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Alfredo Accatino lancia una petizione per il riconoscimento dei professionisti creativi

Dopo il quarto, arriva il quinto stato: professioni intellettuali indipendenti senza albo.

Alfredo Accatino, autore e scrittore, è da tempo attivo nei social network e nel mondo del lavoro per il riconoscimento delle professioni creative. Qui il suo blog su Huffington Post.

Attraverso il gruppo “Creativi” su Facebook ha lanciato questa petizione:

In Italia sono 2 milioni i professionisti che operano in tutti gli ambiti delle professioni creative. Non hanno un nome definito, possiedono alti livelli di formazione, sono ignorati da governo e istituzioni, ma producono il 5,8% del nostro Pil (80,8 miliardi di euro – rapporto 2013 Unioncamere/Fondazione Symbola). Più dell’industria automobilistica, più di Umbria, Liguria e Abruzzo insieme. Stiamo parlando di creativi per comunicazione, pubblicità, eventi e web: copywriter, art director, grafici, programmatori e sviluppatori. Ma anche di chi opera per moda, arti, spettacolo, industria, cultura, editoria, media, entertainment. Designer, autori, sceneggiatori, registi, scrittori, giornalisti, blogger, video-maker, editori. Artisti, fotografi, architetti. E poi stilisti, scenografi, coreografi, costumisti, montatori, compositori, illustratori, traduttori, curatori, ricercatori, artigiani di ricerca…

 

Qui la sua petizione | Chiediamo il riconoscimento della valenza strategica della creatività. Per il rilancio del Paese. #rivoluzionecreativa | Change.org, con l’intero testo della richiesta.