potrà essere realmente combattuta finché non si riforma la politica e non si riduce la collusione politica-economia-aree grigie del crimine.

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