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Giovani Leoni – i vincitori della sezione stampa & affissione

Oggi posto la campagna vincitrice del concorso Giovani Leoni 2012, nella sezione stampa&affissione. Non appena Sipra mi invierà i materiali, posterò tutti i lavori iscritti.

Voglio anche rispondere ad alcune contestazioni nate intorno all’assegnazione di questo premio.

Le rimostranze sono essenzialmente di due tipi.
I giovani vincitori, Federica Facchini e Luca Pedrani, sono accusati di avere plagiato altre campagne. E la giuria viene di conseguenza accusata di incompetenza.

Qualcuno ha addirittura richiesto il ritiro del premio.

In qualunque concorso, Cannes e Clio compresi, dopo la pubblicazione dei vincitori salta sempre fuori qualcuno pronto a sostenere che la tal campagna non è originale, mostrando a torto o ragione idee simili. La “somiglianza” o il presunto plagio non costituiscono una motivazione per l’annullamento del premio.

Federica e Luca ci rappresenteranno a Cannes nella sezione in cui hanno vinto i Giovani Leoni 2012.

Ora veniamo all’accusa di plagio.

È grave quanto purtroppo non dimostrabile.
I ragazzi hanno avuto solo 24 ore per ideare e realizzare il lavoro. Impensabile da parte loro trovare il tempo di controllare se un’idea simile fosse già stata realizzata.
Il meccanismo utilizzato per costringere il lettore a muovere la testa da sinistra a destra è stato usato molte volte.
Riutilizzare, anche consapevolmente, un meccanismo non è necessariamente plagio. Esattamente come non è plagio quando un musicista reinterpreta in modo personale uno standard.

E in questo caso esiste anche la possibilità che nessuno dei due vincitori fosse consapevole di stare reinterpretando uno standard.

Di sicuro, c’è che Federica e Luca, consapevoli o meno, hanno applicato questo meccanismo in modo intelligente e pertinente rispetto alle richieste del brief.
Ma nel dire questo esco dai confini del mio ruolo. Come presidente Adci mi devo limitare a controllare che le regole siano state rispettate, non devo entrare nel merito delle scelte della giuria.
Giuria per altro composta da persone di comprovata esperienza e competenza: Angelo Ghidotti, Edoardo Loster, Antonella Meoli, Sergio Spaccavento, Alessandro Stenco, Marco Viganò e Luca Zamboni.

Le regole sono state rispettate. Non ci sono nemmeno stati “giochetti” per favorire i lavori iscritti da giovani della propria agenzia. In nessuna sezione. I giurati si sono astenuti dal votare quando coinvolti (vale a dire quando il lavoro era stato realizzato da un giovane della propria agenzia). Se ricordo bene, tre dei cinque lavori finalisti nella sezione stampa sono stati ideati da ragazzi che lavorano in Y&R. Merito loro.
Alessandro Stenco, giurato proveniente da Y&R, si è comportato impeccabilmente.
I due vincitori della categoria stampa&affissione lavorano in Grey. In giuria non c’era nessun creativo di questa agenzia.

Dei quattro team premiati complessivamente ai Giovani Leoni, due arrivano da M&C Saatchi. Complimenti all’agenzia per la “cucciolata”. In nessuna delle due sezioni era presente un giurato di questa struttura.

Approvate o dissentite sulle scelte delle giurie. Ma rispettatene il ruolo.
Coltivate sempre il dubbio. Non l’invidia. Non la sfiducia nella buona fede altrui. Se dubiterete della vita, non la vivrete.
Che “a pensar male non si sbaglia mai” è una filosofia di vita sparagnina.
Giocate sempre in attacco, emotivamente spinti a costruire, creare, reinventare. Non parcheggiatevi nel recinto dell’alibi, dell’auto giustificazione, del “ho perso perché il mondo è disonesto”. Non è vero.
Partecipare a questo concorso vi ha sicuramente insegnato qualcosa su voi stessi, non gettate al vento questa lezione.
Chiedo scusa per la paternale finale. Potete anche archiviarla come “le riflessioni di un vecchio”. Ma, lo ripeto ancora una volta, coltivate il dubbio. Potrei avervi dato un consiglio utile.

  • Pingback: Il leone si è addormentato? | Nicolò Volanti – Blog

  • http://dasieve.blogspot.com/ Edo

    Non ci credo che abbiano copiato, mi dispiace. Mi ruga non aver vinto, questo sì, ma non ci credo che abbiamo buttato via tempo per cercare campagne belle da copiare.
    L’idea è bella e funziona. Punto. In 24 ore ti distruggi il cervello per trovare soluzioni fighe, non perdi tempo a copiare. Non ci posso credere. Se avessero vinto altri, mi sarebbe davvero scocciato. Ma battuti da una bella idea è un bel perdere.

  • Il Santo

    Mi sento di assentire. Se il brief fosse stato sulla sicurezza stradale, o su un torneo di tennis (o anche ping pong) allora le accuse sarebbero state quantomeno fondate. In questo caso, nonostante la similitudine non trascurabile, ci troviamo davanti a un pensiero che la rende “simile ma diversa”. Tutto il resto ormai non conta.

    • http://spegnetelapubblicita.wordpress.com Flavia

      Sono d’accordo.

  • Andrea Castelletti

    Per quanto simile ad altre campagne la proposta vincitrice è a mio avviso la più originale e la più accattivante tra quelle che ho visto in gara, per questo la difendo. Sono contento che abbia vinto questa e non un’altra e se vogliamo approfondire l’argomento somiglianze chi ha visto le proposte in gara avrà notato che ce n’erano tante che sembravano gemelle, per idea e trattamento…
    Per chiudere aggiungo che senza ombra di dubbio saremmo stati tutti più contenti se avesse vinto una campagna rivoluzionaria, ma purtroppo mi sembra che nessuna delle proposte ci abbia lasciati a bocca aperta.

  • Ricca

    Scusa Massimo, ma non condivido una sola parola di quello che hai scritto.
    Le giurie possono assolutamente essere all’oscuro di un annuncio del 2004, esattamente come succede a Cannes, non è questo il punto.
    E nemmeno se il caso sia plagio o sfortuna, a dirla tutta.
    La questione è che il dubbio, qui, è talmente MOSTRUOSO che questo premio dovrebbe essere ritirato e dato a chi è arrivato secondo (sperando che almeno qui si veda un’idea originale).
    Difendendo una cosa del genere, stai dando un messaggio gravemente sbagliato a tutta la comunità.
    E’ capitato a chiunque di avere un’idea che era già stata partorita da qualcun altro. E con la morte nel cuore, anche se non si hanno colpe, bisogna accettare che questa idea sia bruciata.
    Che non la puoi presentare né a un cliente né a un festival.
    Che se lo scopri dopo, la devi levare dalla tua reel o dal tuo portfolio.
    Queste sono le basi dell’etica nel nostro lavoro.
    E nessun altro più di te, per la posizione che ricopri, dovrebbe urlarlo al mondo.

    • Perplessa

      Totalmente d’accordo.

    • Simone

      C’è anche l’annuncio ESPN Open Italia, del 2008, premiato con una shortlist dello stesso Adci. E come giustamente sottolineavi tu, possono anche non aver copiato, ma quando ci si rende conto che qualcosa di praticamente uguale è già stato fatto, a malincuore prendo e cestino. Se no perchè in agenzia facciamo le ricerche di anteriorità?

    • Perplessa

      E pensa che in agenzia facciamo la ricerca di anteriorità per campagne reali, il cui scopo è vendere. Cioè per campagne che se funzionano, anche se sono copiate da chissà quale paese in chissà quale anno, potrebbero andare benissimo.
      Qui stiamo parlando di una campagna fake il cui unico scopo è essere creativa e originale!

    • Davide Iacono

      secondo me vi state attaccando troppo al trattamento. COme espn ce ne sono parecchie. Qui il problema è che questa campagna chiude nello stesso identico modi di quella ben più famosa di WV.

      http://www.flickr.com/photos/beingpeterkim/4621395256/

    • Bruno

      Ciao, vorrei solo dire che un mio caro amico è uno degli autori della campagna ESPN Classics del 2008.
      Credo che sia possibile che i ragazzi non la conoscessero come non sapessero nemmeno dell’esistenza della campagna del 2004. Perché con lui è successo esattamente così.
      Non era a conoscenza di nessuna campagna anteriore alla sua quando l’ha creata. Nemmeno la giuria lo sapeva allora. Aparte una persona che credeva di aver visto qualcosa di simile.
      Ma questa persona (della giuria) si è manifestata appena dopo la giuria averlo giudicato vincitore dell’Oro (che poi gli è stato tolto prima della premiazione) e così ha finito appena in Shortlist.
      ADCI ha fatto così per difendersi dalle possibili critiche e non credo questa posizione sia stata di tutto sbagliata.
      Sopratutto perché nessuno ha fatto nulla di mala fede. Sia da parte sua, dell’ADCI oppure l’agenzia in cui lavorava.

      Ma come ha detto pure qualcuno qui, magari la cosa più giusta sarebbe fare esattamente lo stesso che hanno fatto a lui: dare il premio a un’altra coppia.

      saluti

    • Incipit

      Non posso che essere d’accordo con te, e mi sembra surreale che non si voglia ammetterlo. Quando si partorisce un’idea e ci si accorge che è simile o uguale ad un’altra la si mette da parte.
      Non la si presenta a un cliente, non la si mette in portfolio, non le si fa vincere un premio.

  • Perplessa

    Proprio il fatto che la campagna vincitrice sia così originale fa pensare che sia copiata. Ovviamente tra le proposte ce n’erano di simili tra loro: forse erano idee meno creative e quindi più facili da pensare.
    Insomma, capita di fare campagne simili. Qua però siamo al limite dell’incredibile. È diverso il concetto? Sì, peccato che in questo caso l’idea creativa non stia per niente nel concetto (in quella di Wimbledon nemmeno c’è), ma nel meccanismo. Originalissimo, eppure identico.
    Mah. Dispiace pensare male, ma credo che a pensare bene ci voglia un grandissimo sforzo…
    Comunque buon per loro e peccato per il messaggio che viene mandato a tutti gli altri. L’anno prossimo lavoreranno su adsoftheworld.

  • Simone

    “Partecipare a questo concorso vi ha sicuramente insegnato qualcosa su voi stessi, non gettate al vento questa lezione.”

    Ho imparato che l’originalità in questo lavoro non serve per vincere premi. Almeno in Italia. Almeno spero.

  • ofpdsjf

    è vero, è un’idea bellissima. riproponiamola anche il prossimo anno.

    • Incipit

      Ahahahah. Verissimo, se vale per quest’anno deve valere anche per l’anno prossimo!

  • patrizio

    il commento di andrea castelletti mi sembra il più onesto di tutti: quello c’era e tra quello si doveva scegliere. sacrosanto.
    però.
    non credo possa essere una difesa dire che hanno avuto 24 ore e non c’era il tempo di copiare. se voglio copiare posso attingere dai miei ricordi, per così dire, non ho bisogno di sfogliare freneticamente un annual o un archive o spulciare tutto l’archivio di adsoftheworld dal mio i phone.
    detto questo, personalmente ciò che non mi è piaciuto qui è che si è copiato un meccanismo, non un’idea, e lo si è applicato al brief. è un po’ come scrivere molto piccolo per fare avvicinare il lettore e poi dirgli “per capire ti sei dovuto avvicinare. proprio come facciamo noi del magazine bla bla”. mi spiego?
    detto questo, io non era in giuria e le giurie servono a giudicare con insindacabile giudizio.
    quindi in bocca al lupo ai ragazzi per cannes e spaccategli il culo.

  • Luca Gallina

    Dal vangelo di Bill terzo comandamento (scritto su queste stesse pagine http://blog.adci.it/?p=1830 ), :

    3. Sii provocatorio. Ma assicurati che gli stimoli nascano dal prodotto stesso. NON E’ GIUSTO mettere in un annuncio un uomo a testa in giù solo per attirare l’attenzione. E’ GIUSTO mettere un uomo a testa in giù per dimostrare che il prodotto impedisce alle cose di cadergli dalle tasche.

    Sempre dal vangelo di Bill, ottavo comandamento:

    8. Adatta la tecnica all’idea, non l’idea alla tecnica.

    Il decimo dice di procurarsi un passaporto e di usarlo…a loro basterà la carta d’identità in questo caso, ma gli altri hanno tutto il diritto di continuare a fare no con la testa.

  • Quasicopy

    Non ho partecipato ai giovani leoni e quindi dire che possiamo eliminare la variante “butthurt” nel mio caso.
    E’ chiaro che il gimmick usato è uguale a quello delle altre campagne, ma che qui è applicato in un altro contesto.
    Detto ciò, fa ridere chiamare questa stampa “originale” e fa anche un po’ ridere mandare a Cannes un art che ha vinto con quella che è, a tutti gli effetti, una copyad.

    • alessandro piccioni

      Quasicopy scusami ma casomai l’idea verte proprio sull’artdirection, ovvero nella composizione del testo e nel meccanismo di lettura che crea.

    • Pizzo

      dividiamo l’esecuzione dall’idea: l’idea può essere frutto di uno dei due e a volte ci si incrocia nelle competenze.

      ma la cosa agghiacciante è che è stata premiata un’idea che non avrei perdonato neanche a uno stagista perché si basa su un semplice e quantomeno gratuito giochino. a dispetto di altri, trovo la campagna ESPN molto ma molto più calzante.

      non mi interessa se sia o non sia stata copiata, perché tanto questo tipo di furberia ha le gambe corte, ma mi interessa capire chi e come si sta cercando di dare un indirizzo creativo ai giovani.

      se continuiamo così si aprirà una voragine tra noi e la creatività internazionale.

  • Il Pianto

    In effetti l’art non e’ che abbia dimostrato molto il suo valore. Speriamo sappia fare meglio di testo bianco su fondo nero a cannes. :)

  • Lorenzo

    Diciamoci la verità, per favore: quando c’è poco (pochissimo) tempo per risolvere un brief, le idee non arrivano e la deadline incombe, a tutti noi è capitato di metterci a sfogliare Archive o a cercare febbrilmente su adsoftheworld idee e meccanismi in settori merceologici simili o meno. Specialmente come in questo caso dove la mestierata e l’ideina banalotta ovviamente non bastava a trionfare, ma ci vuole “la genialata”.

    I più scafati poi modificano l’idea o il trattamento quel tanto che basta per renderlo irriconoscibile o almeno non facilmente rintracciabile, e soprattutto rafforzare l’alibi che si tratta solo di una coincidenza. In questo, probabilmente per inesperienza, il layout non è stato nemmeno modificato (rispetto alla campagna portoghese A-cam del 2004).

    Ovviamente c’è anche la possibilità che si tratti davvero di una coincidenza. Non è dimostrabile né la buona né la cattiva fede. Ma come ha scritto qualcuno più sopra, fa parte del mestiere di un creativo, sia nell’uno che nell’altro caso, riconoscere di avere realizzato una campagna fotocopia, prenderne atto e levarla dal portfolio.

    Certo, in questo caso significa rinunciare ad andare a Cannes. Una bella responsabilità per la giuria levare il premio e ancor di più per i creativi rinunciare volontariamente. Ad essere sincero io non lo farei, tanto poi le polemiche svaporano mentre la presenza a Cannes ai Giovani Leoni sul CV rimane.

    Semmai l’unico appunto è sul ripensare questa nuova modalità dei Giovani Leoni: ok, così è più aperta, ma forse è meglio tornare a far concorrere campagne uscite e per questo più verificate dall’agenzia.

    • Perplessa

      Basterebbe fare un ricerca di anteriorità sulla campagna che si sta per far vincere.

  • alessandro

    L’idea non mi dispiace e concordo che – pur esistendo dei precedenti – qui si è usato lo stesso trucco ma in un contesto differente e questo È differente.
    La grafica? Lì sì che (nonostante il tempo risicato) si sarebbe dovuto fare di più.
    Mi fanno sorridere le questioni di principio postume.

    Nelle agenzie ragazzi spremuti e buttati; colpi bassi, truffe e dumping sono la cifra comportamentale supinamente accettata, la peggior pubblicità possibile è la media del prodotto dell’advertising italiano.
    Come se non bastasse gli interlocutori che decidono nelle aziende i budget e le idee sono manager che attribuiscono a Napoleone una vittoria a Waterloo…
    Però leggo appelli con toni concitati perché le scelte adottate non sono coerenti con il mondo ideale dell’advertising di cui però non c’è traccia nel mondo reale.
    Se non condividete il metodo Guastini presentatevi alle prossime elezioni e fate meglio. Semplice.

    Se TUTTE le agenzie metteranno davvero in regola i propri dipendenti e li tratteranno come la cosa più preziosa, se andranno dai clienti con delle idee CAZZUTE e saranno disposti ad alzarsi dal tavolo di fronte a richieste oscene, se BELLEZZA ed EFFICACIA in ogni singolo lavoro saranno il percorso su cui fondare questo lavoro… allora si potrà alzare il livello di attenzione su questi premi.
    Fino ad allora consiglierei di concentrarsi sulle travi conficcate nei propri occhi piuttosto che sulle pagliuzze negli occhi di altri.

    • http://dasieve.blogspot.com/ Edo

      Amen, un po’ su tutto.

  • Daniele

    È un annuncio che premia la cultura pubblicitaria più che la creatività.
    Questo è il premio di chi si “ispira” su “ads of the world” per fare una campagna.
    Dall’ADCI mi aspettavo dei criteri di giudizio diversi.

  • http://www.fuoricentrostudio.com aimone bonucci

    Ciao Massimo,
    personalmente oltre alla delusione di veder vincere una campagna-plagio (quoto il commento di Simone in toto) sono ancora indignato di come la cerimonia di premiazione sia stata strutturata. A parte la categoria film, i lavori selezionati e vincitori delle altre sezioni non sono stati né proiettati dal megaschermo sul palco (quindi nessuno poteva associare ai creativi selezionati i loro progetti), né sono stati commentati dagli autori e dai giudici, e tutto si è risolto in maniera superficiale e frettolosa, come in ogni banale convention aziendale in cui tutti pensano al buffet finale. Siamo dei giovani leoni affamati di conoscenza, avremmo sicuramente gradito un confronto diretto con la giuria e anche con te, e sarebbe stata un’esperienza sicuramente più formativa. So bene che la cerimonia non è un congresso o una tavola rotonda, ma spendiamo e leggiamo sempre un sacco di belle parole su teoria e pratica pubblicitaria, mi chiedo perchè non averle spese per quei progetti che ci rappresenteranno (non me a questo punto).

  • pierluigi barbieri

    -Riutilizzare, anche consapevolmente, un meccanismo non è necessariamente plagio. Esattamente come non è plagio quando un musicista reinterpreta in modo personale uno standard-

    Caro Massimo un musicista che reinterpreta un pezzo in modo personale si chiama cover, e non è un plagio, ma se fa un pezzo suo con musiche di altri o paga i diritti o è un plagio e deve pagare penali, è già successo.
    Almeno l’art poteva reinterpretare cambiando l’ordine dei fattori. Il jazz insegna.

  • Incipit

    Complimenti ai vincitori, iniziamo da qui. Su questo non si discute.
    Peccato però che l’amaro in bocca ci sia e che sia, scusate il gioco, sulla bocca di tutti.
    La giuria. Nessuno ne mette in dubbio l’onestà, ma se non hanno avuto una conoscenza tale da accorgersi che la campagna a cui stavano assegnando il primo premio partiva da un modello troppe volte già visto, beh, è davvero un peccato. L’idea, per carità, è carina, ma ormai non stupisce o non dovrebbe stupire più, proprio perché il ‘botto’ l’ha già fatto. Ora è la classica campagna che guardi e ti fa dire “Ah sì, è come quella …” eccetera eccetera.
    Plagio involontario? Vogliamo crederlo. Ma è talmente famosa la stampa di Wimbledon che pare strano per dei pubblicitari non conoscerla. Il vincitore Luca Pedrani si giustifica dicendo che quando è uscita la campagna ‘madre’ lui era al liceo. Anche io ero al liceo nel 2004, ma nel 2010 appena entrata in Accademia di Comunicazione è stata una delle prime che ci hanno fatto vedere.
    Quella di Wimbledon, poi, aveva un senso: la pallina attraversa il campo e ti fa muovere la testa. Qui il senso è assolutamente tirato per i capelli e fa esattamente pensare che si sia cercato di adattare quel modello a questo brief.
    In ogni caso, sono solo opinioni. Probabilmente le altre campagne non hanno stupito così tanto i giurati, questa è la realtà.

    Peccato, però, a Cannes forse la giuria non si lascerà sfuggire una somiglianza così palese. Speriamo di non sembrare i soliti ‘italiani’.

  • Il Pianto

    http://www.joelapompe.net/2008/09/14/man-as-crocodile-caiman-pareil/

    Gran Prix di Cannes 2008.

    Capita e capitera’, fatevene una ragione, credete sempre nella buona fede.

    Prendete l’Italia calcistica come esempio. Consideratevi vittima del byron moreno di turno ( anche se a voi come loro sarebbe bastato fare meglio dei vostri avversari). Vincete il prossimo, e vedete di non far schifo due anni dopo.

    Per chi invece era l’ultima occasione, ci sono sempre i vecchi leoni, che valgono anche piu’ di quelli giovani.

    Adios.

  • worno

    La questione è semplice: la coppia creativa vincitrice rappresenterà la creatività italiana under 28 a cannes.
    Per la proprietà transitiva, siamo tutti copioni ragazzi. Faremo la solita figura degli scansafatiche furboni.
    Grazie all’art e al copy di questa campagna, grazie alla giuria che sottovalutava l’intelligenza del resto dei partecipanti. Grazie a loro la nostra nomea non fa altro che rafforzarsi.

  • http://www.nicolovolanti.com/ Nicolò

    Un’idea non ha in se il concetto di esclusività.
    Un’idea può arrivare a persone diverse in momenti storicamente diversi.
    Non parlo solo della pubblicità.
    L’idea “geniale” (in senso lato) arriva quando l’intuizione si lega al contesto storico giusto (o al cliente giusto).
    Partendo dal considerare la buona fede di giura e coppia creativa, qui nessuno contesta ciò.
    Semplicemente, da livello squisitamente professionale, credo sia giusto una volta scoperto che ciò che si è pensato è già stato utilizzato, dire “Ok, sono fiero di averla pensata, ma trovandomi a competere in un premio che premia l’originalità creativa, cedo il posto”. Tutto qui.
    E’ vero che in giro ci sono lavori simili (se non identici).
    Ma questo è un premio. E’ una gara.
    Il giudizio della giuria resta insindacabile. Tant’è che qui si contesta tutt’altro.
    Questa è sicuramente una chance enorme per l’art e il copy, ho 21 anni anche io, capisco cosa possa voler dire un’occasione ghiotta come questa.

    Però se stiamo provando a ripresentarci con le giuste credenziali, cercando di riaffermarci come professionisti parte di un collettivo, se amiamo dire che anche in Italia (come già lo è stato) c’è tanta buona creatività, dobbiamo assumerci nel nostro piccolo la nostra parte di responsabilità.

    Questo dibattito dimostra che c’è tanta gente che ci crede, perché, tranne qualche commento, la maggior parte hanno un’impronta costruttiva, non distruttiva.
    Non c’è niente di male a prendere posizione, non c’è nulla di male nella contestazione se credi in ciò che stai contestando. Se amiamo questo mestiere dobbiamo farlo per la qualità professionale che vogliamo raggiungere domani.

    Speriamo tutti che i due ragazzi si faranno valere a Cannes, come succederà ribadendo che non è una critica personale nei loro confronti.

    In bocca al lupo. In quella dei leoni ci siete già passati. ;)

  • Dan

    Trovo ingiusto parlare di plagio volontario. E credo nella buona fede dei ragazzi, che non conosco personalmente. L’errore è della giuria, che non doveva premiare un’idea piuttosto vecchia e palesemente identica a lavori addirittura premiati anche dall’ADCI stessa 4 anni fa.

    Perciò Facchini e Pedrani a Cannes, giuria a Canossa.

  • Gabriele Caeti

    ma sticazzi?
    Piuttosto c’è un modo di vedere tutte le campagne?
    Non solo stampa…

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      sì, Gabriele. Ma sto aspettando da Sipra che mi mandi tutti i file.

    • Gabriele Caeti

      grande :)

  • marika

    Cari Facchini e Pedrani,

    nonostante il momento difficile che state attraversando, vi chiedo di non cedere alle critiche e alle polemiche e di restare al vostro posto di vincitori.
    Nessuno dubita della vostra buona fede, a parte i perdenti. Quelli che hanno perso il concorso e quelli che hanno perso una buona occasione per tacere.
    Quando avremo la possibilità di vedere tutti i lavori iscritti, sarò curiosa di conoscere quale mirabolante idea sarebbe dovuta arrivare prima, al posto della vostra. Forse un tatuaggio originale? Forse un brufolo mai visto?
    Nell’attesa, io rido. Voi invece, Facchini e Pedrani, lavorate seriamente e portate a casa un leone che metta a tacere questi gatti che abitano nei sottoscala delle agenzie.

    • Max

      Mi sa che hai frainteso un po.
      Credimi.

    • marika

      Mi sa che non conosci l’italiano. O forse lo conosci un po’.
      Credimi.

    • worno

      A parte il triste flame per un apostrofo cara Marika, hai visto qualcuno lamentarsi del video vincitore? O del logo? O del banner? Non mi pare. E c’è gente che ha perso anche lì.
      La questione è semplicissima: copi e vinci? Aspettati la rivolta. Basterebbe un’ammissione di colpevolezza, un po’ di sincerità non guasterebbe.

    • marika

      La butto lì.
      Ti sembra originale un film dove si paragonano due portate, o due oggetti apparentemente simili?
      O la “prova paragone” è diventata di colpo un meccanismo innovativo?
      E sempre buttandola lì. Il logo con delle frecce che suggeriscono “riciclo” o “infinito” ti sembra altrettanto originale?

      ps: tu non hai le prove che quei ragazzi hanno copiato, questa è l’unica cosa certa che posso affermare in questa incerta gazzarra.

    • Simone

      Cercare il refuso per sviare la coversazione è tipico di chi non ha argomenti. Complimentoni!

    • Simone

      Sei anche stata poco attenta al concetto del film, dove le portate sono due, volendo far sembrare che c’è una differenza, quando in realtà non esiste. Mamma mia…

    • worno

      Sì cara Marika, il concetto del video è originale e soprattutto ben applicato. Qua ci si dimentica che la coppia vincitrice è partita da un meccanismo e l’ha applicata (o incollata con lo sputo) al brief. Come tu dal tuo alto mi insegni, è la cosa più sbagliata del mondo.
      Perché difendi ciò che è solare? Hanno usato la carta copiativa, punto e basta.

    • marika

      Il device visivo di quel video è identico ad altri mille.
      Poi cambia il concetto, esattamente come la stampa da tutti accusata. E con questa vi saluto e vi invito a riflettere. Piccolo popolo di publici ministeri. Pardon, anonimi ministeri.

    • Michele Stara

      Siamo tutti gatti felici!

  • http://gbx.pg.it Giulio Bordonaro

    Sul vincitore e sulla giuria non mi esprimo.
    La cosa che mi ha lasciato perplesso è stata la pochezza della cerimonia di premiazione: camerieri in livrea, servizio d’ordine, gran buffet, creativi in tiro, hipster, fighetti, alternativi coi bicchieri in mano. Tutto molto scenografico.

    Sì ma le campagne? A parte i film, proiettati sul maxischermo più volte, le altre sezioni sono state trattate con superficialità e noncuranza.
    Mi aspettavo di vedere le campagne stampa stampate – appunto – ed esposte. E invece mi trovo uno schermo in cui le stampe (sgranate, a una risoluzione pessima) vengono proiettate in loop. La gente ondeggia allontanandosi e avvicinandosi allo schermo per cercare di decifrare la bodycopy ma… PUFF! Dopo 4 secondi non c’è più tempo. Avanti con la prossima campagna! 4 secondi per leggere una pagina mi sembrano pochini. E per 84 stampe forse era meglio trovare una soluzione alternativa, no?
    E poi durante la lettura delle shortlist magari era il caso di mostrare le campagne selezionate. Qua sta il punto centrale: era come se a tutti interessasse solo CHI aveva vinto.
    Per vedere la stampa vincitrice ho dovuto aspettare che capitasse a caso sullo schermo dell’infamia. Idem per i banner (cyber?) e per i design. Ma scherziamo?

    A me è sembrato tutto ridicolo: non una parola della giuria sulle motivazioni delle vittorie, non un attimo di riflessione sulle campagne in sé. Soltanto una festa pseudomassonica in cui mangiare, bere a sbafo e farsi i “complimenti” a vicenda. Ma quanto siamo bravi, ma quanto siamo belli, ma quanto siamo proiettati verso il futuro. Baggianate.

    Ancora una volta un’occasione sprecata. E ora tutti a litigare su plagi e demeriti della giuria, ma nessuno che si lamenti per quanto sia stato organizzato male tutto quanto. Dal modulo di iscrizione con campi mancanti, fino alla premiazione.
    Riuscirà l’ADCI (e riusciremo noi giovani) a fare meglio l’anno prossimo? Spero che queste indicazioni possano essere utili per l’edizione 2013, per il resto auguri ai vincitori.

  • Davide Iacono

    Mi permetto di dire la mia. Idee simili se ne vedono parecchie. Questo meccanismo non è nuovo, ma la campagna è identica a una di VW (chiude anche nello stesso modo “fare no con la testa”) che i giurati avrebbero dovuto conoscere.

    Le giurie non sono tenute a conoscere la campagna del barbiere sotto casa, ma quelle più famose si. D’altra parte si parla di premi, se si parlasse di mestiere staremmo tutti zitti.

    • marika

      Famosa? Se ho capito di quale parli, è uscita solo in Inghilterra.
      E ha vinto il Grand Prix del fish&chips, se non erro.
      Ah, quindi se la riutilizzano, chiediamo di ritirarla perché è uscita nel 2011; quindi dopo quella fatta in Italia per il tennis e l’altra creata in Portogallo nel 2004…Roba da matti.

    • Davide Iacono

      la campagna è questa:

      http://www.flickr.com/photos/beingpeterkim/4621395256/

      non me ne frega se si riutilizza, come ho detto prima, forse però non si dovrebbe far vincere ad un concorso.
      Mi permetti questa riflessione?

    • Incipit

      Hai precisamente ragione Davide.

  • Davide Iacono

    Scusate, un altra cosa…ben più costruttiva.

    La prossima volta invito gli organizzatori a stampare tutti lavori della categoria print, almeno chi arriva alla premiazione ed è interessato a vedere i lavori (come dovrebbe essere) non sta a guardare un monitor che cambia foto ogni 5 secondi senza capire nulla.

    Magari risparmiamo un po’ sul catering e investiamo per qualcosa di meglio.

    • boris

      a me a priori, uno il cui padre come regalo di compleanno vuole regalare un giro a cannes per vedere come vanno le cose e che dichiara che avrebbe potuto fare tatnissime cose ma ha scelto il copy, puzza di riccastro lontano 1000 miglia e quindi ne diffido.
      certo che almeno il layout un minimo diverso potevano farlo.

    • Livio Basoli

      Ahahahah. Ma che commento del cazzo.

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      Quoto

    • boris

      si lo so… ma era per metterci anche un po di patos sociale che non guasta mai…
      e per sdrammatizzare:
      cmq ci sono campa
      gne ispirate. tutte sono ispirate, sopratutto nella stampa vige il principio: nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma.

      ma questa è palesemente copiata.

  • CHI CERCA TROVA

    Il fatto è che abbiamo lo stesso problema dell’Italia ai mondiali in Korea… MANCA LA SQUADRAAAAAA. Su 100 proposte stampa 95 sono una merda 3 fanno schifo e 2 sono mediocri. NESSUNA NUOVA O INNOVATIVA, NESSUNA. A parte rarissimi casi, siete tutti omologati è ovviamente non producete niente di innovativo e mai lo farete, non avete neanche bisogno di copiare, siete voi stessi una copia, una copia di pessimi creativi senza fantasia. Se ci fossero state 100 Campagne della madonna da premiare, questo topic avrebbe senso, ma qui c’è la morte, il nulla del nulla, il vuoto cosmico. Amen.

    • Mah

      Non lo so non c’erano le altre, quindi non le ho viste.

  • Dan

    Il Gran Prix lo darei al Cyber.

  • Chiara

    Vorrei solo ricordare i parametri della giuria nel valutare le campagne, riportati sul sito dei giovani leoni :
    ” Tutti i lavori iscritti saranno valutati da un’apposita giuria, composta dai soci dell’Art Directors Club Italiano, che voteranno le proposte migliori considerando l’idea creativa, la realizzazione e l’innovazione dell’idea.”

    C’è qualcosa che non mi torna. Forse l’innovazione?

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      Tieni presente che la pubblicità NON è una scienza esatta. Quando si dice “considerando l’idea creativa, la realizzazione e l’innovazione dell’idea” può anche capitare – ed è successo in tutto il mondo – di premiare un’idea creativa che dal punto di vista della realizzazione o dell’innovazione non è speciale.

      Per fare un esempio, l’annuncio entrato in shortlist con il ritratto di George Clooney dodicenne è sicuramente una bella idea, ma non si può certo dire che sia innovativa dal punto di vista del layout o della realizzazione: quanti milioni di annunci si sono già visti con un titolo in alto, un ritratto in mezzo e un testo in basso?

  • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

    Per quel che vale, posso testimoniare che anche il consiglio ADCI è diviso sul tema. MA, a meno di non essere integralisti dogmatici, quando il voto è 51 contro 49 NON vuol dire che 49 sono delinquenti in mala fede. Vuol dire che la questione è molto incerta.

    La mia opinione personale è simile a quella espressa da Massimo Guastini nel post. Sintetizzo: secondo me non c’è plagio e non c’è mala fede. Ecco le mie considerazioni inviate stamattina al Consiglio ADCI:

    1. non ho la panoramica degli altri lavori sottoposti al giudizio della giuria. Poi

    2. Secondo me, parlandone in astratto, si tratta dell’uso di una specie di format più che di un plagio (un po’ come impaginare l’annuncio alla rovescia o speculare: s’è già visto, ma -in un certo caso particolare – potrebbe essere una buona idea) [anche perché, a quanto pare, nel mondo ci sono diversi annunci che usano lo stesso meccanismo].

    3. Nel contesto del concorso, certo, sapere che hai usato un “format” già visto fa modificare un po’ il giudizio per cui tornando al primo punto, se avessi la panoramica degli altri lavori, potrei concordare che questo annuncio non merita più il primo posto.

    4. Per quel che riguarda la mala fede, non è detto che ci fosse: può anche succedere che mesi fa vedi una cosa, la archivi mentalmente, e poi l’idea ti torna senza associarla più alla fonte originale.

    5. Infine: nel mondo digitale, qualsiasi cosa fai, appena hai risonanza è facilissimo che salti fuori qualcuno che — in Francia, Australia o Samarcanda — ha già visto qualcosa di simile. Se quell’annuncio fosse arrivato quarto o quinto i giurati avrebbero pensato “bello”, magari avrebbero preso nota mentalmente degli autori, e poi nessuno si sarebbe accorto di niente.

    • Andrea Castelletti

      Gianni, che sia copiata o meno, la campagna che ha vinto secondo me spiccava tra le altre, questo (a mio parere) è un dato di fatto. Poi se sia giusto che abbia vinto non lo so.
      Alla fine anche la seconda classificata, se non ricordo male, usa una tecnica già usata per altre campagne, cioè scrivere una bodycopy che se letta a frasi alterne dice una cosa diversa rispetto a se la si legge tutta di fila, ma di questa nessuno ne parla perché non ha vinto…
      A me personalmente ha dato un po’ più fastidio vedere in shortlist delle proposte che secondo me non rispondevano correttamente al brief, ma that’s another story.

    • marika

      Sulla seconda forse ti sbagli. Non è quella.

    • Andrea Castelletti

      ci sta, non ricordo benissimo

    • marika

      Non è seconda.

    • http://dasieve.blogspot.com/ Edo

      Anche su questo punto si potrebbe dibattere a lungo….perchè, in effetti, alcune proposte non fittavano il brief.

  • http://avetetuttiragione. enzo.doc

    in italia non si fa nulla che non sia innovativo. questa è una santa verità.
    quindi, invece di accusare, perché non cominciamo a fare veramente qualcosa di nuovo? che so… tipo non mettere in piedi polemiche sterili dettate dalla mera invidia.

    • http://www.nicolovolanti.com/blog Nicolò

      In Italia si fanno cose innovative, generalizzare penalizza tutti.
      Poi…spesso il guaio è trasformare un dibattito in polemica.
      E perché mai si ci deve infilare sempre sta maledetta invidia pure quando non centra nulla? Siamo giovani, ma credo che la fase di chi ce l’ha più lungo sia passata.

    • Paolo

      Quoto Nicolò. E poi quella sera c’era gente che non ha nemmeno partecipato (tipo: me) e che ha comunque il diritto di fare osservazioni e creare dibattito a fin di bene – cito: “Siamo giovani, ma credo che la fase di chi ce l’ha più lungo sia passata – il fatto è che ci sono molte altre cose che non sono andate quella sera.

    • http://www.fuoricentrostudio.com aimone bonucci

      grande nicolò!

  • patrizio

    ma è possibile che nelle discussioni non si esca mai dallo schema “critichi? eh certo, è perché sei invidioso”. mi sembra un commento da una signora gina qualunque ospite in un programma della de filippi qualsiasi. basta!

  • http://www.adci.it Fabio ciccio Ferri

    Secondo me il meccanismo creativo è proprio uguale:

    1) Graficamente;
    2) Interattivamente -> Dinamica destra/Sinistra delle Pupille o delle Capocce.

    In Delo: il movimento della Pupilla Dx/Sx è una metafora della Pallina nel campo da Tennis;
    Nell’Amico Charly: Stessa cosa -> il movimento della Capoccia Dx/Sx è una metafora dello scuotere negativamente la testa dicendo di NO.

    Come si evince dal Body Copy.

    Stesso meccanismo,
    ma NON saprei dire se è un’idea creativa volutamente copiata od è una pura coincidenza.

    Ciò non toglie che a volte basta così poco perché una campagna venga bloccata.

    FF
    (:

    • marika

      @ciccio:
      “Stesso meccanismo,
      ma NON saprei dire se è un’idea creativa volutamente copiata od è una pura coincidenza.”

      Anche perché se tu lo sapessi dire, saresti onnisciente e magari potresti darci dei numeri buoni per il superenalotto : )

    • francesco

      ragazzi fatela tacere.
      ;)

    • Paolo

      Vorrei far solo notare che se fosse stampato a banner 6×3 (soprattutto a schermo lo si può apprezzare) non ci sarebbe nessun movimento oscillatorio della testa, ma solo di pupilla. Altro che “dire no”.

  • http://www.keyadv.net Gae D’Aloia

    Ciao a Tutti,

    in effetti, comprendo l’impossibilità di verificare ex-ante tutti i possibili casi di plagio, e capisco anche che in pubblicità nulla si inventa e tutto si trasforma, ma in un caso “plateale” come questo, se fossi in te, Massimo, un pensiero alla squalifica a posteriori lo farei. Cosa dici? :-) Sperando in un secondo, o un terzo classificato un po’ più meritevole…

    Gae D’Aloia

  • Lino

    Concordo con Massimo quando dice che “di sicuro, c’è che Federica e Luca, consapevoli o meno, hanno applicato questo meccanismo in modo intelligente e pertinente rispetto alle richieste del brief.”
    E che “le regole sono state rispettate.”

    Quindi tutto questo scalpore non ha motivo di esistere.

    Però.
    Ci si potrebbe chiedere se il rispetto delle regole e l’intelligente uso di un meccanismo (già visto) sia o no creatività.

    Stando alle regole, il lavoro premiato dalla giuria (composta da persone di comprovata esperienza e competenza) è quello dei “giovani più promettenti della creatività” in Italia.

    Ecco, solo un dubbio resta (e va coltivato): la creatività in Italia.

    L’Italia non ha niente di meglio da offrire? Non credo.
    Si poteva fare di meglio? Certamente.
    Perché non è stato fatto? Chi lo sa.
    Dovrebbe cambiare il sistema? Perché no?

    Premiare l’eccellenza magari, e decidere di non assegnare per forza un premio a chi fa meno peggio degli altri.

    L.

    • alessandro

      “Stando alle regole, il lavoro premiato dalla giuria (composta da persone di comprovata esperienza e competenza) è quello dei “giovani più promettenti della creatività” in Italia.”

      Beh, ma non hanno partecipato tutti i creativi sotto i 28 anni in Italia.
      La giuria ha giudicato solo i lavori presentati. Magari ci saranno stati molti altri giovani (disillusi o stanchi morti) che hanno preferito passare il weekend a riposare. Chi lo sa.
      A volte leggendo in giro ho l’impressione che anche in questo campo, come nel calcio, ci siano milioni di commissari tecnici al bar e una sola nazionale di gente che corre in campo.
      Come ho scritto in un commento sopra è il contesto che va cambiato, prima di parlare di creatività.

      Se un ragazzo a 27 anni si fa il mazzo 6 giorni su 7, per 800 € al mese, con un direttore creativo isterico e bastardo che non fa altro che cazziarlo e sfruttarlo da mattina e sera (o magari è solo depresso e incompetente e gli fa fare lavori del piffero cassando le idee valide e proponendo cose trite e ritrite) la creatività , l’idea travolgente, il miracolo immaginifico da dove dovrebbe venirgli fuori?
      Dal frigo vuoto che ha a casa o dalla ragazza stufa che lo molla perché da due anni esce dall’agenzia sfatto ogni sera alle 23 e non la porta mai a fare una vacanza perché non ha i soldi?

      Io non so se i partecipanti a QUESTO concorso sono del tipo che descrivo io o sono tutti felici, affermati, sorridenti, con le tasche piene e sereni, ma certo non mi pare un mistero che quest’ambiente veda fin troppo spesso i mediocri ai vertici e gli schiavi alla base. Leggiamo di fangate un giorno sì e l’altro pure in giro per la rete (Bad Avenue docet).
      La creatività vera arriverà nel momento in cui si sovvertiranno le mere regole MATERIALI di questo ambiente, ché di poeti non ce ne sono mai stati in qualunque lavoro, meno che mai in questo. Il tempo dei Van Gogh se mai c’è stato è finito da un pezzo.
      Se ricordo bene, Bernbach alle 17 staccava e andava a casa dalla famiglia e nei weekend non c’era neanche per il Padreterno.
      Significherà pur qualcosa…

  • roberto d

    Ho il dubbio che la giuria si sia trovata a scegliere tra una campagna forte e poco originale e delle campagne più originali ma un poco deboli. E che abbia scelto quella forte ma poco originale perché anche se ci chiamiamo creativi siamo pur sempre pubblicitari.

    • Paolo

      Dubito, c’erano campagne migliori sia dal punto di vista della realizzazione che del concept. Anzi, c’erano campagne che VERAMENTE avrebbero attirato il pubblico (meramente chiamato target) a leggere il copy e ad apprezzare il messaggio. Vorrei sottoporre almeno due campagne ad un test e vedere, alla fine, qual’è quella che suscita nel pubblico l’effetto WOW. All’estero, di solito, il premio giuria corrisponde al premio pubblico.

  • Davide Rossi

    Vorrei uscire un attimo dalla questione plagio/non plagio per smorzare un po’ i toni e per dire una cosa che dai commenti non sembra essere stata colta.

    Ossia comprendere che questa competizione non equivale al professionismo creativo.

    Mi spiego: chi vince i giovani leoni non è detto che sia il miglior giovane professionista/creativo sulla piazza. Come chi perde non è detto che sia un incompetente. Il lavoro vero è un altro, le campagne si fanno (si dovrebbero fare per lo meno) in più tempo, in più media, con più possibilità di espressione, affidandosi a fotografi, illustratori, postproduttori ecc. ecc.

    Questa è una cosa a parte, una specialità, quella di brief veloce con pochi mezzi. La stessa che c’è a Cannes. Spulciando i lavori dei giovani leoni a Cannes, dubito fortemente che se valutati dalle giurie degli altri leoni possano ambire a qualche premio (anche shortlist). Perché anche a Cannes è una cosa a parte.
    Quindi chi vince i giovani leoni può ritenersi il migliore nel svolgere un brief in 24 ore con mezzi limitati. Quello sì.

    Non è la cartina tornasole dei bravi/cattivi giovani professionisti tanto/poco creativi. Certo è una bella soddisfazione e vanto per chi vince. Un’occasione. Ma io la vedo, come un momento di libertà dal pantano in cui ci troviamo.

    L’anno prossimo in molti avrete un’altra possibilità.

    Nei commenti c’è chi difende e c’è chi attacca. Perché definire il giusto e sbagliato è abbastanza relativo, come lo è il giudizio di tutte le giurie al mondo. Magari con un altra giuria non avrebbe vinto, ma la giuria era questa e penso che fossero consapevoli sia della campagna portoghese sia delle altre, e abbiano espresso la loro valutazione in base anche a quello.

    Ma tutto questo ormai è passato. Mi piace il parallelismo con Byron Moreno, dopo 4 anni abbiamo vinto il mondiale e tutto è cancellato. Fate lo stesso.

    Per chi grida vendetta mi pare che possano ritenersi ormai soddisfatti. Tutti ormai sappiamo di questa somiglianza. E penso che i vincitori (perché quello rimangono) non se la stiano vivendo benissimo, o di sicuro non come si immaginavano.

    Quindi io direi di voltare pagina sulla questione.

    Ringrazio invece chi esprime considerazioni, critiche e suggerimenti sull’organizzazione dell’evento e della competizione. Siamo sicuri che le prossime edizioni saranno migliori di queste, stiamo già studiando aggiunte al regolamento e miglioramenti sul sito da proporre per l’anno prossimo. Se avete qualche suggerimento (niente flame su vincitori, giurie e robe del genere) mandatelo pure a me drossi79@gmail.com oppure, come al solito, telefonate al consigliere Mizio Ratti :)

  • Camilo Emiliano Rosas

    Il fatto che abbiano avuto solo 24 ore di tempo “prova” che non hanno copiato perchè non avrebbero avuto il tempo di controllare se l’idea era già stata usata?
    Non ho mai sentito nulla di così ridicolo: rileggete le righe sopra e vedete se trovate la fallacia logica.
    Tipica giustificazione all’italiana, mi ricorda il triste mondo dei concorsi accademici: dubitare delle giurie non è “invidia”, è stimolo e sprone a fare bene il proprio lavoro, ad esporre i dati in pubblico. Lo stimolo a “fidarsi” di chi ha in mano la capacità decisionale è solo omertà e paura.

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      I dati sono esposti in pubblico. Lo prova questo blog.

  • Michele Stara

    Il fatto che Sergio Leone abbia copiato Yojimbo di Akira Kurosawa non toglie il fatto che ora possiamo goderci un capolavoro come Per un pugno di dollari. Certo. Che poi Sergio Leone abbia perso la causa intentatagli da Kurosawa è un’altra storia.
    È avvilente vedere come il mondo della Grafica Italiana sia composto per la maggior parte di arrivisti, plagiatori, dalle inesistenti idee e bassi valori morali… Tutto pur di vincere o ottenere successo. Io copio il mio amico PIerre e vi dico:
    “L’importante non è vincere ma partecipare. La cosa essenziale non è la vittoria ma la certezza di essersi battuti bene.”
    E voi, parliamoci francamente, vi siete battuti ESTREMAMENTE MALE.
    Magari vi andrà sempre dritta… ma mi piacerebbe essere presente il giorno in cui un cliente si accorgerà che la costosissima idea che gli avete venduto era l’idea di qualcun altro di sei anni prima.

  • Pietro Mandelli

    Mi permetto di dire anche io la mia, per quello che vale.
    Innanzi tutto faccio i complimenti ai vincitori, conosco alcune delle persone che hanno formato la giuria e sicuramente sapevano che erano già state fatte campagne simili ma a mio avviso hanno ritenuto che il meccanismo applicato al tipo di brief in questo caso era molto azzeccato.

    Personalmente io non sono d’accordo, perché mi sembra davvero un meccanismo meramente applicato ad un cliente e non un’idea o un pensiero.
    Potrebbe essere applicato su molti altri prodotti, cambiando semplicemente le frasi, la body ed il logo.
    Mentre sul tennis era molto azzeccato, in questo caso il fatto che ti faccia solo dire “no” può essere applicato su quasi tutto.

    Detto questo, che è un parere assolutamente discutibile e personale, rinnovo i complimenti ai vincitori!

  • Lor enzo

    Grazie per
    avermi fatto
    passare il
    torci collo
    : )

  • matteo

    http://taylorgarries.com/observations/vw-golf-ad-makes-clever-use-of-the-media/

    Uscita nel 2011 in Inghilterra. Pure la linea finale e identica. Non c’e bisogno di aggiungere altro.