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5 Replies

Henry Jenkins, massimo esperto mondiale di culture partecipative e transmedialità per la prima volta a Roma lunedi 9 luglio.

Se siete a Roma lunedì 9 luglio, vi segnalo un’importante evento organizzato da IED Roma (la scuola dove insegno anch’io a Milano) e Cross-Media.it. Per un giorno infatti, la capitale si trasformerà nella capitale del Transmedia in occasione dello special Talking IED di Henry Jenkins, massimo esperto mondiale di culture partecipative e transmedialità per la prima volta a Roma.

Tema dell’incontro sarà: La Generazione Transmediale. Come i giovani creativi e la cultura partecipativa stanno cambiando il mondo attraverso i media.

La Transmedia Generation è formata da giovani creativi che stanno pensando, imparando, sviluppando nuovi strumenti di comunicazione e si stanno mobilitando politicamente in modo mai così autonomo e consapevole, grazie al loro maggiore controllo sulla costruzione di senso e contenuti, e sulla circolazione del sapere affidata in particolare ai new media.

Maggiori informazioni le trovate qui.

  • http://www.adci.it Fabio ciccio Ferri

    Ma, siamo sicuri che sia davvero esperto in Transmedialità?

    Dalla barba, e dai capelli bianchi, si direbbe che abbia più di 50 anni…

    Fabio
    (:ciccio
    Ferri
    PS: Su Bad Avenue, i giovani anonimi esperti di new media, diffiderebbero di Henry.

  • http://matteorighi.wordpress.com/ Matteo Righi

    Ti posso garantire che le 58 primavere di Henry mostrano solo che le sue teorie e i suoi scritti sono degni di una persona capace e matura. Voi Boi che siete a Roma non perdete l’incontro.

  • http://www.adci.it Fabio ciccio Ferri

    Boi?
    “Boi” in portoghese brasiliano significa “Bue” o “Buoi”…
    che vorresti dire Matt, che noi romani siamo un popolo Bue?
    (:
    ciccio.
    Scherzi a parte:

    PS: Anche ‘La Pantera’ pensò, imparò, insegnò e sviluppò nuovi strumenti di comunicazione, mobilitando politicamente in modo autonomo e consapevole centinaia di migliaia di giovani.
    Eppure internet e tutti i Social Networks erano ancora di là da venire…
    Ma c’era il Fax.
    Non magnifichiamo la rivoluzionarietà del mezzo web/social networks:
    è l’obiettivo dell’idea e del movimento che fa la rivoluzione.
    Non è solo il mezzo.
    E’ anche
    (e soprattutto)
    il fine.

    Fabio (:ciccio
    http://www.parolibero.it/it/spettacolo/pantera.htm

  • http://www.landcomunicazione.it Marco

    Se non leggo male lui é del 58 e dunque sono 54 le sue primavere. Non li porta benissimo, ne dimostra un pò di più, ma il suo cervello è di grande raffinatezza. Fabio ciccio Ferri, credi che la barba bianca sia un handicap per capirci di social? I social, osservi anche tu, appartengono come dinamiche di funzionamento, ad una storia che non è solo tecnologica, ma è anche di meccanismi partecipativi, ecc, ecc. Questi meccanismi, insieme alla tecnologia, hanno prodotto quel fenomeno che oggi chiamiamo social. E per capirci bene, forse, qualche annetto devi anche averlo, perchè bisogna andare fondo, nelle loro logiche di funzionamento. marco

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      Marco, barba e calvizie invecchiano. Comunque la differenza fra i 54enni di casa nostra e quelli americani è che quelli magari si occupano di Internet da vent’anni (ovvero da quando di anni ne avevano 35) mentre i nostri, in gran parte, con le dovute eccezioni, oggi sono nello stadio “Che volete da me? Ho imparato ad usare l’e-mail, ma Facebook mi fa schifo, Twitter non lo capisco, e i blog non li legge nessuno”.